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	<title>Bonavota Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>C&#8217;è un nuovo collaboratore di giustizia nel Vibonese: E&#8217; Francesco Fortuna della cosca &#8216;Bonavota&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 16:53:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un nuovo collaboratore di giustizia nel Vibonese. Si tratta di Francesco Fortuna, 44 anni, di Sant&#8217;Onofrio, ritenuto elemento di spicco del clan Bonavota, consorteria per la quale avrebbe svolto da tanti anni sia il ruolo di promotore che di killer. La notizia arriva con il rinvio odierno da parte della Corte d’Assise d’Appello di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un nuovo collaboratore di giustizia nel Vibonese. Si tratta di <strong>Francesco Fortuna</strong>, 44 anni, di Sant&#8217;Onofrio, ritenuto elemento di spicco del clan Bonavota, consorteria per la quale avrebbe svolto da tanti anni sia il ruolo di promotore che di killer. La notizia arriva con il rinvio odierno da parte della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro del processo che mira a far luce sull&#8217;omicidio di Domenico Belsito, ucciso a Pizzo il 18 marzo del 2004, e sul ferimento di Antonio Franzè, sparato a Vibo Valentia a pochi giorni di distanza. </p>
<p>In primo grado Francesco Fortuna per tali delitti è stato condannato a 30 anni di reclusione, mentre nel marzo scorso è stato condannato ad altri 30 anni &#8211; questa volta in via definitiva dalla Cassazione &#8211; per di Domenico Di Leo, alias «Micu Catalanu», ucciso il 12 luglio 2004 a Sant&#8217;Onofrio. Francesco Fortuna era stato arrestato la prima volta il 23 luglio 2008 dopo quasi 10 mesi di latitanza. Coinvolto nell’operazione antimafia «Uova del drago», scattata il 30 ottobre del 2007, Fortuna era riuscito a sfuggire all’arresto venendo catturato solo nel luglio 2008 dalle Squadre Mobili di Catanzaro e Vibo Valentia in una villetta di contrada Bitonto a Vibo di proprietà di alcuni parenti di Fortuna. </p>
<p>In occasione dell’arresto del latitante, la Polizia aveva denunciato a piede libero pure Francesca Bruni, di Sant&#8217;Onofrio (poi prosciolta), figlia dell’ex presidente della Provincia di Vibo, Gaetano Ottavio Bruni, all’epoca sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria, nella giunta di centrosinistra guidata da Agazio Loiero. La ragazza, all’epoca studentessa universitaria 27enne, intratteneva una relazione sentimentale con Francesco Fortuna. La vicenda costò al padre, Gaetano Ottavio Bruni, oggi esponente del centrodestra, le dimissioni dalla giunta regionale di centrosinistra.</p>
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		<title>Processo “Rinascita 3-Assocompari”: Sultani Oman chiedono 1 mln risarcimento danni a imputati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-rinascita-3-assocompari-sultani-oman-chiedono-1-mln-risarcimento-danni-a-imputati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 16:53:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I sultani dell’Oman chiedono un risarcimento da un milione di euro agli imputati del processo “Rinascita 3-Assocompari”. E’ quanto emerso nel corso dell’ultima udienza preliminare che ha sancito l’accesso al rito ordinario per Giovanni Barone, Saverio Boragina e Basilio Caparrotta (classe 61) per i quali, nella precedente udienza preliminare, c’era stato un problema di notifica. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I sultani dell’Oman chiedono un risarcimento da un milione di euro agli imputati del processo “Rinascita 3-Assocompari”. E’ quanto emerso nel corso dell’ultima udienza preliminare che ha sancito l’accesso al rito ordinario per Giovanni Barone, Saverio Boragina e Basilio Caparrotta (classe 61) per i quali, nella precedente udienza preliminare, c’era stato un problema di notifica. Ammessa al rito alternativo condizionato E.V.. Le accuse, a vario titolo, per gli imputati sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, truffa internazionale, ricettazione e reati in materia di navigazione. Già in abbreviato ci sono Vincenzo Barba, 72 anni; G.D.L.; Giuseppe Fortuna, 46 anni e Giuseppe, detto Pino, Fortuna, 60 anni.</p>
