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	<title>Calabria Lavoro Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Dec 2021 14:13:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Fine del precariato per 71 lavoratori di &#8220;Calabria lavoro&#8221;, Princi: Primi importanti risultati in tema stabilizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2021 14:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Oggi salutiamo con soddisfazione un risultato di spessore, raggiunto in pochissimo tempo dal nostro insediamento: un piccolo grande regalo di Natale per 71 lavoratori calabresi”. È con l’approvazione della proposta di legge per la modifica e integrazione della legge regionale 25 giugno 2019 n. 29, storicizzazione delle risorse del precariato storico, che la Regione Calabria è riuscita a dare maggiore dignità a decine di precari, che da adesso si possono finalmente dire stabilizzati. Ad annunciarlo è Giusi Princi, vicepresidente della Giunta con delega al lavoro, che saluta con sincera contentezza il primo risultato raggiunto in ambito occupazione.</p>
<p>Nella seduta fiume di ieri del Consiglio Regionale, infatti, 71 lavoratori di Azienda Calabria lavoro sono stati contrattualizzati, tramite un’attività che s’inquadra nell’ambito più ampio delle misure normative, previste non solo a livello regionale ma anche nazionale, “per consentire il superamento del gravoso problema del precariato, che si pone tra gli obiettivi primari del Programma di governo del presidente Occhiuto – ribadisce il vicepresidente &#8211; gestendo e via via smaltendo il precariato storico che si è determinato negli anni pregressi. L’obiettivo del nostro mandato è lavorare sulle politiche attive del lavoro”.<br />
Le modifiche introdotte hanno un duplice scopo: garantire eguale trattamento economico a tutti i bacini di lavoratori riconducibili al precariato storico, operando una parificazione rispetto ai contributi regionali previsti e accompagnando gli stessi lavoratori nel percorso di contrattualizzazione e di stabilizzazione, garantendo lo svolgimento di attività e l’indennità economica fino al collocamento in quiescenza; riconoscere ai precari contrattualizzati a tempo determinato con Azienda Calabria lavoro da più di 24 mesi il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.<br />
Sempre nella prospettiva di un graduale assorbimento degli attuali bacini di precariato, d’intesa con le organizzazioni sindacali, è stata garantita la continuità lavorativa al personale contrattualizzato a tempo determinato con Azienda Calabria lavoro, impiegato nel “Piano regionale straordinario di potenziamento dei Centri per l&#8217;Impiego e delle Politiche attive del lavoro”, che è costituito da figure professionali con competenze specifiche ed esperienza maturata nelle materie dei servizi e delle politiche attive a supporto degli uffici territoriali e dei dipartimenti.<br />
Ulteriore risultato positivo rispetto al tema in questione è stato conseguito con riferimento al personale a tempo indeterminato e parziale di Azienda Calabria Lavoro, prevedendo un incremento dell’attività lavorativa prestata a favore delle strutture amministrative della Giunta, così da rafforzare la capacità degli uffici.<br />
“È stato possibile raggiungere questi primi ma significativi risultati con un grande lavoro di squadra – sottolinea Giusi Princi &#8211; grazie al confronto continuo e costruttivo con tutta la macchina amministrativa del Dipartimento regionale, su forte impulso del Presidente Occhiuto. Nonostante l’insediamento sia di poche settimane fa, sono stati giorni di collaborazione molto intensa, in particolare con il direttore generale del Dipartimento con il quale abbiamo individuato soluzioni idonee e praticabili. La nostra mission è un concreto e definitivo superamento del problema del precariato calabrese”.</p>
