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	<title>attesa Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 May 2026 15:40:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Liste attesa, Tanese (Agenas): grande lavoro Calabria, percentuali garanzia in crescita e molto buone già da tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 15:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“I dati presenti in piattaforma confermano il grande lavoro che la Regione Calabria sta facendo, perché le percentuali di garanzia sono in crescita e comunque molto buone già da diverso tempo”. Lo ha detto il direttore generale dell’Agenas, Angelo Tanese, parlando con i giornalisti a margine della presentazione della nuova piattaforma nazionale delle liste di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“I dati presenti in piattaforma confermano il grande lavoro che la Regione Calabria sta facendo, perché le percentuali di garanzia sono in crescita e comunque molto buone già da diverso tempo”</em>. Lo ha detto il direttore generale dell’Agenas, Angelo Tanese, parlando con i giornalisti a margine della presentazione della nuova piattaforma nazionale delle liste di attesa.<br />
”C<em>ome sa, nella Regione Calabria, anche negli incontri che abbiamo fatto, ci sono sempre margini di miglioramento. Si può migliorare sull’appropriatezza prescrittiva, si può migliorare su aspetti organizzativi. Però non c’è dubbio che attraverso questa piattaforma noi leggiamo le performance delle Regioni, e oggi si vede che la Calabria sta facendo un grande balzo in avanti in termini di qualità dei processi</em>”.</p>
<p>“<em>La Calabria è una delle 16 regioni che ha dei buoni risultati sulle prime visite, una delle 15 sugli esami diagnostici. È un top performer in questo momento</em>”- ha aggiunto &#8220;<em>Quello che bisogna approfondire è anche una migliore appropriatezza prescrittiva. Ad esempio, vediamo che in Calabria c’è un numero di prescrizioni a 120 giorni più elevato che in altre regioni e questo, chiaramente, bisogna approfondirlo e capirlo. L’obiettivo, per esempio, è evitare che nelle prime visite ci siano visite di controllo, oppure cercare di avere una prescrizione più aderente al quesito diagnostico. Ma questo, come per tutte le regioni, è il lavoro che dobbiamo fare. Quindi, anche in Calabria, che comunque ha fatto notevoli miglioramenti, ormai si attesta su un livello di garanzia molto elevato”</em>.</p>
<p><strong>Liste attesa: Miserendino (Azienda Zero), Calabria in miglioramento, risultati sopra la media nazionale &#8211; </strong>“<em>La recente pubblicazione dei dati della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa conferma il percorso di progressivo miglioramento intrapreso dalla Regione Calabria sul versante dell’accesso alle prestazioni sanitarie. Le evidenze disponibili attestano risultati particolarmente significativi nel rispetto dei tempi di erogazione: per le prestazioni di prima visita e per le prestazioni diagnostiche la Calabria si colloca nella parte alta della classifica. Il quadro complessivo evidenzia un andamento positivo e coerente con il trend nazionale, pur in presenza di fisiologiche aree di attenzione che continuano a essere oggetto di specifiche azioni di miglioramento. La Regione si trova oggi in una fase di consolidamento strutturale dei risultati conseguiti, sostenuta dal rafforzamento dei modelli organizzativi e dall’evoluzione dei sistemi informativi, elementi fondamentali per garantire trasparenza, monitoraggio continuo e appropriatezza nell’accesso alle cure. Resta prioritario l’obiettivo di ridurre ulteriormente i tempi di attesa e di assicurare livelli sempre più elevati di equità e uniformità nell’erogazione dei servizi su tutto il territorio regionale. Un sentito ringraziamento va ai professionisti del Servizio sanitario regionale, alle Direzioni generali delle Aziende sanitarie e al Dipartimento Salute e Servizi Sanitari per il contributo determinante assicurato nel raggiungimento dei risultati conseguiti”. </em>Così Gandolfo Miserendino, direttore generale di Azienda Zero.</p>
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		<title>Sanità in Calabria: la telemedicina per abbattere le liste d’attesa e il divario territoriale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-in-calabria-la-telemedicina-per-abbattere-le-liste-dattesa-il-divario-territoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tutela della salute in Calabria rappresenta, da decenni, una delle sfide più complesse del panorama nazionale. Il territorio regionale soffre di una frammentazione geografica che isola i piccoli centri dalle grandi strutture ospedaliere, rendendo l&#8217;accesso alle cure un percorso a ostacoli. In questo scenario, la telemedicina emerge non solo come una soluzione tecnologica, ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="left">La tutela della salute in Calabria rappresenta, da decenni, una delle sfide più complesse del panorama nazionale. Il territorio regionale soffre di una <b>frammentazione geografica</b> che isola i piccoli centri dalle grandi strutture ospedaliere, rendendo l&#8217;accesso alle cure un percorso a ostacoli. In questo scenario, la telemedicina emerge non solo come una soluzione