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	<title>carabinieri Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Aug 2026 09:15:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Prevenzione e contrasto incendi: buona sinergia tra Carabinieri e cittadini nel Catanzarese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:15:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La prevenzione degli incendi boschivi nella provincia di Catanzaro sta registrando i suoi risultati, grazie all’azione combinata dei Carabinieri e alla collaborazione attiva dei cittadini. Il monitoraggio costante del territorio da parte dei Carabinieri territoriali e forestali, unito alle segnalazioni tempestive della popolazione, ha permesso infatti di disinnescare principi di incendio che avrebbero potuto trasformarsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La prevenzione degli incendi boschivi nella provincia di Catanzaro sta registrando i suoi risultati, grazie all’azione combinata dei Carabinieri e alla collaborazione attiva dei cittadini. Il monitoraggio costante del territorio da parte dei Carabinieri territoriali e forestali, unito alle segnalazioni tempestive della popolazione, ha permesso infatti di disinnescare principi di incendio che avrebbero potuto trasformarsi in grave pericolo per l’ambiente e per la sicurezza pubblica. Numerosi cittadini, infatti, negli ultimi giorni hanno dimostrato grande senso civico, segnalando prontamente piccoli focolai in diverse aree della provincia. Queste comunicazioni immediate hanno consentito alle pattuglie di intervenire con rapidità, impedendo che le fiamme si propagassero e provocassero gravi conseguenze per la vegetazione, la fauna e le comunità locali.</p>
<p>In particolare le pattuglie dei Carabinieri Forestali impiegate nella provincia catanzarese hanno intensificato i controlli nelle aree più esposte al rischio incendi. L’attività operativa ha portato non solo a interventi rapidi ed efficaci, ma anche all’elevazione negli ultimi quindici giorni, di numerose sanzioni amministrative nei confronti di soggetti che non rispettavano le norme di prevenzione. Il primo intervento è avvenuto mercoledì 15 luglio a <strong>Petrizzi</strong>, dove i Carabinieri hanno sorpreso un uomo che aveva incendiato delle sterpaglie per pulire un fondo, nonostante l’assoluto divieto nel periodo estivo. Dopo averlo identificato, ai suoi danni, è scattata la sanzione amministrativa per accensione di fuochi in periodo di massima pericolosità, per un ammontare di oltre 1600 euro. <strong>Nello stesso comune</strong>, i Carabinieri forestali hanno sanzionato, per un ammontare di oltre 800 euro, un 63enne il quale non ha dato luogo alla realizzazione delle linee taglia fuoco e delle fasce protettive del fondo.</p>
<p>A <strong>San Pietro a Maida</strong>, i militari hanno invece sorpreso un 56enne intento a bruciare rifiuti vegetali nel suo fondo di proprietà. Per lui è scattata una sanzione amministrativa di oltre 1600 euro. A <strong>Squillace</strong>, invece, i Carabinieri forestali hanno pizzicato una 72enne che aveva tagliato delle piante sottoposte a vincolo paesaggistico per poi darne alle fiamme i residui. Identificata, è stata sanzionata per oltre 2300 euro. A <strong>Petronà</strong>, infine, venerdì 31 luglio, i Carabinieri hanno sorpreso un 85enne mentre bruciava delle sterpaglie. Anche per lui è stata contestata una violazione amministrativa di oltre 1600 euro.</p>
<p>Insomma, il dispositivo di sorveglianza attuato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro ha previsto un monitoraggio continuo delle aree boschive e rurali, soprattutto nelle giornate caratterizzate da alte temperature e vento, elemento chiave per evitare disastri. Questa vigilanza permanente ha consentito, fino ad oggi, di evitare, salvo rarissimi casi, lo sviluppo di incendi di ampia portata, identificando e sanzionando dieci persone per un ammontare complessivo di circa 14.000,00 euro. Grazie a questa sinergia tra cittadini e Carabinieri costantemente impegnati sul campo, la provincia di Catanzaro sta affrontando la stagione estiva con un sistema di prevenzione incendi solido ed efficace.</p>
