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	<title>Bellocco Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-A narcotrafficante e usuraio calabrese continuo con cosca Bellocco confiscati beni in via definitiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 08:17:56 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-378861-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Finanzieri dei Comandi Provinciali di Firenze e Reggio Calabria, unitamente a personale dello S.C.I.C.O., hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, sulla base della normativa prevista dal cosiddetto “Codice Antimafia”, divenuto definitivo sia per la parte relativa ai profili della misura personale (<em>sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 4 anni</em>), sia per il profilo patrimoniale (confisca di beni per un valore complessivamente stimato in circa 200 mila euro) in capo ad un narcotrafficante e usuraio calabrese contiguo alla cosca della ‘Ndrangheta dei “Bellocco” di Rosarno (RC). Il patrimonio era già stato acquisito con una confisca, di primo e di secondo grado, disposta dalle Sezioni Misure di Prevenzione del Tribunale e della Corte d’Appello di Reggio Calabria, a conferma integrale che il patrimonio aziendale, direttamente e indirettamente nella disponibilità del predetto, comprensivo di un’imbarcazione destinata alla pesca della lunghezza di 16 metri circa, tre autoveicoli, un fabbricato e disponibilità finanziarie, fosse sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. La figura criminale e la spiccata ininterrotta pericolosità sociale sia qualificata che generica del “proposto” sin dalla fine degli anni ‘90, era emersa in particolare &#8211; allo stato dei procedimenti in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità &#8211; nell’ambito delle operazioni denominate “Magma”, condotta dal G.I.C.O. di Reggio Calabria sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica reggina, “Erba di Grace” e “Buenaventura”, eseguite dal G.I.C.O. di Firenze, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo toscano.</p>
<p>In particolare, a seguito dell’operazione “Magma”, conclusasi nel mese di novembre 2019 con l’esecuzione di 45 provvedimenti cautelari, il soggetto è stato condannato a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Nell’ambito dell’operazione “Erba di Grace”, il “proposto” è stato condannato, con sentenza del GIP del Tribunale di Firenze del 2021, confermata poi dalla Corte d’Appello di Firenze nel 2022 in secondo grado, alla pena di 4 anni di reclusione per il reato di traffico di stupefacenti commesso in provincia di Pistoia. Infine, a valle dell’operazione “Buenaventura”, il “proposto” è stato condannato, in primo grado con il rito abbreviato, dal GUP del Tribunale di Firenze nel 2022 alla pena di 8 anni di reclusione per “reati contro la persona e contro il patrimonio”, ovvero per aver posto in essere manovre estorsive aggravate dal metodo mafioso funzionali al recupero di un credito usuraio accordato ad un imprenditore del senese attivo nel settore tessile, al quale aveva applicato tassi di interesse annuali che arrivavano fino a oltre il 66% su base annua.</p>
<p>In relazione alle risultanze delle attività di cui sopra, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in stretta sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, nel quadro delle attività finalizzate al contrasto degli interessi economico-imprenditoriali della criminalità organizzata, ha delegato i Nuclei di Polizia Economico Finanziaria &#8211; G.I.C.O. di Reggio Calabria e Firenze a svolgere apposita indagine anche di carattere economico &#8211; patrimoniale, finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato soggetto, di misure di prevenzione personali e patrimoniali. All’esito di tali accertamenti, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta della locale Procura della Repubblica disponeva dapprima il sequestro e successivamente la confisca di primo grado dei beni del proposto. Tale misura patrimoniale, su proposta della Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, veniva confermata anche in secondo grado dalla locale Corte d’Appello. All’esito dell’impugnazione del provvedimento emesso in quest’ultimo grado di giudizio, la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dal “proposto” e dai “terzi interessati”, ritenendoli infondati e confermato integralmente la ricostruzione patrimoniale e le ulteriori osservazioni formulate dalla Guardia di Finanza.</p>
