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	<title>autonomia differenziata Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Sep 2024 16:02:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Autonomia differenziata, Baldino (M5S): &#8220;Per la Calabria significa stipendi più bassi e meno servizi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 16:02:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Vittoria Baldino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>è quanto afferma Vittoria Baldino vicecapogruppo M5S a Montecitorio in un&#8217;intervista al Quotidiano del Sud. «Chiediamo impegni precisi al governo sul finanziamento dei Lep e sulla devolution delle materie non soggette ai Lep, quella che in base alla legge si può fare subito – prosegue Baldino con riferimento alla mozione presentata dal M5S e che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><Calcolare i fabbisogni standard dei Lep in base alle caratteristiche dei diversi territori, quali clima, costo della vita, aspetti sociodemografici della popolazione residente significa affermare il principio delle gabbie salariali. Il principio per cui se in Calabria la vita costa meno, è giusto pagare meno i calabresi. O se in Calabria, per fare un altro esempio, nascono meno bambini, visto che i giovani vanno via, non serve investire in nidi e welfare. Si differenziano i diritti in base al territorio in cui vivi> è quanto afferma Vittoria Baldino vicecapogruppo M5S a Montecitorio in un&#8217;intervista al Quotidiano del Sud. «Chiediamo impegni precisi al governo sul finanziamento dei Lep e sulla devolution delle materie non soggette ai Lep, quella che in base alla legge si può fare subito – prosegue Baldino con riferimento alla mozione presentata dal M5S e che sarà discussa nei prossimi giorni alla Camera. Perché voglio ricordare – continua &#8211; che su queste ultime quattro Regioni hanno già chiesto di firmare le intese al governo. E non è che l&#8217;attuazione dell&#8217;autonomia su queste materie faccia meno male al sud, anzi. Se poi aggiungiamo anche che il criterio per finanziare i Lep, nella proposta del Clep, si rifà al principio della territorialità&#8230;»</p>
<p>Secco il commento, poi, sulle dichiarazioni del ministro Calderoli secondo cui sui i fabbisogni standard dei Lep saranno scelti dalla politica e non dai tecnici. «Le rassicurazioni di Calderoli non c&#8217;hanno mai ispirato fiducia. Figuriamoci ora» attacca Baldino che non manca di riservare una stilettata finale a Forza Italia e ad Occhiuto. <Non ce lo vedo Tajani che mette veti a Zaia o agli altri governatori pronti a firmare le prime intese. Lo stesso presidente Occhiuto sconterà per sempre il peccato originale di aver dato il via alla riforma con il voto in Conferenza Stato Regioni, quando ancora si era in una fase preliminare e si poteva fare la differenza. Nessuno nel centrodestra può considerarsi assolto. Non erano loro, la stessa presidente Meloni e lo stesso governatore Осchiuto a definire l'autonomia un'opportunità per il Sud?>.</p>
<p><L'autonomia – conclude nella sua intervista Baldino - è in Costituzione si, ma non per dare la spinta alla secessione che si intende attuare. Noi di certo faremmo una inversione a U, riportando innanzitutto la sanità nelle competenze statali. La Costituzione poi va attuata garantendo prima la prevista perequazione e livelli uniformi - non essenziali, perché significa minimi di prestazioni sul territorio. Con questi presupposti, se una Regione chiede forme di autonomia, si può discutere. Nel rispetto sempre dei principi di uguaglianza e solidarietà, previsti nella prima parte della Costituzione. E che prevalgono sul titolo V e sull'autonomia».