tecnologica, ma come un vero e proprio<b> strumento di equità sociale</b>. L&#8217;obiettivo è chiaro: portare la medicina dove risiede il paziente, <b>superando le barriere fisiche e burocratiche </b>che hanno penalizzato la regione per troppo tempo. Questa problematica non è isolata alla regione. Secondo un <a href="https://medicina.serenis.it/ricerche/telemedicina-e-criticita-del-ssn/"><span style="color: #1155cc;"><u>sondaggio condotto da </u></span></a><a href="https://medicina.serenis.it/ricerche/telemedicina-e-criticita-del-ssn/"><span style="color: #1155cc;"><u><b>Serenis</b></u></span></a> su 2229 rispondenti, emerge un paradosso nel rapporto tra cittadino e Sistema Sanitario Nazionale: mentre la competenza dei medici è altamente apprezzata con un voto medio di <b>3,53/5</b>, l&#8217;efficienza logistica e i tempi d&#8217;attesa sono considerati inaccettabili. Il dato più critico è rappresentato proprio dai tempi d&#8217;attesa, che precipitano a un punteggio di soli <b>1,95/5</b>, mentre la facilità di contatto si attesta su un basso <b>2,86/5</b>. Questi dati sottolineano come la logistica e la burocrazia siano il principale ostacolo alla cura, un problema che la telemedicina si propone di superare.</p>
<p align="left"><span style="font-size: x-large;"><b>La sfida della salute in Calabria: oltre l&#8217;emergenza dei presidi locali</b></span></p>
<p align="left">La situazione attuale della sanità calabrese è segnata da una <b>cronica carenza di personale e dalla chiusura di numerosi presidi ospedalieri di prossimità</b>. Molti cittadini residenti nelle aree interne sono costretti a intraprendere lunghi spostamenti verso gli hub di Catanzaro, Cosenza o Reggio Calabria anche per semplici controlli specialistici. Questa mobilità forzata non rappresenta solo un disagio logistico, ma costituisce una vera <b>negazione del diritto alla cura immediata</b>. La telemedicina non intende sostituire il rapporto umano tra medico e paziente, ma mira a <b>potenziare l’efficacia della medicina territoriale</b>. Grazie ai consulti online, il cittadino che vive lontano dai centri d&#8217;eccellenza può ricevere la medesima attenzione clinica senza dover affrontare ore di viaggio. Questo approccio riduce drasticamente i tempi di attesa e decongestiona i grandi ospedali, che possono così concentrarsi sui casi di emergenza e sulle attività chirurgiche complesse.</p>
<p align="left"><span style="font-size: x-large;"><b>Connettere l&#8217;entroterra con i centri di eccellenza</b></span></p>
<p align="left">La conformazione della Calabria, caratterizzata dalle vette del Pollino, della Sila e dell&#8217;Aspromonte, rende i trasporti interni lenti e faticosi. Un paziente anziano residente a Mormanno o in un borgo dell&#8217;entroterra vibonese non può impiegare due ore di macchina per un controllo cardiologico di routine a Cosenza o Catanzaro. <b>La tecnologia digitale può colmare questa distanza geografica attraverso il monitoraggio remoto delle patologie croniche. </b>Il controllo costante di parametri come la pressione arteriosa o i livelli glicemici può avvenire direttamente dal domicilio del paziente in videochiamata o tramite il supporto del medico di base. Questo sistema evita i cosiddetti &#8220;viaggi della speranza&#8221; lungo arterie stradali spesso critiche. La telemedicina agisce quindi come un <b>collante tecnologico che unisce le province</b>, garantendo che nessun cittadino sia lasciato indietro a causa della propria posizione geografica.</p>
<p align="left"><span style="font-size: x-large;"><b>Risparmio per le famiglie e riduzione della mobilità passiva</b></span></p>
<p align="left">Un aspetto fondamentale della crisi sanitaria regionale riguarda la &#8220;<b>mobilità passiva</b>&#8220;, ovvero il flusso di pazienti che scelgono di curarsi fuori dai confini calabresi. <b>Ogni anno, la Regione Calabria spende milioni di euro per rimborsare le prestazioni erogate da strutture del Nord Italia.</b> Questa perdita di risorse economiche impoverisce il sistema sanitario locale. La telemedicina può ovviare a questo problema: se un paziente può ottenere una consulenza di alto livello o un secondo parere specialistico rimanendo nel proprio territorio, la necessità di emigrare per motivi di salute diminuisce drasticamente.</p>
<p align="left"><span style="font-size: x-large;"><b>Digitalizzazione e PNRR: un’occasione irripetibile per la regione</b></span></p>
<p align="left"><b>Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) mette a disposizione fondi sostanziali per la modernizzazione della pubblica amministrazione e, nello specifico, della sanità digitale</b>. Per le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) calabresi, questa è un’occasione storica che non può essere sprecata. La sfida non riguarda solo l&#8217;acquisto di nuovi software, ma richiede una profonda trasformazione culturale e organizzativa. È indispensabile formare adeguatamente i medici di medicina generale e gli specialisti ospedalieri, affinché la rete di assistenza diventi un sistema integrato e sicuro. Le piattaforme di telemedicina devono dialogare tra loro, garantendo la protezione dei dati sensibili e la facilità di accesso per l&#8217;utente finale.</p>
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		<item>
