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	<title>carabinieri Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Sep 2026 13:45:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>San Giovanni di Gerace (RC), scoperta piantagione di cannabis sativa. rinvenute 550 piante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel quadro dei servizi predisposti per il controllo del territorio, i Carabinieri delle Compagnie di Serra San Bruno (VV) e di Roccella Ionica (RC), unitamente ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e con il supporto dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia hanno individuato, in località montana “Scialata”, di San Giovanni di Gerace, una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quadro dei servizi predisposti per il controllo del territorio, i Carabinieri delle Compagnie di Serra San Bruno (VV) e di Roccella Ionica (RC), unitamente ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e con il supporto dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia hanno individuato, in località montana “Scialata”, di San Giovanni di Gerace, una piantagione di cannabis sativa composta da 550 piante, dell’altezza massima di 2 metri e realizzata in una zona particolarmente impervia.</p>
<p>La piantagione è stata distrutta sul posto, previa campionatura. Sono in corso accertamenti finalizzati all’individuazione dei responsabili della coltivazione.</p>
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		<title>Il Generale di Brigata Lorenzo Sabatino alla guida del Comando Legione Carabinieri Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-generale-di-brigata-lorenzo-sabatino-alla-guida-del-comando-legione-carabinieri-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:28:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, presso la sede del Comando Legione Carabinieri Calabria, alla presenza delle massime autorità civili, militari, religiose regionali e di alcuni familiari di alcuni Carabinieri decorati al valore deceduti in servizio, è stata inaugurata una stele commemorativa realizzata in onore dei militari dell’Arma caduti nell’adempimento del dovere. A seguire, si è svolta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, presso la sede del Comando Legione Carabinieri Calabria, alla presenza delle massime autorità civili, militari, religiose regionali e di alcuni familiari di alcuni Carabinieri decorati al valore deceduti in servizio, è stata inaugurata una stele commemorativa realizzata in onore dei militari dell’Arma caduti nell’adempimento del dovere. A seguire, si è svolta la cerimonia di avvicendamento tra il Generale di Divisione Riccardo Sciuto e il Generale di Brigata Lorenzo Sabatino. Un Battaglione di formazione, costituito da militari delle varie articolazioni dell’Arma presenti sul territorio calabrese, ha reso gli onori al Comandante Interregionale Carabinieri Culqualber, Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi che ha presieduto il passaggio del “Vessillo” con gli emblemi della Legione Carabinieri Calabria, tra i due Ufficiali Generali.  Nel corso del suo intervento, il Generale Domizi ha ringraziato il Generale di Divisione Sciuto, destinato ad assumere il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, per quanto fatto in questi due anni, esaltandone gli importanti risultati operativi conseguiti ed ha formulato al contempo al Generale di Brigata Sabatino gli auguri di buon lavoro. Rivolgendosi, poi, ai Carabinieri ha incoraggiato tutti a perseverare nella difesa della legalità e nella tutela dei cittadini, ben consapevole delle difficoltà quotidianamente affrontate e dei sacrifici personali e familiari richiesti per l’adempimento di questa missione. Il Comandante Interregionale ha evidenziato la necessità di perseguire nel contrasto alla criminalità, sia organizzata che comune, tramite il coordinamento di tutti i Reparti dell’Arma, con le rispettive specialità, al fine di tutelare la legalità e garantire la difesa dei cittadini.</p>
<p>Il Generale Sciuto ha tracciato un bilancio della positiva esperienza alla guida della Legione Carabinieri Calabria, richiamando le molteplici operazioni di servizio che hanno riguardato il contrasto alla criminalità organizzata, comune e ambientale, evidenziando altresì l’importanza della sinergia tra le Istituzioni che operano nel territorio.</p>