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		<title>Autonomia Differenziata, Sposato: “Occhiuto impugni il provvedimento e firmi per il referendum”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/autonomia-differenziata-sposato-occhiuto-impugni-il-provvedimento-e-firmi-per-il-referendum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 09:13:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La posizione del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che chiede una moratoria per le intese regionali, in assenza di copertura finanziaria dei Lep, è apprezzabile ma non è un ripensamento sui danni che produrrà al Paese l&#8217;autonomia differenziata. È un semplice distinguo per evitare il dissenso popolare che sul tema è crescente anche in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>“</strong>La posizione del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che chiede una moratoria per le intese regionali, in assenza di copertura finanziaria dei Lep, è apprezzabile ma non è un ripensamento sui danni che produrrà al Paese l&#8217;autonomia differenziata. È un semplice distinguo per evitare il dissenso popolare che sul tema è crescente anche in Calabria”.</em></p>
<p>Lo dichiara il Segretario Generale Cgil Calabria<strong> Angelo Sposato.</strong></p>
<p><em>“In queste ore</em>  &#8211; aggiunge &#8211;<em> c&#8217;è una grande voglia di partecipazione e di protagonismo dei cittadini che stanno firmando per il referendum per respingere questo tentativo di dividere il Paese e colpirne le sue fondamenta costituzionali. Se il presidente Occhiuto (che ha votato sì in conferenza delle regioni al progetto di autonomia differenziata) vuole essere coerente con la nuova posizione assunta, accolga le richieste delle opposizioni in consiglio regionale ed impugni il provvedimento con le altre regioni e firmi come cittadino calabrese il referendum abrogativo. Altrimenti  </em>&#8211;<strong> conclude Sposato</strong> &#8211;<em> rimarrà solo una semplice distinzione che non produrrà alcun atto concreto e nessun atto politico”.</em></p>
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		<title>Autonomia: Occhiuto chiede moratoria a Governo, no intese se prima non si supera spesa storica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/autonomia-occhiuto-chiede-moratoria-a-governo-no-intese-se-prima-non-si-supera-spesa-storica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 10:13:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[moratoria]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>”Non ho alcun pregiudizio sull’autonomia differenziata. Il ddl Calderoli, che non è uno ‘spacca Italia’, è stato migliorato grazie a Forza Italia, ma è una legge che andava maggiormente approfondita. Ci sono alcune materie, come quelle non soggette ai Lep, per le quali si potrebbero fare da subito delle intese. Su questi temi, invece, serve [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>”Non ho alcun pregiudizio sull’autonomia differenziata. Il ddl Calderoli, che non è uno ‘spacca Italia’, è stato migliorato grazie a Forza Italia, ma è una legge che andava maggiormente approfondita. Ci sono alcune materie, come quelle non soggette ai Lep, per le quali si potrebbero fare da subito delle intese. Su questi temi, invece, serve un surplus di riflessione per capire se ci possano essere ricadute negative per le Regioni del Mezzogiorno.</em><br />
<em>E poi ho contestato il metodo: una legge di questo genere doveva essere maggiormente metabolizzata dal Paese, invece è stata approvata di notte e di fretta, facendola sembrare ancora più divisiva rispetto a quello che è&#8221;.</em> Lo ha detto<strong> Roberto Occhiuto</strong>, presidente della Regione Calabria, intervenendo a <strong>“Start”, su SkyTg24</strong>.</p>
<p>“<em>Nessuno mette in discussione il fatto che l’autonomia fosse un punto del programma di centrodestra, ma c’è modo e modo di fare le cose. Nel testo, l’ha fatto inserire Forza Italia, è previsto che le intese sulle materie Lep si possano fare<strong> solo dopo aver finanziato i fabbisogni</strong>, vale a dire dopo aver trovato le risorse per assicurare a tutti i cittadini italiani, sia di <strong>Crotone</strong> che di Vercelli, gli stessi diritti. Siccome queste risorse ancora non ci sono, aver approvato una legge con queste modalità<strong> forse poteva essere evitato</strong>&#8220;. </em></p>
<p><em>&#8220;<strong>Il mio auspicio</strong> è che ora il governo faccia una moratoria, cioè eviti di approvare delle intese con le Regioni, anche sulle materie non Lep, fino a quando non sarà superata la spesa storica. Quando in Conferenza delle Regioni ho sostenuto che era giusto avviare il <strong>dibattito sul ddl Calderoli</strong>, l’ho fatto perché ritenevo che questa legge fosse quasi come un treno, con un primo vagone che era quello dell’autonomia differenziata e un secondo vagone con il superamento della spesa storica. Mi pare che oggi sia arrivato in stazione soltanto il primo vagone, mentre per il secondo siamo ancora a ‘caro amico’ ”</em> &#8211; ha concluso il governatore Occhiuto.</p>