		<title>De Nardo (Fimmg Catanzaro): &#8220;Azienda Zero inconcludente nell&#8217;abbattimento delle liste d&#8217;attesa&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/de-nardo-fimmg-catanzaro-azienda-zero-inconcludente-nellabbattimento-liste-dattesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 11:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La gestione delle liste d&#8217;attesa in Calabria rimane drammatica e preoccupante. I tempi per ottenere una visita specialistica si stanno dilatando ulteriormente e il recente stanziamento di fondi per migliorare il sistema sanitario regionale rischia di risultare una misura inconcludente se si scontra con un apparato burocratico e organizzativo inefficiente e risibile&#8221;. Lo afferma il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><em>&#8220;La gestione delle liste d&#8217;attesa in Calabria rimane drammatica e preoccupante. I tempi per ottenere una visita specialistica si stanno dilatando ulteriormente e il recente stanziamento di fondi per migliorare il sistema sanitario regionale rischia di risultare una misura inconcludente se si scontra con un apparato burocratico e organizzativo inefficiente e risibile&#8221;.</em> Lo afferma il dott. Gennaro De Nardo, segretario generale della Fimmg Catanzaro, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di famiglia, spiegandone le ragioni.</div>
<div></div>
<div><em> &#8220;Spesso accade – </em>spiega il dott. De Nardo<em> &#8211; che tra il rilascio dell&#8217;impegnativa per una visita specialistica, da parte del medico di famiglia al paziente, e il giorno effettivo della visita intercorra un lungo periodo di tempo. A questo punto il paziente risulta tediato non solo dalla lunga attesa, ma dall&#8217;incomprensibile richiesta di dover ritornare dal medico di medicina generale per il rilascio di una nuova impegnativa. Questa richiesta risulta completamente immotivata e inaccettabile in quanto, una volta che il cittadino ha effettuato la prenotazione al Cup per una visita specialistica, l&#8217;impegnativa non è soggetta a scadenza, indipendentemente dai tempi che intercorrono per l&#8217;erogazione della stessa. A pagarne le conseguenze sono, soprattutto, i cittadini, ma anche i medici di medicina generale, ulteriormente oberati da un incarico burocratico inutile e spesso costretti a ripetere la prescrizione di una ulteriore richiesta per la stessa visita specialistica o esame strumentale già in precedenza effettuata. Tale incomprensibile modus operandi provoca inevitabili e ingiustificate tensioni nel rapporto fiduciario medico-paziente, entrambi penalizzati da questo perverso meccanismo. Il medico specialista, secondo le indicazioni regionali, dovrebbe provvedere a redigere tutte le richieste utili agli approfondimenti diagnostici sul ricettario del servizio sanitario regionale, senza rinviare il paziente al medico di medicina generale. Purtroppo ciò non accade e il paziente si trova travolto in un andirivieni tra specialista e medico di medicina generale&#8221;.</em></div>
<div></div>
<div><em>&#8220;Per tali ragioni – </em>precisa il segretario della Fimmg Catanzaro <em>&#8211; chi si occupa di migliorare l&#8217;efficienza del sistema sanitario regionale ha il preciso e indifferibile dovere di intervenire, magari confrontandosi con chi queste dinamiche le conosce perché le vive quotidianamente. E, soprattutto, chiarire, attraverso apposite linee guida da trasmettere alle figure preposte, i passaggi da seguire per evitare i disservizi suddetti. Inoltre, altro disservizio è emerso di recente nella prescrizione delle visite mediche. Azienda Zero, nel tracciare le nuove regole per le prenotazioni delle visite specialistiche di controllo, obbliga gli specialisti che eseguono la prima visita ad effettuare in maniera esclusiva le richieste di visite di controllo. Non consentendo, quindi, ai medici di medicina generali di effettuare tali richieste che sarebbero impedite in fase di prenotazione. Una procedura che, seppur ragionevole, nella realtà dei fatti non viene rispettata. Le conseguenze sono palesi: le prime visite, infatti, non sono soggette all&#8217;esenzione del ticket per patologia, come invece accade per le seconde visite. Il risultato è, quindi, pregiudizievole per i pazienti, costretti a pagare un ticket che non dovrebbero pagare, in quanto esenti per patologia. Quanto sta accadendo non fa altro che contribuire ad inceppare ulteriormente il meccanismo delle liste d&#8217;attesa non risolvendo i problemi di una sanità disagiata che continuerà ad essere tale. Così facendo la Calabria difficilmente abbandonerà l&#8217;ultimo posto nazionale nell&#8217;erogazione dei servizi sanitari&#8221;.</em></div>
<div></div>
