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	<title>assolti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Mar 2026 16:52:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dopo due anni e mezzo di carcere tre stranieri assolti dal Tribunale: non erano scafisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 11:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre cittadini stranieri, un 36enne iraniano, un 28enne iracheno e un 40enne turco, sono stati assolti in primo grado dal Tribunale di Locri dopo circa due anni e mezzo trascorsi in carcere. I tre erano accusati, relativamente a uno sbarco di migranti nella Locride, di essere scafisti. I tre uomini erano stati arrestati al porto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre cittadini stranieri, un 36enne iraniano, un 28enne iracheno e un 40enne turco, sono stati assolti in primo grado dal Tribunale di Locri dopo circa due anni e mezzo trascorsi in carcere. I tre erano accusati, relativamente a uno sbarco di migranti nella Locride, di essere scafisti. I tre uomini erano stati arrestati al porto di Roccella Ionica e in seguito trasferiti in carcere dopo uno sbarco di 85 migranti, di varie nazionalità, avvenuto l&#8217;1 settembre del 2023 nello scalo marittimo roccellese, a seguito di un&#8217;operazione di soccorso e salvataggio nello Jonio da parte della Guardia Costiera.</p>
<p>Prima che i giudici del Tribunale locrese si ritirassero in camera di consiglio per decidere, la pubblica accusa, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna ad 8 anni e 4 mesi per il cittadino turco, e l&#8217;assoluzione per l&#8217;iracheno e l&#8217;iraniano. Quando a luglio del 2024 i tre presunti scafisti erano stati rinviati a giudizio dal Gup del Tribunale di Locri, erano stati accusati, a vario titolo, &#8220;<em>perché in concorso tra loro, per mezzo di una barca a vela lunga circa 15 metri diretta dalla Turchia fino alla costa della Locride in direzione del Porto di Roccella Ionica, effettuavano il trasporto di 85 migranti di nazionalità iraniana e afgana, così procurando loro l&#8217;ingresso illegale nel territorio dello Stato</em>&#8220;.</p>
<p>I tre infatti, a vario titolo, avrebbero, secondo le accuse, &#8220;<em>condotto a turno nel Mediterraneo la barca a vela, amministrato l&#8217;ordine sullo stesso natante e sottoposto i migranti a privazioni, ponendone in pericolo la vita e l&#8217;incolumità fisica, facendoli viaggiare con un&#8217;imbarcazione inadatta al trasporto di così tanti passeggeri stipati in sottocoperta, privi di viveri e di dispositivi di salvataggio</em>&#8220;. Niente di tutto questo è stato provato per il Tribunale di Locri che, quindi, ha assolto i tre cittadini stranieri.</p>
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		<title>Lamezia, estorsioni aggravate per agevolare cosca Giampà: tutti assolti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-estorsioni-aggravate-per-agevolare-cosca-giampa-tutti-assolti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 08:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale Collegiale di Lamezia Terme (Presidente Angelina Silvestri, a latere Rosario Aracri e Sabrina Marasco) ha assolto, con la motivazione di rito &#8220;perché il fatto non sussiste”, Giuseppe Notarianni, Carmen Bonafè (difesi dall’avv. Aldo Ferraro), Aldo Notarianni, Giuseppina Giampà (difesi dagli avv. Viscomi e Trasimeno), Pasqualina Bonaddio (difesa dall’avv. Francesco Gambardella) e Rosa Giampà [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale Collegiale di Lamezia Terme (<em>Presidente Angelina Silvestri, a latere Rosario Aracri e Sabrina Marasco</em>) ha assolto, con la motivazione di rito &#8220;perché il fatto non sussiste”, Giuseppe Notarianni, Carmen Bonafè (<em>difesi dall’avv. Aldo Ferraro</em>), Aldo Notarianni, Giuseppina Giampà  (<em>difesi dagli avv. Viscomi e Trasimeno</em>), Pasqualina Bonaddio (<em>difesa dall’avv. Francesco Gambardella</em>) e Rosa Giampà (<em>difesa dall’avv. Antonio Larussa</em>), accusati di estorsione pluriaggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare la cosca mafiosa Giampà di Lamezia Terme.</p>
<p>Il Pubblico Ministero della Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha, invece, chiesto la condanna di tutti gli imputati a 9 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno ritenendoli tutti colpevoli del reato che veniva loro contestato, evidenziando le convergenti dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che riscontravano la persona offesa.</p>
<p>Dopo una articolata istruttoria dibattimentale in cui sono stati sentiti quasi tutti i collaboratori di giustizia del lametino, oltre ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Lamezia Terme e dopo l’esame ed il controesame della persona offesa, all’udienza di oggi l’Ufficio di Procura ha depositato tutte le sentenze pronunciate nel corso degli anni rispetto alle cosche mafiose operanti nel comprensorio lametino, nonché quelle che hanno ritenuto la credibilità dei collaboratori di giustizia escussi.<br />