<p>Il Generale di Brigata Lorenzo Sabatino assume il nuovo Comando portando con sé un vasto e diversificato bagaglio professionale. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna, l&#8217;Ufficiale ha intrapreso la carriera militare frequentando l&#8217;Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Ha successivamente perfezionato il proprio profilo conseguendo il Master in Studi Internazionali Strategico-Militari e frequentando il corso ISSMI presso l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze di Roma.</p>
<p>Nel corso della sua lunga carriera, il Generale di Brigata Sabatino ha ricoperto molteplici e delicati incarichi operativi di comando su tutto il territorio nazionale, tra cui il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cefalù, la Compagnia di Gravina di Catania, la Compagnia di Brescia, la Sezione Anticrimine del ROS di Brescia, il Nucleo Investigativo e il Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma, il II Reparto Investigativo del ROS e il Comando Provinciale di Messina. L’Ufficiale ha ricoperto anche incarichi di staff all’Ufficio Criminalità Organizzata del Comando Generale e, per ultimo, alla Divisione Unità Specializzate, quale Capo di Stato Maggiore.</p>
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		<item>
		<title>Nardodipace, scoperta piantagione di cannabis indica: 476 piante rinvenute dai Carabinieri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nardodipace-scoperta-piantagione-di-cannabis-indica-476-piante-rinvenute-dai-carabinieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 14:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel quadro dei servizi predisposti per il controllo del territorio, i Carabinieri della Stazione di Nardodipace (VV), unitamente ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e con il supporto dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia hanno individuato, in località Agrelli, frazione Ragonà di Nardodipace, una piantagione di cannabis indica composta da 476 piante. Gli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quadro dei servizi predisposti per il controllo del territorio, i Carabinieri della Stazione di Nardodipace (VV), unitamente ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e con il supporto dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia hanno individuato, in località Agrelli, frazione Ragonà di Nardodipace, una piantagione di cannabis indica composta da 476 piante. Gli accertamenti svolti nell’immediatezza hanno permesso di ricostruire il sistema utilizzato per l’approvvigionamento idrico, difatti la coltivazione era alimentata da un impianto di irrigazione a goccia e attraverso un tubo di raccordo l’impianto risultava collegato a un rubinetto situato in un terreno in uso a un uomo del luogo.</p>
<p>Gli elementi raccolti nel corso delle verifiche hanno portato i militari a deferire l’uomo in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. La piantagione è stata distrutta sul posto, previa campionatura.</p>
<p>Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dell’indagato dovranno essere accertate nel prosieguo del procedimento. La persona deferita deve ritenersi non colpevole, sino a sentenza irrevocabile di condanna.</p>
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		<title>VIDEO-I Carabinieri commemorano l&#8217;Appuntato Scelto Renato Lio, medaglia d&#8217;oro al valor civile alla memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 09:56:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Nella mattinata di ieri a Soverato e Satriano, si è svolta la cerimonia in memoria dell’Appuntato Scelto Renato Lio, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Civile e vittima del dovere, assassinato nella notte del 20 agosto del 1991, alle 2.30 circa, in località Russomanno nel comune di Satriano durante un servizio di perlustrazione. La cerimonia è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro, offerta dall’Amministrazione Comunale di Soverato e di Satriano, presso la stele commemorativa prospiciente la Compagnia Carabinieri, alla quale hanno partecipato, oltre alla vedova e ai familiari dell’Appuntato LIO, il Comandante Interinale del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro, Tenente Colonnello Giovanni Burgio, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Dott. Salvatore Curcio, il Prefetto di Catanzaro, Dott. Clemente Di Nuzzo, il Questore di Catanzaro, Dott. Giuseppe Linares, i Sindaci dei Comuni di Satriano e di Soverato, una rappresentanza di militari della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto, dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni Professionali a carattere Sindacale tra Militari. La solennità dell’evento è stata accompagnata dalla resa degli onori ai caduti da parte di uno schieramento di Carabinieri della Compagnia di Soverato e di un militare trombettiere dell’Arma.</p>
