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	<title>bocciatura Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 29 Nov 2025 11:06:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il Pd Calabria attacca Occhiuto: “Report Agenas boccia di nuovo la Regione&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-pd-calabria-attacca-occhiuto-report-agenas-boccia-di-nuovo-la-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 07:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Agenas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il nuovo report Agenas certifica il disastro della sanità calabrese. Vibo Valentia registra 35 minuti di attesa per un&#8217;ambulanza, che è il dato peggiore d&#8217;Italia. È un fallimento e si mette a rischio la vita delle persone&#8221;. Lo afferma in una nota il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto. &#8220;Le Asp di Catanzaro e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il nuovo report Agenas certifica il disastro della sanità calabrese. Vibo Valentia registra 35 minuti di attesa per un&#8217;ambulanza, che è il dato peggiore d&#8217;Italia. È un fallimento e si mette a rischio la vita delle persone&#8221;. Lo afferma in una nota il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto. &#8220;Le Asp di Catanzaro e Cosenza – sottolineano i dem – risultano in fondo alle classifiche nazionali per gli screening oncologici su mammella, cervice e colon. Non garantire la prevenzione vuol dire condannare i cittadini a diagnosi tardive, a percorsi più complicati e dolorosi. Anche sugli interventi chirurgici programmati la situazione – proseguono – è gravissima. Catanzaro è tra le peggiori realtà italiane per le protesi d&#8217;anca entro 180 giorni, mentre l&#8217;Azienda Dulbecco registra ritardi pesanti perfino negli interventi oncologici al colon&#8221;. </p>
<p>&#8220;Il territorio non va meglio. Purtroppo, Catanzaro è in coda anche per l&#8217;assistenza domiciliare e la Calabria continua a perdere centinaia di milioni in mobilità sanitaria, perché non riesce a curare i propri residenti. Agenas – osserva il Pd – dà un quadro allarmante. Non è colpa degli operatori, che lavorano oltre i limiti. Le responsabilità sono di una governance regionale abituata alla propaganda e all&#8217;immobilismo. Chiediamo misure immediate su screening, emergenza-urgenza, personale e servizi territoriali&#8221;. </p>
<p>!La Calabria – conclude il Pd – ha bisogno di risposte urgenti, di risorse e di una riorganizzazione tempestiva dell&#8217;emergenza-urgenza e del sistema della prevenzione&#8221;.</p>
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		<title>Ponte Stretto, i tre rilievi principali che hanno portato alla bocciatura della Corte dei Conti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-i-tre-rilievi-principali-che-hanno-portato-alla-bocciatura-della-corte-dei-conti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 19:25:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi l&#8217;udienza della Corte dei conti riunirà in sede collegiale per la verifica di legittimità della delibera Cipess dello scorso 6 agosto che ha approvato il progetto definitivo e il piano economico-finanziario per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Ma quali erano gli elementi che la Corte ha dovuto valutare nella riunione. In pratica tre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi l&#8217;udienza della Corte dei conti riunirà in sede collegiale per la verifica di legittimità della delibera Cipess dello scorso 6 agosto che ha approvato il progetto definitivo e il piano economico-finanziario per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Ma quali erano gli elementi che la Corte ha dovuto valutare nella riunione. In pratica tre erano i nodi principali: <strong>la coerenza fra quadro economico e coperture pluriennali, la fondatezza delle stime di traffico e la piena conformità del progetto definitivo alle prescrizioni ambientali e antisismiche, oltre alle compatibilità europee sulla soglia del 50% del costo iniziale</strong>. </p>
