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	<title>cambiamento Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Nov 2025 15:29:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Rapporto di Legambiente: Calabria tra regioni più esposte a effetti cambiamento clima</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-di-legambiente-calabria-tra-regioni-piu-esposte-a-effetti-cambiamento-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 15:29:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nuovo rapporto Città Clima 2025 di Legambiente, la Calabria figura tra le regioni più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici, con Lamezia Terme e Reggio Calabria inserite tra le dieci città italiane più colpite da eventi meteo estremi negli ultimi undici anni. Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio Città Clima, Lamezia Terme, nella fascia dei comuni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nuovo rapporto Città Clima 2025 di Legambiente, la Calabria figura tra le regioni più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici, con Lamezia Terme e Reggio Calabria inserite tra le dieci città italiane più colpite da eventi meteo estremi negli ultimi undici anni. Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio Città Clima, Lamezia Terme, nella fascia dei comuni tra 50 e 150 mila abitanti, ha registrato nove eventi estremi tra il 2015 e il 2025, di cui sei allagamenti da piogge intense, due danni da vento e una esondazione fluviale.</p>
<p>Reggio Calabria, nella fascia dei comuni tra 150 e 500 mila abitanti, ha contato nove eventi nello stesso periodo: due allagamenti, due danni da vento, uno da siccità prolungata, tre danni alle infrastrutture e un&#8217;esondazione fluviale.<br />
Entrambe le città, evidenzia Legambiente, non dispongono ancora di un piano o di una strategia di adattamento climatico.<br />
&#8220;Le città calabresi &#8211; commenta Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria &#8211; stanno già subendo le conseguenze dei cambiamenti climatici, con ricadute sulle popolazioni destinate ad aggravarsi ulteriormente. Quasi nessuna però ha adottato un piano di adattamento. Continuiamo ad essere complessivamente impreparati agli impatti crescenti sugli ecosistemi, sui luoghi e sulle persone, riuscendo ad intervenire solo nella fase dell&#8217;emergenza. Al contrario, occorre agire in maniera preventiva per aumentare la resilienza e la qualità urbana&#8221;.</p>
<p>Gli impatti sulle città e le aree urbane più colpite: Allagamenti da piogge intense (371 eventi), raffiche di vento e trombe d&#8217;aria (167) ed esondazioni fluviali (60) sono gli eventi meteo estremi che più si sono ripetuti in questi 11 anni. Tra le altre cose preoccupano anche i danni alle infrastrutture, ben 55 quelli causati perlopiù da forti piogge e temperature record con impatti soprattutto sulla rete dei trasporti, e poi i 33 danni da grandinate. A pagarne lo scotto maggiore sono soprattutto le città tra 50 e 150mila abitanti. Qui, in questi anni, si è concentrato il maggior numero degli eventi meteo estremi, ben il 48% del totale (811), e tra le città più colpite ci sono Agrigento (28), Ancona (14), Fiumicino (11), Forlì (11) e Como (11). Non se la passano bene neanche le altre aree urbane: su 811 eventi meteo estremi, il 28% si è registrato nelle grandi città (con oltre 500mila abitanti) e il 23% nei comuni tra 150mila e 500mila, tra quest&#8217;ultimi quello più colpito è Bari con 33 casi, seguito da Bologna (18), Firenze (14) e Catania (13). Doppia maglia nera, invece, per Roma che centra un triste primato: è il comune con più eventi registrati dal 2015 a fine settembre 2025, ne conta ben 93, e tra le grandi città è la più colpita seguita da Milano con 40 eventi di cui 16 esondazioni, Genova (36), Palermo (32), Napoli (20) e Torino (13). Napoli, è l&#8217;unica tra le &#8220;grandi sorelle&#8221;, a non aver adottato un piano o una strategia contro i cambiamenti climatici. Come lei, anche Bari, <strong>Reggio Calabria</strong>, Prato, Perugia, tra i comuni 150mila e 500mila abitanti, e poi Fiumicino, Como, <strong>Lamezia Terme</strong>, Massa, Potenza tra i comuni tra 50mila e 150mila abitanti.</p>
