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	<title>bevere Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Mar 2021 14:35:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cgil Cisl e Uil Fp: Dg salute Bevere si è dimesso, non lascia traccia di cambiamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 14:35:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da Calabresi non sappiamo più a quale santo votarci, non basta la crisi economica che ci accompagna da sempre, le difficoltà nella gestione improvvisata del Sistema sanitario, l’incapacità di una classe politica avida ed inadeguata, ora il colpo finale lo riceviamo dai grandi manager chiamati al capezzale della sanità che volendo rappresentarlo con una metafora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Da Calabresi non sappiamo più a quale santo votarci, non basta la crisi economica che ci accompagna da sempre, le difficoltà nella gestione improvvisata del Sistema sanitario, l’incapacità di una classe politica avida ed inadeguata, ora il colpo finale lo riceviamo dai grandi manager chiamati al capezzale della sanità che volendo rappresentarlo con una metafora appropriata sembra una barca piena di buchi in un mare tempestoso&#8221;. E&#8217; quanto scrivono Alessandra Baldari (FP CGIL), Luciana Giordano (CISL FP) e Elio Bartoletti (UILFPL).<br />
&#8220;Oggi apprendiamo che il direttore del Dipartimento alla Salute, Francesco Bevere (<em>nella foto</em>), ha fatto domanda di ferie e rassegnato le proprie dimissioni a far data 1° Aprile 2021- evidenziano i sindacalisti. La prima riflessione: la sua presenza in Calabria non ha impresso alcuna significativa traccia di cambiamento o di svolta nella gestione del sistema che avrebbe dovuto rivoluzionare e non sono sufficienti, almeno per noi, le motivazioni di frattura con la politica che invece avrebbe dovuto supportarlo, attesa la sua tardiva e debole denuncia di mancata sinergia con la guida politica e la sua scarsa volontà di condivisione e confronto sulle azioni necessarie per imprimere un cambiamento al Dipartimento di cui era alla guida. Ben altro ci saremmo aspettati, pronti a supportare le sue eventuali proposte anche con azioni forti&#8221;.<br />
A rafforzare la loro valutazione aggiungono &#8220;Al netto del suo impegno per il completamento dell’istruttoria sulle indennità covid a ristoro dell’impegno del personale sanitario, per la distribuzione delle risorse alle aziende sanitarie e ospedaliere, dopo le forti pressioni e il nostro incalzare, non riusciamo ad individuare azioni di svolta per dare ossigeno ad un SSR ormai in emergenza permanente. La politica Nazionale continua a deluderci! Ormai, non abbiamo speranze, dopo il Generale della Finanza, il Generale dei Carabinieri, ora assistiamo alle performance del Super Prefetto, che si accomuna ai suoi predecessori nella solitudine in cui viene lasciato dal Governo che, associata alla mancata competenza specifica in materie sanitarie, in assenza di supporto non riuscirà a risolvere i problemi di una popolazione, che chiede solo di poter affrontare la crisi pandemica, con la serenità e la consapevolezza che in tempi brevi si possa tornare a vivere in modo normale e con una sanità che finalmente funziona. Lo chiediamo noi! Lo chiedono i Calabresi!&#8221;<br />
&#8220;A volte ci assale il dubbio, non sarà per caso che noi non siamo cittadini normali? Perché meritiamo di pagare un prezzo così alto? &#8211; chiedono in maniera retorica Baldari, Giordano e Bartoletti. Certo, la classe politica è quella che ci meritiamo, ma coloro che sono stati nominati per determinare il cambiamento e risanare il sistema, pur riconoscendo loro un forte principio di onestà, si sono rivelati finora una soluzione inadeguata a impostare e praticare azioni di svolta fondate sulla sinergia di tutte le forze, a partire dal Sindacato che ha messo tanto impegno nello spronare, proporre idee innovative, segnalare le criticità ed i problemi di organizzazione più spinosi a chi ha dimostrato poca versatilità al confronto e all’ascolto. Il Commissario Nazionale per l’emergenza in una intervista ha dichiarato di essere preoccupato per la Calabria e, coerentemente, ha inviato gli ispettori della Protezione Civile, ai quali dovremmo affidarci conservando però