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		<title>Camorra, blitz contro il clan dei Casalesi. Gratteri: per droga alleati con la cosca Bellocco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 16:45:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; di 23 persone arrestate &#8211; 19 in carcere e 4 ai domiciliari &#8211; il bilancio dell&#8217;operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dei Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Caserta contro il clan dei Casalesi, in particolare contro la fazione guidata dal capoclan Michele Zagaria, detenuto da 15 anni. In carcere sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di 23 persone arrestate &#8211; 19 in carcere e 4 ai domiciliari &#8211; il bilancio dell&#8217;operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dei Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Caserta contro il clan dei <strong>Casalesi</strong>,<strong> in particolare contro la fazione guidata dal capoclan Michele Zagaria</strong>, detenuto da 15 anni. In carcere sono finiti i fratelli del boss, Carmine e Antonio, il nipote Filippo Capaldo, figlio della sorella Beatrice, catturato in Spagna, dove si era trasferito dopo essere stato scarcerato nel 2019. Anche Carmine e Antonio erano stati in carcere e poi rimessi in libertà già qualche anno fa: da allora avevano continuato a gestire la cosca fondata dal fratello Michele secondo classiche dinamiche, ovvero facendo estorsioni a commercianti e imprenditori, controllando alcuni settori economici come quello della compravendita delle proprietà terriere. Il clan, grazie a rapporti con l&#8217;ndrangheta, si occupava anche del traffico di droga.</p>
<p id="ob">&#8220;<em>La famiglia Zagaria resta una camorra di serie A, con tutti i reati tipici e classici di un&#8217;organizzazione mafiosa. Addirittura bisognava pagare la mazzetta anche per un passaggio di proprietà, per l&#8217;acquisto di un terreno o di un&#8217;attività commerciale. La famiglia voleva il pizzo per qualsiasi attività usuraria, per allargarsi al traffico di droga andando a fare affari con una delle famiglie più importanti della ndrangheta, i Bellocco. E poi ci sono anche proiezioni di riciclaggio all&#8217;estero, ad esempio a Dubai&#8221;</em>. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Napoli <strong>Nicola Gratteri </strong>nel corso della conferenza stampa convocata negli uffici della Procura per illustrare l&#8217;indagine. L&#8217;inchiesta è partita oltre cinque anni fa e attualizzata su input del procuratore Gratteri e dell&#8217;aggiunto Michele Del Prete, con l&#8217;impiego dei carabinieri del comando provinciale di Caserta e il Ros. &#8220;<em>Nel corso dei decenni &#8211; ha precisato Gratteri &#8211; la famiglia Zagaria ha infettato e infestato tutta Italia, anche all&#8217;estero, partendo dalla provincia di Caserta. Questa è un&#8217;indagine molto importante che parte da lontano e che è iniziata quando io non ero ancora a Napoli ed è rimasta un po&#8217; ferma&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Una famiglia che ancora controlla il territorio e soprattutto tutte le attività economiche e imprenditoriali &#8211; </em>ha detto ancora Gratteri<em> &#8211; sul traffico di droga guarda caso si evidenzia <strong>un’alleanza con una famiglia di &#8216;ndrangheta di Serie A come i Bellocco</strong> in Calabria e poi c&#8217;è anche questa proiezione internazionale, tra gli altri, un esponente di spicco dell’associazione arrestato in Spagna&#8221;.</em></p>