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		<title>Quali saranno i lavori più ricercati (e quali spariranno) nel 2030: Ecco tendenze, cambiamenti e scenari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/quali-saranno-i-lavori-piu-ricercati-e-quali-spariranno-nel-2030-ecco-tendenze-cambiamenti-e-scenari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 07:47:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[2030]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo esperti di intelligenza artificiale ma anche autisti, educatori, contadini e insegnanti: da qui al 2030 verranno creati nel mondo 170 milioni di posti di lavoro, di cui 92 milioni di ruoli verranno sostituiti, con un aumento netto di 78 milioni di nuove figure professionali. Ma per restare al passo occorre investire nella formazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">Non solo esperti di intelligenza artificiale ma anche autisti, educatori, contadini e insegnanti: da qui al 2030 verranno creati nel mondo 170 milioni di posti di lavoro, di cui 92 milioni di ruoli verranno sostituiti, con un aumento netto di 78 milioni di nuove figure professionali. Ma per restare al passo occorre investire nella formazione e nello sviluppo delle competenze. È quanto emerge dall&#8217;ultimo <strong>Rapporto sul Futuro del Lavoro 2025 &#8211; pubblicato dal World Economic Forum </strong>sulla base di dati provenienti da oltre 1.000 aziende, secondo il quale &#8220;i progressi tecnologici, i cambiamenti demografici, le tensioni geoeconomiche e le pressioni economiche sono i fattori chiave&#8221; che rimodelleranno il mercato del lavoro nel prossimo futuro. In particolare, le professioni più gettonate saranno informatici, braccianti, operai edili, lavoratori agricoli, shopping assistant, infermieri, baristi, docenti universitari e anche professori di liceo. Più in generale si prevede che i progressi nell&#8217;IA, nella robotica e nei sistemi energetici, in particolare nelle energie rinnovabili e nell&#8217;ingegneria ambientale, aumenteranno la domanda di ruoli specializzati in questi settori. Le figure meno richieste invece saranno cassieri, commessi, guardie giurate, segretari, colf, stampatori, bibliotecari, grafici. Per questo motivo, &#8220;<strong>è urgente un&#8217;azione collettiva nei settori pubblico, privato e dell&#8217;istruzione per affrontare le crescenti carenze di competenze</strong>&#8220;. Le principali aree prioritarie includono il superamento dei gap di competenze, l&#8217;investimento in iniziative di riqualificazione e aggiornamento professionale e la creazione di percorsi accessibili per l&#8217;accesso a lavori e competenze in rapida crescita, la cui domanda è in rapido aumento. Il rapporto rileva inoltre che la carenza di competenze continua a essere &#8220;l&#8217;ostacolo più significativo alla trasformazione aziendale, con quasi il 40% delle competenze richieste sul lavoro destinate a cambiare e il 63% dei datori di lavoro che già la citano come l&#8217;ostacolo principale da affrontare&#8221;. Si prevede che le competenze tecnologiche in materia di IA, big data e cybersecurity registreranno una rapida crescita della domanda, ma le competenze umane, come il pensiero creativo, la resilienza, la flessibilità e l&#8217;agilità, rimarranno fondamentali. <strong>Una combinazione di entrambi i tipi di competenze &#8220;sarà sempre piu&#8217; cruciale in un mercato del lavoro in rapida evoluzione&#8221;</strong>. Più in generale, i ruoli di prima linea e i settori essenziali come l&#8217;assistenza e l&#8217;istruzione sono destinati a registrare la maggiore crescita di posti di lavoro entro il 2030, mentre i progressi dell&#8217;IA e delle energie rinnovabili stanno rimodellando il mercato, determinando <a href="https://www.agi.it/economia/news/2024-11-14/benefit-decisivi-scelta-lavoro-ecco-piu-desiderati-europa-28727991/" target="_blank" rel="noopener">un aumento della domanda</a> per molti ruoli tecnologici o specialistici e un calo per altri, come i designer grafici.</p>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">&#8220;Tendenze come <strong>l&#8217;IA generativa e i rapidi cambiamenti tecnologici stanno stravolgendo i settori e i mercati del lavoro</strong>, creando sia opportunità senza precedenti che rischi profondi&#8221;, ha dichiarato Till Leopold, responsabile del settore Lavoro, salari e creazione di posti di lavoro del World Economic Forum. &#8220;E&#8217; giunto il momento per le imprese e i governi di lavorare insieme, investire nelle competenze e costruire una forza lavoro globale equa e resiliente&#8221;. Il 63% dei datori di lavoro ritiene che la carenza di competenze sia il principale ostacolo alla trasformazione delle imprese in risposta alle macrotendenze globali. Se la forza lavoro globale fosse rappresentata da un gruppo di 100 persone, il Rapporto evidenzias che &#8220;si prevede che 59 necessitino di riqualificazione o aggiornamento entro il 2030 &#8211; 11 delle quali difficilmente lo riceveranno; ciò si traduce in oltre 120 milioni di lavoratori a rischio di licenziamento a medio termine&#8221;.