il nostro pessimismo e concordando con la battuta di un medico di base “le bocche da fuoco non mancano! Mancano le munizioni!. La Calabria deve ripartire! Ma non con le frasi ad effetto, serve altro! Servono i vaccini, servono infermieri ed OSS. nei reparti, servono i medici. Serve principalmente il confronto con chi da sempre sta in trincea per difendere quel poco di buona Sanità che ancora esiste in questa terra e noi siamo ancora in attesa di poterci confrontare con il Commissario su assunzioni, piano pandemico, linee guida relative agli atti aziendali, piano vaccinazioni, riorganizzazione territoriale e ospedaliera, posti letto, sanità privata e accreditamenti e tanto altro&#8221;.<br />
&#8220;Così come, invitiamo il Commissario Longo, che ha firmato il DCA 34 per la ripartizione delle risorse Covid al personale sanitario, &#8211; specificano i sindacalisti &#8211; a controllare che queste siano arrivate alle aziende e vengano distribuite secondo i criteri concordati, sottolineando che nelle altre regioni tale partita è stata conclusa molti mesi orsono e lo sollecitiamo, altresì, a confrontarci sulle ulteriori risorse finalizzate allo stesso scopo e stanziate in legge di bilancio. Non vorremmo ancora doverci affidare alla sorte o al clima clemente della nostra regione per risolvere i problemi dei cittadini calabresi legati alla pandemia, non basterebbe perché resterebbero tutti gli altri che stanno da troppo tempo schiacciando le vite dei cittadini. Le ultime risultanze del tavolo Adduce segnalano ulteriore peggioramento dei conti e dei Lea, tutti ormai siamo consapevoli delle conseguenze, adesso è il momento di agire in modo veloce e con determinazione, non servono più le parole, occorrono i fatti, lo diciamo al Commissario Longo, lo diciamo al Governo!&#8221;- concludono Baldari, Giordano e Bartoletti.</p>
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		<title>Acquisto mobili per gli uffici in Regione, nuovo affondo di Csa-Cisal al Dg Bevere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 12:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[bevere]]></category>
		<category><![CDATA[CSA-Cisal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro – Il sindacato Csa-Cisal torna sulla vicenda relativa all’acquisto dei mobili per l’ufficio del dirigente regionale Francesco Bevere con una luna e articolata nota stampa in cui stigmatizza le decisioni prese di recente nella cittadella regionale. “Ci fa piacere sapere – esordisce il comunicato &#8211; che le uscite sulla stampa del sindacato CSA-Cisal producono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro – Il sindacato Csa-Cisal torna sulla vicenda relativa all’acquisto dei mobili per l’ufficio del dirigente regionale Francesco Bevere con una luna e articolata nota stampa in cui stigmatizza le decisioni prese di recente nella cittadella regionale.<br />
“Ci fa piacere sapere – esordisce il comunicato &#8211; che le uscite sulla stampa del sindacato CSA-Cisal producono effetti nell’Amministrazione regionale.<br />
Ci riferiamo al decreto del settore Economato, del 21 dicembre dell’anno scorso, con cui veniva disposto l’acquisto di arredi per un valore di 31.260,06 euro (Iva inclusa).<br />
Dopo il polverone sollevatosi giovedì scorso, e che ha avuto un prosieguo in trasmissioni televisive nazionali, è arrivata la rettifica al decreto di dicembre, con un nuovo atto datato 2 marzo.<br />
Nel nuovo, viene precisato che “per mero errore materiale” l’acquisto dei mobili era motivato con la destinazione, esclusiva, degli stessi “ad alcuni uffici della Dirigenza Generale del Dipartimento Sanità presso la Cittadella regionale”.<br />
In realtà, già il sindacato CSA-Cisal aveva anticipato che gli arredi non erano andati integralmente agli uffici del dg Francesco Bevere ma anche in altri dipartimenti.<br />