<div><em>&#8220;Occorre necessariamente invertire la rotta e, pertanto, si auspicano interventi immediati – conclude il segretario della Fimmg Catanzaro &#8211; attraverso un confronto con gli operatori del settore e le sigle sindacali di categoria, durante il quale potrebbero essere risolte e corrette alcune problematiche con interventi di non difficile attuazione. Solo così potremmo  dare al cittadino la percezione di una sanità migliore&#8221;.</em></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Ambulanze senza medico e liste d’attesa: Battistini traccia il bilancio 2025 dell’ASP Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ambulanze-senza-medico-e-liste-dattesa-battistini-traccia-il-bilancio-2025-dellasp-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 16:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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		<category><![CDATA[Battistini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dibattito sulle ambulanze senza medico va avanti da anni, ma secondo il generale Antonio Battistini il nodo centrale non è l’assenza del medico a bordo, bensì l’efficacia complessiva del sistema di emergenza. &#8220;Il tema delle ambulanze senza medico è un tema che stiamo affrontando da tre anni. C’è un sistema di emergenza 118 organizzato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il dibattito sulle <strong>ambulanze senza medico</strong> va avanti da anni, ma secondo il <strong>generale Antonio Battistini</strong> il nodo centrale non è l’assenza del medico a bordo, bensì l’efficacia complessiva del sistema di emergenza.<br />
&#8220;Il tema delle ambulanze senza medico è un tema che stiamo affrontando da tre anni. C’è un sistema di emergenza 118 organizzato per garantire un intervento tempestivo sul posto del soccorso, per come è ormai strutturato in tutta Italia. I tempi che monitoriamo e che ci vengono riconosciuti dimostrano che il sistema funziona. Il problema non è l’ambulanza senza medico, ma un soccorso qualificato, in grado di prestare l’assistenza necessaria nel momento in cui serve&#8221;.</p>
<p><strong>Alle critiche mosse dall’USB sull’utilizzo di ambulanze datate a fronte di mezzi nuovi non impiegati</strong>, Battistini replica senza esitazioni: &#8220;Non ci risulta. Tutte le ambulanze in dotazione sono state messe in servizio, sono nuove e pienamente operative. Questi sono i dati in nostro possesso. Monitoriamo costantemente i bisogni di un territorio complesso, con aree interne che non possono essere private di servizi sanitari essenziali. Le criticità non le nascondiamo. Le conosciamo bene e per ognuna esiste un percorso: per molte è già avviato, per altre stiamo iniziando ora. Nel complesso siamo soddisfatti del cammino intrapreso. Non dobbiamo giudicarci da soli, ma essere giudicati dai cittadini. Il nostro obiettivo è ricostruire un clima di fiducia tra l’azienda e la comunità. Abbiamo adottato il bilancio di previsione e il consuntivo 2024 è già in fase di certificazione da parte di un’azienda terza. È un segnale chiaro di discontinuità rispetto al passato e un contributo concreto all’uscita della Calabria dal commissariamento&#8221;.</p>
<p><strong>Il piano straordinario per abbattere le liste di attesa ha dato buoni risultati, pensate di rinnovare questa esperienza e di mettere in atto altre iniziative per rispondere ad una esigenza primaria dei cittadini</strong>: &#8220;È una priorità che abbiamo ben presente. Dopo due anni di interventi sporadici, grazie alle risorse della Regione Calabria da dicembre 2024 abbiamo avviato un programma strutturato che proseguirà per tutto il 2025 per l’abbattimento delle liste d’attesa. Anche il privato accreditato, finanziato con risorse pubbliche, contribuisce al recupero delle prestazioni. I risultati non sono solo numerici: stiamo lavorando anche sull’appropriatezza delle prescrizioni, indispensabile per riportare il sistema a una reale produzione di salute&#8221;.</p>
<p><strong>Il sovraffollamento dei pronto soccorso è legato anche al rilascio da parte dei medici di medicina generale di prescrizioni appropriate che se effettivamente applicate eviterebbero l&#8217;arrivo in pronto soccorso di pazienti anche con patologie altrimenti trattabili?</strong>: &#8220;Il cittadino è libero di rivolgersi dove vuole e non può essere indirizzato obbligatoriamente. È però evidente che una maggiore presa in carico da parte della medicina del territorio, in particolare dei medici di medicina generale, contribuirebbe a ridurre gli accessi impropri. Un problema, sottolinea Battistini, che non riguarda solo la Calabria: &#8220;Il sovraffollamento dei pronto soccorso è un fenomeno nazionale. Le case di comunità e una migliore integrazione territoriale potranno favorire una presa in carico più efficace, ma resta il fatto che il cittadino potrà sempre scegliere di rivolgersi al pronto soccorso&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sanità Italia, liste d’attesa troppo lunghe: anche il 10% dei calabresi sceglie (?) di non curarsi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-italia-liste-dattesa-troppo-lunghe-anche-il-10-dei-calabresi-sceglie-di-non-curarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 20:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[10%]]></category>
		<category><![CDATA[attesa]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[liste]]></category>
		<category><![CDATA[lunghe]]></category>
