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	<title>Calabria zona Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Morti sul lavoro nei primi sette mesi 2026: la Calabria è in zona rossa, 17 le vittime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 16:00:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi sette mesi del 2026, sono 430 i decessi in occasione di lavoro e 165 quelli in itinere. Cinque le regioni in zona rossa: Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia. A finire in zona rossa a luglio 2026, con un&#8217;incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 17,8 morti sul lavoro ogni milione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi sette mesi del 2026, sono 430 i decessi in occasione di lavoro e 165 quelli in itinere. Cinque le regioni in zona rossa: <strong>Calabria,</strong> Sicilia, Campania, Liguria e Puglia. <strong>A finire in zona rossa </strong>a luglio 2026, con un&#8217;incidenza superiore a <strong>+25%</strong> rispetto alla media nazionale (<strong>Im=Indice incidenza medio, pari a 17,8 </strong>morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: <strong>Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia<em>.</em></strong> In<strong> zona arancione</strong>:<strong> Trentino-Alto Adige, Veneto, Molise e Toscana. </strong>In<strong> zona gialla: Piemonte, Marche, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Basilicata, Lombardia e Abruzzo</strong>.<strong> </strong>In<strong> zona bianca</strong>:<strong> Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Valle d&#8217;Aosta.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>MORTI E INFORTUNI IN ITALIA NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026- </strong><strong>A luglio 2026 sono 595 le vittime sul lavoro in Italia, </strong>delle quali<strong> 430 in occasione di lavoro</strong> (7 in meno rispetto a luglio 2025) e <strong>165 in itinere</strong> (5 in meno rispetto allo scorso anno). La<strong> maglia nera </strong>per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro<strong> </strong>va ancora alla <strong>Lombardia</strong> <strong>(66).</strong>  Seguono: <strong>Veneto (44), Campania (41), Sicilia (35), Emilia-Romagna (34), Piemonte (32), Toscana e Lazio (31), Puglia (29), Calabria (17), Liguria (15), Trentino-Alto Adige e Marche (11), Sardegna (9), Abruzzo (7), Umbria e Friuli-Venezia Giulia (6), Basilicata (3) e Molise (2). La Valle d&#8217;Aosta non registra vittime sul lavoro.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI- </strong>L&#8217;<a href="https://app3.salesmanago.pl/smrd.htm?url=https%3A%2F%2Fwww.vegaengineering.com%2Fosservatorio%2F%3Futm_source%3Dsalesmanago%26utm_medium%3Demail%26utm_campaign%3DCS_nazionale_09-09-26&amp;track=MjpQQC03JUktNyVVLTdQZCVEJUUlbFBkJTRQKlA0LUwlZCV7JSoley1MJUklSVBFUDQtTCVEJTRQNCVELUwlSSVEUDRQKiVkJU5QNFBFJTQlRCVsUCotNy1bLTclZC03JVUtN1AqJXtQNCUqJWwle1BJJUktTCVOJXBQTiVOLUwlTiV7JU4lRC1MJWwlTlA0JU4tTCU0UDRQNCVEJXAlSVBJJXBQSSVkJUUlbC03LVstNyU0LTclVSVOUCs" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>Osservatorio</u></a> mestrino elabora anche l&#8217;identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d&#8217;età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati). Nei primi sette mesi del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l&#8217;<strong>incidenza più elevata </strong>si registra ancora nella fascia d&#8217;età degli<strong> ultrasessantacinquenni (55,4). </strong>Seguono<strong> </strong>i lavoratori <strong>tra i 55 e i 64 anni (27,3) </strong>e quelli <strong>tra i 15 e i 24 anni (21,9). </strong>In termini assoluti, invece,<strong> la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni </strong>(153 vittime su un totale di 430)<strong>.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>DONNE E INFORTUNI MORTALI- </strong><strong>In totale sono 54 le donne decedute </strong>nei primi sette mesi del<strong> </strong>2026 <strong>(come nel 2025)</strong>.<strong> </strong>Di queste,<strong> 29 </strong>hanno<strong> perso la vita in occasione di lavoro (4 in più del 2025)</strong> e <strong>25 in itinere (4 in meno del 2025)</strong>, cioè nel percorso casa-lavoro<strong>.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE TRIPLO A FINE LUGLIO 2026- </strong>Sono<strong> 169 </strong>gli<strong> stranieri vittime di infortuni sul lavoro</strong> su un totale di 595, di cui<strong> 121 deceduti in occasione di lavoro e 48 in itinere. </strong>Il <strong>rischio di morte</strong> sul lavoro è <strong>oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani</strong>: <strong>46,8 morti ogni milione di occupati</strong>, contro un indice di 14,4 degli italiani.</p>
<p dir="auto"><strong>I SETTORI PIÙ COLPITI A FINE LUGLIO 2026- </strong>Alla fine di luglio 2026 i settori più colpiti sono<strong> Costruzioni (76 morti in occasione di lavoro)</strong>, seguito da<strong> Trasporto e Magazzinaggio (55) </strong>e <strong>Attività Manifatturiere (50).</strong></p>
<p dir="auto"><strong>I GIORNI PIÙ PERICOLOSI A LUGLIO 2026-</strong>Il <strong>giovedì</strong> risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a fine luglio 2026 (<strong>22,6%</strong>). Seguito dal lunedì (20,9%) e dal martedì (16,5%).</p>
<p dir="auto"><strong>DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE LUGLIO 2026: +5,3%- </strong>Le denunce di infortunio totali, registrate a fine luglio 2026, <strong>sono 368.085, in aumento del 5,3% rispetto a luglio 2025. </strong>Il <strong>numero più elevato</strong> di<strong> denunce totali </strong>si<strong> </strong>registra nelle<strong> Attività Manifatturiere (41.778)</strong>. Seguono: Costruzioni (22.382), Sanità (22.353), Commercio (19.801) e Trasporto e Magazzinaggio (19.635). A luglio 2026, le <strong>denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici </strong>sono <strong>133.290 </strong>(104.479 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a <strong>234.795 </strong>(203.325 in occasione di lavoro). Infine,<strong> le denunce totali dei lavoratori stranieri </strong>sono<strong> 79.633 </strong>su 368.085 (circa 1 su 5), 66.839 in occasione di lavoro su un totale di 307.804<strong> </strong>(ancora circa 1 su 5).</p>
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