Ed in effetti, il decreto rettificato riporta testualmente che i mobili sono “da destinare a vari Dipartimenti e Strutture Regionali che ne avevano fatto richiesta, e precisamente il Dipartimento Tutela della Salute (PEC del 08/07/2020 a firma del Dirigente Generale dott. Bevere e successiva mail del 10/09/2020 della Segreteria Particolare del Presidente della Giunta Regionale), l’Ufficio dell’Assessore Dott. Fausto Orsomarso (mail del 20/07/2020 a firma del Responsabile amministrativo della Struttura), il Dipartimento Programmazione Unitaria (PEC del 12/08/2020 a firma del Dirigente Generale dr Maurizio Nicolai), la Stazione Unica Appaltante (mail del 24/09/2020 a firma del Dirigente Generale Dott. Mario Donato), l’ufficio dell’Assessore Dott.ssa Sandra Savaglio (mail dell’ 08/10/2020 a firma dell’Assessora Savaglio) nonché all’ufficio dell’Assessore Dott. Gianluca Gallo presso la sede di Cosenza, Palazzo degli Uffici, (all’esito di un sopralluogo della Struttura Tecnica Regionale)”.<br />
DOPO LA RETTIFICA, L’ASSESSORE GALLO CHIEDE UNA NUOVA RETTIFICA: “MAI CHIESTE LE SEDIE E MAI AVUTE” &#8211; Va bene la precisazione, ma siamo sicuri che anche la rettifica non contenga altri errori?<br />
Nel decreto del 2 marzo, che almeno il settore Economato ha avuto l’accortezza di effettuare, viene riportata la tabella con gli acquisti riferiti ai singoli dipartimenti. L’importo di 25.623 euro è al netto di Iva (a lordo siamo appunto a 31.260,06).<br />
Tuttavia, arrivano smentite da diretti interessati.<br />
L’assessore Gianluca Gallo, nella giornata del 3 marzo, ha scritto al settore Economato dicendo che il decreto rettificato contiene: “alcune incongruenze che ritengo essere meritevoli di approfondita valutazione e doverosa correzione.<br />
In particolare, dalla lettura del menzionato provvedimento, si evince che all’esito di un sopralluogo della Struttura tecnica regionale presso l’Ufficio dell’Assessorato all’Agricoltura di Cosenza sarebbe stata ravvisata la necessità di procedersi all’acquisto di una seduta direzionale in ecopelle e di due sedute di attesa in ecopelle.<br />
 Purtuttavia, per come del resto rinviene dalla semplice lettura dell’atto, si osserva che nessuna richiesta in tal senso è stata mai formalizzata dallo scrivente o dalla struttura speciale, al punto che la consegna delle suppellettili in questione è stata rifiutata e le stesse risultano essere nella piena, esclusiva disponibilità del Settore da Ella diretto, per l’uso e le finalità che saranno considerati opportuni.<br />
Alla luce di ciò, pur ravvisandosi in quanto accaduto in buona fede e sollecitudine del Settore, Le chiedo – prosegue l’assessore Gallo –  di voler procedere all’opportuna rettifica del decreto in parola, dal momento che nessuna fornitura è stata richiesta dal Dipartimento e dall’Assessorato all’Agricoltura, né comunque effettuata in favore degli stessi”.<br />
Capito? L’assessore Gallo nega di aver richiesto gli arredi e sostiene di non averli mai accettati. E adesso cosa ci aspetta: una rettifica al decreto rettificato?<br />
LE ALTRE DOMANDE APERTE CON IL NUOVO DECRETO &#8211; Ma non finisce qui. Da un’attenta lettura della scheda con la lista degli acquisti, ci pare di non vedere tutti le suppellettili presenti nel primo decreto: quello del 21 dicembre. Infatti, non compaiono rispettivamente la lampada di tipo piantana e la lampada di tipo scrivania. Che fine hanno fatto? Eppure, l’importo del secondo decreto è rimasto uguale, ma senza le due lampade. Inoltre, non appare affatto chiara la dicitura “Studio del dott. Bevere”. Cosa vuol dire? Perché non sono indicati i costi unitari? Occorrerebbe essere più precisi, non fosse altro che sono soldi dei calabresi.<br />
LE CIFRE DI BEVERE E COSA GLI SFUGGE &#8211; Ma andiamo al dg Francesco Bevere. Il sindacato – già nella prima nota –  aveva fatto capire che non tutti i 31 mila euro erano stati destinati al suo dipartimento. La cifra destinata ai suoi uffici sono 8.848,66 euro (incluso Iva). Quindi comunque una buona parte del totale. Ma il principio sollevato dal sindacato CSA-Cisal non era su quanto era stato speso. Potevano essere anche mille euro, il punto è che il direttore generale del dipartimento Tutela della Salute, nel pieno della pandemia e con un servizio sanitario regionale pieno di problemi, ha pensato agli arredi dei suoi uffici. Nonostante abbia, unico dg in Regione Calabria, un bonus da 45 mila euro che gli frutta uno stipendio da oltre 181 mila euro all’anno. E questo concetto è talmente vero che è confermato da altri atti dello stesso Bevere.<br />
BEVERE HA PENSATO AGLI ARREDI FIN DAL SUO INSEDIAMENTO NEL LUGLIO 2020 &#8211; L’ex manager di Agenas è stato nominato dalla Giunta regionale lo scorso 29 giugno. Appena insediato, quale è stato il suo pensiero? I mobili, appunto.<br />