</p>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">Il Wef osserva che &#8220;<strong>l&#8217;IA sta rimodellando i modelli di business e la metà dei datori di lavoro a livello globale sta pianificando di riorientare la propria attività </strong>per cogliere le nuove opportunità derivanti dalla tecnologia&#8221;. La risposta più comune della forza lavoro a questi cambiamenti dovrebbe essere l&#8217;aumento delle competenze dei lavoratori, con il 77% dei datori di lavoro che prevede di farlo. Tuttavia, il 41% prevede di ridurre la forza lavoro a causa dell&#8217;automazione di alcune attività. Quasi la meta&#8217; dei datori di lavoro prevede di trasferire il personale dai ruoli esposti alle interruzioni dell&#8217;IA ad altri settori dell&#8217;azienda, un&#8217;opportunità per alleviare la carenza di competenze e ridurre al contempo il costo umano della trasformazione tecnologica. L&#8217;aumento del costo della vita è un altro fattore chiave per il cambiamento del mercato del lavoro, e la meta&#8217; dei datori di lavoro prevede che trasformerà i modelli aziendali. Sebbene l&#8217;inflazione globale si sia attenuata, si prevede che le pressioni sui prezzi e il rallentamento della crescita economica provocheranno la perdita di 6 milioni di posti di lavoro a livello globale entro il 2030. Queste sfide aumentano la richiesta di resilienza, agilità, flessibilità e capacita&#8217; di pensiero creativo.</p>
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<div class="font-prose font-thin text-base leading-140 xlarge:leading-150 xlarge:text-md"><span style="color: var(--td_text_color, #111111); font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">Come influisce la crisi della natalità</span></div>
</div>
</div>
<p class="themed-links break-words font-prose font-thin text-md leading-160">I cambiamenti demografici, prosegue il Rapporto, &#8220;stanno ridisegnando i mercati del lavoro: l&#8217;invecchiamento della popolazione, soprattutto nei Paesi a più alto reddito, spinge la domanda di ruoli nel settore sanitario e l&#8217;espansione della popolazione in eta&#8217; lavorativa nelle regioni a basso reddito alimenta la crescita delle professioni educative. Le strategie per la forza lavoro incentrate sul miglioramento delle competenze di gestione dei talenti, insegnamento e tutoraggio sono essenziali per colmare questi divari&#8221;. Le tensioni geopolitiche sono una delle principali preoccupazioni per il 34% delle aziende, mentre le restrizioni commerciali e i cambiamenti di politica industriale ne trasformano molte altre, con <strong>alcune aziende che prevedono di adattarsi attraverso strategie di offshoring e reshoring. </strong>Queste pressioni &#8220;stanno anche aumentando la domanda di competenze come la cybersecurity. Affrontare i profondi cambiamenti delineati nel rapporto richiede un&#8217;azione urgente e collettiva da parte del governo, delle imprese e dell&#8217;istruzione. Dando priorità a strategie e transizioni della forza lavoro eque e inclusive &#8211; e sostenendo i lavoratori in queste trasformazioni &#8211; le parti interessate possono costruire una forza lavoro globale resiliente e adattabile, pronta a prosperare nei lavori di domani&#8221;.</p>
<p>(<em>Agi</em>)</p>
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		<title>Gratteri: “Vado via dalla Calabria lasciando l’idea che si può cambiare&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gratteri-vado-via-dalla-calabria-lasciando-lidea-che-si-puo-cambiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 09:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Penso che la cosa più importante che abbiamo fatto è stata quella di dare più fiducia alla gente. Me ne vado dalla Calabria lasciando l’idea che si può cambiare, che non siamo più l’Africa del nord”. Lo ha detto Nicola Gratteri, neo procuratore di Napoli, tracciando un bilancio dei sette anni trascorsi alla guida della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Penso che la cosa più importante che abbiamo fatto è stata quella di dare più fiducia alla gente. Me ne vado dalla Calabria lasciando l’idea che si può cambiare, che non siamo più l’Africa del nord”. Lo ha detto Nicola Gratteri, neo procuratore di Napoli, tracciando un bilancio dei sette anni trascorsi alla guida della Procura della Repubblica di Catanzaro nel corso di un incontro con i giornalisti prima di lasciare il capoluogo calabrese.<br />