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		<title>VIDEO-Stilo, maxi piantagione scoperta dai Carabinieri nella &#8220;Vallata dello Stilaro&#8221;: sequestrati 1.200 arbusti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:33:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Un’imponente piantagione di canapa indiana, occultata tra la vegetazione della “Vallata dello Stilaro”, è stata scoperta e smantellata dai Carabinieri nelle campagne di Stilo (RC), nella Locride. L’intervento, condotto al termine di una prolungata attività di rastrellamento condotta dai militari locale Stazione, supportati dalla Sezione Operativa della Compagnia di Roccella Jonica, ha portato all’individuazione [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Un’imponente piantagione di canapa indiana, occultata tra la vegetazione della “<em>Vallata dello Stilaro</em>”, è stata scoperta e smantellata dai Carabinieri nelle campagne di Stilo (<em>RC</em>), nella Locride. L’intervento, condotto al termine di una prolungata attività di rastrellamento condotta dai militari locale Stazione, supportati dalla Sezione Operativa della Compagnia di Roccella Jonica, ha portato all’individuazione ed all’estirpazione di circa 1.200 arbusti.</p>
<p>Un’area impervia, quella della “<em>Vallata dello Stilato</em>”, che ben si presta all’occultamento di veri e propri siti di coltivazione intensiva: la piantagione, oculatamente realizzata in un’area nascosta e difficilmente raggiungibile, si sviluppava infatti su diversi filari, serviti da un articolato impianto di irrigazione. Caratteristiche che rendono bene l’idea di un fenomeno strutturato, capace di sfruttare l&#8217;isolamento rurale della Locride per alimentare un&#8217;economia illecita ed estremamente redditizia a vantaggio dei gruppi criminali locali.</p>
<p>Il rinvenimento evidenzia ancora una volta il fondamentale ruolo delle articolazioni periferiche dell’Arma, le Stazioni, che con la propria capillare presenza e la radicata conoscenza del territorio offrono un indispensabile e costante contributo al contrasto della filiera produttiva degli stupefacenti.</p>
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		<item>
		<title>Maxi blitz dei Carabinieri: 35 arresti per affiliati cosca Alvaro, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/maxi-blitz-dei-carabinieri-35-arresti-per-affiliati-cosca-alvaro-associazione-mafiosa-e-traffico-di-stupefacenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 11:00:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina più di 200 Carabinieri sono impegnati in una vasta operazione di polizia sul territorio della provincia di Reggio Calabria e in varie località del territorio nazionale (Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L&#8217;Aquila), operazione che ha condotto all&#8217;applicazione di 35 misure custodiali in carcere, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina più di 200 Carabinieri sono impegnati in una vasta operazione di polizia sul territorio della provincia di Reggio Calabria e in varie località del territorio nazionale (Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L&#8217;Aquila), operazione che ha condotto all&#8217;applicazione di 35 misure custodiali in carcere, in esecuzione di un&#8217;ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia reggina. Le accuse mosse a vario titolo agli indagati, fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna, dato che il provvedimento pende tuttora nella fase delle indagini preliminari ed è sottoposto a impugnazione cautelare, sono quelle di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l&#8217;aggravante mafiosa per aver agito al fine di agevolare la cosca Alvaro di Sinopoli e avvalendosi delle condizioni previste dall&#8217;art. 416 bis c.p.. Inoltre vengono contestati reati in materia di traffico di stupefacenti, detenzione di armi, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e altri reati, per un totale di 47 capi di imputazione. Le indagini, coordinate dalla D.D.A. di Reggio Calabria, sono state curate dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Palmi e dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro e si sono sviluppate in due diverse fasi che, nel loro complesso, hanno avuto ad oggetto tutte le filiere dei traffici di droga organizzati da un sodalizio dedito al narcotraffico con base a Sinopoli e Sant&#8217;Eufemia, da quella di importazione dall&#8217; estero di ingenti carichi di cocaina a quelle successive di stoccaggio, trasporto e rivendita dello stupefacente. Alla fase esecutiva del provvedimento hanno preso parte militari dei Comandi Provinciali Carabinieri di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L&#8217;Aquila e dello Squadrone Eliportato CC &#8220;Cacciatori&#8221; di Calabria.</p>