All’esito, il Tribunale, dopo la camera di consiglio, ha assolto tutti gli imputati “perchè il fatto non sussiste” riservandosi 90 giorni per il deposito delle motivazioni.</p>
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		<item>
		<title>Lamezia e la grande sete: Interruzione pubblico servizio, assolti i vertici della Sorical e i tecnici della Multiservizi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-e-la-grande-sete-interruzione-pubblico-servizio-assolti-i-vertici-della-sorical-e-i-tecnici-della-multiservizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 17:04:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[assolti]]></category>
		<category><![CDATA[Interruzione pubblico servizio]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Multiservizi]]></category>
		<category><![CDATA[SoriCal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assolti perché “il fatto non sussiste”. Finisce con un’assoluzione per tutti gli indagati l’inchiesta della procura, avviata nel 2018, sull’interruzione di Pubblico Servizio a Lamezia Terme. L’assoluzione riguarda gli ex commissari della Sorical Luigi Incarnato e Baldassarre Quartararo e i tecnici Sergio De Marco, responsabile dell’area operativa, Massimo Macrì, responsabile del Compartimento Centro e il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Assolti perché “il fatto non sussiste”. Finisce con un’assoluzione per tutti gli indagati l’inchiesta della procura, avviata nel 2018, sull’interruzione di Pubblico Servizio a Lamezia Terme.</p>
<p>L’assoluzione riguarda gli ex commissari della Sorical Luigi Incarnato e Baldassarre Quartararo e i tecnici Sergio De Marco, responsabile dell’area operativa, Massimo Macrì, responsabile del Compartimento Centro e il geometra Giovanni Belmonte, responsabile dell’ufficio di zona di Lamezia. Assolti anche i tecnici della Multiservizi di Lamezia, ing Paolo Villella e Mario Perri.</p>
<p>Nel corso dell’udienza del 3 maggio scorso il pm Santo Melidona, dopo aver valutato tutta la documentazione acquisita e quella prodotta dai tecnici della Sorical, aveva chiesto l’assoluzione degli indagati.</p>
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		<item>
		<title>Potenza, smaltimento illecito rifiuti petroliferi: assolti Mazzotta, Aversa e Curcio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/potenza-smaltimento-illecito-rifiuti-petroliferi-assolti-mazzotta-aversa-e-curcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 17:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Aversa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potenza &#8211; Il tribunale ordinario di Potenza ha assolto con la motivazione di rito &#8220;perche il fatto non costituisce reato&#8221; l&#8217;amministratore delegato di Ecosistem di Lamezia Terme Salvatore Mazzotta, il socio della stessa società Rocco Aversa e il responsabile del settore trasporto Antonio Curcio, difesi dagli avvocati Antonio Larussa e Angelo Calzone i quali sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Potenza &#8211; Il tribunale ordinario di Potenza ha assolto con la motivazione di rito &#8220;perche il fatto non costituisce reato&#8221; l&#8217;amministratore delegato di <strong>Ecosistem</strong> di Lamezia Terme <strong>Salvatore Mazzotta</strong>, il socio della stessa società<strong> Rocco Aversa</strong> e il responsabile del settore trasporto <strong>Antonio Curcio</strong>, difesi dagli avvocati <strong>Antonio Larussa</strong> e <strong>Angelo Calzone</strong> i quali sono riusciti a disarticolare l&#8217;assetto accusatorio fornito dalla procura di Potenza, dimostrando l&#8217;assoluta estraneità dei loro assistiti alle ipotizzate condotte.<br />
La sentenza è stata emessa oggi al termine di una camera di consiglio durante circa 8 ore. Il giudice Rosario Baglioni. che ha presieduto il processo per smaltimento illecito di reflui petroliferi, ha, invece, condannato l&#8217;Eni.<br />
Il processo che si è chiuso, in primo grado, è scaturito da un’indagine coordinata dalla Procura di Potenza e condotta dal Noe dei Carabinieri, che nel marzo 2016 portò all’arresto di 6 funzionari Eni con l’accusa di smaltimento illecito di reflui petroliferi e sforamento delle emissioni in atmosfera al Centro Oli di Viggiano.<br />
Il tribunale, infine, ha condannato la compagnia petrolifera al pagamento di una sanzione amministrativa di 700mila euro e alla confisca di circa 44,2 milioni di euro, da cui sottrarre i costi già sostenuti per l’adeguamento degli impianti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cadono tutte le accuse nei confronti di caposquadra e operai del Comune di Polistena</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cadono-tutte-le-accuse-nei-confronti-di-caposquadra-e-operai-del-comune-di-polistena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2021 12:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[assolti]]></category>