		<category><![CDATA[rinuncia]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=348058</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aumentano gli italiani che rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d&#8217;attesa sono troppo lunghe e perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata a pagamento. Nel 2024 sono stati 1,3 milioni in più dell&#8217;anno precedente coloro che si sono arresi: un segnale preoccupante perché avviene in un Paese in cui l&#8217;età media [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sanita-italia-liste-dattesa-troppo-lunghe-anche-il-10-dei-calabresi-sceglie-di-non-curarsi/">Sanità Italia, liste d’attesa troppo lunghe: anche il 10% dei calabresi sceglie (?) di non curarsi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano gli italiani che rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d&#8217;attesa sono troppo lunghe e perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata a pagamento. Nel 2024 sono stati 1,3 milioni in più dell&#8217;anno precedente coloro che si sono arresi: un segnale preoccupante perché avviene in un Paese in cui l&#8217;età media è molto alta. I dati sono stati illustrati dal presidente dell&#8217;Istat, Francesco Maria Chelli, nel corso dell&#8217;audizione alle commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera per esaminare il testo della Finanziaria. I dati dell&#8217;Istat sono severi: nel 2024 il 9,9 per cento degli italiani ha desistito «per problemi legati alle liste d&#8217;attesa, alle difficoltà economiche e alla scomodità delle strutture». Significa 5,8 milioni di persone. Nel 2023 quella percentuale era più bassa (7,5 per cento) e ovviamente era meno rilevante il numero assoluto (4,5 milioni). Brutale sintesi: la situazione è in peggioramento e la causa principale della rinuncia a curarsi è rappresentata dalle liste d&#8217;attesa che viene indicata &#8211; spiega ancora l&#8217;Istat &#8211; «dal 6,8 per cento della popolazione». Le regioni del Nord – come Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia – restano sotto la media nazionale. Al Centro e al Sud, invece, le percentuali schizzano in alto: Sardegna al 17,2%, Abruzzo al 12,6%, Umbria al 12,2%, Lazio al 12%. Sopra la soglia del 10% si collocano anche Basilicata, Puglia, <strong>Calabria</strong>, Molise e Marche. Sorprendentemente, anche regioni ricche come la Lombardia (10,3%) e la Liguria (10,1%) superano la media nazionale, segno che la crisi dell’accesso alle cure è ormai un fenomeno diffuso.</p>
<p>Come è possibile? Eppure il governo ha stanziato più risorse per la sanità pubblica. Analisi dell&#8217;Istat (sulla spesa totale però, non sui fondi statali): «Nel 2024 la spesa sanitaria totale è pari a 185,1 miliardi di euro. La componente finanziata dal settore pubblico si attesta a 137,5 miliardi di euro, la spesa sostenuta dalle famiglie è di 41,3 miliardi». L&#8217;ultimo spicchio &#8211; 6,4 miliardi &#8211; passa in gran parte dalle assicurazioni private. Il Ministero dell&#8217;Economia ha ricordato che il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui contribuisce lo Stato raggiungerà i 142,9 miliardi di euro nel 2026 (+6,4 miliardi rispetto al 2025), 143,9 nel 2027 e 144,8 nel 2028. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha osservato: «Anche con questa manovra si stanziano nuove risorse per la sanità, pari a 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027». In audizione c&#8217;è stato il contributo del Cnel (Consiglio Nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro) che ha dato questa chiave di lettura: «Nonostante gli investimenti attivati con il PNRR, in particolare in innovazione tecnologica e rafforzamento dell&#8217;assistenza territoriale, secondo i dati più recenti la spesa sanitaria pubblica si manterrà attorno al 6,3 per cento del PIL nel 2024 per scendere progressivamente al 6 per cento nel 2028. Sebbene in termini assoluti essa cresca di circa 8 miliardi, il rapporto rispetto al PIL segnala un definanziamento». Infine, c&#8217;è l&#8217;analisi della Corte dei Conti: «L&#8217;aumento delle risorse consente di rispondere solo parzialmente agli interventi necessari per affrontare le criticità del settore nel cui ambito appaiono in crescita i costi per i contratti del personale, per i farmaci, per gli acquisti di prestazioni sanitarie da privati e per i dispositivi medici e, in generale, per corrispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana». Ma come mai, nonostante la riforma del sistema delle liste d&#8217;attesa del Ministero della Salute, aumenta il numero degli italiani che rinunciano a curarsi perché non riesce a prenotare in tempi adeguati una visita o un esame e al contempo non può permettersi di farlo a pagamento?</p>
<p>Prima di tutto, i dati sono del 2024: ancora la riforma delle liste d&#8217;attesa non era operativa. Nel 2025 ci sono segnali di miglioramento, «ma a macchia di leopardo, a volte con differenze nella stessa regione da asl ad asl», osserva Valeria Fava, responsabile della Salute per Cittadinanzattiva. Ma c&#8217;è un macigno che pesa più di altri ed è sempre l&#8217;Istat a segnalarlo: non ci sono sufficienti medici e infermieri. E quelli ancora in servizio spesso sono vicini alla pensione. Assumerne di nuovi non è semplice, perché mancano proprio le professionalità (nel caso degli infermieri) o perché una quota dei giovani preferisce lavorare nella sanità privata o andare all&#8217;estero (i medici). Spiega l&#8217;Istat: «A fronte di un aumento della domanda di cure dovuto all&#8217;invecchiamento della popolazione, nel contesto internazionale l&#8217;Italia si connota per uno scarso ricambio generazionale per il personale medico e una dotazione insufficiente di quello infermieristico. Nel 2023 si registra la quota più alta tra i Paesi dell&#8217;Ue di medici anziani in servizio: il 44,2% ha più di 55 anni e il 20,6% supera i 65 anni; per quest&#8217;ultima fascia di età, valori decisamente più bassi si osservano in Francia (16,1%), Germania (9,4%) e Spagna (8,4%)».<br />