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		<title>Delibera su Azienda Calabria Lavoro, CSA-Cisal: &#8220;Non sarà mai pubblicata, salvaguardare i lavoratori&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2021 08:13:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[CSA-Cisal]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Mai come in questa circostanza avremmo preferito non aver ragione. Eppure, abbiamo colto nel segno&#8221;. Lo sottolinea CSA-Cisal che aggiunge &#8221; Abbiamo chiesto conto all’Amministrazione regionale della delibera n. 664 adottata il 31 dicembre del 2018 “Presa d’atto modifica ed integrazione della dotazione organica di Azienda Calabria Lavoro a seguito della legge regionale n. 52 del 2018”. Praticamente tre anni fa. Un atto importantissimo sulla “dotazione organica” di Azienda Calabria Lavoro che interessa ben 287 lavoratori impegnando una somma annua di circa 5,1 milioni di euro. A distanza di settimane dalla nostra denuncia della delibera non c’è alcuna traccia. Anzi &#8211; rivela il sindacato CSA-Cisal -, abbiamo appreso che probabilmente non sarà mai pubblicata nel formato tradizionale: semplicemente perché non è stata mai formalizzata. Tecnicamente è un atto inesistente. Questo non è accettabile.&#8221;</p>
<p>COME SI SONO MOSSI I DIRIGENTI INTERESSATI DOPO LA DENUNCIA DEL SINDACATO &#8211; &#8220;Dobbiamo dare atto che i dirigenti (attuali) interessati alla questione si sono mossi, ritenendo &#8211; a giusta ragione &#8211; la questione particolarmente delicata. In data 7 ottobre, il commissario straordinario di Azienda Calabria Lavoro ha chiesto con una nota scritta la trasmissione della delibera di modifica e integrazione della dotazione organica poiché si ritrova con il paradosso di possedere i relativi decreti attuativi ma non l’atto originario (la delibera di Giunta, appunto). Il giorno dopo, l’8 ottobre, l’attuale dg del dipartimento “Lavoro, Sviluppo Economico, Attività Produttive e Turismo” rivolgendosi al segretariato della Giunta regionale ha ricordato come: “… all’atto dell’insediamento dello scrivente, nel mese di giugno 2019, i soggetti firmatari della deliberazione risultavano decaduti dalle proprie funzioni e pertanto la formalizzazione in senso proprio risultava non attuabile”. Proseguendo il dg ha chiesto quantomeno la trasmissione “del verbale della seduta di Giunta regionale …, nonché ogni altro documento utile per procedere alla notifica della Delibera n. 664 del 31.12.2018”. Dopo qualche giorno, il 13 ottobre, l’attuale segretario generale della Regione trasmette il verbale della seduta di Giunta al dipartimento “Lavoro, Sviluppo Economico, Attività Produttive e Turismo”, ma anche in questo caso si fa notare come l’atto non sia stato formalizzato e proprio il predecessore (eravamo all’epoca della Giunta Oliverio) abbia chiesto la delibera per ben cinque volte nell’anno 2019. Circostanza che il sindacato CSA-Cisal aveva prontamente ricordato nella nota precedente&#8221;. </p>
<p>IL CONTENUTO DEL VERBALE DI GIUNTA E LA RICHIESTA DI PARERE ALL’AVVOCATURA &#8211; &#8220;Nel verbale della seduta di Giunta del giorno 31 dicembre 2018 viene riportato come “l’assessore Robbe, autorizzata dal Presidente della seduta, illustra la sua proposta fuori sacco urgente &#8211; Presa d’atto modifica e integrazione della dotazione organica di Azienda Calabria Lavoro a seguito della legge regionale n. 52 del 2018. La Giunta approva con modifiche disponendo che la stessa sia riformulata dal dipartimento competente in conformità al format di delibera approvato e pubblicato sul sito”. Visto che è stato accertatoche la delibera non è stata (e non sarà mai formalizzata) basterà l’estratto del verbale della seduta di Giunta? Per trasparenza nei confronti dei tanti lavoratori interessati dobbiamo dire &#8211; evidenzia il sindacato CSA-Cisal &#8211; che l’Amministrazione sembrerebbe avere chiesto all’Avvocatura un parere per dipanare questo dubbio. Certo, gli interrogativi sono molteplici. Il più importante è il seguente: come si evince dal verbale, la Giunta ha approvato l&#8217;atto “con modificazioni”, senza la delibera formale possono valere gli atti successivi? Tecnicamente, dicevamo prima, siamo di fronte a un provvedimento allo stato “inesistente”. Sia il dipartimento “Lavoro” e sia il “Segretariato Generale” sono consapevoli di questo enorme problema. È evidente che ci si deve adoperare con gli strumenti giuridici e amministrativi a disposizione&#8221;. </p>