<p>Questioni che la Corte ha dovuto vagliare nel merito, anche alla luce dei rilievi già sollevati nel 2011, quando l’opera fu sospesa e poi archiviata. Per questo l’udienza di oggi segna comunque un punto di svolta in una progetto che da due anni va avanti tra carte, rilievi e risposte. <strong>Il Governo, comunque, potrebbe decidere di andare avanti lo stesso</strong>. Infatti l’amministrazione interessata può chiedere un’apposita deliberazione da parte del Consiglio dei ministri. A quel punto il Consiglio dei ministri, pur prendendo atto della mancata registrazione della Corte dei Conti, può <strong>addurre come motivazione gli interessi pubblici superiori</strong> e ritenere che il progetto debba avere comunque corso. A quel punto la Corte dei conti registrerebbe l’atto con riserva. </p>
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		<title>La Nato gela la &#8220;contabilità creativa&#8221; dell’Italia: No al Ponte sullo Stretto come spesa militare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-nato-gela-la-contabilita-creativa-dellitalia-no-al-ponte-sullo-stretto-come-spesa-militare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 12:59:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo italiano potrebbe ritrovarsi presto a rifare i conti per accontentare la pretesa degli Stati Uniti di raggiungere almeno il 5% del Pil in spese militari. Richiesta fatta da Donald Trump tutti gli alleati delle Nato, che l’Italia sperava di soddisfare infilando nel complesso delle spese militari anche il Ponte sullo Stretto di Messina, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo italiano potrebbe ritrovarsi presto a rifare i conti per accontentare la pretesa degli Stati Uniti di raggiungere almeno il 5% del Pil in spese militari. Richiesta fatta da Donald Trump tutti gli alleati delle Nato, che l’Italia sperava di soddisfare infilando nel complesso delle spese militari anche il Ponte sullo Stretto di Messina, come opera strategica. Un’idea che sembra non piacere per niente agli Stati Uniti, almeno stando all’avvertimento lanciato dall’ambasciatore americano alla Nato, Matthew Whitaker, durante il Forum strategico di Bled in Slovenia. Come riporta Bloomberg, il diplomatico ha messo in guarda i membri dell’alleanza atlantica perché evitino «la contabilità creativa».</p>
<p>«Ho avuto conversazioni anche oggi con alcuni Paesi che stanno adottando una visione molto ampia della spesa per la difesa», ha detto Whitaker. L’obiettivo del 5%, insomma, deve riferirsi «specificamente alla difesa e alle spese correlate» e l’impegno deve essere assunto «con fermezza». Nel caso ci fossero dubbi sul riferimento all’Italia, l’ambasciatore ha affondato il colpo: «Non si tratta di ponti privi di valore strategico-militare. Non si tratta di scuole che in qualche immaginario mondo di fantasia sarebbero state utilizzate per qualche altro scopo militare».</p>
<p>Gli Stati Uniti, però, hanno le idee chiare su cosa intendono per spese militari: battaglioni, artiglieria e carri armati, non «stravaganti opere di ingegneria», ricostruisce Bloomberg. Whitaker ha ribadito che, nonostante l’Europa abbia aumentato la spesa militare, «non lo ha fatto con sufficiente rapidità». Durante i suoi incontri nella regione, l’ambasciatore sta trasmettendo tre messaggi chiari: la mancanza di truppe europee («Mi preoccupa che non ci siano abbastanza combattenti»), la necessità di una crescita economica più forte e i rischi informatici crescenti.<br />
(<em>Fonte. open.online)</em></p>
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		<title>Scuola, approvata riforma: bocciatura con il 5, ecco cosa cambia per sospensioni e giudizi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scuola-approvata-riforma-bocciatura-con-il-5-ecco-cosa-cambia-per-sospensioni-e-giudizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 10:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Camera ha approvato in via definitiva il ddl Valditara con 154 voti a favore, 97 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento prevede diverse novità per la scuola: dalla bocciatura con il 5 in condotta al ritorno della valutazione numerica sul comportamento alle medie fino alle multe per aggressioni al personale scolastico. Poco prima del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Camera ha approvato in via definitiva il ddl Valditara con 154 voti a favore, 97 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento prevede diverse novità per la scuola: dalla bocciatura con il 5 in condotta al ritorno della valutazione numerica sul comportamento alle medie fino alle multe per aggressioni al personale scolastico. Poco prima del via libera, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha spiegato a ‘Il Giornale’ cosa cambia con la riforma, sottolineando che “già in questo anno scolastico si vedranno le prime applicazioni“.</p>