Sui medici di base, l&#8217;analisi è impietosa: «Attualmente sono 37.983, 0,64 per mille residenti. Il 60% ha almeno 60 anni. In un contesto in cui la dotazione è decrescente (-7.220 medici in dieci anni), desta particolare preoccupazione l&#8217;uscita dal mercato del lavoro di molti professionisti e il conseguente ulteriore incremento del carico di assistenza per chi continua a svolgere questa attività professionale: la percentuale di chi ha più di 1.500 assistiti (valore massimo stabilito dalla normativa) è pari al 51,7%, in aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2022». Non va meglio sul fronte degli infermieri: sono 405mila, 6,9 ogni mille abitanti (la media dell&#8217;Ue è di 8,3). Un infermiere su 4 ha più di 55 anni.</p>
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		<title>Liste di attesa in sanità, Codici: i cittadini denuncino agende chiuse e rinvii mascherati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 10:39:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia il diritto a cure tempestive sta diventando un privilegio anziché una garanzia. È quanto denuncia l&#8217;associazione Codici, che prende in esame il problema cronico delle liste di attesa invitando i cittadini a denunciare ritardi ed irregolarità. &#8220;Le liste di attesa negli ospedali pubblici soffrono di pratiche che ne alterano drasticamente la trasparenza – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia il diritto a cure tempestive sta diventando un privilegio anziché una garanzia. È quanto denuncia l&#8217;associazione Codici, che prende in esame il problema cronico delle liste di attesa invitando i cittadini a denunciare ritardi ed irregolarità.<br />
&#8220;Le liste di attesa negli ospedali pubblici soffrono di pratiche che ne alterano drasticamente la trasparenza – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, penalizzando i pazienti più fragili e chi non ha le possibilità economiche di rivolgersi al privato. È ora di uscire dal silenzio. Per questo motivo invitiamo i cittadini a segnalare agende chiuse e rinvii mascherati. Al tempo stesso, chiediamo alle autorità di controllare l&#8217;operato delle strutture, sanzionando chi si comporta scorrettamente&#8221;. </p>
<p>Il riferimento è ad una pratica diffusa che consiste nel manipolare le liste di attesa per nascondere i ritardi. &#8220;Il caso più diffuso è quello delle agende chiuse – spiega Giacomelli –. Sul portale delle prenotazioni non compaiono appuntamenti disponibili ed al telefono non vengono fornite date. Praticamente la visita o l&#8217;esame che il paziente vuole prenotare non esiste. Altra situazione frequente è il cosiddetto rinvio mascherato. Chi chiama, si sente dire dall&#8217;operatore di riprovare più avanti, tra qualche settimana. Questo permette di accorciare i tempi delle liste di attesa, perché il conteggio per la prestazione scatta dal momento in cui viene fissata. Serve la massima trasparenza nelle agende: devono restare aperte, con disponibilità reali visibili su portali pubblici, senza buchi artificiosi. Anche perché il quadro generale è allarmante. Secondo i dati Istat, lo scorso anno una persona su dieci ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. La causa principale di questo addio riguarda proprio le liste di attesa. Il 6,8% dei cittadini ha rinunciato alla visita o all&#8217;esame per i tempi lunghi. E attenzione, questa motivazione è aumentata del 51% rispetto al 2023. I tempi delle liste di attesa compromettono il diritto alla salute dei cittadini ed hanno pesanti ripercussioni a livello economico e sociale. La salute è un diritto di tutti, non un lusso per pochi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;associazione Codici è impegnata da anni contro la malasanità attraverso la campagna &#8220;Indigniamoci!&#8221;, che coinvolge tutti gli Sportelli presenti sul territorio nazionale per raccogliere le segnalazioni dei pazienti e dei loro parenti, e fornire assistenza. È possibile segnalare danni o irregolarità nelle cure, negli interventi o nelle diagnosi telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 o scrivendo un&#8217;e-mail all&#8217;indirizzo segreteria.sportello@codici.org.</p>
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		<title>Liste d&#8217;attesa, primario oculistica Scorcia risponde al Gip: non ci sono prenotazioni tramite Cup</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 08:00:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ha risposto al gip Arianna Roccia, il primario del reparto di Oculistica dell&#8217;Azienda ospedaliera-universitaria &#8220;Dulbecco&#8221; di Catanzaro, Vincenzo Scorcia, agli arresti domiciliari per concussione, truffa e peculato perché avrebbe agevolato, nelle liste d&#8217;attesa, i propri pazienti privati in cambio di cospicue parcelle. Scorcia, assistito dagli avvocati Francesco Gambardella e Andrea Carnevali, e alla presenza del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha risposto al gip Arianna Roccia, il primario del reparto di Oculistica dell&#8217;Azienda ospedaliera-universitaria &#8220;Dulbecco&#8221; di Catanzaro, Vincenzo Scorcia, agli arresti domiciliari per concussione, truffa e peculato perché avrebbe agevolato, nelle liste d&#8217;attesa, i propri pazienti privati in cambio di cospicue parcelle.</p>