<p>TROVARE UNA SOLUZIONE DEFINITIVA &#8211; &#8220;Il sindacato CSA-Cisal ha sollevato questo evidente problema formale (quanto sostanziale) su una delibera così rilevante nell’esclusivo interesse dei lavoratori coinvolti. Ricordiamo ben 287 dipendenti di Azienda Calabria Lavoro che pretendono certezza sulla loro posizione. Non possiamo che sollecitare l’Amministrazione futura a intraprendere ogni strada possibile affinché i loro diritti siano garantiti. Riteniamo che la nuova Giunta che si insedierà nei prossimi giorni non sarà insensibile al tema.  Il nuovo esecutivo si assumi l’onere di trovare la soluzione a quello che potrebbe essere un gravissimo danno per i lavoratori. I due dirigenti dei dipartimenti &#8211; &#8216;Segretariato Generale&#8217; e “Lavoro, Sviluppo Economico, Attività Produttive e Turismo&#8217; &#8211; si sono già adoperati e per questo apprezziamo il loro sforzo. Tuttavia, adesso serve una mossa risolutiva. Il sindacato starà sempre al fianco dei dipendenti e non mollerà la presa finché la vicenda non sarà definitivamente dipanata. I lavoratori &#8211; conclude la nota &#8211; non possono continuare ad assistere impotenti al balletto della delibera &#8216;inesistente&#8217;”.</p>
<p>(<em>c.s.</em>)</p>
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		<title>CSA-Cisal: Il mistero della delibera del 2018 dell&#8217;Azienda Calabria Lavoro mai formalizzata dalla Regione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 08:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:  Il sindacato CSA-Cisal qualche mese fa si era occupato della vicenda di decine e decine di delibere della Giunta regionale che seppur adottate non erano mai state pubblicate. Un’incredibile lacuna amministrativa di trasparenza dell’Ente considerando anche l’estrema rilevanza del contenuto di molti di quei provvedimenti. Fra queste, nell’elenco di quelle segnalate ce [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo: </em></p>
<p>Il sindacato CSA-Cisal qualche mese fa si era occupato della vicenda di decine e decine di delibere della Giunta regionale che seppur adottate non erano mai state pubblicate. Un’incredibile lacuna amministrativa di trasparenza dell’Ente considerando anche l’estrema rilevanza del contenuto di molti di quei provvedimenti. Fra queste, nell’elenco di quelle segnalate ce ne è una &#8211; addirittura del 2018 &#8211; che merita particolare attenzione. È la delibera n. 664 adottata appunto il 31 dicembre del 2018. L’oggetto è il seguente: “Presa d’atto modifica e integrazione della dotazione organica di Azienda Calabria Lavoro a seguito della Legge regionale n. 52 del 2018”. Inutile dire che ancora oggi la delibera della Giunta non è pubblicata. Anzi peggio, pare non sia stata notificata per il seguito di competenza all’Ente interessato, ossia alla stessa Azienda Calabria Lavoro.<br />
 <br />
UNA DELIBERA RIMASTA NEL CASSETTO CON LA PREVISIONE DI 287 LAVORATORI NELLA DOTAZIONE ORGANICA DI CALABRIA LAVORO E 5,1 MILIONI ALL’ANNO &#8211; Un buco impressionante e grave. Per capirne di più basta ricordare “l’entità” degli atti connessi. La legge regionale n. 52 adottata dal Consiglio regionale è peraltro d’iniziativa della Giunta regionale (il testo era stato adottato con la delibera n. 620 del 10 dicembre 2018). Già questo &#8211; sottolinea il sindacato CSA-Cisal &#8211; rappresenta un ulteriore elemento che rende misterioso il perché la presa d’atto della modifica della dotazione organica di Azienda Calabria Lavoro non sia stata poi recepita nelle forme necessarie dall’esecutivo regionale. Il testo prevedeva l’impegno finanziario di 5,1 milioni di euro annui per coprire l’inserimento nella dotazione organica di 287 lavoratori (201 di categoria C, 11 di categoria B e 75 di categoria D). Dipendenti appartenenti al bacino delle leggi n. 28 del 2008 e n. 8 del 2010. Insomma, un provvedimento per contrastare il precariato, con un impegno di risorse pubbliche non indifferente e fondamentale per tutelare i lavoratori coinvolti. Dopo i passaggi prima in Giunta e poi in Consiglio (ricordiamo che parliamo della precedente legislatura a guida Mario Oliverio) ci fu anche un decreto del dg allora in carica di Azienda Calabria Lavoro, il n. 106 del 21 dicembre 2018 che appunto recepiva le modifiche alla pianta organica. Più avanti, il 23 gennaio del 2019 seguì il decreto n. 5 che conferma l’impegno di spesa di 5,1 milioni di euro. Ma ancora non è possibile conoscere che fine abbia fatto la delibera della Giunta n. 664 del 31 dicembre 2018. Eppure, sono passati quasi tre anni. </p>