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		<title>Autonomia differenziata, Irto (Pd) attacca Zaia e la Lega: “Siamo a un passo dalla divisione dell’Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 2024 10:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Irto]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Siamo a un passo dalla divisione dell’Italia. Avevamo anticipato che la Lega avrebbe spaccato l’Italia con l’autonomia differenziata, ora ne abbiamo drammatica riprova». Lo afferma, in una nota, il senatore Nicola Irto, segretario del Partito democratico della Calabria, che spiega: «Appena il centrodestra ha approvato questa legge vergognosa, il presidente Luca Zaia ha chiesto l’autonomia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Siamo a un passo dalla divisione dell’Italia. Avevamo anticipato che la Lega avrebbe spaccato l’Italia con l’autonomia differenziata, ora ne abbiamo drammatica riprova».</p>
<p>Lo afferma, in una nota, il senatore Nicola Irto, segretario del Partito democratico della Calabria, che spiega: «Appena il centrodestra ha approvato questa legge vergognosa, il presidente Luca Zaia ha chiesto l’autonomia per il Veneto in nove materie non legate ai Livelli essenziali delle prestazioni ma comunque determinanti, per esempio Commercio con l’estero, Professioni, Protezione civile, Previdenza complementare e integrativa e Organizzazione della giustizia di pace».</p>
<div id="prj_vidinread"></div>
<p>«Non possiamo tacere, ignorare o minimizzare. La Lega – attacca l’esponente dem – rifiuta l’unità del Paese come fondamento costituzionale.<span class="v1gmail-Apple-converted-space"> </span>Se Zaia vuole che siano eliminate le diseguaglianze tra il Nord e il Sud, come ha detto, abbia il coraggio della verità e ammetta che l’autonomia differenziata è un orrore, anziché proporre gemellaggi con le regioni<span class="v1gmail-Apple-converted-space"> </span>del Sud. Nel merito, i cittadini del Mezzogiorno – conclude il senatore Irto – non sono più disposti ad accettare la narrazione falsa e ingannevole del centrodestra, né le ambiguità dei suoi eletti nei territori meridionali».</p>
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		<item>
		<title>Consiglio regionale, maggioranza: Niente intese senza analisi d’impatto dell&#8217;autonomia differenziata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/consiglio-regionale-maggioranza-niente-intese-senza-analisi-dimpatto-dellautonomia-differenziata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 15:25:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio]]></category>
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		<category><![CDATA[maggioranza]]></category>
		<category><![CDATA[regionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Serve una preventiva analisi d’impatto anche sulle materie escluse dalla determinazione dei Lep. Senza questo indispensabile approfondimento nessuna intesa Stato-Regioni potrà essere formalizzata sull’Autonomia differenziata”. È quanto afferma il Consiglio regionale della Calabria in un documento proposto dalla maggioranza di centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Azzurri, insieme ad Azione) ed approvato con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Serve una preventiva analisi d’impatto anche sulle materie escluse dalla determinazione dei Lep. Senza questo indispensabile approfondimento nessuna intesa Stato-Regioni potrà essere formalizzata sull’Autonomia differenziata”. È quanto afferma il Consiglio regionale della Calabria in un documento proposto dalla maggioranza di centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Azzurri, insieme ad Azione) ed approvato con i voti di quest’ultima a conclusione del dibattito sull’autonomia differenziata. La minoranza di centrosinistra ha votato contro.</p>
<h4><strong>Il dibattito in Aula</strong></h4>
<p>“State firmando una cambiale mortale per la Calabria e di questo ne dovrete dare conto prima o poi”. A dirlo il vice presidente del Consiglio regionale <strong>Francesco Iacucci</strong> che ha avviato a palazzo Campanella il dibattito sull’Autonomia differenziata. Nel ringraziare il presidente della giunta Roberto Occhiuto per aver accolto la richiesta di un dibattito in aula, Iacucci ha rimproverato ad Occhiuto di aver fatto credere ai calabresi che sarebbe stato lui a condurre le trattative per strappare le migliori condizioni per la Calabria. “Con la complicità di certa stampa – ha detto – ci ha fatto credere che c’era persino una contromossa di Forza Italia a difesa del Sud e della Calabria. Tutto inutile, tutto, in ogni caso politicamente senza alcun senso, perché la Lega ed il ministro Calderoli andranno all’incasso sull’autonomia differenziata e ci andranno consentendo a Salvini di esibire in campagna elettorale europea lo scalpo del Sud al tavolo del grande Nord. Inutile prendere ancora in giro tutti noi, lei il totale dei Lep finanziati alla Calabria non li avrà mai in mano, prima dell’approvazione della riforma, per la semplice ragione che non ci sono i soldi assegnati alla legge e alla Calabria. Esattamente il contrario di quello che va dicendo. Presidente ci risparmi la sua ennesima lezione di populismo