<p>Successivamente, presso la Chiesa di S. Maria Immacolata di Soverato, il Cappellano Militare del Comando Legione Carabinieri Calabria, Don Vincenzo Ruggiero, ha celebrato la Messa in ricordo dell’App. Scelto Renato Lio. Al termine della funzione religiosa, la famiglia Lio, accompagnata dai militari dell’Arma hanno raggiunto la rotatoria “Russomanno”, dove, alla presenza del Sindaco di Satriano, è stata deposta, da due Carabinieri in Grande Uniforme Speciale e da due Agenti della Polizia Locale, una corona d’alloro ai lati della lapide dislocata dove è avvenuto l’assassinio del militare, risalente a 35 anni fa.</p>
<p>Quella notte, lungo le strade di Soverato, la pattuglia del Nucleo Radiomobile, composta dagli Appuntati Renato Lio e Francesco Baita, intercettò un’auto lanciata a forte velocità con tre persone a bordo. Il controllo, iniziato come una normale attività di routine, ebbe un tragico epilogo. Durante la perquisizione, uno dei tre occupanti, un pregiudicato noto per la sua pericolosità, reagì improvvisamente. Dopo aver spinto il graduato, afferrò una pistola nascosta sotto il sedile e, nonostante il tentativo dell’Appuntato Lio di bloccarlo con coraggio, esplose diversi colpi a bruciapelo contro il militare per guadagnarsi la fuga. Ferito gravemente, Lio continuò a opporsi all’aggressore fino a quando, stremato, crollò a terra. Il malvivente aprì il fuoco anche contro l’Appuntato Baita, che si era posizionato al centro della carreggiata per rispondere con l’arma d’ordinanza. Esaurite le munizioni, l’assassino si impossessò della pistola di Lio e riprese a sparare, poi raggiunse l’autoradio di servizio, dove recuperò una pistola mitragliatrice. Risalito sull’auto insieme agli altri due soggetti, fuggì a tutta velocità. Ne seguì una vasta caccia all’uomo che portò alla cattura del responsabile dell’omicidio. I due complici, entrambi cugini e incensurati, si presentarono spontaneamente ai Carabinieri, dichiarando la propria estraneità ai fatti di sangue.</p>
<p>Il sacrificio dell’Appuntato Renato Lio, ennesima testimonianza del prezzo pagato dall’Arma per la difesa della collettività, è ricordato nella motivazione della Medaglia d’oro al valor civile concessa alla memoria: «<em>Capo equipaggio di una pattuglia del Nucleo Radiomobile, mentre si apprestava, insieme ad altro graduato, al controllo degli occupanti di una autovettura, veniva improvvisamente raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco. Benché gravemente ferito, ingaggiava con il malvivente una violenta colluttazione da cui desisteva quando, ormai privo di forze, si accasciava al suolo. Splendido esempio di altissimo senso del dovere spinto sino all’estremo sacrificio. Soverato (Catanzaro), 20 agosto 1991</em>». La cerimonia, nel 35° anniversario dell’omicidio dell’Appuntato Scelto Lio, è stata la riprova dell’attaccamento e della riconoscenza della cittadinanza nei confronti di un Carabiniere che ha sacrificato la propria vita per la tutela della collettività.</p>
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		<title>Crotone, un Kg di hashish sequestrato in due distinti interventi dei Carabinieri: due arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-un-kg-di-hashish-sequestrato-in-due-distinti-interventi-dei-carabinieri-due-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 15:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni i carabinieri di Crotone hanno incrementato i controlli sull’ambito specifico dello spaccio e della detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, conseguendo risultati rapidi e significativi. Un controllo effettuato nei confronti di un giovane 20enne crotonese, prima sulla sua persona e poi nella sua abitazione, ha permesso infatti ai militari della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni i carabinieri di Crotone hanno incrementato i controlli sull’ambito specifico dello spaccio e della detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, conseguendo risultati rapidi e significativi. Un controllo effettuato nei confronti di un giovane 20enne crotonese, prima sulla sua persona e poi nella sua abitazione, ha permesso infatti ai militari della Stazione di Crotone di trovare più di 500 grammi di hashish, suddiviso in 5 panetti, adatti quindi ad essere confezionati in dosi, oltre ad un bilancino di precisione ed altro materiale per il confezionamento. Per lui è quindi scattato l’arresto, con il collocamento agli arresti domiciliari in attesa della convalida.</p>
