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	<title>Avvenire Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>I tirocinanti ministeriali &#8220;non idonei&#8221; restano nell&#8217;insicurezza del proprio avvenire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2024 10:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: Tirocinanti ministeriali, cosiddetti NON IDONEI, dell&#8217;emendamento 19.13 decreto Sud (DL 124/2023), avvenuto il 26 ottobre 2023, aveva ridato speranza ad una seconda chance ma i ministeri della cultura e della giustizia rimangono indifferenti alla politica calabrese. Tali atteggiamenti non fanno altro che far brancolare nel buio centinaia di lavoratori prima sistematicamente sfruttati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:<br />
<em>Tirocinanti ministeriali, cosiddetti NON IDONEI, dell&#8217;emendamento 19.13 decreto Sud (DL 124/2023), avvenuto il 26 ottobre 2023, aveva ridato speranza ad una seconda chance ma i ministeri della cultura e della giustizia rimangono indifferenti alla politica calabrese. Tali atteggiamenti non fanno altro che far brancolare nel buio centinaia di lavoratori prima sistematicamente sfruttati dai ministeri e poi, ad emendamento approvato, si dimostrano indifferenti alla vertenza portata da USB Federazione del Sociale Calabria. Sembra proprio che, a detta di qualcuno, &#8220;questo D.P.C.M. non sa da fa!!!&#8221;. Riteniamo che gli ex tirocinanti dei Ministeri della Cultura e della Giustizia, esclusi ingiustamente in seguito al concorso per 1956 tirocinanti del bando precedente, nonostante il primo importante passo a firma dell&#8217;On. Cannizzaro dopo che si era speso in piena discussione in commissione ottenendo sul filo di lana questo emendamento, adesso si trova in un purgatorio anomalo che riteniamo ad hoc da parte degli uffici legislativi sia della Funzione Pubblica, sia della Giustizia e sia della Cultura per non adempiere a ciò che è legge e mortificando ancor di più chi attende questo D.P.C.M. in uno stato sociale grave, sconfortante e ancora oggi in preda alla preoccupazione e nella totale insicurezza del proprio avvenire.</p>
<p>Oramai è quasi un anno di lotte e manifestazioni, e l&#8217;approvazione dell&#8217;emendamento 19.13 posto sul decreto Sud (DL 124/2023), avvenuto il 26 ottobre 2023, che ha ridato speranza in una seconda chance per ottenere una contrattualizzazione non può essere assecondato e allora chiediamo a tutti i parlamentari calabresi di verificare le motivazioni dell&#8217;inceppo negli uffici legislativi e prodigarsi che questo D.P.C.M. nasca così che permetterebbe alla funzione pubblica di procedere per la stesura del bando il più presto possibile. Grave è che il Capo dell&#8217;Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia affermi che il loro ministero non è in possesso di dati relativi a tirocinanti che svolgono o hanno svolto percorsi di formazione e lavoro. Ancor più grave è perfino che il Ministero della Cultura taccia nonostante, dopo un presidio della nostra organizzazione sindacale presso il Segretariato Regionale per la Calabria del Ministero della Cultura a Roccelletta di Borgia (CZ) che ha portato ad una presa in considerazione del disagio e dell&#8217;attesa snervante che si sta verificando fra gli stessi lavoratori oramai da troppo tempo in stato di fermo occupazionale quindi senza nessuna entrata economica alle proprie famiglie.</p>
<p>Non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci perché si tratta del futuro della nostra terra che viene troppo sfruttata in nero perfino da chi dovrebbe combatterlo. Come O.S. pronti anche a recarci con i lavoratori immediatamente a Roma presso i ministeri e li alzare la voce e la lotta se la classe politica calabrese in Roma non accogliesse la richiesta d&#8217;aiuto dei lavoratori.</em></p>