<p>Nello specifico Barone sarà processato anche per la truffa internazionale della quale viene ritenuto dalla Dda di Catanzaro, che ha coordinato le indagini, mente ed esecutore a vantaggio delle cosche del Vibonese tra cui quella dei Bonavota Sant’Onofrio. Una truffa in danno dei sultani dell’Oman costituitisi parte civile in aula con l’avvocato Massimiliano De Benetti, del Foro di Padova che nello stesso procedimento penale difende anche il Comune di Pizzo. Per il legale si è trattato di “un colpo di scena che ha salvato il processo dalla certa improcedibilità alla luce della recente Riforma Cartabia”. Circostanza scongiurata grazie al deposito “in tempi record, lo scorso dicembre, della querela per conto dei sultani con la costituzione di parte civile”. I sultani chiedono il risarcimento di un danno da un 1 milione di euro contro tutti gli imputati del quale, ha detto il legale in aula, “sarà data prova documentale nel corso del processo che si preannuncia caldo sotto il profilo dei soggetti internazionali che verranno interessati”.</p>
<p>Il dibattimento in abbreviato inizierà il prossimo 29 febbraio a Catanzaro, mentre quello ordinario è fissato al 13 marzo e vedrà comparire in tutto 20 persone. Le altre parti civili nel processo sono la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Antiracket, la Regione Calabria, la Provincia di Vibo Valentia e i Comuni di Vibo, Pizzo e Sant’Onofrio.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Inchiesta &#8220;Rinascita 3&#8221;: Chiusura indagini per 30 indagati della cosca Bonavota di Sant’Onofrio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-rinascita-3-chiusura-indagini-per-30-indagati-della-cosca-bonavota-di-santonofrio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 16:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stata notificata a 30 indagati la chiusura indagini relativa all’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata “Rinascita 3 – Assocompari”, incentrata sugli affari illeciti della cosca Bonavota di Sant’Onofrio e i loro sodali. L’operazione era stata portata termine il 25 gennaio scorso dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia. Nell’occasione erano state eseguite otto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata notificata a 30 indagati la chiusura indagini relativa all’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata “Rinascita 3 – Assocompari”, incentrata sugli affari illeciti della cosca Bonavota di Sant’Onofrio e i loro sodali. L’operazione era stata portata termine il 25 gennaio scorso dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia.<br />
Nell’occasione erano state eseguite otto misure cautelari in carcere e tre misure interdittive del divieto di esercitare attività imprenditoriali o uffici direttivi di persone giuridiche. I reati a vario titolo contestati sono associazione di tipo mafioso (imputazione riguardante 4 soggetti), riciclaggio internazionale aggravato, trasferimento fraudolento di valori aggravato dalle modalità mafiose, truffa internazionale aggravata, ricettazione, reati in materia di navigazione. </p>
<p>Dalle indagini coordinate dai sostituti Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci e dal procuratore Nicola Gratteri, è emerso che da un piccolo paesino in provincia di Vibo, Sant’Onofrio, roccaforte della cosca Bonavota, gli affari della consorteria si diramavano in tutta Europa. Infatti la Dda di Catanzaro ha collaborato e lavorato, col Ros e i carabinieri della provinciale di Vibo Valentia, insieme a Paesi come l’Ungheria, Cipro, la Francia, la Danimarca e la Gran Bretagna. Fulcro dell’inchiesta è, infatti, il riciclaggio – in particolare una anomala frequenza e circuitazione di denaro verso l’Ungheria – che ha portato gli inquirenti ad avvalersi dell’Unità di informazione finanziaria della Banca di Italia, della collaborazione del progetto ICan e del grande contributo dato da Eurojust.</p>
<p>Indagato chiave è Giovanni Barone, 54 anni, commercialista calabrese le cui attività portano allo studio di una avvocata, Edina Szilagy, che operava in Ungheria. L’inchiesta avrebbe permesso di svelare come veniva ripulito il denaro provento dell’attività criminale dell’associazione tra cui alcune truffe milionarie. Secondo l’accusa, erano state aperte dagli indagati italiani in concerto con l’avvocata ungherese, tutta una serie di società ungheresi che muovevano il denaro e che operavano nel settore immobiliare e dell’intermediazione finanziaria. Gli inquirenti hanno ricostruito come veniva ripulito il flusso di denaro che passava anche da Francia, Danimarca, Gran Bretagna attraverso molteplici trasferimenti sui conti di questi Paesi e veniva reimpiegato in Italia nell’acquisizione di beni immobili o in alcune acquisizioni societarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/inchiesta-rinascita-3-chiusura-indagini-per-30-indagati-della-cosca-bonavota-di-santonofrio/">Inchiesta &#8220;Rinascita 3&#8221;: Chiusura indagini per 30 indagati della cosca Bonavota di Sant’Onofrio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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