<p>Nella prima fase è stato sviluppato un ordine di indagine europeo su alcune chat criptate acquisite dalla piattaforma &#8220;SKY ECC&#8217;, da cui sarebbe emerso un vasto sistema organizzato finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti, sviluppatosi tra il 2020 e il 2021 , orchestrato da un gruppo criminale al cui vertice figurerebbero due soggetti, all&#8217;epoca detenuti e tra loro compagni di cella, i quali sarebbero stati coadiuvati da loro stretti congiunti che ne avrebbero proseguito l&#8217; attività all&#8217;esterno del carcere. Secondo quanto, allo stato, ritenuto nel provvedimento cautelare, sono emerse attività relative a numerose operazioni di importazione di droga dal Sudamerica al porto di Gioia Tauro, alcune consumate e altre, invece, sventate da sequestri delle forze di Polizia con un volume complessivo di traffici ricostruiti di oltre 300 kg. di sostanza stupefacente, prevalentemente di tipo cocaina; in tale contesto, le operazioni investigative hanno interessato anche alcuni portuali impiegati presso lo stesso porto, che avrebbero operato a disposizione del gruppo criminale per l&#8217; esfiltrazione dello stupefacente. La seconda fase delle indagini si è sviluppata con attività tecniche condotte tra l&#8217;aprile del 2023 e il luglio del 2024, confermando, sulla base di arresti in flagranza e sequestri di stupefacenti, la perdurante vitalità e la piena operatività della medesima associazione finalizzata al narcotraffico. In questa fase si confermava, quale figura centrale del sodalizio in questione, il figlio di uno dei due soggetti detenuti sopra menzionati, il quale si avvaleva di una fitta rete di sodali per sviluppare i traffici di droga. È stato altresì riscontrato il medesimo modus operandi già rilevato nella prima fase delle investigazioni con l&#8217; analisi delle comunicazioni &#8220;SKY ECC&#8217;, evidenziandosi il ricorso sistematico ai telefoni criptati per coordinare le attività di narcotraffico, nonché l&#8217; impiego di corrieri e staffette per il trasporto delle sostanze illecite. Il traffico di stupefacenti sarebbe avvenuto sia con prelievi in Calabria da parte degli acquirenti che con consegne a cura dell&#8217;associazione, che in questo caso maggiorava il prezzo poiché si assumeva il rischio del trasporto. Per le consegne il sodalizio avrebbe fatto ricorso ad autonoleggiatori compiacenti che, anche nottetempo, avrebbero fornito i veicoli per i trasporti di stupefacenti operati da corrieri insospettabili a disposizione del gruppo verso le principali direttrici dello smercio delle sostanze, tra cui le province di Catania e Palermo. L&#8217; associazione avrebbe avuto altresì la disponibilità di armi e la propensione all&#8217;utilizzo della violenza nella gestione degli affari. Nel provvedimento cautelare, infatti, viene ricostruito un tentativo di sequestrare, nel corso di una consegna simulata di stupefacente, uno degli acquirenti palermitani reo di non avere saldato una precedente fornitura. L&#8217; evento sarebbe stato sventato dalle attività investigative svolte dalla Polizia Giudiziaria.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;indagine, tra il settembre 2023 e il marzo 2024, quattro corrieri venivano arrestati in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio con il sequestro di oltre 25 chilogrammi di cocaina pura in totale. Nel provvedimento cautelare viene altresì contestata ai membri principali dell&#8217;associazione la circostanza aggravante di cui all&#8217;art. 416 bis 1 c.p., sia sotto il profilo del metodo mafioso utilizzato che sotto quello della finalità perseguita di agevolare la cosca Alvaro. L&#8217;esistenza della cosca Alvaro e il suo ruolo centrale nell&#8217;associazione criminale denominata &#8220;&#8216;ndrangheta&#8221; è oggetto di diversi provvedimenti che appartengono al notorio giudiziario e che fotografano un arco di tempo pluridecennale nel corso del quale si è manifestata una continuativa signoria della &#8216;ndrina e dei relativi accoliti nel territorio di Sinopoli e limitrofi. Sotto il profilo del metodo mafioso, le concrete modalità delle condotte in vario modo addebitate agli indagati sarebbero connotate dall&#8217; implicita prospettazione di possibili ritorsioni ai danni degli interlocutori esterni, idonee a determinare una condizione d&#8217; assoggettamento degli individui che di volta in volta venivano in contatto con gli indagati.</p>
<p>Specifici fatti reato contestati nel provvedimento cautelare rafforzerebbero questo inquietante quadro. Il tentativo di sequestro di persona a scopo di estorsione, per le modalità con cui sarebbe stato ideato e per il fine perseguito, manifesterebbe l&#8217; attitudine del gruppo a risolvere controversie economiche in termini autoritativi, imponendo ai debitori l&#8217;adempimento quale conseguenza della soggezione derivante dalla percezione della pericolosità degli interlocutori. In altra occasione i componenti del sodalizio, a fronte dei ritardi nel pagamento di una fornitura di cocaina, avrebbero prospettato agli acquirenti gravi ritorsioni evocando la propria appartenenza familiare e lo stato detentivo dei propri congiunti. Ai vertici del sodalizio si sarebbero rivolti, inoltre, altri soggetti bisognevoli di recuperare crediti connessi all&#8217;attività del narcotraffico, consapevoli della caratura criminale degli