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		<title>&#8220;Inchiesta doppia curva&#8221;, omicidio di Antonio Bellocco: pm chiede 9 anni di reclusione per Beretta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 13:16:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Dda di Milano ha chiesto di condannare gli ex capi ultrà di Inter e Milan, Andrea Beretta e Luca Lucci, rispettivamente a 9 anni e 10 anni di reclusione. Beretta, oggi collaboratore di giustizia, e Lucci sarebbero &#8211; secondo l’impianto accusatorio dei pm antimafia Paolo Storari, Sara Ombra e Leonardo Lesti &#8211; i capi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Dda di Milano ha chiesto di condannare gli ex capi ultrà di Inter e Milan, <strong>Andrea Beretta</strong> e <strong>Luca Lucci</strong>, rispettivamente a 9 anni e 10 anni di reclusione. Beretta, oggi collaboratore di giustizia, e Lucci sarebbero &#8211; secondo l’impianto accusatorio dei pm antimafia Paolo Storari, Sara Ombra e Leonardo Lesti &#8211; i capi delle due opposte curve delle squadre di Milano divenute negli anni due distinte associazioni per delinquere. Solo per Beretta e gli altri ex componenti del direttivo della Curva Nord è contestata l’aggravante della finalità dell’agevolazione mafiosa del clan di ‘ndrangheta dei Bellocco. Quello di cui sarebbe stato erede <strong>Antonio Bellocco</strong>, prima essere di ammazzato il 4 settembre 2024 dallo stesso Beretta fuori la palestra «Testudo» a Cernusco sul Naviglio. La richiesta di 9 anni per il «Berro», 49 anni, tiene conto anche dell’accusa di omicidio. Alla giudice Rossana Mongiardo è stato chiesto dai rappresentanti della pubblica accusa di concedere al pentito Beretta le generiche e la circostanza attenuante prevista per reati connessi ad attività mafiose prevalenti sulle aggravanti e sulla recidiva specifica reiterata infraquinquennale. Uno sconto di pena dovuto al percorso di collaborazione intrapreso da Beretta dopo l’<strong>omicidio Bellocco</strong>. Oltre a fare luce sulla gestione degli affari illeciti della Curva Nord, condensati nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita lo scorso 30 settembre nell’ambito dell’operazione “Doppia curva”, ha anche fatto risolvere con dichiarazioni auto incriminati l’omicidio irrisolto Vittorio Boiocchi, l’ex capo degli ultrà nerazzurri morto ammazzato il 29 ottobre 2022 al quartiere Figino.</p>
<p>Anche nella richiesta di condanna per Lucci, già ridotta di un terzo per la scelta del rito abbreviato, pesa un grave fatto di sangue: il<strong> tentato omicidio</strong> che il «Toro» avrebbe fatto commettere il 9 aprile 2019 ai danni di <strong>Enzo Anghinelli</strong> per risolvere una faida di potere sorta per il controllo della Curva Sud Milano. L’accusa &#8211; stando alle indagini della Squadra mobile e della Sisco della questura di Milano &#8211; sarebbe quella di essere stato il mandante. Ad eseguire l’azione di fuoco sarebbe stato il suo uomo di fiducia Daniele Cataldo e un altro uomo mai identificato. Per Cataldo sono stati 10 anni di reclusione.</p>
<p>Altre richieste condanna a pioggia per gli altri co-imputati. Sul fronte della curva milanista sollecitate condanne per <strong>l’amico di </strong><strong>Fedez</strong>, Islam Hagag (3 anni e 8 mesi), Alessandro Sticco, detto Sherk (4 anni e mezzo), Luca Romano (3 anni e 4 mesi) e il socio di un barber shop con Emis Killa, Fabiano Capuzzo (4 anni e mezzo). Pene più severe sono state formulate per i rivali nerazzurri. Dagli 8 anni per Marco Ferdico, terza testa del triumvirato con Berretta e Bellocco, ai 6 anni e 8 mesi per il padre Gianfranco e i luogotenenti Mauro Nepi e Matteo Norrito. Secondo la procura 7 anni merita Christian Ferrario, vicino a Beretta e presunto custode dell’arsenale di armi scoperto dalla polizia in un garage dell’hinterland milanese. E ancora 7 anni e 4 mesi per Francesco Intagliata, 7 anni per Giuseppe «Pino» Caminiti e 5 anni per Renato Bosetti e Debora Turiello.</p>