<p>Analoga vicenda ha visto protagonista un 58enne, anch’egli crotonese, che nel corso di un controllo, eseguito in questo caso dalla Sezione Radiomobile del N.O.R. della Compagnia, ha destato sospetti con il suo atteggiamento, venendo sottoposto a perquisizione personale e domiciliare. I militari hanno trovato nella sua disponibilità circa 470 grammi di stupefacente, per la maggior parte hashish, e una minore quantità di marijuana, già suddivisa in panetti. Anche in questo caso sono scattati gli arresti domiciliari.</p>
<p>Anche nell’ambito del contrasto allo spaccio e al consumo di stupefacenti, come in molti altri, è fondamentale la sinergia mantenuta dall’Arma con l’Autorità Giudiziaria rappresentata dalla Procura della Repubblica guidata dal dott. Domenico Guarascio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO-Ripreso dal drone mentre appicca incendio boschivo, 49enne arrestato nel Vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-ripreso-dal-drone-mentre-appicca-incendio-boschivo-49enne-arrestato-nel-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:30:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Serra San Bruno e Nucleo Carabinieri Forestale di Soriano Calabro, diretti e coordinati dal Gruppo Carabinieri Forestale di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto, un quarantanovenne in relazione al reato di incendio boschivo doloso nel comune di Mileto (VV). L’uomo, originario di Francica (VV), pensava di appiccare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-393975-2" width="696" height="388" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Video-2026-08-18-at-08.44.12.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Video-2026-08-18-at-08.44.12.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Video-2026-08-18-at-08.44.12.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Serra San Bruno e Nucleo Carabinieri Forestale di Soriano Calabro, diretti e coordinati dal Gruppo Carabinieri Forestale di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto, un quarantanovenne in relazione al reato di incendio boschivo doloso nel comune di Mileto (VV). L’uomo, originario di Francica (VV), pensava di appiccare il fuoco indisturbato, ma è stato ripreso da un drone della Regione Calabria impegnato nelle attività di monitoraggio del territorio nell’ambito del progetto “Tolleranza Zero”.</p>
<p>L’episodio si è verificato nel territorio di Mileto, in provincia di Vibo Valentia. Durante l’attività di monitoraggio, gli operatori della Control Room regionale, insieme ai Carabinieri Forestali presenti presso la stessa sala di controllo, hanno visualizzato in diretta le immagini del drone che documentavano l’azione dell’uomo mentre appiccava volontariamente il fuoco. Immediatamente sono state attivate le pattuglie dei carabinieri forestali di Soriano Calabro e Serra San Bruno, anche per il tramite del Comandante del Gruppo Carabinieri Forestali di Vibo Valentia, che sono intervenute rapidamente sul posto per procedere all’identificazione dell’autore, di professione coltivatore diretto e dedito anche alla pastorizia. Dalle immagini esaminate si è constatato come lo stesso attraverso accensione diretta appicca il fuoco alla vegetazione di un’area boscata, costituita prevalentemente da querce e pioppi, per poi allontanarsi, con un trattore, ignaro di essere ripreso dall’aeromobile della Regione. L’uomo veniva pertanto tratto in arresto in flagranza di reato e su disposizione del Magistrato di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia veniva disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari. Misura cautelare ai domiciliari confermata dal giudice nel processo per direttissima, in attesa dell’udienza di dibattimento fissata a novembre.</p>
<p>L’intervento rappresenta un esempio concreto della fattiva collaborazione tra la Regione Calabria e l’Arma dei Carabinieri, che si sviluppa anche nell’ambito del Protocollo d’intesa sottoscritto per il rafforzamento delle attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi. Fondamentale anche l’intervento delle squadre dell’Antincendio regionale, che hanno operato per contenere e spegnere le fiamme, le quali avevano interessato oltre 1500 metri quadri, evitando che l’incendio potesse propagarsi ulteriormente in un’area caratterizzata dalla presenza di vegetazione boschiva, da una morfologia del territorio e da condizioni meteo particolarmente favorevoli alla propagazione degli incendi boschivi.</p>
