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	<title>banda Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Truffe ad anziani: sgominata nel reggino banda del &#8220;finto maresciallo&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-truffe-ad-anziani-sgominata-nel-reggino-banda-del-finto-maresciallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:43:18 +0000</pubDate>
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<p>Un’indagine serrata, meticolosa e senza soluzione di continuità ha permesso ai Carabinieri della Stazione di Polistena di disarticolare un’organizzazione criminale specializzata nelle truffe ai danni di persone anziane e vulnerabili. Un risultato di assoluto rilievo operativo, maturato sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi diretta dal dott. Emanuele Crescenti, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti – due uomini e una donna – localizzati e arrestati tra le province di Napoli e Verona, grazie alla sinergia con i reparti dell’Arma competenti per territorio. L’indagine prende le mosse da un episodio consumato nel gennaio 2025 a Polistena, quando una pensionata era stata raggirata con uno dei più insidiosi stratagemmi criminali degli ultimi anni: quello del “<em>finto Carabiniere</em>”. Da quel momento, i militari hanno avviato un’attività investigativa incisiva e approfondita, riuscendo a scoperchiare un vero e proprio sistema organizzato, rodato e altamente mobile.</p>
<p>Il meccanismo era tanto semplice quanto efficace: una telefonata, la voce rassicurante ma autoritaria di un sedicente Maresciallo dell’Arma, l’annuncio di un grave incidente stradale causato da un familiare. Subito dopo, l’intervento di un falso “avvocato”, pronto a chiedere con urgenza il pagamento di una cauzione per evitare conseguenze penali. Una pressione psicologica fortissima, studiata per colpire le vittime nel momento di maggiore fragilità emotiva, inducendole a consegnare denaro e gioielli. Le risultanze investigative hanno consentito di attribuire al gruppo numerosi episodi analoghi, commessi non solo a Polistena ma anche nei territori di Taurianova e San Martino, per un danno economico complessivo che supera i 75.000 euro. Un’azione criminale diffusa e sistematica, che ha trovato però un argine nell’azione determinata dei Carabinieri. Fondamentale, nell’economia dell’indagine, è stata anche la ricostruzione dei ruoli all’interno della banda: tra gli arrestati figura una donna ritenuta elemento chiave per la logistica, incaricata del noleggio dei veicoli e dell’organizzazione degli spostamenti dalla Campania verso la Calabria, consentendo al gruppo di operare con rapidità e riducendo i rischi di identificazione.</p>
<p>All’esito delle operazioni, i tre indagati sono stati associati presso le competenti Case Circondariali, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione rappresenta un segnale forte e concreto nella lotta a un fenomeno criminale particolarmente odioso, perché colpisce i cittadini più fragili. Ancora una volta, emerge con chiarezza l’importanza della prevenzione e della collaborazione tra istituzioni e comunità: segnalare tempestivamente situazioni sospette può fare la differenza e contribuire a fermare queste truffe.</p>
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		<title>Reggio Calabria, maxi operazione antidroga dei Carabinieri: sgominata banda di Catona, 18 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 09:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina i Carabinieri di Reggio, affiancati dalle Stazioni territorialmente competenti e da altri reparti dell&#8217;Arma, hanno eseguito 18 misure cautelari, di cui 15 in carcere e 3 ai domiciliari, su disposizione del GIP reggino, nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Contestata l&#8217;associazione dedita al narcotraffico, oltre a numerosi reati in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina i Carabinieri di Reggio, affiancati dalle Stazioni territorialmente competenti e da altri reparti dell&#8217;Arma, hanno eseguito 18 misure cautelari, di cui 15 in carcere e 3 ai domiciliari, su disposizione del GIP reggino, nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Contestata l&#8217;associazione dedita al narcotraffico, oltre a numerosi reati in materia di stupefacenti, armi e una ipotesi estorsiva.<br />
L&#8221;indagine, avviata nel giugno 2023 e conclusa nel maggio 2024, si è concentrata su un&#8217;attenta e continuativa attività di osservazione e monitoraggio del quartiere di Catona, periferia nord della città. Durante diversi servizi di pattugliamento del territorio, i militari avevano avuto modo, in più occasioni, di notare movimenti anomali nella zona, in prossimità dell&#8217;abitazione di colui che è stato ritenuto nell&#8217;ordinanza custodiale, allo stato degli atti, il capo dell&#8217;associazione in questione (soggetto per altro nipote di un esponente apicale della ndrangheta di Archi). L&#8217;installazione di un sistema di videosorveglianza e lo svolgimento di plurime attività di riscontro ha condotto all&#8217;individuazione di un embrionale gruppo di soggetti dediti al traffico di sostanze stupefacenti. L’indagine è stata supportata dall’utilizzo di intercettazioni telefoniche, ambientali, telematiche e di videoripresa, nonché di numerosi sequestri di sostanze stupefacenti, strumentali allo svolgimento dell’attività di spaccio.</p>
