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	<title>Carmine Tripodi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Feb 2025 14:32:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>San Luca, commemorazione del 40° anniversario dell&#8217;eccidio del Brigadiere Carmine Tripodi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/san-luca-commemorazione-del-40-anniversario-delleccidio-del-brigadiere-carmine-tripodi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 08:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, presso la località &#8216;Ponte Cucuzza&#8217; di San Luca (RC), ha avuto luogo la commemorazione del 40° anniversario dell’eccidio del Brigadiere Carmine Tripodi, Medaglia d’oro al Valor Militare, con la resa degli onori e la deposizione di una corona presso il monumento in memoria della vittima. Presso la Chiesa Santa Maria della Pietà di San Luca, si è svolta la funzione religiosa che è stata officiata da Mons. Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi Locri – Gerace e dal Cappellano Militare Don Aldo Ripepi, alla presenza delle Autorità civili, miliari e giudiziarie del distretto reggino e del circondario di Locri. A seguire è stata la deposizione di una corona presso il monumento “Brig. M.O.V.M. Carmine Tripodi” nell’omonima piazza di San Luca.<br />
I tre eventi commemorano la Medaglia d’Oro al Valor Militare, Carmine Tripodi, nato a Torre Orsaia (SA) il 14.5.1960. Arruolato nell’Arma dei Carabinieri il 14 luglio 1977, prestò servizio presso la Compagnia di Bianco, la Squadriglia Carabinieri di Motticella e, da ultimo, dall’8 gennaio 1982, al comando della Stazione Carabinieri di San Luca. Fu fortemente impegnato con determinazione e grande professionalità ad arginare l’ondata dei sequestri di persona sui crinali dell’Aspromonte riuscendo ad assicurare alla giustizia i rapitori dell’ingegnere napoletano Carlo De Feo, tenuto prigioniero per 395 giorni sulle montagne reggine.</p>
<p>Alle 21.00 del 6 febbraio 1985, mentre stava andando a bordo della propria autovettura presso la caserma della Compagnia Carabinieri di Bianco subì, in località Cucuzza di San Luca, un agguato ad opera di tre malviventi che, dopo aver bloccato il passaggio del mezzo, esplosero all’indirizzo dell’auto numerosi colpi di lupara, attingendo mortalmente il militare e dileguandosi.<br />
Seppur ferito a morte, il sottufficiale reagì coraggiosamente esplodendo alcuni colpi con la propria arma, ferendo almeno uno dei malviventi in fuga, per poi accasciarsi esanime all’interno della sua autovettura. </p>
<p>Il 5 giugno 1986, in occasione della Festa dell’Arma dei Carabinieri celebrata in Roma, il Presidente della Repubblica ha conferito alla memoria del Brigadiere Carmine TRIPODI la “Medaglia d’Oro al Valor Militare” con la seguente motivazione: “Comandante di Stazione distaccata, già distintosi in precedenti operazioni di servizio contro agguerrite cosche mafiose, conduceva prolungate, complesse e rischiose indagini che portavano all’arresto di numerosi temibili associati ad organizzazioni criminose, responsabili di gravissimi delitti. Fatto segno a colpi di fucile da parte di almeno tre malviventi, sebbene mortalmente ferito, trovava la forza di reagire al proditorio agguato riuscendo a colpirne uno, dileguatosi poi con i complici. Esempio di elette virtù militari e di dedizione al servizio spinto fino al sacrificio della vita.</p>