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		<title>Donna tenta suicidio da viadotto sulla SS 106 nel Catanzarese: provvidenziale intervento dei Carabinieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 09:32:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella serata di lunedì 10 agosto 2026, un tempestivo intervento dei Carabinieri della Compagnia di Soverato ha evitato un tragico epilogo lungo la Strada Statale 106. Alcuni automobilisti in transito avevano segnalato al 112 una donna che stava scavalcando le barriere di protezione di un viadotto. Immediatamente, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Soverato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; line-height: 150%;">Nella serata di lunedì 10 agosto 2026, un tempestivo intervento dei Carabinieri della Compagnia di Soverato ha evitato un tragico epilogo lungo la Strada Statale 106. Alcuni automobilisti in transito avevano segnalato al 112 una donna che stava scavalcando le barriere di protezione di un viadotto. Immediatamente, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Soverato ha inviato sul posto una pattuglia della Stazione Carabinieri di Gasperina, già impiegata in uno dei servizi di controllo del territorio, intensificati dal Comando Provinciale di Catanzaro per la stagione estiva.</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 150%;">A quel punto, i Carabinieri, intuita la gravità della situazione, hanno instaurato da subito un dialogo con la donna con l’intento di rassicurarla, riuscendo ad afferrarla e a metterla in salvo prima che accadesse il peggio. La malcapitata è stata successivamente affidata ai sanitari del 118 ed accompagnata all&#8217;ospedale &#8220;Pugliese&#8221; di Catanzaro gli accertamenti del caso.</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 150%;">La tempestività nella gestione dell’evento e la prontezza operativa dei Carabinieri impiegati nel controllo del territorio confermano l’impegno dell’Arma a tutela della vita e della sicurezza dei cittadini.</p>
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		<item>
		<title>Prevenzione e contrasto incendi: buona sinergia tra Carabinieri e cittadini nel Catanzarese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:15:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La prevenzione degli incendi boschivi nella provincia di Catanzaro sta registrando i suoi risultati, grazie all’azione combinata dei Carabinieri e alla collaborazione attiva dei cittadini. Il monitoraggio costante del territorio da parte dei Carabinieri territoriali e forestali, unito alle segnalazioni tempestive della popolazione, ha permesso infatti di disinnescare principi di incendio che avrebbero potuto trasformarsi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La prevenzione degli incendi boschivi nella provincia di Catanzaro sta registrando i suoi risultati, grazie all’azione combinata dei Carabinieri e alla collaborazione attiva dei cittadini. Il monitoraggio costante del territorio da parte dei Carabinieri territoriali e forestali, unito alle segnalazioni tempestive della popolazione, ha permesso infatti di disinnescare principi di incendio che avrebbero potuto trasformarsi in grave pericolo per l’ambiente e per la sicurezza pubblica. Numerosi cittadini, infatti, negli ultimi giorni hanno dimostrato grande senso civico, segnalando prontamente piccoli focolai in diverse aree della provincia. Queste comunicazioni immediate hanno consentito alle pattuglie di intervenire con rapidità, impedendo che le fiamme si propagassero e provocassero gravi conseguenze per la vegetazione, la fauna e le comunità locali.</p>
<p>In particolare le pattuglie dei Carabinieri Forestali impiegate nella provincia catanzarese hanno intensificato i controlli nelle aree più esposte al rischio incendi. L’attività operativa ha portato non solo a interventi rapidi ed efficaci, ma anche all’elevazione negli ultimi quindici giorni, di numerose sanzioni amministrative nei confronti di soggetti che non rispettavano le norme di prevenzione. Il primo intervento è avvenuto mercoledì 15 luglio a <strong>Petrizzi</strong>, dove i Carabinieri hanno sorpreso un uomo che aveva incendiato delle sterpaglie per pulire un fondo, nonostante l’assoluto divieto nel periodo estivo. Dopo averlo identificato, ai suoi danni, è scattata la sanzione amministrativa per accensione di fuochi in periodo di massima pericolosità, per un ammontare di oltre 1600 euro. <strong>Nello stesso comune</strong>, i Carabinieri forestali hanno sanzionato, per un ammontare di oltre 800 euro, un 63enne il quale non ha dato luogo alla realizzazione delle linee taglia fuoco e delle fasce protettive del fondo.</p>
