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	<title>bonus facciate Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Mar 2025 19:37:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Castrovillari, truffa &#8216;Bonus facciate&#8217;: sequestro crediti imposta, denunciati titolare ditta e tecnico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 11:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale Cosenza, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro di circa 65 mila euro, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di una ditta individuale, per truffa aggravata ai danni dello Stato. In particolare, i militari della Compagnia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale Cosenza, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro di circa 65 mila euro, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di una ditta individuale, per truffa aggravata ai danni dello Stato. In particolare, i militari della Compagnia di Castrovillari hanno svolto mirate attività di polizia giudiziaria, delegate dall’Autorità Giudiziaria castrovillarese, per verificare l’eventuale illecita acquisizione ed utilizzo illegittimo di crediti d’imposta relativi al “bonus facciate”.</p>
<p>Di fatto, dalle indagini emergeva che il rappresentante legale di una ditta di costruzioni, dopo aver stipulato con un privato cittadino un contratto di appalto per lavori di riqualificazione di un fabbricato, emetteva fattura applicando lo “sconto” del 90% sul totale dell’importo, così come previsto dalla Legge. Di fatto, però, sulla fattura erano descritti lavori mai eseguiti, in quanto sospesi dopo solo due giorni dal loro inizio e, poi, mai conclusi. Di contro, il rappresentante legale della ditta trasmetteva all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione non veritiera che ne attestava il loro completamento, recante, inoltre, anche la firma falsa del proprietario dell’immobile.</p>
<p>Così facendo, la ditta otteneva ed incamerava nel proprio “cassetto fiscale” crediti d’imposta inesistenti per circa 65 mila euro che, successivamente, venivano utilizzati dall’imprenditore per compensare, e quindi evadere, imposte, tasse e contributi dovuti rispettivamente all’Erario, ad altri Enti Locali e all’I.N.P.S.. Il contrasto alle frodi in materia di crediti da parte della Guardia di Finanza è finalizzato a garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate per sostenere le famiglie e le imprese attraverso un’efficace ed integrata azione repressiva e preventiva, basata sulla constatazione delle indebite compensazioni, sul sequestro preventivo dei crediti d’imposta fittizi e sulla segnalazione per la sospensione delle deleghe di pagamento contenenti falsi crediti d’imposta.</p>
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		<title>GdF Reggio Calabria -“Bonus Facciate” per interventi mai realizzati: arresti domiciliari per 2 persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 07:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arresti domiciliari]]></category>
		<category><![CDATA[bonus facciate]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Dott. Emanuele Crescenti, stanno dando esecuzione ad un provvedimento, emesso dal G.I.P. del locale Tribunale, che dispone la misura degli arresti domiciliari nei confronti di due soggetti ed il sequestro preventivo di tre società e di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Dott. Emanuele Crescenti,<strong> stanno dando esecuzione</strong> ad un provvedimento, emesso dal G.I.P. del locale Tribunale, che dispone la misura degli <strong>arresti domiciliari</strong> nei confronti di due soggetti ed il <strong>sequestro preventivo di tre società</strong> e di denaro, beni e crediti fiscali per un valore di oltre <strong>1,6 milioni di euro</strong>. L’operazione, condotta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Palmi, è scaturita da un’autonoma attività di Polizia Economico Finanziaria. Allo stato delle indagini e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità, i proventi illeciti oggetto di recupero a tassazione sono riconducibili a crediti d’imposta fittizi, frutto di un <strong>sistema di frode</strong> realizzato nell’ambito dei c.d. “<em><strong>Bonus Edilizi</strong></em>”.</p>
<p>Nello specifico, i <strong>due soggetti</strong> destinatari del provvedimento degli arresti domiciliari, rappresentanti legali di due società, avrebbero fittiziamente prodotto crediti di imposta, relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio in<strong> realtà mai eseguiti</strong>, per poi cederli ad istituti di credito e ad altre società. <strong>In particolare</strong>, nel caso della cessione a tre società, è emerso il mancato pagamento di un controvalore, con la conseguente segnalazione dei rispettivi rappresentati legali, per il reato di riciclaggio. In conseguenza di tali condotte, le società coinvolte sono stata sottoposte a sequestro e affidate ad un amministratore giudiziario. Infine, è stato disposto il<strong> sequestro preventivo</strong>, delle disponibilità finanziarie, quote sociali e beni nella disponibilità degli indagati, per un valore complessivo € 1.609.420,00, relativi alla creazione ed al riciclaggio dei crediti d’imposta fittizi.</p>
<p>L’attività testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica e del Tribunale di Palmi, nonché del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria nel contrasto alle più articolate forme di frode ed ai fenomeni illeciti perpetrati a danno del bilancio dello Stato, al fine di garantire la corretta destinazione delle <strong>ingenti risorse</strong> pubbliche stanziate per sostenere le famiglie e le imprese.</p>
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		<title>VIDEO-GdF Crotone: scoperti fittizi crediti d’imposta connessi al “bonus facciate” per 16 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 09:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[bonus facciate]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, con cui è stata disposta l’ablazione di beni per un valore complessivo di 16 milioni di euro nei confronti di persone fisiche e giuridiche ritenute – secondo l’impostazione [&#8230;]</p>