		<category><![CDATA[Comune]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Erano stati rinviati a giudizio nel febbraio del 2018 il Geometra Domenico Cannata e gli operai del Comune di Polistena da lui diretti, Agostino Spanò, Vincenzo Nasso e Domenico Sicari. L&#8217;accusa era per tutti quella di abuso d&#8217;ufficio, falso ideologico, truffa e peculato, con richieste di pena dai tre anni di reclusione (per il primo) [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cadono-tutte-le-accuse-nei-confronti-di-caposquadra-e-operai-del-comune-di-polistena/">Cadono tutte le accuse nei confronti di caposquadra e operai del Comune di Polistena</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Erano stati rinviati a giudizio nel febbraio del 2018 il Geometra Domenico Cannata e gli operai del Comune di  Polistena da lui diretti, Agostino Spanò, Vincenzo Nasso e Domenico Sicari. L&#8217;accusa era per tutti quella di abuso d&#8217;ufficio, falso ideologico, truffa e peculato, con richieste di pena dai tre anni di reclusione (per il primo) ai due anni ed all&#8217;anno e mezzo di reclusione (per gli altri tre), oltre alle inevitabili conseguenze sul piano disciplinare  nel rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione.<br />
Il Tribunale Collegiale di Palmi, presieduto dalla Dott.ssa Bandiera, all&#8217;esito della camera di consiglio riunitasi nel tardo pomeriggio dello scorso giovedì, accogliendo la tesi sostenuta dai due legali, ha completamente assolto  i quattro imputati, respingendo l&#8217;accusa di abuso d&#8217;ufficio e di falso ideologico per particolare tenuità del fatto e quella di truffa e peculato perché il fatto contestato non sussiste.<br />
Era successo che un cittadino polistenese, poi rimasto anonimo, nel corso di novembre del 2015, li aveva ripresi con il suo cellulare mentre i quattro erano intenti ad effettuare delle riparazioni nella casa di campagna del Cannata, durante l&#8217;orario di lavoro ed utilizzando le attrezzature del comune: il video, corredato da un esposto anonimo che derideva l&#8217;efficienza della macchina organizzativa comunale, era finito poi sul tavolo delle locali forze dell&#8217;ordine, le quali avevano avviato l&#8217;indagine. Ma non tutto quello che sembra, poi risulta necessariamente vero.<br />
I legali di fiducia degli imputati infatti &#8211; l&#8217;Avv. Francesco Giuseppe Formica (difensore di Cannata, Spanò e Nasso) e l&#8217;Avv. Pasquale Loiacono (difensore di Sicari), entrambi del Foro di Palmi &#8211; hanno dimostrato, nel corso della lunga istruttoria, come il materiale fotografico ed i video allegati all&#8217;esposto anonimo fossero in realtà, sebbene molto numerosi, rappresentativi di un intervento sul posto di pochissimi minuti, fatto a titolo di cortesia per fronteggiare una emergenza occorsa all&#8217;anziana madre del Cannata, che presso quella abitazione abita, e comunque dopo che i  tre operai, coordinati dal loro caposquadra, avevano scrupolosamente adempiuto alle loro rispettive mansioni, effettuando tutte gli interventi di manutenzione alle strutture del comune che il Cannata stesso aveva programmato si dovessero fare in quelle determinate giornate.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Lande desolate&#8217;, prosciolti on. Bossio (Pd) e Adamo perché &#8220;il fatto non sussiste&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lande-desolate-prosciolti-on-bossio-pd-e-adamo-perche-il-fatto-non-sussiste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2021 11:44:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[assolti]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Bossio]]></category>
		<category><![CDATA[Lande desolate]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Adamo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; La deputata del Pd Enza Bruno Bossio e suo marito, Nicola Adamo, già vice presidente della Giunta regionale della Calabria, sono stati prosciolti &#8211; perché &#8220;il fatto non sussiste&#8221; &#8211; dal gup di Catanzaro nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Lande desolate&#8221; che così non ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211;  La deputata del Pd Enza Bruno Bossio e suo marito, Nicola Adamo, già vice presidente della Giunta regionale della Calabria, sono stati prosciolti &#8211; perché &#8220;il fatto non sussiste&#8221; &#8211; dal gup di Catanzaro nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Lande desolate&#8221; che così non ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. L&#8217;udienza davanti al gup si è svolta stamani, in contemporanea con quella al termine della quale è stato assolto, nell&#8217;ambito della stessa inchiesta, l&#8217;ex presidente della Regione Mario Oliverio. L&#8217;on. Bossio e Adamo &#8211; difesi dall&#8217;avvocato Ugo Celestino &#8211; erano accusati di corruzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lande-desolate-prosciolti-on-bossio-pd-e-adamo-perche-il-fatto-non-sussiste/">&#8216;Lande desolate&#8217;, prosciolti on. Bossio (Pd) e Adamo perché &#8220;il fatto non sussiste&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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