In data 8 luglio, ha scritto al Dg del Personale e del settore Economato di “voler provvedere all’acquisizione degli arredi, di attrezzature informatiche, fotocopiatrice e quant’altro necessario per il regolare funzionamento dell’ufficio che andrà ad insediarsi.  Inoltre – ha scritto ancora Bevere –, si chiede lo spostamento del pozzetto elettrico, ubicato nella stanza del Dirigente Generale del dipartimento, nonché la possibilità di identificare un ulteriore punto luce presso la stanza”. Il primo pensiero del dg non è stato come innalzare i Lea (livelli essenziali di assistenza) o ridurre il disavanzo di bilancio, ma appunto gli arredi delle sue stanze. Come se il suo predecessore, con i mobili disponibili, non avesse potuto svolgere l’incarico.<br />
Ma che pretese sono in questo momento storico di pandemia? E che la “priorità” di Bevere fossero gli arredi si è notato anche in una risposta che il dg ha inteso inoltrare al noto volto televisivo Lino Polimeni.<br />
“Lo scrivente – afferma Bevere –, all’atto del suo insediamento nel mese di luglio scorso, disponeva di una stanza con una scrivania ed una poltroncina, nonché di una libreria di dimensioni molto contenute: per tale ragione ho chiesto, per le vie brevi, ai direttori degli altri dipartimenti se disponevano di un tavolo per le riunioni da poter utilizzare presso la mia stanza. Dopo circa tre mesi mi furono consegnate ‘in prestito’, da altri colleghi, un tavolo di piccole dimensioni, consunto dall’uso, nonché alcune sedie di tipologie diverse”. Quindi, è lo stesso Bevere a confermare che il suo principale interesse fosse per l’arredo. Ti aspetti che visto il mega-stipendio si danni notte e giorno per risollevare il suo dipartimento, per dare risposte nella sanità territoriale e negli ospedali. Invece, fin dai primi giorni ha trovato il tempo per lamentarsi e dedicarsi allo stato degli arredi. Ricordiamo, che la Cittadella è stata inaugurata nel 2016. Tutto si può dire meno che sia un ambiente di lavoro vetusto.<br />
BEVERE GUARDA IL DITO E NON LA LUNA &#8211; In definitiva – sottolinea il sindacato CSA-Cisal –, Bevere non ha capito che la questione posta dal sindacato non era l’ammontare della spesa, ma che nelle condizioni in cui versa la Sanità calabrese, situazione precaria aggravata dalla pandemia, e nel suo ruolo da manager super-stipendiato non è assolutamente il caso si occupi degli arredi. Ci sono tante altre emergenze su cui mettersi a lavorare giorno e notte e, semmai, voleva togliersi lo sfizio dei mobili avrebbe potuto utilizzare il suo bonus esclusivo da 45 mila euro.<br />
Ci sarebbe stato soltanto un caso in cui si poteva chiudere un occhio: il direttore generale del dipartimento doveva dimostrare, con i fatti, di meritarsi tutto lo stipendio e anche il “benefit” dei mobili per il suo ufficio. Peccato che la Sanità calabrese resti ultima in quasi tutte le graduatorie nazionali.<br />
Potrà anche affaticarsi a far pubblicare sul portale istituzionale la presunta attività svolta, – a parte che lui dirige non solo il dipartimento Politiche sociali ma anche quello Sanità, forse gli sarà sfuggito nel resoconto – ma la cosa essenziale è che la popolazione calabrese non ha notato alcun miglioramento.<br />
Sa soltanto che è il dg con la retribuzione più elevata della Cittadella e che ha una passione per i mobili. Siamo ancora disponibili ad ascoltare un’eventuale replica – questa volta indirizzata direttamente al sindacato, visto che finora non ne ha avuto il coraggio – per dimostrare che sta facendo funzionare meglio la sanità. A noi e, soprattutto, ai cittadini non sembra proprio.<br />
Ci aspettavamo che il presidente facente funzioni decidesse di prendere posizione di fronte a questa vicenda assolutamente evitabile sul piano dell’opportunità mentre i calabresi sono afflitti dagli effetti nefasti del Covid-19. Forse è arrivato il momento – conclude la nota &#8211;  di prendere coraggio ed agire per il bene dei cittadini e non di burocrati a cui tutto è concesso ma che non hanno dimostrato niente”.</p>