<p>IL SEGRETARIATO GENERALE SOLLECITO’ CINQUE VOLTE LA FORMALIZZAZIONE DELL’ATTO DELLA GIUNTA CHE INVECE SPARI’ &#8211; Che tale atto fosse importante e dovesse essere formalizzato dal dipartimento competente “Lavoro, Formazione e Politiche Sociali”, oltre che essere pubblicato, ne era perfettamente consapevole anche il segretariato generale della Regione. Allora rivestiva l’incarico di “notaio dell’Ente” Ennio Apicella che il 7 gennaio 2019 chiese appunto al dg del dipartimento “Lavoro, Formazione e Politiche Sociali” di procedere alla “formalizzazione della predetta deliberazione” che in un altro passaggio si scoprirà essere stata approvata “con modifiche” nella seduta del 31 dicembre 2018. Il segretario generale dell’epoca e dirigente del settore “Segreteria di Giunta” fecero &#8211; rivela il sindacato CSA -Cisal &#8211; ben altri quattro solleciti scritti: il 13 febbraio 2019, il 12 aprile 2019, il 1° luglio 2019 e il 25 settembre 2019. Loro stessi sottolineando “il tempo trascorso”. Da allora non se ne seppe più nulla e cessarono anche i solleciti. Probabilmente anche perché in successione subentrò la nuova Legislatura e cambiarono direttori generali e segretario generale. Ma la delibera rimane nel cassetto e non viene formalizzata.<br />
 <br />
LA GIUNTA REGIONALE HA IL DOVERE DI VIGILANZA E CONTROLLO SULLA PIANTA ORGANICA DI AZIENDA CALABRIA LAVORO &#8211; Per giunta potrebbe non essere soltanto una questione di trasparenza. Infatti, la legge regionale n. 5 del 2001 (in materia di lavoro e politiche sociali) prevede una serie di norme che disciplinano la vigilanza e il controllo della Giunta su Azienda Calabria Lavoro. L’articolo 25 dispone testualmente che “L’Azienda è sottoposta alla vigilanza della Giunta regionale tramite il competente settore che si esercita con il controllo degli atti afferenti: a) il bilancio di previsione e il programma annuale di attività; b) il rendiconto generale annuale e c) la pianta organica”. Non ci sono particolari dubbi che l’intera vicenda ricada proprio in quest’ultima fattispecie. Come detto &#8211; aggiunge il sindacato CSA-Cisal &#8211; ci sono stati due decreti del direttore generale dell’epoca di Azienda Calabria Lavoro che avevano preso atto della modifica della pianta organica e poi del relativo stanziamento in bilancio. Eppure, è sempre mancata la formalizzazione della delibera di Giunta n. 664 essenziale per la completezza del procedimento amministrativo.</p>
<p>DOPO TRE ANNI E’ ORA DI TIRARE FUORI LA DELIBERA &#8211; A quasi tre anni di distanza la circostanza che una delibera così importante non sia stata formalizzata e nemmeno pubblicata è inqualificabile, il fatto che riguardi un così elevato numero di dipendenti (ricordiamo del bacino della legge 28 del 2008 e della legge n. 8 del 2010) è indecente. Non è ammissibile &#8211; tuona il sindacato CSA-Cisal &#8211; che un’Amministrazione pubblica sia così superficiale nei confronti dei lavoratori. Possibile che questa delibera sia sparita? Esisterà pure un verbale della seduta di Giunta, perché non si trova l’atto? E cosa significa quanto riportato dal sollecito del segretario generale di allora che la delibera era stata approvata “con modifiche”? Ripetiamo, non si tratta soltanto di un macroscopico buco nella trasparenza dell’Ente (tuttora esteso visto che molte altre delibere di Giunta sono da lungo tempo non pubblicate) ma anche di linearità nei procedimenti amministrativi, che in questo caso addirittura tocca circa 300 dipendenti. Chiediamo pertanto al dg del dipartimento “Lavoro”, che sappiamo essere attento e preciso, di risolvere questo mistero e far uscire finalmente il testo di questo provvedimento provvedendo alla sua pubblicazione. Anche l’attuale commissario di Azienda Calabria Lavoro potrà trovarsi con una procedura amministrativa più completa rispetto a quella attuale in cui non tutti i tasselli sembrano al loro posto. La politica non stia a guardare ma assuma un atteggiamento responsabile affinché tutte le carte siano recuperate e i lavoratori siano rassicurati. Questi ultimi non meritano certo di ritrovarsi con spiacevoli sorprese a distanza di tre anni. I dipendenti meritano rispetto. Per questo &#8211; conclude il sindacato CSA-Cisal &#8211; si azzeri una volta per tutte questa imbarazzante prassi di non pubblicare le delibere dell’esecutivo a distanza di molto tempo. Non è serio che atti amministrativi di questo tipo non si trovino a tre anni di distanza. </p>
