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	<title>batteria Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Lo scoppio della batteria di cellulare o pc portatile provocò l&#8217;incendio che uccise i 3 fratelli Corasoniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 18:17:32 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tragico incendio avvenuto durante la notte tra il 21 e il 22 ottobre 2022 nel quartiere Pistoia di Catanzaro all’interno di un appartamento al quinto piano che provocò la morte di tre fratelli non è da attribuire al fattore umano ma ad una causa elettrica, al «possibile innesco legato al surriscaldamento e all’esplosione di batterie al litio interne a cellulari o a laptop». È questa la conclusione a cui è giunto il consulente tecnico nominato dalla Procura di Catanzaro, il professore Daniele Menniti. Nell’incendio in una palazzina dell’Aterp, morirono i fratelli Saverio, di 22 anni, affetto da autismo, Aldo Pio di 16 e Mattia di 12, riportarono gravi ustioni la mamma Rita Mazzei (42) con la figlia Zaira Maria (11) , e vennero ricoverati a causa delle esalazioni da fumo il padre Vitaliano Corasoniti (43) e un altro figlio, Antonello (15). </p>
<p>Secondo il perito «… non si sono rilevati elementi da far supporre l’uso di combustibili impropriamente introdotti nell’appartamento e utilizzati per dare luogo a fiamme libere in ambito non controllato». Secondo il rapporto, l’incendio ha avuto inizio nel soggiorno. Il fuoco ha preso vigore nel momento in cui sono stati aperti balconi e finestre permettendo l’entrata e il circolo di una maggiore quantità di aria “causando la morte dei tre fratelli dovuti alle difficoltà di questi ad intravedere e raggiungere possibili vie di fuga e alla tossicità e quantità dei fumi stessi inalati”.  Nella relazione di Menniti, fatta con la collaborazione dell’ingegnere Giovanni Brusco, si specifica che generalmente l’uso di batterie al litio è sicuro ma, in alcune circostanze, a causa «di possibili difetti costruttivi, contaminazioni, urti o di un loro improprio utilizzo, possono generare situazioni di pericolo». </p>
<p>Dalle testimonianze dei sopravvissuti è emerso che nel soggiorno «vi erano tutte le notti sotto carica ben cinque cellulari e due tablet e, soprattutto, ben sei laptop».<br />
Nella relazione si afferma «con ragionevole certezza» che «l’incendio è da ricondursi a un fenomeno elettrico combinato con dispositivi di accumulo elettrochimico al litio a supporto di apparecchiature elettroniche sotto carica la notte dell’incendio e non da un fattore umano».<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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