<p>Il Gip ha riconosciuto la gravità indiziaria in ordine all’esistenza di un’associazione finalizzata al narcotraffico, composta da 15 soggetti, tra gregari e esponenti di vertice, avente base operativa nel quartiere di Catona di Reggio Calabria, con ramificazioni anche in altre località del territorio reggino e con contatti nella piana di Gioia Tauro e nella vicina Sicilia, in grado di «istituire una solida attività imprenditoriale dedita alla vendita di varie tipologie di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana, hashish), anche con il coinvolgimento, in qualità di venditore, di un soggetto minorenne», che forniva gli stupefacenti anche a consumatori minorenni.<br />
Nel provvedimento cautelare, il Gip ha evidenziato come «i membri della consorteria si fossero attrezzati per gestire, in modo professionale, il business degli stupefacenti, assicurandosi le forniture necessarie tramite i contatti vantati dal loro capo nell’ambiente criminale, non solo reggino ma anche della Piana di Gioia Tauro; forniture che venivano, poi, custodite presso appositi immobili abbandonati e appartamenti presi in locazione dagli associati, divenendo le basi logistiche del sodalizio e punto di riferimento per i numerosi assuntori di sostanze stupefacenti».<br />
Gli inquirenti, ancora, hanno scoperto una piantagione di canapa indica nel quartiere di Catona, della quale gli indagati curavano le diverse fasi di approntamento, raccolta e lavorazione. Circa 400 piante, già defogliate, e 25 piante ancora in fase vegetativa, oltre ad un deposito utilizzato come laboratorio per la lavorazione e il confezionamento dello stupefacente.</p>
<p>Secondo i risultati dell’indagine, i proventi dell’attività di vendita dello stupefacente erano ripartiti tra gli indagati secondo le disposizioni fornite dal capo del sodalizio, il quale provvedeva, altresì, al sostentamento di uno dei suoi sottoposti, dopo che questo era stato arrestato in quanto trovato in possesso di cospicue quantità di diverse tipologie di stupefacenti, a disposizione del gruppo. Il presunto capo dell’organizzazione criminale, pur ristretto in carcere, continuava a impartire direttive in merito all’organizzazione dell’attività illecita, avvalendosi, a tal fine, della mediazione dei propri familiari nel corso dei colloqui in carcere.<br />
Il Gip, inoltre, ha sottolineato «come l’associazione in questione si mostrasse ben radicata nel quartiere di Catona, sul quale esercitava un penetrante e diffuso controllo del territorio, tramite un sistema di vedette che, posizionate nei pressi dell’abitazione del capo, sorvegliavano le strade limitrofe in modo da garantire la sicurezza e l’impunità dei sodali dediti all’attività di spaccio, nonché tramite una serie di avvisaglie telefoniche ogni qualvolta qualcuno degli indagati si avvedeva della presenza di forze di polizia in zona».</p>
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		<title>VIDEO-Reggio Calabria, sgominata banda di ladri di appartamenti: 11 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 10:57:46 +0000</pubDate>
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<p>Sono undici le persone tratte in arresto all’alba di oggi nell’ambito dell’operazione “CASE SICURE” coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e curata dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura reggina.<br />
Gli indagati, dieci uomini e una donna, sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, furto aggravato, ricettazione e porto abusivo di armi da fuoco. Secondo quanto emerso dalle indagini, e fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna, il gruppo avrebbe dato vita ad una associazione per delinquere perfettamente strutturata ed organizzata con precisa ripartizione di ruoli e compiti in modo da colpire in modo rapido e redditizio.<br />
Nulla era lasciato al caso; guidati da due cittadini reggini appartenenti alla comunità Rom, i sodali si muovevano professionalmente con tanto di sopralluoghi, ripetuti anche più volte nell’arco della giornata, e briefing per pianificare nel dettaglio l’ingresso nelle abitazioni e la via di fuga più sicura. </p>
<p>Il compito di “studiare” le vittime era affidato ad una giovane donna reggina, anche lei della comunità Rom, che annotava le abitudini di vita dei padroni di casa anche citofonando per meglio comprendere chi fosse presente in casa.<br />
Acquisite le informazioni, entravano in azione gli “operativi”; in pochissimo tempo, riuscivano a forzare la serratura della porta di ingresso oppure, in taluni casi, muoversi da veri acrobati tra balconi e grondaie alla ricerca di una persiana o una porta-finestra lasciata incautamente socchiusa e precedentemente individuata. Una volta all’interno, con l’utilizzo dei “ferri del mestiere”, eventuali casseforti venivano velocemente scassinate e ripulite di banconote e preziosi. La fuga, anche questa preparata nel dettaglio, avveniva sempre con veicoli diversi. I due capi, poi, provvedevano alla divisione del bottino secondo il “grado di rischio” che ciascuno dei partecipi aveva affrontato durante le incursioni.</p>
<p>I Magistrati reggini e i poliziotti della Mobile, muovendo dai pochissimi elementi acquisiti in occasione del primo furto, hanno ricostruito più di dieci episodi, portati a termine in meno di sei mesi, che hanno fruttato al gruppo quasi 150.000 euro tra contanti e preziosi. Asportati anche due fucili cal. 12 e due pistole cal. 7.65 regolarmente detenuti.<br />
Il blitz, scattato alle prime luci di oggi nel rione Ciccarello, ha visto impegnati più di settanta uomini della Polizia di Stato.<br />
Gli arrestati sono stati accompagnati presso il carcere di Arghillà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.</p>
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