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	<title>associazioni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 Aug 2025 11:09:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ponte Stretto, Salvini: mercoledì ok a progetto definitivo. Associazioni: condizioni Ue non rispettate&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 11:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Resta sempre di attualità il ponte sullo Stretto. Il vicepremier e titolare di Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini in videocollegamento con un evento organizzato nelle Marche con la premier Giorgia Meloni annuncia che &#8220;mercoledì mattina alle 12.30 ci sarà l&#8217;approvazione del progetto definitivo per l&#8217;avvio dei lavori del ponte sullo Stretto di Messina. Se ne [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Resta sempre di attualità il ponte sullo Stretto. Il vicepremier e titolare di Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini in videocollegamento con un evento organizzato nelle Marche con la premier Giorgia Meloni annuncia che &#8220;mercoledì mattina alle 12.30 ci sarà l&#8217;approvazione del progetto definitivo per l&#8217;avvio dei lavori del ponte sullo Stretto di Messina. Se ne parla dagli antichi romani, sono le ultime norme e ultime firme per queste quarantotto ore che segneranno una pagina di storia&#8221;.</p>
<p>Intanto, però, le associazioni Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf hanno presentato ieri un nuovo reclamo all&#8217;Unione Europea ad integrazione di quello già inviato il 27 marzo di quest&#8217;anno, chiedendo l&#8217;apertura di una procedura di infrazione. A loro parere, infatti, &#8220;l&#8217;impatto ambientale del ponte sullo Stretto di Messina è certo, documentato e, dopo anni di negazioni, ammesso dagli stessi proponenti l&#8217;opera. Per superare questa impasse è stata avviata una procedura speciale che consentirebbe comunque la realizzazione del Ponte secondo condizioni precise fissate dalle norme comunitarie, condizioni che però non sono state rispettate&#8221;.<br />
 Oggetto del reclamo, si legge in una nota, &#8220;è il secondo parere della Commissione Via Vas (numero 72/2025) con cui si è chiusa la cosiddetta procedura di &#8216;livello III della VINCA&#8217; (Valutazione d&#8217;Incidenza), cioè la procedura che si è dovuta obbligatoriamente attivare perché indicata dal primo parere della Commissione Via Vas (n. 19/2024), che pur rilasciando parere positivo di compatibilità ambientale dell&#8217;opera lo ha condizionato a ben 62 prescrizioni (ancora da ottemperare) tra cui, appunto, da questa procedura speciale aggiuntiva&#8221;. &#8220;Se non ci fossero impatti ambientali questa procedura non sarebbe mai stata avviata&#8221;, spiegano. &#8220;La Commissione Via Vas ha evidenziato gli impatti ambientali che il Ponte produrrebbe e, quindi, per poter procedere all&#8217;autorizzazione del progetto nonostante questo incida sui siti Natura 2000, ha prescritto la procedura di autorizzazione in deroga che però prevede tre condizioni ineludibili: l&#8217;assenza di alternative rispetto al progetto che produce impatti, la presenza di motivi imperativi di rilevante interesse pubblico che lo giustifichino, e interventi ambientali compensativi che bilancino gli impatti che provoca&#8221;.</p>
<p>Secondo Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf&#8221;tali condizioni non sussistono&#8221; e &#8220;il modo in cui si è tentato di dimostrare la sussistenza di questi requisiti è stato strumentale per eludere il parere che altrimenti si darebbe dovuto chiedere all&#8217;Unione Europea&#8221;: &#8220;il governo nei motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, oltre a valutazioni economiche sul rapporto costi benefici dell&#8217;opera, ampliamente opinabili, ed oltre ad effetto economico atteso dal carattere miracolistico, ha sostenuto che il Ponte avrebbe un interesse strategico anche per motivi di sicurezza militare, sanitaria e di protezione civile e in presenza di tali motivazioni la procedura viene esentata dal parere comunitario&#8221;. Le associazioni ritengono che &#8220;nessuno dei criteri obbligatori previsti dalla procedura comunitaria sia stato correttamente rispettato; pertanto, ritengono che l&#8217;Italia stia violando le disposizioni di cui alle direttive Habitat e Uccelli&#8221;. Da qui il nuovo reclamo.</p>