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<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un<strong> decreto di sequestro preventivo d’urgenza</strong>, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, con cui è stata disposta l’ablazione di beni per un <strong>valore complessivo di 16 milioni di euro</strong> nei confronti di <strong>persone fisiche</strong> e <strong>giuridiche</strong> ritenute – secondo l’impostazione accusatoria – protagoniste di una<strong> truffa aggravata</strong> perpetrata ai danni dello Stato, consistita nell’aver generato e commercializzato<strong> fittizi crediti d’imposta</strong> relativi alle spese sostenute per falsi interventi edilizi ricadenti nel regime applicativo del c.d. “<strong>bonus facciate</strong>” introdotto dal “Decreto Rilancio” (D. L. 34/2020). Infatti, tale agevolazione fiscale costituisce un incentivo, diretto a persone fisiche e giuridiche anche esercenti attività di impresa, che si sostanzia nel riconoscimento di una detrazione d’imposta pari al 90% delle spese documentate, sostenute negli anni 2020 e 2021 e del 60% delle spese documentate nel 2022, per interventi finalizzati al recupero/restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, senza limiti di spesa e di detrazione. La misura in argomento, in prima battuta, riconosce la possibilità di fruire direttamente della detrazione del 90% delle spese sostenute, di cui beneficiare nei dieci anni successivi all’intervento. La norma ha previsto, per i contribuenti che hanno diritto ad usufruire del bonus, la possibilità di optare per due alternative alla fruizione diretta della detrazione: un contributo di pari ammontare alla detrazione spettante, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore che ha effettuato gli interventi (c.d. “sconto in fattura”), ovvero, la cessione a terzi del credito corrispondente alla detrazione maturata.</p>
<p>Le indagini delle Fiamme Gialle del Gruppo di Crotone sono partite dagli approfondimenti sulla posizione di una società di capitali con sede dichiarata in Milano ed<strong> operante nel settore della costruzione di edifici residenziali</strong> che, da preliminari riscontri, è risultata aver ricevuto e ceduto crediti d’imposta per rilevanti importi, maturati in seguito all’esecuzione di lavori di rifacimento facciate di alcuni immobili, falsamente documentati ed in realtà mai avvenuti. Lo sviluppo delle attività investigative, consistite in mirati sopralluoghi, interrogazioni effettuate alle banche dati in uso al Corpo, nella valorizzazione delle segnalazioni per operazioni sospette, nonché nella dettagliata analisi della documentazione bancaria, ha consentito di delineare un univoco quadro indiziario circa l’operatività artificiosa dell’azienda in parola, la falsità dei crediti d&#8217;imposta generati e ceduti, la mancata esecuzione, in tutto o in parte, dei lavori dichiarati. Più nel dettaglio, lo schema fraudolento è stato sviluppato proprio avvalendosi della possibilità di fruire dell’agevolazione fiscale mediante il meccanismo dello sconto in fattura e della successiva cessione del credito ad istituti bancari o ad altri intermediari finanziari.</p>
<p>In particolare, la società di capitali utilizzata per la perpetrazione della condotta delittuosa ha, dapprima, attestato falsamente di aver eseguito molteplici lavori di ristrutturazione edilizia esterna, acquisiti mediante l’opzione dello “<strong>sconto in fattura</strong>”. In seconda battuta, figurando questa come fornitore di lavori che ha praticato gli sconti in fattura, mediante le credenziali di accesso all’apposito portale telematico creato dall’Agenzia delle Entrate ha provveduto ad accettare le comunicazioni inerenti l’opzione dei predetti sconti, facendo così transitare nel proprio cassetto fiscale i crediti di imposta maturati. Le comunicazioni inserite nella piattaforma informatica sono state conseguentemente qualificate come documenti attestanti operazioni oggettivamente inesistenti. A questo punto, al precipuo fine di rendere più difficoltosa la ricostruzione finanziaria e far disperdere il profitto del reato, i crediti di imposta sono stati <strong>ceduti a soggetti terzi</strong> (persone fisiche e giuridiche), i quali, a loro volta, li hanno <strong>incassati in denaro liquido</strong> presso gli intermediari finanziari interessati.</p>
<p>Per tali ragioni, il P.M. titolare delle indagini, con proprio provvedimento emesso d’urgenza, ha disposto il <strong>sequestro di quote societarie</strong>, <strong>compendi aziendali</strong>, <strong>disponibilità finanziarie</strong>, nonché il<strong> blocco</strong> sul portale dell’Agenzia delle Entrate dei crediti compensabili nei rispettivi cassetti fiscali, <strong>riconducibili a 7 imprese</strong> (sedenti due a <strong>Milano</strong>, due in provincia di <strong>Crotone</strong>, una in provincia di <strong>Modena</strong>, una in provincia di <strong>Vibo Valentia</strong> ed una a <strong>Catanzaro</strong>) e 8 soggetti (due originari di Crotone, uno della provincia di Milano, due della provincia di Siracusa, uno di <strong>Catanzaro</strong>, uno di Napoli ed uno di Modena) risultati cedenti e cessionarie dei fittizi crediti di imposta, per un importo complessivo pari a circa 16 milioni di euro. Lo straordinario risultato operativo testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza, in ragione delle sue peculiari prerogative di Forza di Polizia economico – finanziaria, nel garantire la corretta allocazione delle risorse pubbliche stanziate per le imprese in difficoltà e nel perseguire comportamenti illeciti particolarmente dannosi per l’economia nazionale, a tutela del bilancio dello Stato e dell’Unione Europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdif-crotone-scoperti-fittizi-crediti-dimposta-connessi-al-bonus-facciate-per-16-milioni-di-euro/">VIDEO-GdF Crotone: scoperti fittizi crediti d’imposta connessi al “bonus facciate” per 16 milioni di euro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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