indagati. L&#8217;esplosione di colpi d&#8217;arma da fuoco contro la serranda di un esercizio commerciale, finalizzata a costringere il gestore a cessare la vendita di un determinato prodotto perché ritenuta concorrenziale rispetto all&#8217;attività commerciale riconducibile a un associato, sarebbe l&#8217;espressione della volontà di incidere sulle regole del mercato locale, imponendo divieti e limitazioni in funzione degli interessi economici degli affiliati. Allo stesso modo, secondo la contestazione, l&#8217;appartenenza alla famiglia Alvaro dei vertici del gruppo permetteva a tutti i compartecipi di presentarsi come interlocutori attendibili e temuti presso altre organizzazioni criminali. Questa reputazione consentiva al sodalizio di accedere ai circuiti del traffico di stupefacenti e di instaurare rapporti che, in assenza di tale riconoscimento, sarebbero impossibili.<br />
Tanto l&#8217;associazione quanto i reati in materia di droga, armi e ricettazione di autovetture sono, secondo la prospettazione accusatoria allo stato accolta dal GIP, finalizzati anche ad agevolare l&#8217;attività della cosca Alvaro, essendo quelle condotte poste in essere anche al fine di procurare alla &#8216;ndrina ritorni economici e al fine di ribadire il controllo degli stessi Alvaro sul territorio, per tale via rafforzando la predominanza della citata associazione di stampo mafioso.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Laboratorio per la lavorazione della cocaina scoperto dai Carabinieri in Aspromonte</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-laboratorio-per-la-lavorazione-della-cocaina-scoperto-dai-carabinieri-in-aspromonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 16:33:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Un rudere isolato, immerso nelle montagne dell’Aspromonte, trasformato in un centro operativo per la lavorazione della cocaina. È la scoperta fatta dai Carabinieri della Compagnia di Bianco e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” nel corso di un servizio di controllo del territorio condotto nel comune di San Luca. L’intervento, scattato alle prime luci dell’alba, [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Un rudere isolato, immerso nelle montagne dell’Aspromonte, trasformato in un centro operativo per la lavorazione della cocaina. È la scoperta fatta dai Carabinieri della Compagnia di Bianco e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” nel corso di un servizio di controllo del territorio condotto nel comune di San Luca. L’intervento, scattato alle prime luci dell’alba, ha portato all’individuazione di una struttura clandestina utilizzata per le fasi di preparazione dello stupefacente prima della sua immissione sul mercato. All’interno del casolare i militari hanno trovato attrezzature tipicamente impiegate nella lavorazione della cocaina: forni a microonde, presumibilmente utilizzati per l’essiccazione della sostanza, e presse idrauliche sulle quali sono state rilevate evidenti tracce di cocaina.</p>
<p>Il quadro emerso durante la perquisizione ha restituito l’immagine di un laboratorio perfettamente funzionale. Sequestrate anche bilance di precisione, una consistente quantità di sostanza da taglio e materiale destinato al confezionamento delle dosi, elementi che testimoniano un’attività strutturata e organizzata. Per gli accertamenti tecnici e il repertamento delle tracce rinvenute sulle attrezzature è intervenuto il personale specializzato del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria. La scoperta rappresenta un ulteriore tassello nell’azione di contrasto ai traffici di droga condotta dall’Arma nella locride. Non un semplice nascondiglio, ma una vera e propria infrastruttura logistica destinata alla trasformazione e preparazione dello stupefacente, occultata in una delle aree più impervie dell’entroterra reggino per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.</p>
<p>L’operazione conferma ancora una volta come il presidio costante del territorio e la profonda conoscenza delle aree aspromontane da parte dei Carabinieri e dei Cacciatori di Calabria continuino a rappresentare strumenti decisivi nella lotta alle organizzazioni criminali e alle loro fonti di finanziamento.</p>
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		<item>