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		<title>14 dipendenti ex Ardis assorbiti da Azienda Calabria Lavoro senza contratto da sei anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/14-dipendenti-ex-ardis-assorbiti-da-azienda-calabria-lavoro-senza-contratto-da-sei-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 07:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[CSA-Cisal]]></category>
		<category><![CDATA[ex Ardis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Nella variegata galassia degli enti strumentali della Regione Calabria spesso si nascondono misteri. Uno di questi riguarda il personale inquadrato in Azienda Calabria Lavoro proveniente dall’ex Ardis, ossia l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario. Si tratta, al momento, di quattordici dipendenti che &#8211; a quanto pare &#8211; da circa sei anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Nella variegata galassia degli enti strumentali della Regione Calabria spesso si nascondono misteri. Uno di questi riguarda il personale inquadrato in Azienda Calabria Lavoro proveniente dall’ex Ardis, ossia l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario. Si tratta, al momento, di quattordici dipendenti che &#8211; a quanto pare &#8211; da circa sei anni pur se retribuiti da Azienda Calabria Lavoro non hanno mai formalmente sottoscritto alcun contratto con l’ente pubblico economico strumentale della Regione. Francamente &#8211; sostiene il sindacato CSA-Cisal &#8211; ci sembra piuttosto paradossale che a distanza di tutto questo tempo i dipendenti non abbiano con sé il contratto individuale di lavoro che, come noto, è la base fondante di qualsiasi rapporto di lavoro. A maggior ragione quando ci si ritrova nell’ambito di un Pubblica amministrazione e dei suoi enti strumentali. </p>
<p><strong>LA STORIA DEI LAVORATORI EX ARDIS</strong> &#8211; Mentre fino a buona parte del 2015, tutti i lavoratori avessero sottoscritto il contratto con l’allora Ardis, una volta che l’agenzia viene liquidata cambiano le cose. Con la legge regionale n. 16 dell’8 settembre 2015, viene disposto come all’atto di chiusura del procedimento di liquidazione dell’Ardis, i suoi dipendenti sarebbero stati assorbiti da Azienda Calabria Lavoro “con contratto di lavoro a tempo indeterminato e mantenendo la medesima posizione giuridica ed economica”. Addirittura, nella nota dell’allora dg reggente del Personale (del 1° dicembre 2015) veniva specificato che in data 30 novembre 2015 era stata sottoscritta una convenzione con l’ente strumentale in cui i lavoratori appena trasferiti dall’Ardis sarebbero stati poi assegnati agli uffici della Giunta regionale o alcuni alla struttura del commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro. In data 28 dicembre 2015, l’allora commissario liquidatore dell’Ardis, pur essendo l’Agenzia in liquidazione e con l’atto finale approvato il 12 dicembre, ha adottato un decreto per la costituzione del fondo per la contrattazione integrativa relativa agli anni dal 2013 al 2015. Dopo, la nota del dg del Personale del 1° dicembre 2015, i lavoratori ex Ardis assorbiti da Azienda Calabria Lavoro sono nuovamente citati nominalmente in una nuova convenzione del 21 aprile del 2016 fra la stessa e la Regione Calabria in cui veniva ribadito l’impiego dei dipendenti presso i dipartimenti della Giunta, il mantenimento del contratto a tempo indeterminato, oltre che della stessa posizione giuridica ed economica, e finanche altri obblighi in capo all’ente strumentale regionale e l’orario settimanale di lavoro. </p>
<p><strong>LA REGIONE STANZIA OGNI ANNO 421 MILA EURO PER LA COPERTURA DELLE SPESE</strong> &#8211; Ogni anno la Regione stanzia una somma di 421 mila euro ad Azienda Calabria Lavoro per coprire la spesa del personale arrivato dall’ex Ardis. E così dopo il decreto con cui annualmente venivano impiegate le risorse veniva sottoscritta la “convenzione attuativa” con la Regione per l’impiego degli allora 15 dipendenti. Dopo la convenzione del 2016, ne è stata sottoscritta un’altra a marzo 2017, questa volta però con durata triennale.  L’ultima convenzione, con durata biennale, è stata sottoscritta il 30 marzo del 2020.</p>