e supponenza. Non ne sentiamo il bisogno”. Per la maggioranza <strong>Giacomo Crinò</strong> (Forza Azzurri) ha affermato che il contraddittorio ha smentito la circostanza che si voglia far approvare la legge sotto silenzio. “Persiste ancora in certa opposizione – ha detto – una posizione ancora ideologica”. Crinò ha ricordato l’avvio della riforma del 2018 con il Governo Gentiloni “oggi migliorata anche per il lavoro svolto dalle opposizioni che conteneva vincoli pregiudiziali per il Mezzogiorno, che sono stati affinati”. A dimostrazione che per le Regioni del Sud, l’autonomia differenziata non conviene, il consigliere <strong>Davide Tavernise</strong> (M5S) ha calcolato l’ammontare dei fondi messi a disposizione a bilancio dallo Stato e quanti soldi servono per finanziare i Lep. “Secondo questi calcoli – ha sostenuto – il finanziamento dei Lep costerebbe almeno 82 miliardi di euro, il totale delle ultime quattro manovre di bilancio del governo. I soldi dunque non ci sono e ogni discussione è solo un distrattore dell’opinione pubblica”. <strong>Giuseppe Gelardi</strong> (Lega) ha definito il dibattito sull’autonomia differenziata una grande opportunità di cambiamento per il Sud e la Calabria. Nel ricordare che il Ddl stabilisce che gli accordi tra lo Stato e le regioni possono avere un massimo di durata di dieci anni e che al termine l’intesa si rinnova autonomamente, a meno che la regione faccia una diversa richiesta, Gelardi ha sottolineato “il ruolo determinante ed unico che sarà affidato a questa Amministrazione nello stabilire l’intesa con lo Stato. L’autonomia differenziata può produrre effetti benefici nella riduzione dei divari; basti esaminare l’esempio della Spagna, in cui sono presenti forme di regionalismo asimmetrico o differenziato tra le Comunità autonome, da cui è derivata una significativa riduzione delle sperequazioni in precedenza esistenti”. Rispetto alle posizioni di maggioranza ed opposizioni sull’autonomia, <strong>Antonio Lo Schiavo</strong> (Misto) ha sottolineato la posizione di grande difficoltà del presidente Occhiuto “che è anche uno dei principali leader di un partito di governo del Paese. E penso che viva molto intimamente questa contraddizione e difficoltà rispetto ad un processo riformatore che cristallizzerà le differenze ed i ritardi di alcune parti del Paese rispetto ad altri. Quando vengono assegnate 23 nuove funzioni alle Regioni ed il 30% del Bilancio dello Stato viene sottratto per darlo alle Autonomie locali, si determina un cambio radicale del sistema istituzionale di questo Paese”. Nel definire “un tantino livorose” le parole di Iacucci, <strong>Michele Comito</strong> (Fi) ha detto che si tratta di “un errore che fate sempre voi del Pd, di andare contro e mai a favore di contenuti reali. Noi ci siamo resi conto che non era più possibile stare fermi, perché finora il nostro Stato che era a gestione centralista ha dimostrato di avere cittadini di serie A e di serie B. C’è dunque necessità di cambiare, rispetto alla quale il presidente Occhiuto non è affatto in difficoltà. Ha invece dimostrato una posizione netta e precisa che ha consentito di stravolgere in positivo il testo in discussione in parlamento”. <strong>Ferdinando Laghi</strong> (Lista De Magistris) si è soffermato sul tema dell’istruzione, “cardine fondamentale di uno Stato unitario, uguale e paritario in tutto il Paese”, ma anche sul sistema sanitario e sull’ambiente: “sulla sanità esistono, e lo sappiamo benissimo, diversi livelli e bisogna lavorare per renderli omogenei, mentre l’autonomia differenziata renderebbe strutturali queste priorità”. <strong>Giuseppe Neri</strong> (FdI) ha chiesto chiarezza rispetto alle posizioni emerse nella minoranza, tra chi ritiene che l’autonomia differenziata così come è stata costruita non si può fare e tra chi ritiene che comunque sia costruita non va fatta. Ai dubbi di Neri, ha risposto il consigliere Pd Ernesto Alecci che ha chiarito la posizione netta e contraria ad un Ddl che Alecci ha definito “una porcheria”. Ha cercato di mediare <strong>Domenico Giannetta</strong> (FI): “E’ ovvio che nessuno di noi – ha affermato – è un fan del decreto Calderoli, nemmeno, in quest’Aula, coloro che sono della Lega. E dunque dobbiamo cercare di esercitare quello che è il nostro legittimo mandato guardando a quello che può dare il Ddl sull’autonomia differenziata”.</p>
<p>“La mia opinione – ha detto il presidente del Consiglio Regionale, <strong>Filippo Mancuso</strong> – è che dell’autonomia differenziata è condivisibile l’obiettivo di rafforzare le prerogative delle autonomie, ampliandone i poteri e le competenze, per ridare nuovo protagonismo alle Regioni che debbono assumersi il compito di governare efficientemente la spesa pubblica. Così come sono condivisibili il superamento dell’iniquo metodo della ‘spesa storica’ che penalizza il Mezzogiorno, l’individuazione dei ‘Lep’ e il loro contestuale finanziamento, nonché gli altri accorgimenti per garantire ai cittadini, ovunque risiedano, pari diritti civili e sociali e analoghi servizi. In questo senso, la riforma può essere un’opportunità per il Paese e per il Sud, che registra da decenni gravi divari