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		<title>Dipartimento Tutela della Salute, Sapia chiede la rimozione del Dg Bevere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dipartimento-tutela-della-salute-sapia-chiede-la-rimozione-del-dg-bevere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 10:43:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[dipartimento salute]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; «Rimuovere subito il dottor Francesco Bevere dall&#8217;incarico di capo del dipartimento regionale Tutela della salute». Con specifica nota l&#8217;ha chiesto il deputato Francesco Sapia (Misto, Alternativa c&#8217;è) al presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì. Nella medesima il deputato, che alla Camera siede in commissione Sanità, ha osservato, si legge in un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; «Rimuovere subito il dottor Francesco Bevere dall&#8217;incarico di capo del dipartimento regionale Tutela della salute».<br />
Con specifica nota l&#8217;ha chiesto il deputato Francesco Sapia (Misto, Alternativa c&#8217;è) al presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì.<br />
Nella medesima il deputato, che alla Camera siede in commissione Sanità, ha osservato, si legge in un suo comunicato, «l&#8217;inutilità del Comitato tecnico-scientifico regionale, perché ai calabresi costa 20mila euro, è stato istituito con atto dello stesso Bevere e non del presidente della giunta regionale, e soprattutto finora ha tenuto due riunioni, stando ai relativi verbali, discutendo dei massimi sistemi ma ignorando le priorità della sanità calabrese».<br />
In particolare, ha scritto Sapia a Spirlì, dalla lettura del secondo verbale emerge «che lo stesso Cts vola così alto da non riuscire a vedere alcuno dei problemi &#8220;terreni&#8221; della nostra sanità; ancora oggi, ad otto mesi dall&#8217;insediamento del direttore generale Bevere, insoluti e addirittura aggravati, come mostra il caso del S. Anna di Catanzaro, per il quale si paventano ipotesi di abusi ed omissioni su cui chiederò l&#8217;intervento della Procura».<br />
«I reali problemi organizzativo-istituzionali, tra i quali cito, per esempio, l&#8217;obbligo – ha aggiunto Sapia – di riaprire gli ospedali di Trebisacce e Praia a Mare, la necessità di riassetto dei Punti nascita e della rete dell&#8217;assistenza ospedaliera, la gravissima carenza di personale, le anomale liste di attesa, la migrazione sanitaria e altri, sembrano interessare ben poco il Cts, invece orientato a discettare sui massimi sistemi.<br />
Ovviamente il Comitato si guarda bene dallo spendere una parola sulla lotta al Covid, area di intervento su cui il dipartimento regionale Tutela della salute non ha manco avviato una ricognizione sullo stato della campagna vaccinale».<br />
«Pure alla luce della vicenda, di interesse nazionale, dei 31 mila euro spesi per nuovi mobili e dell&#8217;aggravio dei costi della Regione per il corrispettivo del segretario esterno del dg Bevere, da quest&#8217;ultimo imposto, chiedo – ha concluso Sapia – di voler rimuovere e sostituire al più presto lo stesso dirigente generale in carica, profumatamente pagato dai cittadini calabresi, perfino con una somma aggiuntiva ricavata dalle norme vigenti».</p>
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		<title>Dipartimento Tutela della Salute, la CSA-Cisal attacca il Dg Bevere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dipartimento-tutela-della-salute-la-csa-cisal-attacca-il-dg-bevere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 10:58:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[bevere]]></category>
		<category><![CDATA[CSA-Cisal]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[tutela della salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro – Il direttore generale del dipartimento regionale “Tutela della salute” Francesco Bevere finisce nel mirino del sindacato CSA-Cisal che con una lunga nota diffusa agli organi di stampa stigmatizza alcune scelte compiute nei giorni scorsi, prima tra tutte le spese per arredare il suo ufficio. “Il piano vaccinale – esordisce il sindacato CSA-Cisal &#8211; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/dipartimento-tutela-della-salute-la-csa-cisal-attacca-il-dg-bevere/">Dipartimento Tutela della Salute, la CSA-Cisal attacca il Dg Bevere</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro – Il direttore generale del dipartimento regionale “Tutela della salute” Francesco Bevere finisce nel mirino del sindacato CSA-Cisal che con una lunga nota diffusa agli organi di stampa stigmatizza alcune scelte compiute nei giorni scorsi, prima tra tutte le spese per arredare il suo ufficio.<br />