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		<title>VIDEO-&#8216;Ndrangheta, sequestri e confische per cosche Tegano, Alvaro, Piromalli, Pesce e Bellocco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-ndrangheta-sequestri-e-confische-per-cosche-tegano-alvaro-piromalli-pesce-e-bellocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 10:58:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), ha portato a termine un’operazione che ha consentito di applicare una serie di misure di prevenzione patrimoniali (sequestri e confische) per un valore complessivamente stimato in circa 6 milioni di euro. L’esecuzione dei suddetti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-315663-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), ha portato a termine un’operazione che ha consentito di applicare una serie di misure di prevenzione patrimoniali (sequestri e confische) per un valore complessivamente stimato in circa 6 milioni di euro. L’esecuzione dei suddetti provvedimenti ablativi scaturisce da una mirata analisi operativa che ha permesso di individuare diversi soggetti che, rivestendo posizioni di rilievo all’interno di importanti cosche della ‘ndrangheta, avevano indebitamente accumulato, negli anni, ingenti patrimoni illeciti. Sulla base di tali evidenze, la Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore facente funzioni Giuseppe Lombardo, ha delegato il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria a svolgere mirate e specifiche indagini patrimoniali.</p>
<p>Le risultanze investigative emerse hanno consentito di accertare la sussistenza, in capo ai destinatari delle citate misure di prevenzione, della c.d. “pericolosità sociale”, trattandosi di soggetti che, come peraltro già emerso in diverse operazioni di polizia, sono risultati appartenenti o quanto meno contigui alla ‘ndrangheta, essendo operativi all’interno di rilevanti articolazioni territoriali attive sia nella città di Reggio Calabria e sia nel territorio ricompreso nella fascia tirrenica. In particolare, taluni dei soggetti destinatari dei provvedimenti di applicazione delle misure patrimoniali in trattazione avrebbero fornito un significativo contributo alle attività criminose di alcune delle più importanti cosche locali di ‘ndrangheta, tra le quali le famiglie “TEGANO”, “ALVARO”, “PIROMALLI”, “PESCE” e “BELLOCCO”. Gli appositi accertamenti economico-patrimoniali esperiti &#8211; nei confronti degli stessi soggetti nonché dei componenti dei rispettivi nuclei familiari &#8211; hanno permesso di rilevare, inoltre, come il patrimonio riconducibile ai medesimi risultasse di valore significativamente sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati.</p>
<p>Sulla base di tali elementi, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, allo stato dei procedimenti in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle rispettive responsabilità, ha emesso, nei confronti di 15 destinatari, i suddetti provvedimenti di sequestro e confisca che hanno riguardato, tra l’altro, 47 immobili (28 fabbricati e 19 terreni), 3 ditte individuali operanti nei settori del commercio al dettaglio di ricambi per autoveicoli, del commercio all’ingrosso di rottami, dei trasporti e agricolo, quote di partecipazione di una società operante nel settore della lavorazione delle pietre e del marmo, 6 autoveicoli, 2 orologi di lusso, risorse finanziarie e denaro contante, come accennato, per un valore complessivo stimato pari a circa 6 milioni di euro. Tra i beni oggetto di confisca, si annovera anche un illecito credito tributario di ingente valore, individuato e sottoposto a sequestro d’urgenza giustappunto poco prima del tentativo di incasso da parte di un noto esponente della cosca “LIBRI”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-ndrangheta-sequestri-e-confische-per-cosche-tegano-alvaro-piromalli-pesce-e-bellocco/">VIDEO-&#8216;Ndrangheta, sequestri e confische per cosche Tegano, Alvaro, Piromalli, Pesce e Bellocco</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in curva, Zanetti: Capo ultrà mi parlò della questione dei biglietti, parlai con dirigenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-in-curva-zanetti-capo-ultra-mi-parlo-della-questione-dei-biglietti-parlai-con-dirigenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 14:08:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Faccia a faccia tra gli investigatori della Squadra mobile milanese, che indagano sulle curve di San Siro e sui traffici illeciti degli ultras, e il vicepresidente e storica bandiera dell&#8217;Inter Javier Zanetti, sentito come teste su presunte pressioni dei capi ultrà sul club nell&#8217;inchiesta che ha portato a 19 arresti dieci giorni fa. Indagine in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Faccia a faccia tra gli investigatori della Squadra mobile milanese, che indagano sulle curve di San Siro e sui traffici illeciti degli ultras, e il vicepresidente e storica bandiera dell&#8217;Inter <strong>Javier Zanetti</strong>, sentito come teste su presunte pressioni dei capi ultrà sul club nell&#8217;inchiesta che ha portato a 19 arresti dieci giorni fa. Indagine in cui è saltato, invece, un interrogatorio programmato nei giorni scorsi per Fedez, amico del leader della curva Sud milanista Luca Lucci.<br />