di cittadinanza col resto del Paese”. “Un’opportunità – ha sostenuto Mancuso – purché si diano al Mezzogiorno le rassicurazioni richieste, inclusa l’attenzione da riservare alle materie non rientranti nei Lep che, se fossero devolute alle Regioni prim’ancora che la riforma sia attuata nella sua complessità, penalizzerebbero le Regioni meridionali”. “Avverto anch’io, come tutti voi – ha concluso Mancuso – la responsabilità che tocca assumersi rispetto a una scelta che deve consolidare l’unità nazionale. Da presidente del Consiglio ho sempre auspicato, e mi pare che così sia stato, che il dibattito puntasse al confronto nel merito delle questioni. Ognuno di noi ha legami politici che lo indurrebbero a ribadire in quest’Aula le posizioni dei rispettivi leader nazionali, ma al contempo ognuno di noi è anche parte di una regione che ha accumulato problemi e ritardi di sviluppo che ci impongono di anteporre a tutto il resto gli interessi delle nostre comunità”.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Anche la Svimez &#8220;boccia&#8221; l&#8217;autonomia differenziata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/anche-la-svimez-boccia-lautonomia-differenziata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 11:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Adriano Giannola]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Svimez]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=243463</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il disegno di legge approvato dal governo il 15 marzo 2023, poi dal Senato il 23 gennaio 2024 e ora all’esame della Camera, “rappresenta un pericoloso disegno dell’autonomia differenziata che finisce per sostituire le Regioni allo Stato”. Lo ha detto il presidente della Svimez Adriano Giannola nel corso di un’audizione in commissione Affari Costituzionali alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il disegno di legge approvato dal governo il 15 marzo 2023, poi dal Senato il 23 gennaio 2024 e ora all’esame della Camera, “rappresenta un pericoloso disegno dell’autonomia differenziata che finisce per sostituire le Regioni allo Stato”. Lo ha detto il presidente della Svimez Adriano Giannola nel corso di un’audizione in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Per Giannola, “il rischio maggiore è che, al termine di questo processo, nasca un Grande Nord, seguito per contraltare da un Grande Sud, entrambi nell’ambito di una Piccola Italia non ancora confederale ma che certamente non avrebbe nulla a che vedere con un federalismo realmente cooperativo e solidale”.</p>
<p>Secondo la Svimez, questa legge “non favorisce affatto la coesione del Paese, appare in più parti incostituzionale, è impraticabile sotto il profilo finanziario, non prevede Fondi di perequazione territoriale, cristallizza la spesa storica invece di superarla”. Giannola teme che “la fretta di chiudere la partita dell’autonomia rafforzata finisca per forzare regole e principi non derogabili, con un approdo finale basato su intese tra Stato e singole Regioni che richiedono maggiori poteri, approvate dal Parlamento con una legge non emendabile. Inoltre, se le Funzioni che prevedono la determinazione dei LEP (soprattutto Sanità, Istruzione e Mobilità locale) non possono essere trasferite se prima non si definiscono i Livelli Essenziali delle Prestazioni e non si trovano le risorse per finanziarli, per tutte le altre, oggi a legislazione concorrente (dai porti all’energia, dal lavoro alla tutela del territorio, solo per citarne alcune) si possono stipulare subito le intese”.</p>
<p>In definitiva Svimez teme questa “Babele di Regioni sovrane, all’interno di uno Stato Arlecchino, (timore che non a caso paventano anche la maggior parte dei Sindaci di qualunque parte politica) cui risponderà la soluzione del Grande Nord, per la cui nascita basterà attivare l’articolo 117 comma 8, perfetto – e non casuale- complemento del 116 terzo comma”.</p>
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		<title>Autonomia differenziata: sindaci in protesta in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/autonomia-differenziata-sindaci-in-protesta-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 11:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcune decine di sindaci, bardati di fascia tricolore, hanno animato a Catanzaro un sit-in davanti alla sede della prefettura per dire no al progetto di autonomia differenziata disegnato dal Ddl Calderoli. Alla manifestazione sono intervenuti anche rappresentanti politici, sindacali e dell’associazionismo. Una delegazione di primi cittadini della provincia, guidata dal sindaco del capoluogo Nicola Fiorita, è stata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune decine di sindaci, bardati di fascia tricolore, hanno animato a Catanzaro un sit-in davanti alla sede della prefettura per dire no al progetto di autonomia differenziata disegnato dal Ddl Calderoli. Alla manifestazione sono intervenuti anche rappresentanti politici, sindacali e dell’associazionismo.</p>
