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	<title>Belvedere di Spinello Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Belvedere di Spinello, indagini su rete idrica comunale: impianti sequestrati e avvisi di garanzia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 08:48:48 +0000</pubDate>
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<p>Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Crotone, con il supporto dei militari della Stazione territorialmente competente, hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dall’Autorità Giudiziaria di Crotone, avente ad oggetto alcune infrastrutture del sistema idrico a servizio del Comune di Belvedere di Spinello, tra cui un pozzo ubicato in prossimità del fiume Neto, una pompa di sollevamento, una vasca di raccolta, una pompa dosatrice e tratti della condotta di adduzione e distribuzione. Contestualmente sono stati notificati avvisi di garanzia nei confronti dell’ex Sindaco, dell’attuale Sindaco e del Responsabile dell’Area Tecnica del Comune. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal dott. Domenico Guarascio, ha consentito di ricostruire, allo stato degli atti e fatta salva la presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva, un articolato quadro di omissioni e condotte ritenute rilevanti sotto il profilo penale, in relazione alla gestione del sistema di approvvigionamento idrico comunale. Le ipotesi di accusa riguardano, a vario titolo, l’omissione o il rifiuto di atti d’ufficio e i delitti colposi contro la salute pubblica, in forma continuata e aggravata. Secondo quanto emerso dalle indagini, il sistema idrico del centro abitato sarebbe stato alimentato per anni da un circuito strutturalmente critico, caratterizzato dalla confluenza in un’unica rete di distribuzione di acque provenienti da fonti diverse e non omogenee sotto il profilo della qualità. In particolare, accanto alla fornitura proveniente dal gestore del servizio idrico regionale, destinata alla distribuzione di acqua potabile, sarebbe stata stabilmente utilizzata anche acqua prelevata da un pozzo situato nell’area del fiume Neto, originariamente destinato ad altre finalità e privo, secondo la prospettazione accusatoria, di un adeguato e stabile sistema di potabilizzazione conforme alla normativa di settore.</p>
<p>L’aspetto ritenuto più grave riguarda proprio il meccanismo di adduzione illecita: l’acqua prelevata dal pozzo veniva aspirata mediante pompa, convogliata verso una vasca di raccolta in località Barretta e da lì rilanciata fino al serbatoio comunale di località Montecastello, denominato “<em>Capoluogo</em>”. In quel punto, sempre secondo l’impostazione accusatoria, l’acqua del pozzo si <strong>mescolava</strong> con quella proveniente dalla rete formalmente potabile, finendo poi per essere distribuita indistintamente all’intera utenza cittadina. Tale miscelazione, non essendo preceduta da un effettivo processo di potabilizzazione dell’acqua captata dal pozzo, avrebbe determinato la diffusione nella rete di acqua non conforme ai parametri di legge, con conseguente esposizione della popolazione a un concreto rischio sanitario. Le contestazioni si fondano, inoltre, su una serie di accertamenti tecnici e sanitari eseguiti nel tempo da ARPACAL e ASP, dai quali sarebbero emersi ripetuti superamenti dei limiti previsti per le acque destinate al consumo umano, con riferimento, tra l’altro, a parametri quali torbidità, cloruri e sodio, nonché alla presenza di batteri coliformi ed Escherichia coli in più punti della rete. Tali anomalie avrebbero imposto, secondo l’accusa, interventi urgenti e risolutivi, che invece non sarebbero stati efficacemente adottati o mantenuti nel tempo.</p>
<p>L’indagine avrebbe altresì evidenziato che, dopo un iniziale divieto di utilizzo dell’acqua per uso umano, disposto nel settembre 2024 a seguito dei primi esiti sfavorevoli, tale interdizione sarebbe stata successivamente revocata in assenza, secondo la ricostruzione investigativa, di un effettivo e completo rientro dei parametri di legge, nonostante il permanere di criticità sia di natura chimica che microbiologica. Nel prosieguo, l’installazione di una pompa dosatrice di cloro presso la vasca di raccolta sarebbe stata ritenuta dagli inquirenti un intervento soltanto parziale e non risolutivo, in quanto privo di automatismi, di monitoraggio continuo e di un vero impianto di filtrazione e potabilizzazione. Anzi, nel corso di un sopralluogo, i militari avrebbero riscontrato perfino la mancanza di cloro nel sistema di dosaggio, oltre all’assenza di adeguate protezioni e controlli nei locali tecnici. In questo contesto, agli indagati viene contestato, in sintesi, di non avere impedito, pur rivestendo posizioni di garanzia e funzioni pubbliche rilevanti, che acqua ritenuta non idonea al consumo umano fosse immessa nel circuito cittadino e distribuita alla popolazione; nonché di non avere adottato, pur in presenza di ripetuti segnali di allarme e formali comunicazioni tecniche e sanitarie, gli interventi contingibili e urgenti necessari a neutralizzare il pericolo per la salute pubblica. Per i soggetti che hanno rivestito la carica di Sindaco, le condotte sono aggravate, nella prospettazione accusatoria, dalla violazione dei doveri inerenti alla funzione di autorità sanitaria locale. Il sequestro eseguito oggi è finalizzato, secondo l’Autorità Giudiziaria, a interrompere la protrazione della situazione di pericolo e ad impedire l’ulteriore utilizzazione di infrastrutture ritenute funzionali al mantenimento del sistema descritto.</p>
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		<title>VIDEO-Sequestrate due discariche di rifiuti pericolosi a Crotone e Belvedere di Spinello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 07:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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<p>I Carabinieri della Compagnia di Crotone, con il supporto del personale del Gruppo Carabinieri Forestale del capoluogo Pitagorico, hanno svolto dei servizi di controllo volti al contrasto del fenomeno delle<strong> discariche abusive</strong>. Nel corso dell’attività è stata sequestrata un’area nel comune di Belvedere di Spinello e un’area ubicata nel comune di Crotone.</p>
<p>L’attività di controllo della Stazione di Belvedere di Spinello, fatta con il supporto del personale del Nucleo Forestale di Santa Severina ha portato al sequestro di un sito di circa 500 mq. Nell’area sono stati infatti <strong>rinvenuti numerosi elettrodomestici</strong>, <strong>pneumatici</strong>, <strong>materiale inerte ed eternit</strong>. Alcuni rifiuti presentavano anche segni di una <strong>precedente combustione</strong>, verosimilmente legati al tentativo di disfarsene. <strong>L’area sequestrata inoltre è nei pressi di un corso d’acqua</strong>.</p>
<p>I Carabinieri del Nucleo Forestale hanno sequestrato un’area ubicata nel capoluogo pitagorico abusivamente utilizzata per lo stoccaggio di rifiuti speciali provenienti da demolizione , tra cui<strong> calcinacci e materiale plastico e ferroso</strong>. A seguito dell’attività è stato deferito un soggetto. Questi controlli si incardinano nella più ampia attività di contrasto agli eco-reati intrapresa dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone sotto l’egida della Procura della Repubblica di Crotone.</p>
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