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	<title>carabinieri tutela patrimonio culturale Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 May 2024 11:15:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>FOTO-Restituiti allo Stato 248 monete archeologiche, 4 reperti archeologici ed 1 paleontologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2024 10:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[4 reperti archeologici ed 1 paleontologico restituiti]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri tutela patrimonio culturale]]></category>
		<category><![CDATA[monete archeologiche restituite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza ha consegnato al Soprintendente A.B.A.P. per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia 253 beni culturali recuperati nell’ambito di attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi (RC). [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza ha consegnato al Soprintendente A.B.A.P. per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia <strong>253</strong> beni culturali recuperati nell’ambito di attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi (RC). L’evento si è svolto alla presenza del Prefetto di Reggio Calabria, del Procuratore Capo della Repubblica di Palmi (RC), del Comandante Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, del Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria nonché delle Autorità civili, militari e religiose. L’indagine, che ha consentito il recupero dei beni archeologici e paleontologici per un valore complessivo stimato nell’ordine di 300.000,00 euro circa, è stata condotta nel 2013 dai Carabinieri del Nucleo TPC di Cosenza, coordinati dalla Procura della Repubblica di Palmi (RC), ed ha avuto origine da un controllo doganale presso l’aeroporto di Reggio Calabria sul bagaglio di due passeggeri italiani provenienti dal Messico.</p>
<p>A seguito degli approfondimenti investigativi si procedeva al sequestro di 648 monete in argento e bronzo di epoca magno greca, romana e medioevale nonché di 37 reperti di presumibile interesse storico archeologico risalenti alla Magna Grecia e alle civiltà dell’America Centrale, custoditi presso l’abitazione di un professionista reggino. Con la collaborazione dei funzionari archeologi della Soprintendenza Archeologica della Calabria e del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini” di Roma, si accertava che 28 reperti archeologici sequestrati erano indiscutibilmente autentici, collocabili al periodo “preclassico antico (1100-900 a.C.) e postclassico (1300-1521 d.C.)” e provenienti dalle culture dell’altipiano centrale e dalla Costa del Golfo del Messico. Per nove beni archeologici, custoditi nel bagaglio intercettato a Reggio Calabria, i funzionari del Ministero della Cultura messicana nel 2016 ne richiedevano ed ottenevano la restituzione in quanto pertinenti al patrimonio culturale di quello Stato.</p>

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<p>Per i restanti 253 beni  culturali, a seguito della sentenza passata in giudicato il 20 febbraio 2024, il Tribunale di Palmi (RC) disponeva la confisca e la restituzione all’avente diritto, individuato nello Stato Italiano, tramite consegna alla Soprintendenza A.B.A.P. di Reggio Calabria. Tra questi figurano: un gruppo di 240 monete autentiche in rame ed 8 in argento attribuibili ad età greca e medievale, la cui maggiore concentrazione è individuabile nelle coniazioni di epoca romana; due “dressel” &#8211; databili tra il I sec. a.C. ed il II sec. d.C. &#8211; ovvero contenitori vinari da trasporto molto diffusi nella prima metà imperiale, la cui prima origine si colloca in Grecia (isola di Rodi) ma che si è estesa in seguito anche in varie località della Magna Grecia tra cui la Calabria; una lucerna fittile, databile alla prima età imperiale romana, con decorazione sul disco; un frammento di vaso, databile al IV sec. a.C., a figura rossa di produzione italica; un dente di un proboscidato estinto della Famiglia dei Gomphotheriidae (comunemente conosciuti come “mastodonti”), diffusi in Africa, Asia, Europa e Nord-America. In Italia è conosciuta la specie <em>Anancus arvernensis</em>, diffusa tra la fine del Miocene (10 milioni di anni fa) e le fasi iniziali del Pleistocene (circa 1,5 milioni di anni fa). L’odierna restituzione al patrimonio dello Stato dei beni culturali recuperati è frutto di attività complesse, compiute in stretta sinergia con gli organi centrali e periferici del MiC, nonché dell’impegno e la professionalità di donne e uomini, militari e civili, altamente specializzati nello specifico settore, che hanno consentito di salvare importanti testimonianze dell’identità collettività che ci raccontano la loro storia e, di riflesso, la nostra.</p>
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		<title>I Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale restituiscono alla Soprintendenza 83 beni culturali sequestrati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/i-carabinieri-tutela-patrimonio-culturale-restituiscono-alla-soprintendenza-83-beni-culturali-sequestrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 10:56:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[beni recuperati crotone]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri tutela patrimonio culturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, presso il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza ha consegnato al Soprintendente A.B.A.P. per le province di Catanzaro e Crotone 83 beni culturali, recuperati nell’ambito di attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone. L’evento si è svolto alla presenza del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, presso il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza ha consegnato al Soprintendente A.B.A.P. per le province di Catanzaro e Crotone 83 beni culturali, recuperati nell’ambito di attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone. L’evento si è svolto alla presenza del Prefetto Vicario di Crotone, del Procuratore Capo della Repubblica di Crotone, del Comandante della Legione Carabinieri Calabria, del Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna e delle Autorità civili, militari e religiose cittadine. I beni culturali, consistenti in preziosi reperti archeologici, paleontologici e un antico cannone navale del XVII sec. d.C., sono stati recuperati nel corso di due distinte indagini, condotte dal Nucleo Carabinieri T.P.C. di Cosenza tra maggio 2017 e luglio 2018 e da dicembre 2021 ad agosto 2023. La prima attività d’indagine ha permesso di disarticolare un sodalizio criminale, operante su scala nazionale ed internazionale (<em>con ramificazioni in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia</em>), dedito alla commissione dei reati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed esportazione illecita e nella fase conclusiva sono stati eseguiti un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 23 persone e 80 decreti di perquisizione a carico di altrettanti soggetti indagati in stato di libertà.</p>