<p>Una delegazione di primi cittadini della provincia, guidata dal sindaco del capoluogo <strong>Nicola Fiorita,</strong> è stata ricevuta dal prefetto di Catanzaro <strong>Enrico Ricci</strong> al quale è stato consegnato un documento stilato da Anci Calabria. «Come Anci &#8211; è scritto nel testo &#8211; non abbiamo pregiudizi nei confronti della legge sull&#8217;autonomia differenziata ma abbiamo invece precise convinzioni: l’autonomia differenziata non potrà esistere fintanto che non verranno garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, i livelli essenziali di prestazioni. I Lep, che dovranno essere finanziati non più attraverso l’iniquo criterio della spesa storica ma, bensì, attraverso i fabbisogni standard».</p>
<p>«I sindaci calabresi &#8211; riporta ancora il documento &#8211; vigileranno con estrema attenzione affinché i diritti sociali e civili siano garantiti a tutti i cittadini e affinché sia impedita la possibilità di fare intese &#8211; ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione &#8211; senza il preventivo finanziamento integrale di tutti i livelli essenziali delle prestazioni». «La spesa storica &#8211; ha detto Fiorita parlando con i giornalisti &#8211; avvantaggia chi già eroga servizi di alta qualità e svantaggia chi è indietro; chi come noi vorrebbe dare ai cittadini i servizi e i diritti fondamentali. Ma a me &#8211; ha aggiunto il sindaco di Catanzaro &#8211; non interessa che si finanzino i Lep o meno, li chiamino come vogliono. A me interessa in questa sede ribadire un principio che un Paese dovrebbe finanziare chi sta indietro, dovrebbe mettere a disposizione le risorse per dare a tutti i cittadini i diritti fondamentali, altrimenti non è un Paese. Io credo che il Sud mano a mano che acquisirà cosa si cela dietro un termine così neutro come l’Autonomia differenziata si farà sentire. E’ molto importante che lo faccia la Chiesa, molto importante che lo facciano i sindaci e l’Anci e tutta la comunità, perché qui &#8211; ha detto ancora Fiorita &#8211; è in gioco il nostro futuro».</p>
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		<title>L’Ufficio parlamentare di bilancio certifica il disastro dell’autonomia differenziata al Sud</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lufficio-parlamentare-di-bilancio-certifica-il-disastro-dellautonomia-differenziata-al-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 15:17:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costi più alti per le regioni del Mezzogiorno, aumento della frammentazione del paese e di conseguenza delle disparità dei servizi sui territori. L’autonomia differenziata si presenta come un “liberi tutti” con effetti imprevedibili anche per il nord. Il motivo? «Le procedure previste dal disegno di legge presentano un quadro potenzialmente disomogeneo, in quanto sembrano prevedere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Costi più alti per le regioni del Mezzogiorno, aumento della frammentazione del paese e di conseguenza delle disparità dei servizi sui territori. L’autonomia differenziata si presenta come un “liberi tutti” con effetti imprevedibili anche per il nord.<br />
Il motivo? «Le procedure previste dal disegno di legge presentano un quadro potenzialmente disomogeneo, in quanto sembrano prevedere percorsi differenti fra intese stipulate prima e dopo l’approvazione dei decreti legislativi», scrive l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) nella memoria depositata per l’audizione di giovedì sulla determinazione dei Lep, il perno intorno a cui ruota la riforma del governo. Il provvedimento rischia di aumentare i «divari» – scrive il consigliere dell’Upb, Giampaolo Arachi – sui territori. Un guaio per il sud, ma un’incognita anche per il nord. Il documento dell’Ufficio evidenzia le storture del ddl Calderoli, giunto ormai pochi passaggi dall’approvazione finale. Il testo è approdato alla Camera dopo il via libera al Senato al termine di un tortuoso iter. Ma scatenando scene di giubilo nella Lega di Matteo Salvini. Certo, i toni dell’Ufficio parlamentare di bilancio sono tecnici e vanno nella direzione di indicare gli strumenti necessari a realizzare un cambiamento dalla portata epocale, come l’autonomia differenziata. Dunque non uno stop alla riforma, compito che non spetta a un organismo terzo, ma un elenco di cosa bisognerebbe fare per evitare che la macchina vada in panne alla prima curva. Fioccano perciò i rilievi, con una conferma sullo sfondo: la consistenza del fondo perequativo infrastrutturale destinato al sud, come rivelato da Domani, è «stata ampiamente ridimensionata» nell’ultima manovra del governo Meloni. Era una bussola fondamentale, anche per l’azione di monitoraggio per analizzare i divari esistenti.</p>
