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	<title>carabinieri reggio calabria Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Jul 2023 10:41:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Effettuano operazioni di scerbatura in terreno privato ma incendiano 5 ettari di macchia mediterranea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 07:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[motta san giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[scerbatura con fuoco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono quattro gli uomini deferiti all’Autorità Giudiziaria dai carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria con l’accusa di incendio colposo. In particolare, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio volti alla prevenzione e contrasto di attività illecite, i Carabinieri della Stazione di Rosario Valanidi, durante un servizio di perlustrazione in aree extraurbane, sono stati attirati dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono quattro gli uomini deferiti all’Autorità Giudiziaria dai carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria con l’accusa di incendio colposo. In particolare, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio volti alla prevenzione e contrasto di attività illecite, i Carabinieri della Stazione di Rosario Valanidi, durante un servizio di perlustrazione in aree extraurbane, sono stati attirati dal fumo denso in località “Ciosso” di Motta San Giovanni (RC).</p>
<p>Giunti sul posto immediatamente hanno sorpreso quattro uomini intenti a effettuare pulizia in un terreno agricolo privato mediante l’incendio di sterpaglie. Le fiamme però, da lì a poco si sono propagate incendiando circa 5 ettari di macchia mediterranea. La zona è stata messa in sicurezza mediante l’utilizzo di mezzi aerei che hanno provveduto a estinguere l’incendio, mentre i quattro uomini, le cui responsabilità dovranno essere successivamente accertate nelle opportune sedi giudiziarie, sono deferiti all’autorità giudiziaria.</p>
<p>Un evento, che ancora una volta testimonia l’importanza della presenza costante e attenta dell’Arma reggina sul territorio, il cui ruolo imprescindibile è quello delle Stazioni Carabinieri che assicurano la continua assistenza e disponibilità anche nelle zone impervie della provincia reggina.</p>
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		<title>Palmi, si appropriava di denaro proveniente dalle spese giudiziarie: denunciato per peculato ex impiegato del Tribunale Civile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 09:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri reggio]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[denunciato ex impiegato tribunale civile]]></category>
		<category><![CDATA[peculato palmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi hanno denunciato nei giorni scorsi un uomo che da poco tempo aveva lasciato il suo impiego presso il locale Tribunale Civile. Le indagini, originatesi in prima fase da una segnalazione del Tribunale Civile, sono state poi sviluppate e approfondite [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi hanno denunciato nei giorni scorsi un uomo che da poco tempo aveva lasciato il suo impiego presso il locale Tribunale Civile. Le indagini, originatesi in prima fase da una segnalazione del Tribunale Civile, sono state poi sviluppate e approfondite dai militari dell’Arma, coordinati dal Procuratore di Palmi, Dott. Emanuele Crescenti.</p>
<p>Nel corso degli accertamenti finora svolti, si sono raccolti elementi utili a carico dell’ex impiegato che, incaricato di gestire le pratiche relative alla riscossione dei crediti riguardo le spese di giustizia derivanti dalle sentenze emesse dal Tribunale di Palmi, nel corso del 2020 e del 2021 avrebbe trattenuto a suo indebito beneficio alcune migliaia di euro. Infatti, anziché versare i soldi raccolti agli enti deputati, Giustizia spa ed Equitalia, il dipendente avrebbe distolto le somme dirottandole sul suo conto personale.</p>
<p>La cifra complessiva risulta tuttavia ancora da appurare e, al momento, i militari dell’Arma hanno proceduto al sequestro preventivo di circa 3.500 euro, somma che risulta dai preliminari accertamenti, attuando quanto disposto dall’AG di Palmi. L’uomo è stato denunciato a piede libero, in attesa di ulteriori sviluppi procedimentali che consentiranno di accertarne la colpevolezza.</p>