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		<title>Commemorato a San Luca l’eccidio del brigadiere Carmine Tripodi: aveva solo 25 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 10:46:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, alle ore 10.00, presso la località Ponte Cucuzza di San Luca, ha avuto luogo la commemorazione del 39° anniversario dell’eccidio del Brigadiere Carmine Tripodi, Medaglia d’oro al Valor Militare, con la resa degli onori e la deposizione di una corona presso il monumento in memoria della vittima. Alle ore 10.30 presso la Chiesa Santa Maria della Pietà di San Luca, la funzione religiosa è stata officiata da S.E.R. Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi Locri – Gerace Mons. e dal Cappellano Militare Don Aldo Ripepi, alla presenza delle Autorità civili, miliari e giudiziarie del distretto reggino e del circondario di Locri. A seguire, alle ore 11:30 vi è stata la deposizione di una corona presso il monumento “Brig. M.O.V.M. Carmine Tripodi” nell’omonima piazza di San Luca. I tre eventi commemorano la Medaglia d’Oro al Valor Militare, Carmine Tripodi, nato a Torre Orsaia (SA) il 14.5.1960. Arruolato nell’Arma dei Carabinieri il 14 luglio 1977, prestò servizio presso la Compagnia di Bianco, la Squadriglia Carabinieri di Motticella e, da ultimo, dall’8 gennaio 1982, al comando della Stazione Carabinieri di San Luca. Fu fortemente impegnato con determinazione e grande professionalità ad arginare l’ondata dei sequestri di persona sui crinali dell’Aspromonte riuscendo ad assicurare alla giustizia i rapitori dell’ingegnere napoletano Carlo De Feo, tenuto prigioniero per 395 giorni sulle montagne reggine.</p>
<p>Alle 21.00 del 6 febbraio 1985, mentre stava andando a bordo della propria autovettura presso la caserma della Compagnia Carabinieri di Bianco subì, in località Cucuzza di San Luca, un agguato ad opera di tre malviventi che, dopo aver bloccato il passaggio del mezzo, esplosero all’indirizzo dell’auto numerosi colpi di lupara, attingendo mortalmente il militare e dileguandosi.<br />
Seppur ferito a morte, il sottufficiale reagì coraggiosamente esplodendo alcuni colpi con la propria arma, ferendo almeno uno dei malviventi in fuga, per poi accasciarsi esanime all’interno della sua autovettura.</p>
<p>Il 5 giugno 1986, in occasione della Festa dell’Arma dei Carabinieri celebrata in Roma, il Presidente della Repubblica ha conferito alla memoria del Brigadiere Carmine Tripodi la “Medaglia d’Oro al Valor Militare” con la seguente motivazione:<br />
“Comandante di Stazione distaccata, già distintosi in precedenti operazioni di servizio contro agguerrite cosche mafiose, conduceva prolungate, complesse e rischiose indagini che portavano all’arresto di numerosi temibili associati ad organizzazioni criminose, responsabili di gravissimi delitti. Fatto segno a colpi di fucile da parte di almeno tre malviventi, sebbene mortalmente ferito, trovava la forza di reagire al proditorio agguato riuscendo a colpirne uno, dileguatosi poi con i complici. Esempio di elette virtù militari e di dedizione al servizio spinto fino al sacrificio della vita. San Luca, 6 Febbraio 1985.”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/commemorato-a-san-luca-leccidio-del-brigadiere-carmine-tripodi-aveva-solo-25-anni/">Commemorato a San Luca l’eccidio del brigadiere Carmine Tripodi: aveva solo 25 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Il boss Sebastiano Nirta indagato in relazione all&#8217;omicidio del Brigadiere dei Carabinieri Tripodi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-boss-sebastiano-nirta-indagato-in-relazione-allomicidio-del-brigadiere-dei-carabinieri-tripodi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 18:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha iscritto Sebastiano Nirta, soprannominato “Scalzone”, 66 anni, di San Luca, ma residente a Bovalino, nel registro delle indagati in relazione all’omicidio del brigadiere dei Carabinieri Carmine Tripodi, assassinato nel paese aspromontano il 6 febbraio del 1985. L’indagine, a cura dei pubblici ministeri Alessandro Moffa e Diego Capece Minutolo, riguarda “accertamenti tecnici irripetibili di tipo biologico” affidati al Ris di Messina su alcuni reperti rinvenuti nell’Ufficio Corpi di reato del Tribunale di Locri  indumenti, sassi, toppe