<p>I problemi abbondano, dunque. Si va verso un aumento dei costi per le regioni meridionali con l’individuazione dei Lep (livelli essenziali di prestazione) previsti dall’autonomia differenziata. «L’eventuale fissazione di nuovi Lep per servizi su cui le norme attuali non garantiscono l’uniformità sul territorio (come accade, ad esempio, per il tempo pieno nelle scuole) richiederà invece un incremento di spesa nelle regioni con livelli di fornitura più bassi», evidenzia il dossier. Tradotto: ci saranno maggiori esborsi a fronte di un servizio probabilmente di minore qualità pure sull’istruzione. E non è difficile immaginare che la questione sia più pressante per Campania, Calabria, Puglia rispetto a Lombardia, Veneto e Piemonte. «Qualche ente potrebbe ricevere risorse inferiori a quelle necessarie a finanziare i Lep in base alle valutazioni nazionali», prosegue il documento dell’Ufficio, evidenziando che «non è chiaro come dovrebbe essere assicurata la coerenza tra la garanzia del finanziamento dei Lep su tutto il territorio, attraverso la copertura dei relativi costi standard, e l’applicazione di criteri difformi per la valutazione dei fabbisogni standard nelle diverse regioni». Insomma, si prospetta un Frankenstein istituzionale senza un accentramento delle valutazioni e di una definizione univoca dei fabbisogni. Il che vuol dire che l’Italia verrà tagliata in malo modo.</p>
<p>Ci sono punti specifici finiti sotto la lente di ingrandimento: «Quanto alla definizione dei tetti sulle diverse voci di spesa (in particolare, sui costi del personale) e agli investimenti, la richiesta sembrerebbe rispondere alla necessità di gestire i bilanci con maggiore flessibilità e di rafforzare il personale delle pubbliche Amministrazioni e la spesa in conto capitale», analizza il dossier. E questa maggiore flessibilità «se concessa solo alle regioni più dotate rischierebbe di aumentare i divari territoriali». A cominciare dalla sanità, uno dei punti dolenti della riforma leghista, avallata da Meloni. C’è un altro capitolo che riguarda l’autonomia ed è centrale: la differenza infrastrutturale. La qualità di strade, la presenza di ponti, il miglioramento delle ferrovie può divaricarsi ulteriormente. Sempre a vantaggio del nord. «In presenza di non trascurabili differenze nelle dotazioni infrastrutturali, la perequazione delle risorse correnti tramite Fas (Fondi aree sottosviluppate, ndr) non è sufficiente a garantire una reale parità di accesso ai servizi sul territorio nazionale», è messo nero su bianco sulla memoria consegnata dall’Upb. Un velato appello a impiegare nuove risorse oltre a quelle cancellate dal fondo perequativo infrastrutturale.<br />
Il dato politico è evidente: da un lato la maggioranza, sotto la spinta della Lega, continua a decantare il provvedimento in nome della propaganda, mentre dall’altra parte i tecnici invocano una maggiore attenzione al dossier. Uscendo dallo storytelling che guarda alle elezioni.<br />
(<em>STEFANO IANNACCONE-editorialedomani.it</em>)</p>
<p><strong>Cos’è l’UPB</strong><br />
L’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) è un organismo indipendente costituito nel 2014 con il compito di svolgere analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Governo e di valutare il rispetto delle regole di bilancio nazionali ed europee. L’Upb contribuisce ad assicurare la trasparenza e l’affidabilità dei conti pubblici, al servizio del Parlamento e dei cittadini.<br />
L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), rappresentato dal consigliere Giampaolo Arachi, ha tenuto oggi un’audizione sul tema dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) presso la Commissione parlamentare per le questioni regionali.<br />
L’analisi si è soffermata sull’evoluzione della definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP), sulla determinazione dei relativi fabbisogni e costi standard, sul rapporto tra LEP e federalismo simmetrico e asimmetrico e, infine, sul monitoraggio dell’erogazione degli stessi.</p>
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		<title>Autonomia differenziata, Occhiuto: “Servono risorse importanti. Solo a parità di LEP si può dire sì”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 09:51:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[parità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non ho una posizione dogmatica sull’autonomia differenziata. Si tratta di una possibilità contemplata dall’articolo 116 della Costituzione (sezione peraltro riformata quando era al governo il centrosinistra). Gli articoli successivi parlano di obblighi e non di possibilità. Come l’obbligo di garantire tutti i diritti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, sia che un cittadino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non ho una posizione dogmatica sull’autonomia differenziata. Si tratta di una possibilità contemplata dall’articolo 116 della Costituzione (sezione peraltro riformata quando era al governo il centrosinistra). Gli articoli successivi parlano di obblighi e non di possibilità. Come l’obbligo di garantire tutti i diritti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, sia che un cittadino viva a Crotone sia che viva a Sondrio. Come anche l’obbligo della perequazione. In verità sia la possibilità dell’autonomia differenziata, sia la garanzia dei diritti sociali e civili e l’obbligo della perequazione non mi sembra siano stati attuati come prescrive il titolo quinto della Costituzione”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a “Il Giornale”.</p>
<p>”Ho detto più volte che il disegno di legge di Calderoli è come un treno che ha tre vagoni: quello dell’autonomia differenziata, quello dei diritti sociali e civili non più quantificati secondo il criterio ingiusto della spesa storica ma secondo i fabbisogni, e quello della perequazione.</p>