<p>Con il 5 in condotta scatta la bocciatura. Nello specifico, alle superiori con la nuova norma il giudizio sulla condotta “non avrà più un valore simbolico, ma col 6 si verrà ‘rimandati’ a settembre e si sosterrà una prova per riparare”, ha detto Valditara. Inoltre, “la condotta inciderà anche sul voto finale alla Maturità“. Alle medie, tornano i voti per la condotta (espressi in decimi), e faranno media. Per il ministro questa riforma “porterà il ragazzo a comprendere e rafforzare il suo senso di appartenenza alla comunità, in definitiva il suo senso di responsabilità. La stessa cosa accadrà con le sanzioni pecuniarie”.<br />
A questo proposito, il responsabile della scuola ha specificato che le aggressioni fisiche al personale scolastico saranno punite con multe comprese fra i 500 e i 10 mila euro. “Ad essere risarcita sarà la scuola – ha detto – che ha subito un grave danno di immagine. E i soldi verranno impiegati per comprare materiale di laboratorio o strumentazioni per la didattica“.</p>
<p>Sulle sospensioni, Valditara ha precisato che con la nuova legge gli studenti non staranno a casa a non fare niente: “Se sospeso per 2 giorni, lo studente dovrà studiare di più e svolgere un elaborato per comprendere il perché ha sbagliato tenendo un comportamento violento”. Sopra le 48 ore, ha aggiunto il ministro, si attiverà la “cittadinanza solidale“, per cui “il ragazzo svolgerà obbligatoriamente attività di solidarietà in un ospedale o in una casa di riposo o, comunque, si metterà a servizio dei più deboli”.<br />
Il ddl Valditara prevede novità anche per i giudizi alle scuole elementari. “Oggi c’è il giudizio analitico che rimarrà ma sarà semplificato – ha affermato il ministro – . E poi c’è quello sintetico su cui siamo intervenuti. Perché spesso questi giudizi sono criptici, del tipo ‘in via di prima acquisizione’”. Con la nuova legge “si torna a formule che fanno chiarezza e aiutano gli alunni a capire e quindi a maturare”. Ovvero quelle formule “racchiuse in un aggettivo: ottimo, buono, sufficiente, insufficiente”, ha precisato il titolare dell’Istruzione. “Così – ha assicurato – non ci saranno più equivoci e fraintendimenti”.</p>
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		<title>La Corte dei conti stronca il dl Meloni sul Pnrr: &#8220;Taglia i fondi alla Sanità, dubbi sulle coperture&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 11:27:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte dei conti boccia almeno in parte il dl Pnrr così come modulato dalla premier Giorgia Meloni. In particolare le critiche si concentrano sulla riduzione dei fondi destinati alla Sanità &#8211; ovvero almeno 1,2 miliardi in meno &#8211; e mette in discussione la parte organizzativa, che nella sostanza accentra tutta la gestione su Palazzo Chigi, attraverso le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-tot-p="9" data-count-p="1">La Corte dei conti boccia almeno in parte il dl Pnrr così come modulato dalla premier Giorgia Meloni. In particolare le critiche si concentrano sulla <strong>riduzione dei fondi destinati alla Sanità</strong> &#8211; ovvero almeno 1,2 miliardi in meno &#8211; e mette in discussione la parte organizzativa, che nella sostanza accentra tutta la gestione su Palazzo Chigi, <strong>attraverso le prefetture</strong>. Lo fa nella memoria sul decreto Pnrr, depositata in commissione Bilancio alla Camera. La rimodulazione dei fondi per la sanità prevista dal dl Pnrr &#8211; secondo cui gli investimenti destinati alla realizzazione del programma &#8216;Verso un ospedale sicuro e sostenibile&#8217;, già finanziati con il Pnc, verranno posti a carico del Fondo ex art. 20 &#8211; &#8220;<strong>riducono l&#8217;ammontare complessivo delle risorse destinabili a investimenti in sanità</strong>, <strong>incidono</strong> sui programmi di <strong>investimento regionali già avviati</strong> e comportano il rinvio dell&#8217;attuazione del progetto a quando saranno disponibili spazi finanziari adeguati&#8221;.</p>
<h2>La Corte dei conti punta il dito sulla sanità</h2>