<p>Scorcia, assistito dagli avvocati Francesco Gambardella e Andrea Carnevali, e alla presenza del sostituto procuratore Irene Crea, ha risposto all&#8217;interrogatorio di garanzia affermando che gli onorari sono tutti fatturati e corrispondono a 200 euro per una visita semplice di controllo ma diventano più onerosi se la visita è eseguita con particolare strumentazione prodromica, per esempio, ad un corretto intervento chirurgico.</p>
<p>Per quanto riguarda le liste d&#8217;attesa, lo specialista ha spiegato che per Oculistica al Mater Domini non esiste un registro delle prenotazioni e non è possibile prenotarsi tramite Cup. Ragion per cui le liste d&#8217;attesa, in caso di arrivo di pazienti con problematiche urgenti che rischiano di compromettere la vista, vanno rimodulate.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Liste d’attesa, Pd attacca ministro Schillaci: In Calabria situazione drammatica, fondi fermi e pazienti abbandonati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 10:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Altro che risultati, la situazione delle liste d&#8217;attesa in Calabria è drammatica e i governi nazionale e regionale dovrebbero chiedere scusa&#8221;. Così, il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto, replica a muso duro alle recenti dichiarazioni del ministro della Salute, Orazio Schillaci, secondo cui si comincerebbero a vedere i primi effetti positivi del decreto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Altro che risultati, la situazione delle <strong>liste d&#8217;attesa in Calabria è drammatica</strong> e i governi nazionale e regionale dovrebbero chiedere scusa&#8221;. Così, il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto, replica a muso duro alle recenti dichiarazioni del ministro della Salute, Orazio Schillaci, secondo cui si comincerebbero a vedere i primi effetti positivi del decreto adottato per ridurre i tempi di attesa nelle prestazioni sanitarie.</p>
<p>&#8220;I cittadini – proseguono i dem calabresi – continuano ad aspettare troppo. In Calabria, i t<strong>empi sono spesso doppi rispetto ai limiti stabiliti dalla legge</strong>: 190 giorni per una colonscopia e fino a un anno per una mammografia. Questo mentre <strong>l&#8217;89 per cento delle risorse assegnate alla Regione per abbattere le liste è rimasto inutilizzato</strong>. Parliamo di oltre <strong>38 milioni di euro su 43</strong>, fermi nelle casse regionali, mentre la gente aspetta, soffre e spesso rinuncia a curarsi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Chi non può permettersi di pagare una visita privata è costretto a rinunciare alle cure o – denunciano i dem – ad aspettare tempi incompatibili con le proprie condizioni di salute. È una vergogna istituzionale che colpisce soprattutto gli anziani, i malati cronici e tutte le persone più fragili. Non è ammissibile che la Regione Calabria, guidata dal <strong>centrodestra, continui a fare annunci e propaganda mentre i reparti scoppiano, mancano centinaia di medici e gli utenti vengono dirottati sul privato</strong>. Se un cittadino non riceve nei tempi una prestazione, il sistema pubblico – ricordano dal Pd Calabria – deve garantire subito prestazioni gratuite intra moenia o con una convenzione, proprio come previsto dalla legge&#8221;.</p>
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		<title>Gestione liste d&#8217;attesa, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco” avvia controlli serrati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gestione-liste-dattesa-lazienda-ospedaliero-universitaria-dulbecco-avvia-controlli-serrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 16:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A seguito dell’indagine dell’autorità giudiziaria riguardante la presunta gestione privatistica delle liste d’attesa nel reparto di Oculistica, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” ha ritenuto – indipendentemente dai routinari controlli effettuati dalle strutture aziendali preposte – di “avviare un audit interno, ovvero specifici controlli volti a far luce su ogni eventuale comportamento opportunistico e distorsivo nella gestione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A seguito dell’indagine dell’autorità giudiziaria riguardante la presunta gestione privatistica delle liste d’attesa nel reparto di Oculistica, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” ha ritenuto – indipendentemente dai routinari controlli effettuati dalle strutture aziendali preposte – di “avviare un audit interno, ovvero specifici controlli volti a far luce su ogni eventuale comportamento opportunistico e distorsivo nella gestione delle liste d’attesa”.</p>