<p>A <strong>San Pietro a Maida</strong>, i militari hanno invece sorpreso un 56enne intento a bruciare rifiuti vegetali nel suo fondo di proprietà. Per lui è scattata una sanzione amministrativa di oltre 1600 euro. A <strong>Squillace</strong>, invece, i Carabinieri forestali hanno pizzicato una 72enne che aveva tagliato delle piante sottoposte a vincolo paesaggistico per poi darne alle fiamme i residui. Identificata, è stata sanzionata per oltre 2300 euro. A <strong>Petronà</strong>, infine, venerdì 31 luglio, i Carabinieri hanno sorpreso un 85enne mentre bruciava delle sterpaglie. Anche per lui è stata contestata una violazione amministrativa di oltre 1600 euro.</p>
<p>Insomma, il dispositivo di sorveglianza attuato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro ha previsto un monitoraggio continuo delle aree boschive e rurali, soprattutto nelle giornate caratterizzate da alte temperature e vento, elemento chiave per evitare disastri. Questa vigilanza permanente ha consentito, fino ad oggi, di evitare, salvo rarissimi casi, lo sviluppo di incendi di ampia portata, identificando e sanzionando dieci persone per un ammontare complessivo di circa 14.000,00 euro. Grazie a questa sinergia tra cittadini e Carabinieri costantemente impegnati sul campo, la provincia di Catanzaro sta affrontando la stagione estiva con un sistema di prevenzione incendi solido ed efficace.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Stilo, maxi piantagione scoperta dai Carabinieri nella &#8220;Vallata dello Stilaro&#8221;: sequestrati 1.200 arbusti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:33:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Un’imponente piantagione di canapa indiana, occultata tra la vegetazione della “Vallata dello Stilaro”, è stata scoperta e smantellata dai Carabinieri nelle campagne di Stilo (RC), nella Locride. L’intervento, condotto al termine di una prolungata attività di rastrellamento condotta dai militari locale Stazione, supportati dalla Sezione Operativa della Compagnia di Roccella Jonica, ha portato all’individuazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-391056-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Video-Stilo.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Video-Stilo.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/Video-Stilo.mp4</a></video></div>
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<p>Un’imponente piantagione di canapa indiana, occultata tra la vegetazione della “<em>Vallata dello Stilaro</em>”, è stata scoperta e smantellata dai Carabinieri nelle campagne di Stilo (<em>RC</em>), nella Locride. L’intervento, condotto al termine di una prolungata attività di rastrellamento condotta dai militari locale Stazione, supportati dalla Sezione Operativa della Compagnia di Roccella Jonica, ha portato all’individuazione ed all’estirpazione di circa 1.200 arbusti.</p>
<p>Un’area impervia, quella della “<em>Vallata dello Stilato</em>”, che ben si presta all’occultamento di veri e propri siti di coltivazione intensiva: la piantagione, oculatamente realizzata in un’area nascosta e difficilmente raggiungibile, si sviluppava infatti su diversi filari, serviti da un articolato impianto di irrigazione. Caratteristiche che rendono bene l’idea di un fenomeno strutturato, capace di sfruttare l&#8217;isolamento rurale della Locride per alimentare un&#8217;economia illecita ed estremamente redditizia a vantaggio dei gruppi criminali locali.</p>
<p>Il rinvenimento evidenzia ancora una volta il fondamentale ruolo delle articolazioni periferiche dell’Arma, le Stazioni, che con la propria capillare presenza e la radicata conoscenza del territorio offrono un indispensabile e costante contributo al contrasto della filiera produttiva degli stupefacenti.</p>
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		<item>