L&#8217;audizione di Zanetti, in un ufficio di Polizia e durata circa due ore, si è tenuta dopo quella di mercoledì del tecnico interista <strong>Simone Inzaghi</strong>. <strong>Il capo ultrà Marco Ferdico</strong> (in carcere) &#8211; ha spiegato il numero due del club, a cui è stato chiesto conto di un&#8217;intercettazione tra lo stesso Ferdico e Inzaghi &#8211; &#8220;<strong>mi accennò la questione&#8221; biglietti, ossia quelli che voleva la curva (1500) per la finale di Champions del 2023.</strong></p>
<p>&#8220;Io ne parlai con la base della dirigenza, non con <strong>Marotta</strong>&#8220;, ha aggiunto l&#8217;ex capitano, chiarendo che la &#8220;situazione&#8221; dei ticket, comunque, era già nota alla società e che lui non aveva &#8220;compiti esecutivi nel board&#8221;. Zanetti ha riferito di <strong>non aver subito mai pressioni, minacce, intimidazioni</strong> e che parlava con i capi curva, li vedeva quando andavano ad Appiano Gentile anche per sostenere la squadra o per dei video o altri appuntamenti, ma sempre in un clima &#8220;tranquillo&#8221;. D&#8217;altronde lui &#8220;da 30 anni&#8221; è all&#8217;Inter e i rapporti con gli ultras sono una cosa &#8220;normale&#8221;. E loro non &#8220;facevano nulla di male&#8221; nei confronti del club. Ha <strong>negato, poi, di aver avvisato Ferdico di un monitoraggio della polizia sulla curva</strong> dopo l&#8217;omicidio del leader storico della Nord <strong>Vittorio Boiocchi</strong>.</p>
<p>&#8220;Non è vero&#8221;, ha risposto smentendo la presunta soffiata, quando gli è stata letta un&#8217;intercettazione in cui Ferdico parlava con Marco Materazzi. <strong>Ha detto anche di aver incontrato Antonio Bellocco, nel direttivo della curva ma anche &#8216;ndranghetista e ucciso il 4 settembre.</strong> &#8220;L&#8217;ho visto una volta, me lo hanno presentato altri della curva, in una <strong>situazione conviviale</strong>&#8220;, ha chiarito. Intanto, il ct della Nazionale <strong>Luciano Spalletti</strong> è intervenuto sulle telefonate tra gli ultrà e Inzaghi. &#8220;A me non è mai capitato che qualcuno mi chiamasse per queste cose e<strong> in caso so riattaccare</strong>&#8220;, è stato il suo commento.<br />
E ha aggiunto: &#8220;L&#8217;ho trovata una cosa molto nuova e che mi ha sorpreso&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-INTERCETTAZIONI-&#8216;Ndrangheta in curva, i capi ultrà interisti favorivano la cosca Bellocco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-in-curva-capi-ultra-interisti-favorivano-la-cosca-bellocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 13:47:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Bellocco]]></category>
		<category><![CDATA[cosca]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I principali indagati appartenenti alla Curva dell&#8217;Inter arrestati nell&#8217;operazione di oggi di Polizia e Guardia di Finanza accusati di aver dato vita a un&#8217;associazione, aggravata dal metodo mafioso, finalizzata a &#8220;commettere una pluralità indeterminata di reati di lesioni, percosse, resistenza a pubblico ufficiale, rissa, estorsione, intestazione fittizia&#8221;. Estorsioni anche ai danni &#8220;dei gestori del catering [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-274056-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Milano-ultras-intercettazioni.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Milano-ultras-intercettazioni.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Milano-ultras-intercettazioni.mp4</a></video></div>