<p>«L’Azienda – si legge ancora nella nota – ha quindi istituito una specifica Commissione che, attraverso l&#8217;analisi dei dati e uno specifico audit interno, dovrà esaminare diversi aspetti, tra cui: il rispetto dei criteri di accesso dei pazienti; i volumi di attività erogati in regime istituzionale e libero professionale; l&#8217;articolazione delle agende pubbliche e riservate all&#8217;attività libero-professionale; i tempi di attesa; l&#8217;analisi delle priorità assegnate».</p>
<p>«La Commissione – conclude la nota dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro – sottoporrà le risultanze delle analisi alla verifica anche da parte di Azienda Zero».</p>
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		<title>Liste d&#8217;attesa, Tavernise (M5S): La salute dei calabresi non può attendere l&#8217;immobilismo di Occhiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 10:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Oggi voglio rivolgermi a tutti i cittadini calabresi, con la consapevolezza che la loro salute non può più essere ostaggio di inefficienze e burocrazia. Come Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, ho presentato una mozione urgente al Consiglio Regionale della Calabria per affrontare il drammatico problema delle liste d&#8217;attesa nella nostra regione. È inaccettabile che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Oggi voglio rivolgermi a tutti i cittadini calabresi, con la consapevolezza che la loro salute non può più essere ostaggio di inefficienze e burocrazia. Come Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, ho presentato una mozione urgente al Consiglio Regionale della Calabria per affrontare il drammatico problema delle liste d&#8217;attesa nella nostra regione. È inaccettabile che in Calabria si continui a negare ai cittadini il diritto a cure tempestive. Esiste da oltre 30 anni una normativa nazionale che consente di accedere a prestazioni in intramoenia pagando solo il ticket se le attese superano i termini massimi previsti. Tuttavia, questa possibilità rimane ampiamente sconosciuta o negata. I &#8220;percorsi di tutela&#8221; rimangono sulla carta, con il paradosso che il cittadino deve dimostrare che l&#8217;ASP non ha rispettato i tempi di attesa&#8221;. Lo scrive il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Davide Tavernise,</p>
<p>&#8220;Mentre altre Regioni, come il Piemonte, hanno emanato linee guida chiare, &#8211; aggiunge &#8211; in Calabria e Sicilia si trovano solo riferimenti generici, rendendo l&#8217;accesso all&#8217;intramoenia con il solo pagamento del ticket una chimera. La situazione è aggravata dalla palese incapacità della gestione commissariale. Il Decreto del Commissario ad Acta della Regione Calabria n. 345 del 7 novembre 2024, riconosce che il governo delle liste d&#8217;attesa è un obiettivo primario, ma la realtà è ben diversa. Il Ministero della Salute ha evidenziato come la Calabria abbia tenuto in cassa quasi il 90% dei finanziamenti ricevuti dal 2022 al 2024 per la riduzione delle liste d&#8217;attesa. Questo dato è sconcertante e dimostra una grave negligenza da parte di chi, come il Presidente Occhiuto, ricopre anche il ruolo di Commissario ad Acta. La salute dei calabresi non può essere compromessa da carenze strutturali e organizzative. Siamo stanchi di segnalazioni continue, nella nostra regione, per prestazioni con calendario bloccato, assenza di disponibilità o rinvii di mesi. Le alternative restano l&#8217;esborso di denaro per cure private o, peggio, la rinuncia alle cure , con un impatto devastante sulle fasce più deboli della popolazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per questo, la nostra mozione impegna la Giunta Regionale a garantire l&#8217;effettiva, efficace ed efficiente applicazione in Calabria dei percorsi di tutela previsti dal D.Lgs. n. 124/1998. Chiediamo &#8211; prosegue Tavernise &#8211; un fondo regionale che sollevi il cittadino dall&#8217;onere di richiedere il rimborso, prevedendo che siano direttamente le strutture private convenzionate a chiedere i rimborsi alle Aziende. Infine, sollecitiamo il Ministero della Salute per una completa e uniforme attuazione delle disposizioni contenute nella Legge n. 107 del 29 luglio 2024, in particolare l&#8217;articolo 2, comma 10, che garantisce l&#8217;erogazione delle prestazioni attraverso l&#8217;attività libero-professionale intramuraria o il sistema privato accreditato, qualora i tempi non possano essere rispettati. È ora di agire con responsabilità e trasparenza. Non possiamo più permettere che la sanità calabrese sia un ostacolo al diritto alla salute dei nostri concittadini. Il Movimento 5 Stelle continuerà a battersi per una Calabria dove la salute sia un diritto esigibile per tutti, non un privilegio per pochi&#8221;- conclude l&#8217;sponente del Movimento 5 Stelle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/liste-dattesa-tavernise-m5s-la-salute-dei-calabresi-non-puo-attendere-limmobilismo-di-occhiuto/">Liste d&#8217;attesa, Tavernise (M5S): La salute dei calabresi non può attendere l&#8217;immobilismo di Occhiuto</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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