		<title>Maxi blitz dei Carabinieri: 35 arresti per affiliati cosca Alvaro, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/maxi-blitz-dei-carabinieri-35-arresti-per-affiliati-cosca-alvaro-associazione-mafiosa-e-traffico-di-stupefacenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 11:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina più di 200 Carabinieri sono impegnati in una vasta operazione di polizia sul territorio della provincia di Reggio Calabria e in varie località del territorio nazionale (Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L&#8217;Aquila), operazione che ha condotto all&#8217;applicazione di 35 misure custodiali in carcere, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina più di 200 Carabinieri sono impegnati in una vasta operazione di polizia sul territorio della provincia di Reggio Calabria e in varie località del territorio nazionale (Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L&#8217;Aquila), operazione che ha condotto all&#8217;applicazione di 35 misure custodiali in carcere, in esecuzione di un&#8217;ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia reggina. Le accuse mosse a vario titolo agli indagati, fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna, dato che il provvedimento pende tuttora nella fase delle indagini preliminari ed è sottoposto a impugnazione cautelare, sono quelle di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l&#8217;aggravante mafiosa per aver agito al fine di agevolare la cosca Alvaro di Sinopoli e avvalendosi delle condizioni previste dall&#8217;art. 416 bis c.p.. Inoltre vengono contestati reati in materia di traffico di stupefacenti, detenzione di armi, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e altri reati, per un totale di 47 capi di imputazione. Le indagini, coordinate dalla D.D.A. di Reggio Calabria, sono state curate dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Palmi e dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro e si sono sviluppate in due diverse fasi che, nel loro complesso, hanno avuto ad oggetto tutte le filiere dei traffici di droga organizzati da un sodalizio dedito al narcotraffico con base a Sinopoli e Sant&#8217;Eufemia, da quella di importazione dall&#8217; estero di ingenti carichi di cocaina a quelle successive di stoccaggio, trasporto e rivendita dello stupefacente. Alla fase esecutiva del provvedimento hanno preso parte militari dei Comandi Provinciali Carabinieri di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L&#8217;Aquila e dello Squadrone Eliportato CC &#8220;Cacciatori&#8221; di Calabria.</p>
<p>Nella prima fase è stato sviluppato un ordine di indagine europeo su alcune chat criptate acquisite dalla piattaforma &#8220;SKY ECC&#8217;, da cui sarebbe emerso un vasto sistema organizzato finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti, sviluppatosi tra il 2020 e il 2021 , orchestrato da un gruppo criminale al cui vertice figurerebbero due soggetti, all&#8217;epoca detenuti e tra loro compagni di cella, i quali sarebbero stati coadiuvati da loro stretti congiunti che ne avrebbero proseguito l&#8217; attività all&#8217;esterno del carcere. Secondo quanto, allo stato, ritenuto nel provvedimento cautelare, sono emerse attività relative a numerose operazioni di importazione di droga dal Sudamerica al porto di Gioia Tauro, alcune consumate e altre, invece, sventate da sequestri delle forze di Polizia con un volume complessivo di traffici ricostruiti di oltre 300 kg. di sostanza stupefacente, prevalentemente di tipo cocaina; in tale contesto, le operazioni investigative hanno interessato anche alcuni portuali impiegati presso lo stesso porto, che avrebbero operato a disposizione del gruppo criminale per l&#8217; esfiltrazione dello stupefacente. La seconda fase delle indagini si è sviluppata con attività tecniche condotte tra l&#8217;aprile del 2023 e il luglio del 2024, confermando, sulla base di arresti in flagranza e sequestri di stupefacenti, la perdurante vitalità e la piena operatività della medesima associazione finalizzata al narcotraffico. In questa fase si confermava, quale figura centrale del sodalizio in questione, il figlio di uno dei due soggetti detenuti sopra menzionati, il quale si avvaleva di una fitta rete di sodali per sviluppare i traffici di droga. È stato altresì riscontrato il medesimo modus operandi già rilevato nella prima fase delle investigazioni con l&#8217; analisi delle comunicazioni &#8220;SKY ECC&#8217;, evidenziandosi il ricorso sistematico ai telefoni criptati per coordinare le attività di narcotraffico, nonché l&#8217; impiego di corrieri e staffette per il trasporto delle sostanze illecite. Il traffico di stupefacenti sarebbe avvenuto sia con prelievi in Calabria da parte degli acquirenti che con consegne a cura dell&#8217;associazione, che in questo caso maggiorava il prezzo poiché si assumeva il rischio