		<title>Da bene confiscato a presidio di legalità: Inaugurata la nuova stazione dei Carabinieri di Lazzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/da-bene-confiscato-a-presidio-di-legalita-inaugurata-la-nuova-stazione-dei-carabinieri-di-lazzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della nuova sede della Stazione Carabinieri di Lazzaro. alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Onorevole Wanda Ferro, e del Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Divisione Riccardo Sciuto. L’evento ha segnato il compimento di un importante percorso istituzionale che ha consentito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della nuova sede della Stazione Carabinieri di Lazzaro. alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Onorevole Wanda Ferro, e del Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Divisione Riccardo Sciuto. L’evento ha segnato il compimento di un importante percorso istituzionale che ha consentito di trasformare un immobile confiscato alla criminalità organizzata in un moderno presidio dello Stato, destinato a rafforzare la sicurezza del territorio e la vicinanza dell’Arma dei Carabinieri ai cittadini. Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e numerosi cittadini. Lo schieramento in armi era composto dalla Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri “Campania”, dal picchetto d’onore, da rappresentanze delle Stazioni Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dai militari dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori Calabria”. La Stazione Carabinieri di Lazzaro rappresenta da oltre un secolo un punto di riferimento per la comunità locale. L’immobile che oggi ospita il presidio, confiscato definitivamente alla criminalità organizzata nel 2016 e successivamente destinato all’Arma dei Carabinieri dall’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, è stato recuperato grazie a un progetto condiviso tra Comune di Motta San Giovanni, Regione Calabria, Prefettura di Reggio Calabria, Agenzia del Demanio e Comando Provinciale dei Carabinieri. La nuova collocazione, situata in un’area strategica e facilmente accessibile, consentirà di garantire una presenza ancora più efficace sul territorio, soprattutto durante il periodo estivo caratterizzato da un significativo incremento delle presenze turistiche.</p>
<p>Il Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Divisione Riccardo Sciuto, ha sottolineato come la nuova sede rappresenti un importante investimento a favore del territorio e della comunità locale, evidenziando il profondo significato che le Stazioni Carabinieri rivestono nella storia e nell’identità dell’Istituzione. Ha ricordato come l’Arma, nata nel 1814 con poco più di un centinaio di Stazioni, abbia costruito nel tempo un legame unico e inscindibile con il territorio nazionale, fondato sulla vicinanza ai cittadini e sulla presenza capillare nelle comunità. Il Generale ha rimarcato che le Stazioni Carabinieri costituiscono da sempre una delle espressioni più concrete della presenza dello Stato, luoghi in cui l’efficienza operativa si coniuga con la sensibilità umana e con la capacità di ascoltare e comprendere le esigenze delle persone. In tale contesto, la nuova caserma di Lazzaro assume un valore che va oltre l’aspetto infrastrutturale, rappresentando il simbolo di uno Stato che investe nella sicurezza e nella legalità e che restituisce alla collettività un bene sottratto alla criminalità organizzata. A concludere la cerimonia è stato il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Onorevole Wanda Ferro: <em>«Ogni nuova caserma rappresenta un investimento nella sicurezza, ma anche nella fiducia tra cittadini e istituzioni. In questo caso il suo significato è ancora più profondo, perché nasce dalla riconversione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata. È il segno concreto di uno Stato che non si limita a sottrarre beni alle mafie, ma li restituisce alle comunità sotto forma di servizi, presìdi di legalità e luoghi al servizio dei cittadini. Da oggi Lazzaro dispone di una struttura moderna e funzionale che rafforza la presenza dell&#8217;Arma sul territorio e offre ai cittadini un punto di riferimento ancora più vicino, capace di coniugare sicurezza, ascolto e servizio.»</em></p>
<p>La cerimonia si è conclusa con il concerto della Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri “Campania”, che ha regalato ai presenti un momento di grande partecipazione e coinvolgimento. Le note della storica formazione musicale dell’Arma hanno suggellato una giornata dal forte valore simbolico, celebrando la restituzione alla collettività di un bene sottratto alla criminalità organizzata e la nascita di un nuovo presidio di legalità destinato a servire il territorio e i suoi cittadini per le generazioni future.</p>