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		<title>VIDEO- Immigrazione clandestina: 4 arresti in Francia e Germania</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-immigrazione-clandestina-4-arresti-in-francia-e-germania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 07:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[operazione parepidemos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di questo capoluogo, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione, in Francia e Germania, ad una misura cautelare personale in carcere nei confronti di 4 cittadini afghani, ritenuti a vario titolo responsabili di favoreggiamento pluriaggravato dell’immigrazione clandestina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di questo capoluogo, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione, in Francia e Germania, ad una misura cautelare personale in carcere nei confronti di 4 cittadini afghani, ritenuti a vario titolo responsabili di favoreggiamento pluriaggravato dell’immigrazione clandestina e di esercizio abusivo dell’intermediazione finanziaria. Sono stati sequestrati, inoltre, il veicolo <em>utilizzato per il trasporto dei migranti</em> e il denaro profitto del reato. L’indagine è stata sviluppata avvalendosi dei canali di cooperazione internazionale, con particolare riguardo a <strong>Eurojust</strong>, sul lato giudiziario, che ha coordinato l’esecuzione di diversi ordini di indagini europei, comprese attività intercettive all’estero, nonché le rogatorie internazionali, così come – in maniera omologa per lo scambio di polizia – <strong>Europol </strong>ha fornito apporto di analisi e il contributo delle banche dati in uso all’Ufficio europeo di polizia.</p>
<p>A collaborare i carabinieri reggini, in Germania, il Direttorato per la lotta al crimine della Bundespolizei e, in Francia, la Police Nationale, le Brigate Mobili di ricerca della Direzione Centrale della Polizia di frontiera di Bordeaux e Marsiglia. È il 2020 quando, a seguito dell’innalzamento del numero di sbarchi di migranti registrato sul litorale reggino, in particolare sulla costa ionica, i Carabinieri avviano una manovra informativa, finalizzata a verificare gli elementi di convergenza di tale fenomenologia, attesa la probabile sussistenza di una rete di trafficanti di esseri umani. L’attenzione dell’Arma, attraverso le Stazioni territoriali, si concentra sui movimenti dei migranti successivi allo sbarco, allorquando – in ragione dell’allora vigente emergenza epidemiologica – venivano posti in isolamento fiduciario presso i centri di contenimento sanitario temporaneo. Ed è proprio dall’osservazione sul campo che i militari notano un 40enne afgano, residente in Francia, del quale viene registrata la presenza a bordo di un furgone con targa transalpina a Bova Marina.</p>
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<p>Le indagini, avviate sotto il coordinamento della DDA reggina, hanno consentito di registrare i movimenti dell’afgano che, dopo avere fatto salire a bordo 10 connazionali, percorre l’intero territorio nazionale, facendo tappa in Abruzzo, in Lombardia e in Liguria, uscendo successivamente dal territorio nazionale dal valico del Frejus. A seguire, lo straniero varca più volte nuovamente il confine, non dopo essere stato controllato dai Carabinieri di Susa prima di fare ingresso nel traforo del Frejus, circostanza questa che ha cristallizzato in maniera univoca l’intenzione del conducente di lasciare l’Italia per far accesso in Francia. Nel corso del controllo, i militari operanti avevano modo di constatare come l’indagato fosse l’unico occupante del mezzo anche se, da una successiva ispezione, veniva accertata la presenza sui sedili posteriori di alcuni bagagli, dentro i quali venivano rinvenuti pannolini per bambini ed altri vestiti chiaramente non appartenenti all’indagato. Inoltre, è stata censita la presenza di un vano, creato ad hoc nella parte posteriore del mezzo per nascondere le persone.</p>
<p>Proprio le circostanze con cui i migranti hanno raggiunto la destinazione agognata ha portato la Procura reggina a contestare le aggravanti, confermate nel provvedimento del GIP, di <em>avere esposto le persone trasportate a pericolo per la loro vita</em> (avendoli abbandonati in una zona di montagna, al freddo ed alle intemperie, su sentieri scoscesi ed impervi) e quella di <em>aver commesso il fatto sottoponendo i trasportati a trattamento inumano e degradante</em> (nascondendoli nel furgone). A questo punto, in ragione di una segnalazione inserita nella Banca dati Schengen viene tratto in arresto dalla Polizia francese a Montgeneve (nel lato transalpino della località di frontiera) sorpreso nel valicare il confine con sei connazionali clandestini.</p>