del trasporto. Per le consegne il sodalizio avrebbe fatto ricorso ad autonoleggiatori compiacenti che, anche nottetempo, avrebbero fornito i veicoli per i trasporti di stupefacenti operati da corrieri insospettabili a disposizione del gruppo verso le principali direttrici dello smercio delle sostanze, tra cui le province di Catania e Palermo. L&#8217; associazione avrebbe avuto altresì la disponibilità di armi e la propensione all&#8217;utilizzo della violenza nella gestione degli affari. Nel provvedimento cautelare, infatti, viene ricostruito un tentativo di sequestrare, nel corso di una consegna simulata di stupefacente, uno degli acquirenti palermitani reo di non avere saldato una precedente fornitura. L&#8217; evento sarebbe stato sventato dalle attività investigative svolte dalla Polizia Giudiziaria.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;indagine, tra il settembre 2023 e il marzo 2024, quattro corrieri venivano arrestati in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio con il sequestro di oltre 25 chilogrammi di cocaina pura in totale. Nel provvedimento cautelare viene altresì contestata ai membri principali dell&#8217;associazione la circostanza aggravante di cui all&#8217;art. 416 bis 1 c.p., sia sotto il profilo del metodo mafioso utilizzato che sotto quello della finalità perseguita di agevolare la cosca Alvaro. L&#8217;esistenza della cosca Alvaro e il suo ruolo centrale nell&#8217;associazione criminale denominata &#8220;&#8216;ndrangheta&#8221; è oggetto di diversi provvedimenti che appartengono al notorio giudiziario e che fotografano un arco di tempo pluridecennale nel corso del quale si è manifestata una continuativa signoria della &#8216;ndrina e dei relativi accoliti nel territorio di Sinopoli e limitrofi. Sotto il profilo del metodo mafioso, le concrete modalità delle condotte in vario modo addebitate agli indagati sarebbero connotate dall&#8217; implicita prospettazione di possibili ritorsioni ai danni degli interlocutori esterni, idonee a determinare una condizione d&#8217; assoggettamento degli individui che di volta in volta venivano in contatto con gli indagati.</p>
<p>Specifici fatti reato contestati nel provvedimento cautelare rafforzerebbero questo inquietante quadro. Il tentativo di sequestro di persona a scopo di estorsione, per le modalità con cui sarebbe stato ideato e per il fine perseguito, manifesterebbe l&#8217; attitudine del gruppo a risolvere controversie economiche in termini autoritativi, imponendo ai debitori l&#8217;adempimento quale conseguenza della soggezione derivante dalla percezione della pericolosità degli interlocutori. In altra occasione i componenti del sodalizio, a fronte dei ritardi nel pagamento di una fornitura di cocaina, avrebbero prospettato agli acquirenti gravi ritorsioni evocando la propria appartenenza familiare e lo stato detentivo dei propri congiunti. Ai vertici del sodalizio si sarebbero rivolti, inoltre, altri soggetti bisognevoli di recuperare crediti connessi all&#8217;attività del narcotraffico, consapevoli della caratura criminale degli indagati. L&#8217;esplosione di colpi d&#8217;arma da fuoco contro la serranda di un esercizio commerciale, finalizzata a costringere il gestore a cessare la vendita di un determinato prodotto perché ritenuta concorrenziale rispetto all&#8217;attività commerciale riconducibile a un associato, sarebbe l&#8217;espressione della volontà di incidere sulle regole del mercato locale, imponendo divieti e limitazioni in funzione degli interessi economici degli affiliati. Allo stesso modo, secondo la contestazione, l&#8217;appartenenza alla famiglia Alvaro dei vertici del gruppo permetteva a tutti i compartecipi di presentarsi come interlocutori attendibili e temuti presso altre organizzazioni criminali. Questa reputazione consentiva al sodalizio di accedere ai circuiti del traffico di stupefacenti e di instaurare rapporti che, in assenza di tale riconoscimento, sarebbero impossibili.<br />
Tanto l&#8217;associazione quanto i reati in materia di droga, armi e ricettazione di autovetture sono, secondo la prospettazione accusatoria allo stato accolta dal GIP, finalizzati anche ad agevolare l&#8217;attività della cosca Alvaro, essendo quelle condotte poste in essere anche al fine di procurare alla &#8216;ndrina ritorni economici e al fine di ribadire il controllo degli stessi Alvaro sul territorio, per tale via rafforzando la predominanza della citata associazione di stampo mafioso.</p>
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