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		<title>Sellia Marina, i Carabinieri sequestrano 700 kg di rifiuti altamente inquinanti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sellia-marina-carabinieri-sequestrano-700-kg-di-rifiuti-altamente-inquinanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:46:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse lore, i Carabinieri della Compagnia di Sellia Marina e del Nucleo Forestale di Sersale, hanno denunciato tre persone per trasporto illecito di rifiuti. Il controllo è scattato lungo la SS 106, quando un carico decisamente anomalo ha insospettito i militari, impegnati in un dispositivo di sicurezza predisposto ad hoc. Gli accertamenti successivi hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse lore, i Carabinieri della Compagnia di Sellia Marina e del Nucleo Forestale di Sersale, hanno denunciato tre persone per trasporto illecito di rifiuti. Il controllo è scattato lungo la SS 106, quando un carico decisamente anomalo ha insospettito i militari, impegnati in un dispositivo di sicurezza predisposto ad hoc.</p>
<p>Gli accertamenti successivi hanno permesso di scoprire che a bordo del cassone erano stati stipati oltre 700 kg di materiale ferroso altamente inquinante: componenti meccaniche di veicoli non bonificate e grondanti liquidi tossici, classificate come rifiuti speciali pericolosi. Al momento del controllo, il titolare di una ditta e due suoi operai sono stati colti sul fatto, completamente privi sia dell&#8217;iscrizione all’Albo Nazionale sia dei necessari FIR (i formulari di identificazione dei rifiuti).</p>
<p>I militari hanno immediatamente sequestrato il mezzo e il carico, impedendo che i rifiuti potessero essere scaricati nel cuore del territorio causando un grave danno alla natura. Le operazioni dell&#8217;Arma si inseriscono nel più ampio quadro di tolleranza zero contro i reati ambientali, a fondamentale salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente.</p>
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		<title>Vibonese, controlli straordinari Carabinieri: Un arresto, esecuzioni di pena e numerosi interventi sul territorio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibonese-controlli-straordinari-carabinieri-un-arresto-esecuzioni-di-pena-e-numerosi-interventi-sul-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Arma dei Carabinieri, anche per questo weekend, ha eseguito servizi di controllo straordinario dell’intero territorio provinciale, finalizzati al contrasto della criminalità diffusa, dello spaccio di sostanze stupefacenti e delle condotte che mettono a rischio la sicurezza pubblica e la sicurezza della circolazione stradale. Nel corso delle attività, a Rombiolo, i Carabinieri della Compagnia di Tropea, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Arma dei Carabinieri, anche per questo weekend, ha eseguito servizi di controllo straordinario dell’intero territorio provinciale, finalizzati al contrasto della criminalità diffusa, dello spaccio di sostanze stupefacenti e delle condotte che mettono a rischio la sicurezza pubblica e la sicurezza della circolazione stradale. Nel corso delle attività, a Rombiolo, i Carabinieri della Compagnia di Tropea, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un 53enne ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Determinante si è rivelata l’attività di osservazione svolta dai militari, che ha consentito di documentare la cessione di due dosi di cocaina a un acquirente, successivamente segnalato alla Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti. La conseguente perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire 15,70 grammi di cocaina, ulteriori 3 grammi circa della medesima sostanza già suddivisi in otto dosi confezionate con le stesse modalità di quelle appena cedute, 700 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, nonché un bilancino di precisione. Al termine delle formalità di rito, il 53enne è stato sottoposto alla misura precautelare degli arresti domiciliari. Nella giornata odierna, all&#8217;esito del giudizio direttissimo, il Giudice, convalidato l&#8217;arresto, ha disposto nei confronti dell&#8217;indagato la sostituzione della predetta misura con quella dell&#8217;obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.</p>
<p>Nel quadro dei servizi predisposti, a Mileto, i Carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione a un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola nei confronti di un soggetto già sottoposto agli arresti domiciliari. Il provvedimento dispone l’espiazione della pena definitiva di 7 anni, 11 mesi e 2 giorni di reclusione per una serie di rapine commesse tra il 1° e il 15 marzo nei comuni di Sant’Anastasia, Cercola e Pollena Trocchia, in provincia di Napoli. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia. Sempre in tale ambito, a Cessanti, i Carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Tribunale Ordinario di Vercelli. Il provvedimento dispone l’espiazione della pena di 9 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 450 euro, nei confronti di una donna condannata per il reato di truffa in concorso, commesso tra il 13 dicembre 2013 e il 1° marzo 2014 nelle province di Vercelli e Novara. Espletate le formalità di rito, la donna è stata sottoposta alla misura della detenzione domiciliare presso la propria abitazione. Inoltre, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Tropea hanno deferito alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia un uomo per la violazione del divieto di accesso ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico trattenimento (DACUR). Nel corso dei controlli, i militari hanno accertato la presenza dello stesso all’interno di un esercizio pubblico, in violazione del provvedimento emesso dal Questure di Vibo Valentia. A Tropea, invece, i militari dell’Aliquota Radiomobile hanno deferito alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia un automobilista per guida in stato di ebbrezza alcolica. Nel corso di un controllo alla circolazione stradale, l’uomo è stato sorpreso alla guida della propria autovettura con un tasso alcolemico pari a 1,03 g/l, accertato mediante etilometro. Nei suoi confronti è stato disposto il ritiro della patente di guida.</p>
<p>I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Serra San Bruno, impegnati in specifici servizi nei comuni di Capistrano, Polia e Acquaro, hanno deferito alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia tre persone per violazioni in materia di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Nei tre casi si è proceduto al ritiro della patente di guida e al sequestro amministrativo dei veicoli ai fini della confisca, nei casi previsti dalla normativa vigente. In particolare, a Capistrano un automobilista è risultato positivo al test tossicologico preliminare (DrugWipe) e ai successivi accertamenti sanitari, che hanno confermato l’assunzione di tetraidrocannabinolo (THC). A Polia un conducente ha rifiutato di sottoporsi sia al test tossicologico preliminare (DrugWipe) sia ai successivi accertamenti presso una struttura ospedaliera. Ad Acquaro, infine, un altro soggetto, controllato mentre conduceva un velocipede, è risultato positivo al test preliminare e ha successivamente rifiutato di sottoporsi agli accertamenti sanitari. Nell’ambito dei medesimi servizi, ulteriori tre conducenti sono stati sanzionati amministrativamente, con contestuale ritiro della patente di guida, poiché sorpresi alla guida con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti.Complessivamente, nel corso delle attività, sono stati controllati circa 184 mezzi e 364 persone.</p>
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		<title>Crotone, Carabinieri rafforzano controlli presso gli Uffici postali per tutelare anziani e cittadini vulnerabili</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-carabinieri-rafforzano-controlli-presso-gli-uffici-postali-per-tutelare-anziani-e-cittadini-vulnerabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone hanno intensificato, nelle ultime settimane, i servizi di controllo del territorio, rivolgendo particolare attenzione alle aree adiacenti agli uffici di Poste Italiane. L’attività è finalizzata alla prevenzione e al contrasto dei reati di natura predatoria che, soprattutto nei giorni caratterizzati da maggiore affluenza per il ritiro delle pensioni, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone hanno intensificato, nelle ultime settimane, i servizi di controllo del territorio, rivolgendo particolare attenzione alle aree adiacenti agli uffici di Poste Italiane. L’attività è finalizzata alla prevenzione e al contrasto dei reati di natura predatoria che, soprattutto nei giorni caratterizzati da maggiore affluenza per il ritiro delle pensioni, possono colpire cittadini anziani e persone particolarmente vulnerabili.</p>
<p>L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle attività predisposte dall’Arma dei Carabinieri per garantire tutela, prossimità e vicinanza alle fasce più fragili della popolazione. Si tratta di un presidio costante del territorio, volto non solo a scoraggiare eventuali condotte illecite, ma anche a rafforzare la percezione di sicurezza all’interno della comunità.</p>
<p>Attraverso la presenza capillare dei militari e la collaborazione con gli operatori postali, il Comando Provinciale di Crotone intende offrire un supporto concreto ai cittadini, confermando la centralità dell’azione preventiva nella tutela quotidiana del territorio e nel contrasto ai reati predatori.</p>
