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	<title>Bergamo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Jun 2026 15:02:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Falsi investimenti e rendimenti facili sulle auto di lusso con lo “schema Ponzi”: arresti anche in Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 15:02:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di Finanza e la Polizia di Stato di Bergamo, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo a carico di nove soggetti dimoranti nelle province di Bergamo, Brescia, Firenze, Mantova, Monza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-383923-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile-1.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile-1.mp4</a></video></div>
<p>La Guardia di Finanza e la Polizia di Stato di Bergamo, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo a carico di nove soggetti dimoranti nelle province di Bergamo, Brescia, Firenze, Mantova, Monza Brianza e <strong>Vibo Valentia</strong>. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di investimento, truffa, formazione fittizia di capitali e reati di natura tributaria, nonché riciclaggio e autoriciclaggio. Contestualmente, nei confronti di alcuni indagati e delle società ad essi riconducibili, è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca per un valore complessivo di oltre un milione e seicento mila euro. L’operazione scaturisce da una articolata attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Bergamo e dalla Squadra Mobile della Questura di Bergamo, che ha consentito di accertare l’esistenza di una strutturata organizzazione criminale &#8211; ramificata nelle province di Bergamo, Arezzo, Brescia, Firenze e Lecco &#8211; dedita alla commissione di numerosi reati, anche mediante una rete di società create e utilizzate strumentalmente attraverso dei prestanome per perseguire gli scopi illeciti del sodalizio.</p>
<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-383923-2" width="696" height="388" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile-1-1.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile-1-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile-1-1.mp4</a></video></div>
<p>Il meccanismo fraudolento ricalcava il noto “<strong>Schema Ponzi</strong>”: agli investitori veniva prospettata, previo versamento di una cauzione, la possibilità di ottenere rendimenti mensili compresi tra il 2% e il 3% attraverso il presunto sub-noleggio di auto di lusso fornite da una società con sede nel bresciano. I contratti con cui venivano formalizzati gli investimenti, stipulati tra i clienti e le società del sodalizio, facevano espressamente riferimento a fondi comuni di investimento, sebbene le società non fossero titolate alla gestione del risparmio, né tantomeno risultassero iscritte negli albi sottoposti a controllo dagli organi di vigilanza in materia di attività finanziarie. Le somme raccolte venivano fatte confluire sui conti di società costituite ad hoc e intestate a prestanome, giustificando i relativi flussi mediante l&#8217;emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il denaro veniva quindi trasferito attraverso una serie di movimentazioni tra società riconducibili al gruppo criminale e conti personali degli indagati, fino a raggiungere, in alcuni casi, società estere con rapporti bancari in Irlanda e Slovenia. Le indagini hanno consentito di accertare che, in una circostanza, l&#8217;organizzazione avrebbe convinto una vittima, erede di una rilevante somma di denaro, ad affidare buona parte del proprio patrimonio facendo leva sul suo desiderio di costituire e avviare una struttura di ricovero per cani. Per rendere credibile il progetto e carpire la fiducia della donna, uno degli indagati avrebbe accompagnato la vittima presso uno studio notarile di Roma per costituire la società. Subito dopo la stipula dell&#8217;atto, l&#8217;indagato avrebbe ritirato l&#8217;assegno destinato al capitale sociale dell’azienda.</p>