<p>Se spinto dall’autonomia differenziata il treno arriva in stazione e porta con sé anche gli altri due vagoni, credo sia un grande risultato anche per le regioni del nostro Meridione dove oggi i diritti sociali e civili non sono garantiti nello stesso modo di altre regioni. E per arrivare a un punto di parità servirebbero risorse importanti. Solo a parità di Lep (<em>Livelli essenziali di prestazione, ndr</em>) posso dire di sì all’autonomia differenziata”, sottolinea il governatore Occhiuto.</p>
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		<title>Vibo Valentia, il ministro Calderoli spiega il suo progetto di autonomia differenziata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-il-ministro-calderoli-spiega-il-suo-progetto-di-autonomia-differenziata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 16:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Calderoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Questa volta mi sono messo in testa non tanto di cambiare la Costituzione ma di attuare quello che c’è scritto all’interno della Costituzione”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionale e le Autonomie Roberto Calderoli in tema di autonomia differenziata. “Nel 2015 ho cercato di cambiare la Costituzione e quella riforma fu votata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Questa volta mi sono messo in testa non tanto di cambiare la Costituzione ma di attuare quello che c’è scritto all’interno della Costituzione”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionale e le Autonomie Roberto Calderoli in tema di autonomia differenziata. “Nel 2015 ho cercato di cambiare la Costituzione e quella riforma fu votata quattro volte dal Parlamento ma il referendum popolare bocciò la riforma costituzionale – ha spiegato -. Questa legislatura si è aperta con l’intervento della senatrice Segre che disse: ‘Questa Costituzione va attuata’ e io questa volta mi sono messo in testa non tanto di cambiare la Costituzione ma di attuare quello che c’è scritto all’interno della Costituzione e, se nell’articolo 5 si parla dell’unità ma anche del riconoscimento della promozione delle autonomie territoriali, io ho la volontà di attuare sia l’uno che l’altro ma definendo i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Io mi sono stufato di vedere principi sacrosanti scritti sulla Carta e mai realizzati da nessuno”.</p>
<p>“Sono venuto in Calabria il 2 gennaio invitato dal presidente Occhiuto e dalla giunta calabrese e avevo portato un progetto che sostanzialmente era l’autonomia differenziata ovvero quello che è previsto nell’articolo 116 della Costituzione – ha aggiunto Calderoli -. In quell’occasione ho avuto una visione di quella che poteva essere l’opportunità dell’autonomia differenziata perchè il fatto che una Regione gestisca una materia non rappresenta un handicap per quella Regione o per le altre che non l’hanno richiesta, ma rappresenta un qualcosa in più che posso esercitare perchè purtroppo lo Stato ha dimostrato di spendere poco e in alcuni casi male o di non spendere affatto. E quindi se Regioni, Province e Comuni sono in grado per il principio di sussidarietà di erogare servizi ad un livello più vicino al soggetto che dovrà fruirne, ben venga”.<br />
“Si sono svolte sessanta audizioni, che sono veramente tante. Proprio ieri è iniziata la discussione generale con interventi dei 5 Stelle, del Pd, della sinistra piuttosto che di Fratelli d’Italia e Lega. I toni del dibattito mi sembrano molto civili e costruttivi. Abbiamo fissato per il 27 giugno la scadenza per gli emendamenti ed allora si inizierà a votare. Però la base di partenza mi sembra molto migliorata rispetto agli slogan e gli scontri bipartisan”. A dirlo il ministro agli Affari regionali e autonomie Roberto Calderoli oggi a VIBO Valentia ad una conferenza stampa sull’autonomia differenziata organizzata dalla Lega.</p>
<p>“Gap, differenze e sperequazioni – ha detto Calderoli – sono conseguenze dello Stato centralista e non di un’autonomia che non c’è ancora. Il mio interesse è parificare tutti i territori dal punto di vista infrastrutturale e mettere in condizione ciascuna regione, anche quella più in ritardo, di poter correre. Se corre la Calabria, se corre il Mezzogiorno il primo ad essere avvantaggiato è tutto il Paese”.<br />
“Questa riforma – ha aggiunto – non acuisce le distanze tra regioni. Ad esempio, nella sanità, nel momento in cui andrò a verificare i livelli essenziali di assistenza o i Lep nel caso degli altri diritti civili e sociali, l’effettiva erogazione di quel servizio, di quella funzione, sarò in grado di correggere ogni disfunzione. Non esiste che una regione come la Calabria abbia una salute commissariata da anni e la differenza rispetto alla media pro capite che riceve ciascun cittadino italiano è di -20 euro; non credo che sia proprio questa cifra, quando c’è chi ne prende molte di meno, che possa giustificare i problemi che ha avuto la sanità calabrese”.</p>
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