<p>Le indagini, proseguite con l’ausilio dei canali Eurojust ed Europol, al fine di ricostruire i contatti e ulteriori componenti della catena di trasbordo dei migranti, hanno consentito di definire una filiera criminale di immigrazione clandestina localizzata in Turchia, Italia, Francia e Germania. Sono stati infatti ricostruiti dettagliatamente i ruoli degli altri soggetti coinvolti, tutti di origine afgana: il primo, di cui è stato ampiamente detto, quale promotore ed organizzatore ed autista; un secondo uomo, con il ruolo di intermediario tra il passeur e i parenti dei trasportati; un sodale, localizzato a Marsiglia, preposto all’accoglienza dei migranti. un ulteriore soggetto, stanziale in Germania, individuato quale terminale delle somme erogate a titolo di compenso per il viaggio. In definitiva, gli esiti investigativi evidenziano come gli odierni indagati rappresentino la cellula localizzata sul territorio continentale che, attraverso modalità operative ben pianificate, era addetta a consentire ai migranti, una volta giunti nel reggino, dopo l’arrivo in Italia a bordo di natanti e a seguito della collocazione in centri di accoglienza, di allontanarsi e partire verso località del centro Europa. È stato inoltre individuato il canale finanziario per le transazioni economiche, che utilizza il metodo informale noto come <strong>hawala</strong>.</p>
<p>Si tratta di un sistema di trasferimento di denaro basato sul brokeraggio informale e su relazioni non contrattuali che prevede che il soggetto che intende trasferire una somma di denaro a altro soggetto, di norma residente in un diverso paese, contatti un broker intermediario (c.d. <em>hawaladar</em>) e gli versi la somma da inviare; l’intermediario locale contatta quindi un suo omologo nel paese ricevente, dandogli ordine di pagare al soggetto destinatario la somma indicata, trattenendo una commissione. La somma versata al destinatario (<em>nell’odierna indagine quantificata in 1500 euro per ogni migrante per il servizio di trasporto</em>), verrà successivamente rimborsata dal primo al secondo intermediario, con tempi e mezzi variabili, secondo le circostanze. Trattandosi di provvedimento cautelare, restano salve le successive determinazioni in fase processuale.</p>
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		<title>Reddito: intascavano sussidi in assenza requisiti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reddito-intascavano-sussidi-in-assenza-requisiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 09:02:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[furbetti del reddito di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[melicucco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intascavano il reddito di cittadinanza senza essere in possesso dei requisiti. Tredici &#8220;furbetti&#8221;, tra cui due cittadini italiani e 11 stranieri di nazionalità romena, bulgara e marocchina, sono stati denunciati a Melicucco dai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro con l&#8217;accusa di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico e tentata truffa aggravata per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Intascavano il reddito di cittadinanza senza essere in possesso dei requisiti. Tredici &#8220;furbetti&#8221;, tra cui due cittadini italiani e 11 stranieri di nazionalità romena, bulgara e marocchina, sono stati denunciati a Melicucco dai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro con l&#8217;accusa di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.</p>
<p>Dalle indagini svolte dai militari attraverso un&#8217;attività di analisi documentale in relazione a 170 istanze presentate, esami incrociati, verifiche sul territorio e accertamenti investigativi, sono emerse numerose irregolarità nelle procedure di attestazione e l&#8217;assenza dei requisiti previsti. Le difformità riscontrate, hanno impedito l&#8217;ulteriore elargizione dei sussidi a soggetti non aventi diritto che avevano indebitamente percepito somme per 70 mila euro.</p>
<p>Gli esiti dell&#8217;attività sono stati comunicati alla Autorità giudiziaria e all&#8217;Inps ai fini dell&#8217;interruzione dell&#8217;elargizione del reddito di cittadinanza e del recupero del danno erariale. (fonte: ANSA)</p>
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