<p>Le attività investigative hanno inoltre evidenziato come gli indagati, al fine di rafforzare i rapporti personali con le vittime e consolidarne la fiducia, organizzassero incontri e serate conviviali in provincia di Bergamo. Nel corso delle indagini è emerso che il gruppo criminale si avvaleva anche dell&#8217;intervento di due soggetti di origine calabrese per esercitare pressioni sulle vittime, sia al fine di ottenere ulteriori somme di denaro sia per dissuaderle dal rivolgersi alle Forze di Polizia. In tale contesto, infatti, sono stati ricostruiti gravi episodi estorsivi, connotati da minacce di morte e violenza fisica. Nei confronti di una vittima, in particolare, è stata organizzata una vera e propria spedizione punitiva, in occasione della quale il malcapitato è stato brutalmente percosso e gli è stata sottratta una Lamborghini che, in precedenza, gli era stata affidata, costringendolo a pagare una somma per presunti danni subiti dal medesimo veicolo. In quell’occasione, sono state documentate minacce particolarmente gravi, come: “<em>se entro l’una non sei qua, vengo, ti prendo e ti stacco la testa</em>”. Alla moglie della vittima sarebbe stato riferito: “<em>se vostro marito non paga, lo incappuccio, lo metto nel cofano della macchina e lo porto in Calabria alla cava</em>”. Nell’operazione sono stati impiegati oltre cento poliziotti e finanzieri, anche con il supporto di elicotteri e unità cinofile, che hanno operato in diverse aree del Paese. L’attività svolta rappresenta un concreto esempio di sinergia investigativa finalizzata all’individuazione e al contrasto di articolati fenomeni criminali operanti nel settore degli investimenti abusivi, della truffa e del riciclaggio, a tutela dell’economia legale e del risparmio dei cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Omicidio Guerrisi a Bergamo, oltre a Modafferi indagati per favoreggiamento altri due suoi parenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 14:11:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre a Rocco Modafferi, ritenuto l&#8217;esecutore materiale dell&#8217;omicidio di Roberto Guerrisi, ucciso ieri pomeriggio a Pontirolo Nuovo, i carabinieri hanno indagato anche altre due persone, entrambe italiane e parenti di Modafferi, con l&#8217;accusa di favoreggiamento personale. L&#8217;uomo si trova ora in carcere a Bergamo, dove nelle prossime ore sarà sentito dal gip. Per la individuazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre a Rocco Modafferi, ritenuto l&#8217;esecutore materiale dell&#8217;omicidio di Roberto Guerrisi, ucciso ieri pomeriggio a Pontirolo Nuovo, i carabinieri hanno indagato anche altre due persone, entrambe italiane e parenti di Modafferi, con l&#8217;accusa di favoreggiamento personale. L&#8217;uomo si trova ora in carcere a Bergamo, dove nelle prossime ore sarà sentito dal gip.</p>
<p>Per la individuazione del presunto autore del delitto sono state determinanti le immagini acquisite dalle telecamere di un sistema di videosorveglianza privato, che hanno ripreso la scena del crimine.</p>
<p>Modafferi, incensurato, vive in un appartamento posto in un edificio limitrofo alla scena del crimine ed è il fratello della madre del ragazzo coinvolto nella disputa tra le due famiglie e che, secondo quanto ricostruito, avrebbe usato violenza contro la figlia di Guerrisi.</p>
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		<item>
		<title>Morto Giuseppe Pino Romano, boss della ‘ndrangheta riferimento di Brescia e Bergamo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/morto-giuseppe-pino-romano-boss-della-ndrangheta-riferimento-di-brescia-e-bergamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Oct 2024 15:36:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È morto a 65 anni Giuseppe Pino Romano, boss legato alla ‘ndrangheta e riferimento tra la provincia di Brescia e quella di Bergamo. È stato stroncato da infarto. Originario di Briatico in provincia di Vibo Valentia, da anni viveva a Romano di Lombardia e stava finendo di scontare una condanna per estorsione. I funerali saranno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È morto a 65 anni <strong>Giuseppe Pino Romano</strong>, boss legato alla ‘ndrangheta e riferimento tra la provincia di Brescia e quella di Bergamo. È stato stroncato da infarto. <strong>Originario di Briatico in provincia di Vibo Valentia</strong>, da anni viveva a <strong>Romano di Lombardia</strong> e stava finendo di scontare una condanna per estorsione. </p>