<p><strong>I CONTRATTI INDIVIDUALI DI LAVORO MAI SOTTOSCRITTI</strong> &#8211; Ribadiamo in tutti gli accordi attuativi sottoscritti fra Azienda Calabria Lavoro e la Regione Calabria sono citati per nome i lavoratori coinvolti. Eppure, nonostante questa cornice giuridica generale sia tenuta in piedi da circa sei anni, ad oggi i dipendenti ex Ardis non hanno mai visto il proprio contratto individuale di lavoro. Non sarebbe il caso &#8211; evidenzia il sindacato CSA-Cisal &#8211; di procedere alla loro stipula? Non fosse altro che si tratta di dipendenti impiegati (all’interno della Regione Calabria) e inquadrati all’interno dell’ente pubblico economico controllato dall’Amministrazione stessa che a sua volta stanzia 421 mila euro all’anno. Dunque, soldi pubblici. Ed inoltre, c’è anche una questione di rispetto di dignità dei lavoratori. Possibile che questi dipendenti non abbiano diritto a conservare o esibire il contratto che li lega ad Azienda Calabria Lavoro da ormai così tanto tempo? Non meritano di essere trattati al pari degli altri lavoratori? Sarebbe il caso – precisa il sindacato &#8211; che Azienda Calabria Lavoro approfondisca la vicenda e nel caso sia confermata questa mancanza provveda alla stipula dei contratti individuali. E chiarisca ogni altro aspetto utile, visto che non vorremmo che presto possano spuntare fuori altre questioni controverse. Ad esempio, quella relativa alle difficoltà dell’Inps di “incamerare” le denunce mensili analitiche del datore di lavoro. L’assenza di queste informazioni impedisce il tempestivo aggiornamento delle posizioni previdenziali dei lavoratori che hanno diritto a conoscere con precisione le informazioni retributive e contributive necessarie alla liquidazione di tutte le prestazioni istituzionali assegnate all’Inps. Alcuni fra i quattordici lavoratori prossimamente andranno in pensione, dunque è intuibile il disagio arrecato loro da questa anomalia che invitiamo a sanare o quantomeno a chiarire al più presto. Affinché siano fornite risposte convincenti ci rivolgiamo non solo al nuovo commissario dell’ente strumentale ma anche all’assessore e al direttore generale del dipartimento “Lavoro, Sviluppo Economico, Attività Produttive e Turismo”. Come più volte ribadito dal sindacato CSA-Cisal non ci possono essere discriminazioni fra lavoratori, tantomeno rispetto a coloro che dignitosamente sono impiegati all’interno degli uffici regionali.</p>
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		<title>Regione, Felice Iracà nuovo commissario azienda in house &#8220;Calabria Lavoro&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/regione-felice-iraca-nuovo-commissario-azienda-in-house-calabria-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 16:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Iracà]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo commissario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Giunta regionale della Calabria, su proposta dell&#8217;assessore al Lavoro, Fausto Orsomarso, ha nominato Felice Iracà nuovo commissario dell&#8217;azienda in house Calabria Lavoro. Lo riferisce un comunicato della Regione. &#8220;L&#8217;incarico durerà sei mesi &#8211; è detto nel comunicato &#8211; in attesa dell&#8217;espletamento delle procedure concorsuali per la nomina del nuovo direttore. La nomina non prevede [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Giunta regionale della Calabria, su proposta dell&#8217;assessore al Lavoro, Fausto Orsomarso, ha nominato Felice Iracà nuovo commissario dell&#8217;azienda in house Calabria Lavoro.</strong> Lo riferisce un comunicato della Regione.</p>
<p>&#8220;L&#8217;incarico durerà sei mesi &#8211; è detto nel comunicato &#8211; in attesa dell&#8217;espletamento delle procedure concorsuali per la nomina del nuovo direttore. La nomina non prevede alcun esborso aggiuntivo per l&#8217;ente, al netto dei rimborsi delle missioni effettuate. Iracà è dirigente di ruolo del dipartimento Programmazione unitaria della Regione&#8221;</p>
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