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		<title>Isola Capo Rizzuto, aggredisce clienti in villaggio turistico e i Carabinieri intervenuti: arrestato 31enne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/isola-capo-rizzuto-aggredisce-clienti-in-villaggio-turistico-e-i-carabinieri-intervenuti-arrestato-31enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La richiesta di intervento è pervenuta ai Carabinieri della Compagnia di Crotone nella nottata tra domenica e lunedì; sono state segnalate delle persone in stato di agitazione che stavano aggredendo altri clienti all’interno di un villaggio turistico di una frazione di Isola di Capo Rizzuto. Sul posto sono arrivati i militari della Tenenza, che hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La richiesta di intervento è pervenuta ai Carabinieri della Compagnia di Crotone nella nottata tra domenica e lunedì; sono state segnalate delle persone in stato di agitazione che stavano aggredendo altri clienti all’interno di un villaggio turistico di una frazione di Isola di Capo Rizzuto. Sul posto sono arrivati i militari della Tenenza, che hanno identificato due persone in stato di evidente agitazione.</p>
<p>Alla vista della prima pattuglia dei carabinieri tuttavia uno dei due, P.G., 31enne crotonese, non solo non ha interrotto il proprio comportamento, ma lo ha aumentato, minacciando e aggredendo fisicamente i militari già presenti e quelli sopraggiunti poco dopo. L’evento si è concluso con l’arresto del soggetto, che è stato trasportato in caserma dove è stato richiesto anche l’ausilio di personale sanitario visto la condizione perdurante di agitazione.</p>
<p>Al termine di tutti gli accertamenti del caso, lo stesso è stato dichiarato in stato di arresto e condotto presso  il proprio domicilio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria pitagorica.</p>
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		<title>Carabinieri e Nil scoprono un 15enne che lavorava in nero in un cantiere edile di appalto pubblico a Cirò</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/carabinieri-e-nil-scoprono-un-15enne-che-lavorava-in-nero-in-un-cantiere-edile-di-appalto-pubblico-a-ciro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 14:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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		<category><![CDATA[pubblico Cirò]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito dei mirati servizi volti al contrasto del fenomeno del lavoro sommerso, dello sfruttamento della manodopera e della verifica della sicurezza nei cantieri edili, in particolare quelli legati ad appalti pubblici, i militari della Stazione Carabinieri di Cirò, unitamente al personale specializzato del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Crotone, hanno eseguito una capillare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito dei mirati servizi volti al contrasto del fenomeno del lavoro sommerso, dello sfruttamento della manodopera e della verifica della sicurezza nei cantieri edili, in particolare quelli legati ad appalti pubblici, i militari della Stazione Carabinieri di Cirò, unitamente al personale specializzato del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Crotone, hanno eseguito una capillare attività ispettiva nel territorio comunale. I controlli hanno riguardato un’azienda edile locale, aggiudicataria dei lavori di manutenzione urbana relativi al taglio, estirpazione e diserbaggio delle erbacce nel centro cittadino. Le indagini e gli accertamenti scaturiti dal controllo sono coordinati direttamente dal Procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio.</p>
<p>Nel corso delle verifiche sul campo, i militari hanno riscontrato gravi violazioni di natura penale e amministrativa. In particolare, è stato accertato l’impiego nei predetti lavori di un minore, classe 2011, impiegato completamente “in nero”. A seguito degli accertamenti, nei confronti del titolare dell’impresa è scattata una maxi-sanzione amministrativa per lavoro irregolare pari a un importo complessivo di 12.480,00 euro, con la contestuale applicazione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Sotto il profilo penale e della sicurezza sui luoghi di lavoro, l’imprenditore è stato deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per la totale omissione della sorveglianza sanitaria obbligatoria dei lavoratori, violazione che ha comportato un’ulteriore ammenda di 1.423,84 euro, a cui si aggiunge un’ammenda di 2.500,00 euro legata alle altre irregolarità riscontrate.</p>
<p>Le competenti Autorità Amministrative e l’Autorità Giudiziaria sono state tempestivamente informate per l’adozione dei provvedimenti di rispettiva competenza. Questi controlli amministrativi e giuslavoristici, focalizzati sulla regolarità delle maestranze e sulla tutela dei soggetti più vulnerabili, rivestono un’importanza strategica fondamentale per l’Arma dei Carabinieri. L’obiettivo è garantire il rispetto della legalità economica, la sicurezza dei lavoratori sui cantieri e la trasparenza nell’esecuzione delle opere pubbliche a beneficio della comunità.</p>
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