<p>I funerali saranno celebrati lunedì nello stesso paese nella bergamasca, dove è già stato allertato un sevizio di polizia per l&#8217;arrivo dalla Calabria di esponenti della famiglia Romano. Pino Romano fu uno dei nomi di spicco dell&#8217;indagine &#8216;Squalo&#8217; della procura distrettuale antimafia di Brescia. </p>
<p>Romano venne arrestato nel 2005, poi condannato in primo grado a Bergamo a 26 anni per associazione di stampo mafioso nel processo &#8216;Nduja per estorsioni, armi, droga, usura. Nel 2014 la condanna definitiva a 7 anni, 8 mesi e 20 giorni.</p>
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		<title>Covid: quattro anni fa i camion militari con le bare scossero l&#8217;Europa, oggi il ricordo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-quattro-anni-fa-i-camion-militari-con-le-bare-scossero-leuropa-oggi-il-ricordo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 13:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 18 marzo 2020 a Bergamo sfilavano i camion con le bare dei morti di Covid. E oggi, esattamente a quattro anni di distanza, le vittime della pandemia sono state ricordate in una cerimonia alla presenza anche del commissario europeo Paolo Gentiloni e del presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, accolti dal sindaco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 marzo 2020 a Bergamo sfilavano i camion con le bare dei morti di Covid. E oggi, esattamente a quattro anni di distanza, le vittime della pandemia sono state ricordate in una cerimonia alla presenza anche del commissario europeo Paolo Gentiloni e del presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, accolti dal sindaco Giorgio Gori. Il 18 marzo è infatti la data scelta per celebrare la giornata nazionale delle vittime del Covid, che ormai per qualcuno sembra un lontano ricordo, non per chi vive a Bergamo e Brescia e nelle zone più colpite dal virus. Forse anche per questo ha creato reazioni dure il raid dei no vax che hanno imbrattato con scritte e vernice rossa il Palaspirà, il palazzetto dello sport di Spirano, sempre nella Bergamasca, che ha ospitato il primo centro vaccinale in Lombardia.</p>
<p>Gentiloni ha fatto riferimento alle immagini di quando i carri militari con le bare lasciavano Bergamo: &#8220;Quelle immagini hanno anche risvegliato qualcosa nella coscienza dell&#8217;Europa, la necessità di un grande intervento comune di solidarietà dopo le prime settimane di chiusura ed egoismi nazionali. Oggi sono qui per rendere omaggio alle vittime e alle famiglie e per ringraziare il personale sanitario&#8221;. A Brescia oggi tutte le campane hanno suonato a lutto alle 16.55, al Comune e negli edifici pubblici le bandiere saranno a mezz&#8217;asta. A Nembro, in provincia di Bergamo, la commemorazione è iniziata ieri con un momento di preghiera al monte Cereto, dove sette lettori si sono alternati per elencare i nomi delle 188 vittime davanti alla croce piantata in loro memoria.</p>
<p>Nella città di Bergamo la commemorazione è avvenuta in due momenti: al mattino al cimitero con Gentiloni e Locatelli e tutti i sindaci della provincia e al pomeriggio con la deposizione di una corona di fiori al bosco della Memoria, parco-monumento alle vittime realizzato vicino all&#8217;ospedale Giovanni XXIII.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Accusa terrificante: Arrestata 27enne in provincia di Bergamo, accusata di doppio infanticidio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/accusa-terrificante-arrestata-27enne-in-provincia-di-bergamo-accusata-di-doppio-infanticidio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Nov 2023 10:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrebbe soffocato i due figli di pochi mesi. Con questa accusa i carabinieri di Bergamo hanno arrestato una giovane donna, M.B. di 27 anni, accusata di omicidio volontario. Le indagini, coordinate dalla procura di Bergamo e condotte dalla sezione operativa della compagnia carabinieri, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico della donna. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avrebbe soffocato i due figli di pochi mesi. Con questa accusa i carabinieri di Bergamo hanno arrestato una giovane donna, M.B. di 27 anni, accusata di omicidio volontario. Le indagini, coordinate dalla procura di Bergamo e condotte dalla sezione operativa della compagnia carabinieri, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico della donna. E&#8217; accusata di aver causato la morte della sua prima figlia, di soli 4 mesi, il 15 novembre 2021, e del secondo figlio, di appena due mesi di vita, il 25 ottobre 2022.<br />
<strong>Le indagini</strong><br />
Le indagini sono iniziate il 25 ottobre 2022, data della morte del secondo figlio di appena due mesi. Il decesso era avvenuto nell’abitazione a Pedrengo nel bergamasco, dove la donna aveva chiesto l&#8217;intervento del 118. La tenera età del bambino e le analogie con la precedente prematura morte della prima figlia della donna, avvenuta meno di un anno prima, avevano portato i carabinieri a voler approfondire le cause del decesso e l’autorità giudiziaria aveva disposto l’autopsia del neonato. L’esito dell’esame autoptico, arrivato nel mese di febbraio 2023, ha fatto emergere che la morte del piccolo era stata causata inequivocabilmente da un&#8217;asfissia meccanica acuta da compressione del torace: secondo gli investigatori questa asfissia era stata ottenuta attraverso un’azione volontaria, che evidenziava l’obiettivo di causare la morte del bambino.</p>
<p>Le indagini hanno reso indispensabile un’accurata rivalutazione delle cause della morte anche della prima figlia, avvenuta il 15 novembre 2021. Anche in quell’occasione a casa era presente solo la madre, la quale aveva riferito di aver dato il latte alla bambina e di averla fatta digerire in braccio fino a farla addormentare, per poi constatare, dopo essersi fatta una doccia, che la piccola, distesa nella propria culla, era diventata cianotica e non respirava più. Il medico intervenuto, nel constatare il decesso della bambina, in assenza di segni evidenti, aveva dichiarato di aver aspirato abbondante latte dal tubo endotracheale della bambina e aveva quindi spiegato che probabilmente la nascita prematura della stessa, nata di 7 mesi, aveva comportato un deficit della deglutizione, così da ritenere che la morte fosse avvenuta per cause naturali, riconducibili alla Sudden Infant Death Syndrome (Sids), comunemente nota come &#8216;morte in culla&#8217;, consentendo il successivo seppellimento della salma.<br />
Il pubblico ministero ha disposto così, a distanza di quasi due anni dai funerali della piccola, nel cimitero di Pedrengo la riesumazione del suo cadavere per effettuare l’esame autoptico. Purtroppo per un pregresso danneggiamento della bara non è stata possibile una buona conservazione della salma della bambina, motivo per il quale l’esame in questione è risultato falsato e non ha restituito informazioni risolutive per le investigazioni in corso. Ciò nonostante, l’indagine, proseguita in modo tradizionale, attraverso numerose escussioni di medici, parenti, specialisti e amici della donna, e attraverso l’analisi della corposa documentazione medica acquisita, ha consentito, anche in relazione alla morte della prima figlia, di far emergere gravi indizi di colpevolezza a carico della donna, risultati in particolare da una serie di dichiarazioni discordanti fornite dall’indagata nel corso del tempo, che non avevano trovato corrispondenza con quanto accertato dai carabinieri.</p>