“Il piano vaccinale – esordisce il sindacato CSA-Cisal &#8211; è in forte ritardo, la sanità calabrese è ancora in preda al caos con storiche debolezze che si sono acutizzate (anche) a causa della pandemia. In questo complicatissimo scenario a cosa pensa il direttore generale del dipartimento regionale Tutela della Salute Francesco Bevere? A darsi da fare per risolvere i problemi? No, ad arredare i suoi uffici. È l’incredibile storia – rivela il sindacato CSA-Cisal –, che segna una pagina nera per l’Amministrazione regionale.<br />
<a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/IMG-20210225-WA0004.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-145720 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/IMG-20210225-WA0004-300x226.jpg" alt="" width="550" height="414" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/IMG-20210225-WA0004-300x226.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/IMG-20210225-WA0004-557x420.jpg 557w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/IMG-20210225-WA0004-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/IMG-20210225-WA0004-265x198.jpg 265w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/IMG-20210225-WA0004.jpg 640w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a><strong>SPESI OLTRE 31 MILA EURO PER ARREDARE LA DIREZIONE GENERALE DEL DIPARTIMENTO TUTELA DELLA SALUTE</strong> &#8211; Mentre i calabresi sono preoccupati dai numeri della pandemia e dalle poche dosi vaccino finora somministrate, la Regione Calabria ha speso 31 mila e 260 euro per acquistare suppellettili delle stanze della direzione generale del dipartimento Tutela della Salute. Il decreto del settore “Economato” è del 21 dicembre 2020. Come regalo di Natale, per gli uffici di Bevere sono stati forniti: 1 parete contenitore (con tre basi contenitore e 2 pensili contenitore); 8 sedute direzione (schienale alto, braccioli imbottiti con rivestimento in ecopelle di colore bianco); 24 sedute per l’attesa; 1 scrivania direzionale; 2 tavoli riunioni; 1 parete contenitore; 1 parete mobile ufficio modulare; 1 scrivania semi-dirigenziale; 1 scrivania semplice; 1 appendiabiti; 1 lampada tipo piantana, 1 lampada da scrivania e 1 divano 3 posti. Questo è il dettaglio dell’acquisto che è arrivato in Cittadella lunedì 15 febbraio. Ci mancava solo l’angolo bar! Il decreto del settore Economato motiva la spesa con l’acquisto di arredi “ad alcuni uffici della Dirigenza Generale del dipartimento Sanità presso la Cittadella regionale”. Parrebbe comunque, che una parte del mobilio sia andata a “rinnovare” l’arredo di alcune stanze di almeno altri due assessorati della Regione. Fatto che sarebbe ulteriormente grave vista l’esplicita indicazione nel decreto di acquisto del solo dipartimento Tutela della Salute. Siamo certi, comunque, che tutto questo arredo sarà opportunamente “inventariato”, per intero, presso il dipartimento della Tutela della Salute a cui è stato diretto l’acquisto ad opera del settore “Economato”. Di conseguenza dovranno stare nel luogo dove sono stati inventariati.<br />
<strong>UN ACQUISTO SENZA SENSO</strong> &#8211; Evidentemente Bevere abituato al mondo patinato di provenienza (Agenas) pretendeva il meglio. Peccato – osserva il sindacato CSA-Cisal –, che non soltanto la sede della Regione sia uno stabile relativamente nuovo (inaugurato nel 2016) ma sia più che provvisto di tutti gli arredi e gli strumenti necessari per svolgere più che dignitosamente le attività d’ufficio. Se Bevere aveva bisogno di un appendiabiti sarebbe bastato chiedere in giro e lo avrebbe trovato. Spendere oltre 31 mila euro per divani e lampade, proprio mentre molti calabresi sono severamente colpiti dalla crisi economica causata dal Covid-19, è veramente indegno. È una delle cose più inopportune di cui un alto dirigente regionale potesse beneficiare in questo momento storico. Uno spreco di risorse senza senso. Fa quasi sorridere come nel decreto sia riportato che “l’acquisto degli in questione si rende necessario per il regolare svolgimento delle attività istituzionali”. Ma come? Senza i nuovi arredi Bevere non è in grado di fare il direttore generale?<br />