<p>I principali indagati appartenenti alla Curva dell&#8217;Inter arrestati nell&#8217;operazione di oggi di Polizia e Guardia di Finanza accusati di aver dato vita a un&#8217;associazione, aggravata dal metodo mafioso, finalizzata a &#8220;commettere una pluralità indeterminata di reati di lesioni, percosse, resistenza a pubblico ufficiale, rissa, estorsione, intestazione fittizia&#8221;. Estorsioni anche ai danni &#8220;dei gestori del catering all&#8217;interno dello Stadio di San Siro, dove la corresponsione della somma estorta è avvenuta attraverso l&#8217;emissione di fatture false&#8221; e ai danni &#8220;di gruppi organizzati del tifo interista al fine di obbligarli ad acquistare tagliandi di ingresso allo stadio a prezzi maggiorati&#8221;.</p>
<p>Gli indagati, inoltre, stando alle indagini, &#8220;contribuivano al pagamento delle spese legali per i componenti della Curva Nord indagati per fatti violenti commessi in occasione delle partite o sottoposti a Daspo&#8221;.</p>
<p>L&#8217;aggravante quindi è di aver commesso i fatti &#8220;anche al fine di favorire l&#8217;associazione mafiosa dei Bellocco, a cui Bellocco Antonio (nella foto-ucciso di recente ndr.), arrivato a Milano grazie a Ferdico, che gli procurava alloggio e occupazione lavorativa fittizia, riversava parte dei guadagni derivanti dalle attività illecite, anche ai fini del mantenimento in carcere dei detenuti&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Accordo scarcerazione boss Bellocco con giudice Giusti, DDA chiede 5 condanne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/accordo-scarcerazione-boss-bellocco-con-giudice-giusti-dda-chiede-5-condanne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 10:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Vdneto]]></category>
		<category><![CDATA[Bellocco]]></category>
		<category><![CDATA[chiesta condanna]]></category>
		<category><![CDATA[DDA]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Giusti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Veronica Calcagno ha chiesto cinque condanne nel processo su un presunto caso di corruzione in atti giudiziari e aggravata dal metodo mafioso e concorso esterno in associazione mafiosa per avere tentato di corrompere un giudice. Tra gli imputati l’avvocato Armando Veneto, ex deputato ed ex parlamentare europeo dell’Udeur, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Veronica Calcagno ha chiesto cinque condanne nel processo su un presunto caso di corruzione in atti giudiziari e aggravata dal metodo mafioso e concorso esterno in associazione mafiosa per avere tentato di corrompere un giudice. Tra gli imputati l’avvocato Armando Veneto, ex deputato ed ex parlamentare europeo dell’Udeur, già sindaco di Palmi con il Partito popolare, per il quale il pm ha chiesto 8 anni di reclusione. Stessa pena è stata invocata per Domenico Bellocco, Giuseppe Consiglio e Rosario Marcellino. Quattro anni di reclusione sono stati chiesti per il collaboratore di giustizia Vincenzo Albanese. Le arringhe difensive sono in programma il 12 novembre mentre il 24 novembre avrà inizio il processo con rito ordinario nei confronti di Vincenzo Puntoriero e Gregorio Puntoriero.</p>
<p>I fatti risalgono al 2009 e nelle indagini compare la figura del giudice Giancarlo Giusti (suicidatosi a marzo del 2015) che, stando alla ricostruzione dell’accusa, in qualità di magistrato componente il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, nell’udienza del 27 agosto 2009, annullò l’ordinanza di carcerazione emessa dal gip nei confronti dei componenti della cosca Bellocco arrestati nel corso dell’operazione «Rosarno è nostra 2». In cambio del provvedimento favorevole, sempre secondo l’accusa, il giudice avrebbe ricevuto 120 mila euro, 40mila euro ciascuno dai tre indagati favoriti individuati in Rocco Bellocco, Rocco Gaetano Gallo e Domenico Bellocco. A fare da intermediari sarebbero stati l’avvocato Armando Veneto, Gregorio Puntoriero, Vincenzo Puntoriero. Secondo l’accusa di concorso esterno Armando Veneto, Vincenzo Puntoriero, Gregorio Puntoriero, Vincenzo Albanese, Giuseppe Consiglio e Rosario Marcellino avrebbero favorito la cosca Bellocco ponendosi quale trait d’union tra la cosca e il giudice del Riesame con conseguente scarcerazione di tre di essi, collocati ai vertici del sodalizio. </p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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