<p>La bambina, sebbene nata pretermine e leggermente sottopeso, rilevano gli investigatori, all’atto delle dimissioni dal nido e nelle successive visite pediatriche era sostanzialmente sana come il fratello: pertanto, sottolineano gli stessi, la morte era verosimilmente avvenuta non per cause naturali, ma per asfissia, così da non lasciare sul cadavere segni esteriori visibili all’esame esterno, ma al tempo stesso compatibile sia con una condotta omicida analoga a quella utilizzata dall’indagata nei confronti del secondogenito, sia con l’utilizzo di un cuscino, a cui la donna aveva fatto riferimento, indicandolo quale possibile causa del soffocamento accidentale della piccola, solo dopo aver appreso delle indagini a proprio carico. Così, all’esito degli accertamenti effettuati, il quadro indiziario delineato dagli investigatori ha individuato la causa scatenante dell’azione infanticida, per entrambi i delitti, nell’incapacità della madre di reggere alla frustrazione del pianto prolungato dei bambini, escludendone la possibile connotazione colposa.<br />
Nel corso dell’indagine non è emerso, dall’esame della documentazione sanitaria dell’indagata prima e dopo gli eventi criminosi, un disturbo di tipo psichico della donna, pertanto si ritiene che la stessa abbia agito nella piena capacità di intendere e di volere, apparendo lucida, ben orientata, con grande capacità di linguaggio, razionalizzazione e freddezza, caratteristiche palesate, tra l’altro, nell’organizzazione della propria difesa, dopo aver scoperto di essere sospettata dei due infanticidi. Il gip presso il Tribunale di Bergamo, concordando con l’ipotesi investigativa formulata dalla Procura, ha emesso nei confronti della donna, presunta responsabile del duplice omicidio, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita questa mattina, evidenziandone la spiccata pericolosità sociale e un concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/accusa-terrificante-arrestata-27enne-in-provincia-di-bergamo-accusata-di-doppio-infanticidio/">Accusa terrificante: Arrestata 27enne in provincia di Bergamo, accusata di doppio infanticidio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: fatture false per 20 milioni, 33 indagati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-fatture-false-per-20-milioni-33-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 07:39:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un giro di fatture false per oltre 20 milioni di euro realizzato mediante almeno 7 società &#8220;cartiere&#8221;, intestate a prestanome o a imprenditori compiacenti con sedi in Lombardia, Umbria e Calabria, per riciclare i proventi delle attività del clan &#8216;ndranghetista della famiglia Arena di Isola di Capo Rizzuto, è stato ricostruito dai militari del Comando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un giro di fatture false per<strong> oltre 20 milioni di euro</strong> realizzato mediante almeno 7 società &#8220;cartiere&#8221;, intestate a prestanome o a imprenditori compiacenti con sedi in Lombardia, Umbria e <strong>Calabria</strong>, per riciclare i proventi delle attività del <strong>clan &#8216;ndranghetista della famiglia Arena </strong>di<strong> Isola di Capo Rizzuto</strong>, è stato ricostruito dai militari del Comando Provinciale Carabinieri e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo.</p>
<p>L&#8217;esecuzione dell&#8217;ordinanza dispone misure cautelari personali e reali emessa dal Gip del Tribunale di Brescia, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura bresciana, nei confronti di oltre 30 persone.</p>
<p>Sono ritenute <strong>gravemente indiziate</strong>, a vario titolo, di associazione per delinquere, con l&#8217;aggravante di aver agevolato le attività della cosca &#8216;ndranghetistica del crotonese, in relazione a condotte di usura, ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, favoreggiamento, nonché reati tributari e fallimentari.</p>
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		<title>Aeroporto Crotone: da fine giugno garantiti voli per Bergamo e Bologna</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/aeroporto-crotone-da-fine-giugno-garantiti-voli-per-bergamo-e-bologna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2021 08:21:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prefetto di Crotone, Maria Carolina Ippolito, ha tenuto un incontro in videoconferenza sulla situazione dell’aeroporto “S. Anna” di Crotone a cui hanno partecipato la Regione Calabria, il Presidente f.f. della Provincia di Crotone, il Presidente dell’Enac e il Presidente della Sacal. &#8220;Nel corso dell’incontro &#8211; comunica la prefettura &#8211; richiesto dai rappresentanti dei due [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il prefetto di Crotone, Maria Carolina Ippolito, ha tenuto un incontro in videoconferenza sulla situazione dell’aeroporto “S. Anna” di Crotone a cui hanno partecipato la Regione Calabria, il Presidente f.f. della Provincia di Crotone, il Presidente dell’Enac e il Presidente della Sacal.</strong></p>