Tutto questo mentre, come recentemente sollevato dal sindacato CSA-Cisal, non ha avuto il garbo istituzionale di rispondere a ben due richieste del dirigente “Datore di Lavoro” e del dg del Personale sull’esecuzione dei tamponi a tutela dei dipendenti regionali. E non è uno scherzo, dato che i lavoratori stanno correndo seri rischi.<br />
<strong>IL SUPER-MANAGER (CON IL BONUS) E LO STIPENDIO DA OLTRE 181 MILA EURO</strong> &#8211; Francesco Bevere, manager sicuramente con un curriculum di rispetto, è sbarcato in Cittadella come direttore generale esterno all’Amministrazione, con l’aurea del supermanager. Almeno questa avrebbe dovuto giustificare l’altro grande benefit che si è accaparrato. Infatti, fra tutti i dg della Regione, è l’unico a cui è corrisposto un bonus aggiuntivo di 45 mila euro. Ogni anno, la Calabria stacca a favore di Bevere un assegno di oltre 181 mila euro. A fronte di questo compenso, ti aspetti il Cristiano Ronaldo o il Messi dei burocrati e invece la sanità calabrese è rimasta sempre la stessa, dell’attività Covid se ne è occupato essenzialmente un delegato e il dipartimento che dovrebbe guidare fa acqua da tutte le parti e di cui non sono state risolte le più evidenti criticità. Basti pensare al fatto che lo stesso commissario Longo (in un recente decreto) ha disposto che Bevere acquisti tramite Consip (quindi all’esterno) i servizi legati all’attività di “autorizzazione e accreditamento; acquisizione e distribuzione farmaci e all’elaborazione e alla verifica dei flussi informativi”. Funzioni che i relativi settori non sono in grado di svolgere vista la carenza di personale. Dunque, dove è stato il miglioramento con Bevere?<br />
<strong>IL FLOP NELLA RIORGANIZZAZIONE DEL DIPARTIMENTO</strong> &#8211; Bevere ha dichiarato – anche in occasione dell’audizione in commissione alla Camera dei deputati in vista della conversione del Dl 150 2020 (il Decreto Calabria bis) – che era stato chiamato dalla compianta presidente Jole Santelli per riorganizzare il fragile dipartimento Tutela della Salute. Ebbene, in otto mesi da direttore generale, quali risultati ha portato a casa? Aveva dichiarato che per farlo funzionare meglio servivano circa 120 dipendenti in più da reperire nella dotazione organica della Regione. Dopo una serie di elenchi trasmessi e dopo l’attivazione della mobilità d’ufficio, ne sono arrivati a malapena 4. Un flop colossale. Resosi conto – aggiunge il sindacato CSA-Cisal – che l’obiettivo proclamato non era affatto realizzabile ha sostanzialmente alzato bandiera bianca. Infatti, con la delibera di Giunta con cui il dipartimento viene messo a disposizione del commissario della Sanità (un ossimoro), sono state bloccate le procedure. Una scappatoia malcelata dal fatto che comunque lo stesso Longo, negli atti ufficiali, ha indicato di non aver ricevuto “adeguato supporto”. Se Bevere volesse dimostrare che la sua attività amministrativa è stata un successo, piuttosto che registrare le magre figure appena elencate, siamo pronti ad ascoltarlo per essere smentiti. Peccato che i fatti dicano che la situazione nella gestione della sanità regionale è sempre più confusa.<br />
<strong>PAGHI DI TASCA SUA GLI ARREDI E SPIRLI’ LO RIMUOVA</strong> &#8211; Finora noi vediamo un manager con un super-stipendio e, da poco, con un ufficio tutto nuovo pagato con soldi dei calabresi che non ha prodotto nulla per la Calabria. Non siamo terra di conquista di nessuno, dove burocrati cercano un posto al sole prima di andare in pensione. Per questa ragione, chiediamo ufficialmente a Bevere di sostenere di tasca propria la spesa per gli arredi dei suoi uffici (inclusi quelli che sono andati ad altri). Non cancellerebbe la vergogna per l’atto consumato ma almeno 31 mila potrebbe essere impiegati in maniera più utile e proficua. Di questo sperpero di danaro pubblico cosa ne pensa il commissario Guido Longo che sta a pochi metri di distanza dagli uffici di Bevere? Chiediamo anche – conclude il sindacato CSA-Cisal – che il presidente facente funzioni Nino Spirlì alla luce di questo fatto eticamente non tollerabile e, ancor di più, per gli scarsi risultati prodotti provveda alla rimozione del direttore generale, scegliendone qualcuno che veramente sia in grado di mettere ordine nel caos del dipartimento Tutela delle Salute. Bevere doveva contribuire a rifondare la sanità calabrese, non a rifarsi le stanze dei suoi uffici. I problemi sono altri e molto più stringenti del nuovo arredamento. La Calabria – conclude la nota &#8211; non può essere continuare ad essere spolpata: il sindacato CSA-Cisal dice basta”.</p>