<p>La seconda, invece, originata da un controllo nelle aree immediatamente adiacenti al Parco archeologico di Capo Colonna, nel corso del quale è stata casualmente notata la presenza del cannone riutilizzato come ornamento all’interno della corte di un’abitazione privata, ha consentito il deferimento all’A.G. di una persona per il reato di ricettazione e il recupero di numerosi reperti archeologici e paleontologici, nonché dello stesso cannone, beni illecitamente sottratti nel corso degli anni al patrimonio nazionale. Entrambe le suddette attività investigative sono state svolte in stretta collaborazione con i funzionari archeologi della Soprintendenza A.B.A.P. per le province di Catanzaro e Crotone e i docenti del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria di Arcavacata di Rende (CS), grazie ai quali è stato possibile stabilire la natura e la provenienza di tutti i beni culturali recuperati. I materiali sequestrati sono complessivamente databili tra l’età del ferro e l’età romana e trovano stretti confronti con quelli rinvenuti a Torre del Mordillo (Spezzano Albanese, CS), oggi conservati al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, o presenti nell’area archeologica di Capo Colonna e nei fondali marini antistanti. Sono presenti oggetti metallici, strumenti per la tessitura (fuseruole e pesi da telaio), reperti vascolari (anfore, contenitori d’uso comune per cibi e bevande) ed elementi architettonici. Tra questi ultimi si segnalano per importanza alcuni frammenti di tegole in marmo greco paragonabili a quelle conservate nel Museo di Capo Colonna che dal V secolo a.C. coprivano il santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna, oggetto di spoliazione in età romana.</p>
<p>Databile al V secolo a.C. è anche un frammento di lastra di rivestimento in terracotta con decorazione a palmetta che trova un confronto diretto con quella superstite dell’Edificio B di Capo Colonna. Ancora all’area di Capo Colonna, e in particolare alla domus romana di I secolo a.C. è da attribuire una base in pietra. Anche i beni fossili provengono da successioni sedimentarie mio-plioceniche della medesima area geografica di Capo Colonna, mentre il cannone era stato asportato proprio dai fondali marini antistanti detta località. L’odierna restituzione al patrimonio dello Stato dei beni culturali recuperati è frutto di azioni complesse, compiute in stretta sinergia con gli organi centrali e periferici del MiC, nonché dell’impegno e la professionalità di donne e uomini, militari e civili, altamente specializzati nello specifico settore, che hanno consentito di salvare importanti testimonianze dell’identità collettività che ci raccontano la loro storia e, di riflesso, la nostra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/i-carabinieri-tutela-patrimonio-culturale-restituiscono-alla-soprintendenza-83-beni-culturali-sequestrati/">I Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale restituiscono alla Soprintendenza 83 beni culturali sequestrati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Sibari, restituite al parco archeologico 665 monete antiche</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sibari-restituite-al-parco-archeologico-665-monete-antiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Apr 2021 09:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri tutela patrimonio culturale]]></category>
		<category><![CDATA[parco arheologico Sibari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sibari (CS) – Sottratte al mercato clandestino (che spesso viaggia sui canali multimediali) e ricollocate nella loro sede naturale. Un consistente gruppo di 665 monete, coniate tra il V e il III secolo a.C. e perfettamente conservate, è stato restituito lo scorso 15 marzo al Direttore del Parco Archeologico di Sibari, dott. Filippo DEMMA, dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sibari-restituite-al-parco-archeologico-665-monete-antiche/">Sibari, restituite al parco archeologico 665 monete antiche</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sibari (CS) – Sottratte al mercato clandestino (che spesso viaggia sui canali multimediali) e ricollocate nella loro sede naturale.<br />
Un consistente gruppo di 665 monete, coniate tra il V e il III secolo a.C. e perfettamente conservate, è stato restituito lo scorso 15 marzo al Direttore del Parco Archeologico di Sibari, dott. Filippo DEMMA, dal Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza, Cap. Bartolo TAGLIETTI. </p>
<p>Tra gli esemplari figurano stateri di Crotone, Caulonia e Taranto, Trioboli di Thurium, nonché monete coniate a Siracusa e Agrigento. </p>
<p>Nella stessa occasione, sono stati consegnati monili &#8211; bracciali e anelli &#8211; e diverse punte di lancia.</p>
<p>“Questa restituzione – è scritto nella nota del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale &#8211; rappresenta un importante successo nell’ambito dell’attività di contrasto al mercato clandestino dei beni archeologici venduti tramite piattaforme multimediali, che, mai come adesso, forniscono agli estimatori un potente strumento per impossessarsi di preziosi reperti sottratti illecitamente alla comunità. Il risultato è frutto delle attività di indagine coordinate dalle Procure della Repubblica di Roma e Velletri, i cui risultati sono stati pienamente accolti e confermati dai rispettivi Tribunali che, con le loro sentenze di confisca e restituzione, hanno favorito il ritorno dei reperti archeologici nella disponibilità dello Stato Italiano. I beni saranno al più presto esposti nel Museo cosentino per garantirne la più ampia fruibilità da parte degli utenti in un’ottica di una sempre maggiore valorizzazione”. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sibari-restituite-al-parco-archeologico-665-monete-antiche/">Sibari, restituite al parco archeologico 665 monete antiche</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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