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		<title>Migranti, Occhiuto: Cpr soluzione obbligata, ora si parli di integrazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/migranti-occhiuto-cpr-soluzione-obbligata-ora-si-parli-di-integrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 07:40:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[solidale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;C&#8217;è una strana ipocrisia nel dibattito politico odierno sulle migrazioni. Chiediamo giustamente all&#8217;Europa di essere più solidale e responsabile, poi però ci tiriamo indietro quando ci vengono chiesti impegni, sia pur di tipo emergenziale&#8221;. Così il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che in un&#8217;intervista ad &#8220;Avvenire&#8221; ribadisce che &#8220;non si opporrà&#8221; all&#8217;eventuale richiesta di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;C&#8217;è una strana ipocrisia nel dibattito politico odierno sulle migrazioni. Chiediamo giustamente all&#8217;Europa di essere più solidale e responsabile, poi però ci tiriamo indietro quando ci vengono chiesti impegni, sia pur di tipo emergenziale&#8221;. Così il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che in un&#8217;intervista ad &#8220;Avvenire&#8221; ribadisce che &#8220;non si opporrà&#8221; all&#8217;eventuale richiesta di aprire un Centro per il rimpatrio nella sua Regione, eppure è consapevole che è necessaria anche una &#8220;fase 2&#8221; nella gestione dei flussi migratori. &#8220;Certo che serve un modello strutturato all&#8217;insegna dell&#8217;integrazione&#8230; per un Paese di 60 milioni di abitanti come l&#8217;Italia, 150-180mila arrivi in un anno non possono rappresentare sempre un problema&#8221;.<br />
&#8220;Ho incontrato la Comunità di Sant&#8217;Egidio dopo la strage di Cutro, per poter toccare con mano cosa si può fare concretamente nel coinvolgimento di famiglie e cittadini sul versante dell&#8217;accoglienza. Ho proposto ad esempio di riconsiderare le norme sull&#8217;affido per garantire percorsi di tutela e accompagnamento ai minori stranieri non accompagnati sotto i 14 anni. Poi con Ance, l&#8217;Associazione dei costruttori, abbiamo deciso di formare e dare un lavoro agli immigrati del nostro territorio, visto che nell&#8217;edilizia mancano diversi occupati&#8221;. </p>
<p><strong>Perché invece a livello nazionale sembra prevalere un approccio esclusivamente repressivo?</strong> &#8220;Perché il sistema pensato prima non ha saputo gestire arrivi e prese in carico sul territorio. La responsabilità non è certo ascrivibile a un governo in carica da appena 11 mesi. In questo senso, i Cpr rappresentano una soluzione emergenziale, in ogni caso obbligata in questo momento&#8221;.<br />
<strong>Non crede che l&#8217;accoglienza diffusa che oggi si è ridotta possa rappresentare invece una soluzione?</strong> &#8220;L&#8217;accoglienza diffusa non deve essere un affare e, se non ci fossero le grandi strutture, i migranti resterebbero comunque qui, da irregolari. Semmai, occorre spingere sempre di più sugli accordi bilaterali tra i singoli Paesi e chiedere una maggiore assunzione di responsabilità nel governo dei flussi da parte dell&#8217;Europa. Sarebbe intellettualmente disonesto non riconoscere che Meloni non si sia spesa su entrambi questi fronti&#8221;. </p>
<p><strong>Cosa pensa della missione militare nel Mediterraneo annunciata per rimandare indietro i profughi?</strong> &#8220;Assomiglia più a un blocco navale che a una nuova &#8216;Mare Nostrum&#8217;:.. Fa bene l&#8217;esecutivo a pensare di iniziare ad arginare i flussi, ma nel contempo penso che tocchi a Bruxelles riorganizzare una missione per salvare i migranti che si spostano in mare, ricollocandoli immediatamente nei vari Paesi una volta toccata terra&#8221;.<br />
&#8216;Mare Nostrum&#8217; purtroppo divenne in fretta un alibi per gli scafisti che abbandonavano le persone al loro destino, convinti che tanto li avremmo salvati noi&#8230; Ripeto: se l&#8217;Europa vuole tornare a essere un&#8217;unione di popoli deve fare su questo tema molti passi in avanti, diventando un centro decisionale in grado di superare gli egoismi nazionali&#8221;.<br />
<strong>Cosa può fare invece la Calabria?</strong> &#8220;Guardi, sono orgoglioso di guidare una regione che si è sempre mostrata solidale. Dopo il dramma di Cutro, dissi che il Mediterraneo non poteva essere un cimitero. Lo penso ancora e posso citare esempi virtuosi come quello di Roccella Jonica che da anni dimostra concretamente, con la propria popolazione e la propria amministrazione comunale, cosa vuol dire accogliere. I cittadini calabresi non si ritengono proprietari esclusivi del loro territorio. Per questo vogliamo continuare ad aiutare chi scappa da guerra e fame&#8221;, conclude il governatore Occhiuto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/migranti-occhiuto-cpr-soluzione-obbligata-ora-si-parli-di-integrazione/">Migranti, Occhiuto: Cpr soluzione obbligata, ora si parli di integrazione</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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