Una Procura, quella di Catanzaro, in cui “ci sarà sicuramente una continuità. Ormai – ha aggiunto – anche i giovani magistrati hanno acquisito una buona esperienza, i colleghi sono cresciuti”. “Di questo ufficio – ha detto il magistrato – mi mancherà tutto perché lo abbiamo costruito noi, fisicamente. La sede era un convento fatiscente del ‘400 a cui nessuno pensava salvo un minuto dopo aver letto le affermazioni di un noto avvocato che scrisse che non bisognava farci uffici giudiziari ma un centro culturale. Lì ho capito subito che bisognava essere un po’ più determinati in questa città. Per 12 anni che è rimasto chiuso. Perché non l’hanno fatto il centro culturale?”.</p>
<p>“In questi anni – ha sostenuto Gratteri – abbiamo lavorato tanto e ottenuto buoni risultati. Abbiamo liberato, anche fisicamente, gli spazi. E noi abbiamo sempre invitato la gente ad occupare questi spazi, anche attraverso voi della stampa che ci siete stati vicini e che avete creduto in noi e nel nostro sogno di creare una grande Procura. Noi abbiamo semplicemente lavorato. Forse i cittadini potevano fare qualcosa in più. Certe volte sono scesi in piazza, ma potevano farlo ancora di più e dovevano avere più coraggio. Forse non siamo stati credibili fino in fondo”.</p>
<p>“Se avessi avuto più magistrati e più forze dell’ordine – ha detto ancora Gratteri – avrei fatto di più. Tante idee investigative non le ho potute realizzare. Ringrazio sempre i vertici delle forze dell’ordine e anche il ministero della Giustizia, che ha mandato personale. C’è stato un lavoro di squadra. Abbiamo reso più vivibile il territorio, ma potevamo fare di più se avessimo avuto più uomini e più mezzi”. “Negli incontri con i giovani – ha aggiunto – ho cercato di indurli a studiare e di spiegare, anche da un punto di vista economico, la non convenienza a delinquere. Miglioramenti ne ho visti, ma forse si poteva fare di più”.<br />
Nicola Gratteri si insedierà nel suo nuovo ufficio della procura di Napoli domani, venerdì 20 ottobre.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;appello di 100 scienziati italiani ai media:&#8217; Parlate di cambiamento climatico&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lappello-di-100-scienziati-italiani-ai-media-parlate-di-cambiamento-climatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 13:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Giornalisti, parlate delle cause del cambiamento climatico, e delle sue soluzioni. Omettere queste informazioni condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore&#8221;. Comincia così un appello ai media firmato da 100 scienziati e studiosi italiani, fra i quali il Premio Nobel per la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Giornalisti, parlate delle cause del cambiamento climatico, e delle sue soluzioni. Omettere queste informazioni condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore&#8221;. Comincia così un appello ai media firmato da 100 scienziati e studiosi italiani, fra i quali il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, Antonello Pasini, Nicola Armaroli, Stefano Caserini, Enrico Giovannini, Luca Mercalli, Telmo Pievani. &#8220;I media italiani parlano ancora troppo spesso di &#8216;maltempo&#8217; invece che di cambiamento climatico &#8211; si legge nell&#8217;appello -.  Quando ne parlano, spesso omettono le cause e le relative soluzioni. È come se nella primavera del 2020 i telegiornali avessero parlato solo di ricoverati o morti per problemi respiratori senza parlare della loro causa, cioè del virus SARS-CoV-2, o della soluzione, i vaccini&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel suo ultimo rapporto &#8211; spiegano gli scienziati firmatari -, il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (Ipcc) è chiarissimo su quali siano le cause principali del cambiamento climatico: le emissioni di gas serra prodotte dall&#8217;utilizzo di combustibili fossili. Ed è altrettanto chiaro su quali siano le soluzioni prioritarie: la rapida eliminazione dell&#8217;uso di carbone, petrolio e gas, e la decarbonizzazione attraverso le energie rinnovabili&#8221;.  &#8220;Non parlare delle cause dei sempre più frequenti e intensi eventi estremi che interessano il nostro pianeta &#8211; prosegue l&#8217;appello &#8211; e non spiegare le soluzioni per una risposta efficace rischia di alimentare l&#8217;inazione, la rassegnazione o la negazione della realtà, traducendosi in un aumento dei rischi per le nostre famiglie e le nostre comunità, specialmente quelle più svantaggiate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per queste ragioni &#8211; conclude il documento -, invitiamo tutti i media italiani a spiegare chiaramente quali sono le cause della crisi climatica e le sue soluzioni, per dare a tutti e a tutte gli strumenti per comprendere profondamente i fenomeni in corso, sentirsi parte della soluzione e costruire una maggiore fiducia nel futuro&#8221;.<br />
<em>(Ansa)</em></p>
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		<title>Regionali, de Magistris: &#8220;In Calabria il vero scontro è tra me e Occhiuto&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/regionali-de-magistris-in-calabria-il-vero-scontro-e-tra-me-e-occhiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 13:46:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[deMagistris]]></category>
		<category><![CDATA[regionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaaro &#8211; &#8220;Io credo che sia auspicabile che si vada alla fine a uno scontro politico fra de Magistris e Occhiuto. Questo mi sembra ciò che passa in Calabria&#8221;. Lo ha detto il sindaco di Napoli, candidato alla presidenza della Regione, Luigi de Magistris, alla guida di un polo civico, parlando con i giornalisti a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/regionali-de-magistris-in-calabria-il-vero-scontro-e-tra-me-e-occhiuto/">Regionali, de Magistris: &#8220;In Calabria il vero scontro è tra me e Occhiuto&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaaro &#8211; &#8220;Io credo che sia auspicabile che si vada alla fine a uno scontro politico fra de Magistris e Occhiuto. Questo mi sembra ciò che passa in Calabria&#8221;. Lo ha detto il sindaco di Napoli, candidato alla presidenza della Regione, Luigi de Magistris, alla guida di un polo civico, parlando con i giornalisti a margine dell’inaugurazione della sua sede elettorale su Corso Mazzini a Catanzaro.</p>
<p>&#8220;Mentre il centrosinistra consuma il tempo nelle stanze romane alla ricerca, quasi come se fosse un call center, della candidatura da presentare, noi ormai da settimane siamo in tutti i territori della Calabria, nei Comuni, tra le piazze, i vicoli, incontriamo le persone. In questo modo stiamo ascoltando e ci stiamo proponendo. Il dialogo cresce moltissimo con la base, i militanti, gli attivisti ma anche con esponenti di primo piano sia del Pd sia del M5S, che &#8211; ha proseguito il candidato alla presidenza della Regione &#8211; colgono come la nostra sia un’opzione vincente, come la colgono anche esponenti del centrodestra, che vedono in noi una coalizione civica vera, che vuole fare gli interessi dei calabresi, che vuole gestire in maniera corretta i fondi del Recovery Fund, che vuole garantire diritti ormai negati da tantissimi anni&#8221;.</p>
<p>Per de Magistris &#8220;è auspicabile che si vada alla fine a uno scontro politico de Magistris-Occhiuto. Questo mi sembra ciò che passa in Calabria. Mi sembra strano che gli altri non si rendano conto di quanto questo può rappresentare un’opportunità per tanti. In Calabria non si vota solo per le Regionali, ma è un referendum. Noi rappresentiamo l’unica alternativa per ridare libertà e cambiamento a questa terra, dall’altra parte c&#8217;è la sudditanza, il sistema, il coacervo politico di interessi che questa terra ha conosciuto. Poi &#8211; ha aggiunto il candidato governatore &#8211; può essere un’operazione per così dire chiara, quale quella di Occhiuto, che rappresenta il vecchio ma già si sa, o può essere un’operazione mascherata da qualcuno che si dà una verniciatura di nuovo ma dietro ha tutti gli apparati&#8221;.</p>
<p>&#8220;Come coalizione credo che alla fine ci assesteremo su otto liste, quattro direttamente riferibili a me e otto complessivamente. Non ci sono sigle, poi &#8211; ha proseguito de Magistris &#8211; siamo contenti che ci siano anche alcuni partiti che sostengono questa coalizione, che però è una coalizione chiaramente civica, popolare e politica. Civica non significa che non sia politica, però non ha appartenenze sistemiche&#8221;.</p>
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