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		<title>Problemi e proposte: Farmacisti calabresi dal DG alla Salute Bevere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/problemi-e-proposte-farmacisti-calabresi-dal-dg-alla-salute-bevere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2020 17:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bevere]]></category>
		<category><![CDATA[corapi]]></category>
		<category><![CDATA[farmacisti]]></category>
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<p><em>I dottori Corapi (Ordine Farmacisti Catanzaro e Fofi) e Musolino (Delegato Fofi per Calabria) in Cittadella Regionale presso il Dipartimento</em></p>
<p>Un incontro piuttosto concentrato nei tempi ma con un sostanzioso elenco di problematiche esposte.</p>
<p>E’ quello che l’Ordine dei Farmacisti ha avuto col dott. Francesco Bevere, Direttore Generale del Dipartimento Salute alla Regione Calabria.</p>
<p>Il presidente di Catanzaro dott. Vitaliano Corapi e la delegata FOFI per la Calabria dott.ssa Daniela Musolino hanno presentato tutte le difficoltà che la categoria sta attraversando da anni ancor più in questa fase acuta della pandemia Covid19.</p>
<h3>LE TEMATICHE</h3>
<p>I due autorevoli rappresentanti degli oltre 4500 professionisti del farmaco hanno esposto le questioni aperte nei vari settori, farmacisti titolari, rurali, collaboratori, informatori scientifici, universitari, ospedalieri, titolari di parafarmacie: un quadro di estrema difficoltà che la categoria tutta sta vivendo.</p>
<p>Corapi, anche nella sua veste di componente del direttivo della Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti , ha manifestato la disponibilità dei farmacisti calabresi a gestire razionalmente i test sierologici, cosa che mitigherebbe la pressione in corso su ospedali e laboratori.</p>
<p>Altro fattore di crisi la desertificazione crescente dei territori con le farmacie rurali ancora più indispensabili come punto di riferimento sanitario capillarmente distribuito in alcune zone dove oltre alla difficoltà oggettiva della consegna puntualmente dei farmaci da parte dei grossisti è difficile trovare anche i medici generici.</p>
<h3>QUESTIONE VACCINI</h3>
<p>Gli organi ordinistici hanno perorato inoltre la causa dei colleghi che operano nelle parafarmacie che pur avendo diffusione capillare e quindi notevoli e quotidiani contatti con il pubblico non sono stati inseriti tra i sanitari soggetti a vaccinazione. Oltre alla possibilità di riportare il servizio CUP anche in questi esercizi.</p>
<p>Per non parlare dei farmacisti ospedalieri che soffrono piante organiche non aggiornate da anni e che in un periodo particolare come quello attuale non hanno visto integrare in organico il posto di quei colleghi andati in pensione.</p>
<p>Ed ancora la complessa situazione degli informatori scientifici, con tante posizioni a rischio dovute all’impossibilità di espletare regolarmente le funzioni presso gli ambulatori dei medici.</p>
<p>Oltre a tutti quei giovani farmacisti disoccupati che potrebbero essere inseriti come nuove figure professionali in tutti quei luoghi in cui si gestisce il farmaco (cliniche private e RSA convenzionate, reparti ospedalieri, istituti penitenziari, ecc.).</p>
<p>Per ultimo ma non in termini di importanza, l’istituzione di borse di studio per gli specializzandi in Farmacia Ospedaliera equiparando tale ruolo a quello dei colleghi in Medicina, trattandosi in entrambi i casi di figure sanitarie che espletano la loro attività formativa/professionale all’interno del SSN</p>
<p>I dottori Corapi e Musolino hanno ringraziato il DG per l’incontro, per quanto limitato, mentre il dirigente regionale ha rimandato le valutazioni del merito ad una prossima occasione.</p>
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