<p>&#8220;Nel corso dell’incontro &#8211; comunica la prefettura &#8211; richiesto dai rappresentanti dei due principali comitati cittadini a sostegno dell’aeroporto, la Sacal ha informato che, pur con le difficoltà connesse alla crisi del settore causate dall’emergenza epidemiologica in atto che hanno comportato la cancellazione di alcuni voli, entro la fine del mese di giugno saranno garantiti settimanalmente 4 voli per Bergamo e 2 per Bologna. Alla luce dell’attenzione e dell’impegno alla valorizzazione dello scalo aeroportuale crotonese manifestato dalle autorità competenti, il Prefetto &#8211; si legge nella nota &#8211; si è detto soddisfatto dell’esito dell’incontro ed ha auspicato una sempre più ampia sinergia istituzionale che possa consentire l’ampliamento dello scalo aereo&#8221;.</p>
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		<title>Errori di gestione e ritardi burocratici: Il NYT dedica inchiesta a tragedia di Bergamo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/errori-di-gestione-e-ritardi-burocratici-il-nyt-dedica-inchiesta-a-tragedia-di-bergamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 09:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Malara]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[New York Times]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il New York Times dedica un&#8217;ampia inchiesta a Bergamo e alla tragedia della pandemia: &#8220;I giorni perduti che hanno reso Bergamo una tragedia del coronavirus&#8221;, il titolo. &#8220;La provincia settentrionale italiana è diventata uno dei più letali campi di sterminio del mondo occidentale&#8221;. Un&#8217;indagine del Times ha scoperto che &#8220;errori di gestione e ritardi burocratici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il New York Times dedica un&#8217;ampia inchiesta a Bergamo e alla tragedia della pandemia: &#8220;I giorni perduti che hanno reso Bergamo una tragedia del coronavirus&#8221;, il titolo. &#8220;La provincia settentrionale italiana è diventata uno dei più letali campi di sterminio del mondo occidentale&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;indagine del Times ha scoperto che &#8220;errori di gestione e ritardi burocratici hanno reso il bilancio molto peggiore di quel che doveva essere&#8221;, si legge nell&#8217;articolo. Il giornale ripercorre nel dettaglio, anche con interviste, le drammatiche tappe della diffusione dell&#8217;epidemia, le difficoltà di fronte a una situazione inedita in Occidente. Sin dai primi giorni, &#8220;quando l&#8217;Italia non aveva ancora registrato un solo caso di contagio interno&#8221;, il Nyt racconta di come non furono testati i primissimi ad ammalarsi, seguendo le linee-guida dell&#8217;Oms che raccomandavano i test &#8220;solo per chi aveva legami con la Cina&#8221;. Bergamo si sarebbe trasformata in uno dei centri più letali dell&#8217;epidemia, &#8220;segnata da sofferenze inconcepibili e dall&#8217;orrendo suono delle ambulanze&#8221;. Quando il 20 febbraio Annalisa Malara, medico di Codogno e originaria di Reggio Calabria, decise di &#8220;rompere il protocollo&#8221; e &#8220;testare un uomo che mostrava una polmonite che non rispondeva alle cure standard&#8221;: l&#8217;uomo che sarebbe diventato il primo caso nazionale.<br />
Il New York Times ricorda gli errori commessi nella gestione sanitaria e il contrasto tra governo centrale ed autorità locali, che generarono &#8220;dieci giorni di indecisione&#8221;, con scelte che dovevano essere fatte ma non lo furono. E quando &#8220;l&#8217;Italia ha bloccato l&#8217;intera Regione e poi l&#8217;intero Paese, Bergamo era persa&#8221;.</p>
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