d’asfalto e altro) rinvenuti sulla scena del delitto, finalizzati alla rivelazione di materiale organico (tracce ematiche) utile all’estrapolazione di un profilo genetico per identificare gli autori dell’omicidio del sott’ufficiale dell’Arma. Secondo quanto si è appreso, l’inchiesta riaperta dalla Procura distrettuale di Reggio Calabria, coinvolge anche altre quattro persone, di cui al momento non sono note le generalità. Lo svolgimento degli accertamenti tecnici di natura biologica sui reperti sequestrati si terrà nella giornata di domani, a Messina, nei laboratori specialisti dei carabinieri del Ris.</p>
<p>Carmine Tripodi aveva compiuto 25 anni quando fu assassinato alle porte di San Luca, in Aspromonte, da un commando della ‘ndrangheta. Originario di Torre Orsaia, in provincia di Salerno, al giovane sottufficiale dell’Arma, nel 1982, a soli 22 anni, era stato affidato il comando della stazione di San Luca, nel periodo di massima espansione dei sequestri di persona a scopo estorsivo, il primo trampolino di lancio della ‘ndrangheta per realizzare gli ingenti capitali, poi riciclati nel traffico internazionale degli stupefacenti e nelle attività immobiliari lungo i paesi della riviera della Locride.<br />
Il brigadiere Carmine Tripodi, nonostante la giovane età, dimostro’ ben presto il suo valore, indagando sui sequestri, come quello dell’ingegnere napoletano Carlo De Feo, riuscendo ad arrestare numerosi esponenti e gregari della ‘ndrangheta “santolucota”. La sua vivacità investigativa, però, non poteva essere sopportata a lungo dalle ‘famiglie’ aspromontane, che alla fine decisero di assassinarlo.<br />
Carmine Tripodi aveva da poco lasciato il suo lavoro nella caserma di San Luca, per rientrare in famiglia, a Bovalino, percorrendo la strada provinciale, quando, subito dopo l’abitato di San Luca, la sua autovettura fu bersagliata da decine di colpi di fucile a pallettoni ad opera di un gruppo di almeno cinque persone. Nonostante fosse ferito gravemente, trovò la forza di difendersi estraendo l’arma d’ordinanza e rispondendo al fuoco della ‘ndrangheta, riuscendo a colpire uno dei killer.</p>
<p>Proprio il giorno prima dell’agguato, il 5 febbraio del 1985, Carmine Tripodi aveva accompagnato il giudice istruttore di Napoli, Guglielmo Palmeri, in un’ispezione dei luoghi dove l’ingegnere Carlo De Feo, liberato dai sequestratori nel febbraio del 1984 dietro pagamento di circa quattro miliardi di lire, fu detenuto, fornendo un supporto investigativo essenziale. Un colpo durissimo per la ‘ndrangheta, che riuscì ad individuare la ‘gola profonda’ interna che indirizzò i Carabinieri negli ovili di prigionia di De Feo: si trattava di un pastore, Giuseppe Giorgi, che verrà anche lui assassinato per avere riferito alla madre del progetto di assassinare il brigadiere Tripodi, facendo anche i nomi ai carabinieri.<br />
Giuseppe Giorgi non era ritenuto dagli inquirenti, nonostante il cognome, membro di ‘famiglie’ di ‘ndrangheta potenti. E così, la sua condanna a morte fu decisa dai capibastone della ‘ndrangheta aspromontana ed eseguita la notte di Capodanno del 1985, mentre a San Luca in Aspromonte crepitavano i colpi di arma da fuoco per festeggiare il nuovo anno: Giuseppe Giorgi fu colpito mortalmente alla testa da un colpo di pistola. Le successive indagini della Procura della Repubblica di Locri sugli omicidi del brigadiere Carmine Tripodi e del giovane pastore, si conclusero senza condanne. Adesso la Procura distrettuale di Reggio Calabria potrebbe aprire scenari nuovi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-boss-sebastiano-nirta-indagato-in-relazione-allomicidio-del-brigadiere-dei-carabinieri-tripodi/">Il boss Sebastiano Nirta indagato in relazione all&#8217;omicidio del Brigadiere dei Carabinieri Tripodi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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