<p data-tot-p="9" data-count-p="3">&#8220;Di particolare rilievo appaiono gli interventi finanziari sul fronte della sanità. Le norme proposte sono destinate a riflettersi sulla dinamica della spesa per investimenti del settore in misura significativa&#8221;, evidenzia la Magistratura contabile. Il riferimento è alla norma, contenuta nel decreto, che dispone che gli investimenti destinati alla realizzazione del programma &#8216;Verso un ospedale sicuro e sostenibile&#8217;, &#8220;già finanziati con il Pnc&#8221;, vengano &#8220;posti a carico del Fondo&#8221; ex art.20. &#8220;Si tratta di 1.266 milioni&#8221;, si aggiunge. &#8220;Al riguardo non si può non osservare come, <strong>oltre a ridurre l&#8217;ammontare complessivo delle risorse</strong> destinabili ad <strong>investimenti in sanità</strong> (l&#8217;aver attribuito il finanziamento del programma al Fondo ex art. 20 incide sulle disponibilità per ulteriori accordi di programma) e a<strong> incidere su programmi di investimento regionali già avviati</strong>, lo spostamento comporta il rinvio dell&#8217;attuazione del progetto a quando saranno disponibili spazi finanziari adeguati&#8221;, osserva la Corte dei Conti, aggiungendo che &#8220;pur previste a legislazione vigente, tali risorse non sono già scontate nel tendenziale e quindi <strong>richiederanno apposita copertura</strong>. Un allungamento dei tempi che dovrebbe essere valutato alla luce dello stato di attuazione dei progetti attivati e che potrebbero registrare fabbisogni difficilmente rinviabili&#8221;. La Corte dei Conti rileva anche come &#8220;la norma preveda una<strong> ulteriore riduzione</strong> dell&#8217;ammontare delle <strong>risorse</strong> destinate ad <strong>investimenti</strong>, ponendo a carico dell&#8217;articolo 20 anche il finanziamento dei maggiori costi dovuti ad incrementi dei prezzi dei progetti che erano a carico del Pnc e che non hanno avuto accesso finora al Fondo opere indifferibili. Anche in questo caso, pur essendo prevista una <strong>procedura di selezione accurata</strong> (la richiesta regionale, corredata di perizia suppletiva di variante relativa ai maggiori costi e del quadro generale delle distinte fonti di finanziamento destinate agli investimenti interessati è inserita nei Contratti Istituzionali di Sviluppo) le risorse utilizzabili, allo stato non quantificate &#8211; osserva la Corte dei Conti &#8211; <strong>ridurranno ancora i fondi destinati ad accordi</strong> e, non essendo già scontate nel tendenziale, dovranno trovare spazi adeguati e apposito finanziamento&#8221;.</p>
<h2>Rischio &#8220;ingorgo&#8221; per le cabine presso le prefetture</h2>
<p data-tot-p="9" data-count-p="6">&#8220;L&#8217;istituzione delle <strong>nuove cabine presso le Prefetture</strong> &#8211; e degli eventuali nuclei specifici di personale non meglio definiti &#8211; è auspicabile sia accompagnata da una chiara e puntuale <strong>ridefinizione del perimetro di operatività</strong> di ciascuno degli <strong>strumenti destinati</strong> in vario modo al <strong>supporto degli enti locali</strong>&#8220;, ha detto inoltre la Corte dei conti, evidenziando il rischio di un<strong> &#8220;ingorgo&#8221; organizzativo</strong>. Secondo la Corte dei Conti, è necessario differenziare &#8220;compiti, ruoli, responsabilità e modalità di raccordo con le strutture di governance nazionale&#8221;. Ciò al fine di &#8220;evitare &#8211; si spiega &#8211; che il conseguimento dell&#8217;obiettivo di miglioramento dell&#8217;efficacia ed <strong>efficienza della gestione del Pnrr a livello territoriale</strong> possa essere messo a rischio da un <strong>ingorgo di moduli organizzativi</strong> differentemente strutturati che finirebbe per disorientare le amministrazioni locali e disincentivare l&#8217;utilizzo delle diverse forme di supporto e assistenza a disposizione&#8221;.Prendendo in esame le due misure per <strong>aumentare l&#8217;efficienza dei soggetti attuatori del Piano sul territorio</strong>, la Corte evidenzia, tra l&#8217;altro, che &#8220;la norma non sembra al momento affrontare i problemi di coordinamento che pure <strong>si pongono in relazione ai numerosi altri strumenti</strong> già attivati ai fini di garantire un accompagnamento degli enti locali nell&#8217;<strong>attuazione corretta e tempestiva</strong> delle <strong>progettualità Pnrr</strong> e che, alla luce della nuova iniziativa legislativa, <strong>non</strong> sembrano essersi rivelati <strong>pienamente idonei</strong> a centrare l&#8217;obiettivo&#8221;.</p>
<p data-tot-p="9" data-count-p="6"><em>(Fonte: TiscaliNews</em>)</p>
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