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		<title>Asp Catanzaro: incontro costruttivo con le Associazioni di volontariato per il trasporto dei dializzati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/asp-catanzaro-incontro-costruttivo-con-le-associazioni-di-volontariato-per-il-trasporto-dei-dializzati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 12:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso dell’incontro tra l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e il delegato referente esterno delle Organizzazioni di volontariato del territorio, presente il Presidente provinciale dell’Associazione Nazionale di azione sociale (ANAS), sono stati affrontati i problemi relativi ai pagamenti e alla implementazione della convenzione attualmente in essere. Per quanto riguarda i pagamenti, sono stati confermati i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso dell’incontro tra l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e il delegato referente esterno delle Organizzazioni di volontariato del territorio, presente il Presidente provinciale dell’Associazione Nazionale di azione sociale (ANAS), sono stati affrontati i problemi relativi ai pagamenti e alla implementazione della convenzione attualmente in essere. </p>
<p>Per quanto riguarda i pagamenti, sono stati confermati i saldi di gennaio 2025; per quanto riguarda la convenzione in essere, si conviene che la stessa debba essere aggiornata, anche con il coinvolgimento dei Centri Dialisi di altre Aziende, al fine di uniformare alcuni aspetti che, in fase di implementazione delle procedure, sono apparsi migliorabili. </p>
<p>L’ASP di Catanzaro si è detta disponibile ad organizzare una nuova riunione allargata, già calendarizzata per l’ultima settimana di marzo,  con data precisa da definire in base alle disponibilità. Le parti esprimo soddisfazione per la reciproca fattiva apertura.</p>
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		<item>
		<title>Peggiorano condizioni migranti tendopoli San Ferdinando: Associazioni chiedono incontro in Prefettura</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/peggiorano-condizioni-migranti-tendopoli-san-ferdinando-associazioni-chiedono-incontro-in-prefettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 14:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le associazioni e gli enti attivi sul territorio della piana di Gioia Tauro chiedono un incontro con la Prefettura di Reggio Calabria e il coinvolgimento dell&#8217;ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) e della Regione per trovare una soluzione all&#8217;aggravarsi delle condizioni di vita all&#8217;interno della tendopoli di San Ferdinando e nel territorio circostante. Nell&#8217;ultimo periodo si sta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Le associazioni e gli enti attivi sul territorio della piana di Gioia Tauro chiedono un incontro con la Prefettura di Reggio Calabria e il coinvolgimento dell&#8217;ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) e della Regione</strong> per trovare una soluzione all&#8217;aggravarsi delle condizioni di vita all&#8217;interno della tendopoli di San Ferdinando e nel territorio circostante. Nell&#8217;ultimo periodo si sta assistendo a un peggioramento della situazione nella Piana di Gioia Tauro. A 15 anni dalla &#8220;rivolta di Rosarno&#8221; (7 gennaio 2010), il clima di tensione sociale sta raggiungendo un livello sempre più critico. Ne sono un esempio la recente aggressione avvenuta ai danni di un lavoratore bracciante dell&#8217;Ostello Dambe So, investito da un automobilista tra le strade di Rosarno e San Ferdinando, che rappresenta l&#8217;ultimo di una serie di episodi dalle dinamiche simili e l&#8217;aggravarsi delle condizioni sociosanitarie all&#8217;interno della tendopoli di San Ferdinando, il più grande insediamento informale della Calabria, dove sempre più spesso avvengono risse e aggressioni. A denunciare questa situazione sono<strong> EMERGENCY, Afro World, Associazione Chico Mendes, Associazione Coopisa – Cooperazione in Sanità, Associazione Piccola Opera Papa Giovanni Onlus, Caritas San Ferdinando Re, Chiesa Evangelica Valdese, Medici del Mondo, MEDU – Medici per i Diritti Umani, Mediterranean Hope / Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Reggio Non Tace, SOS Rosarno </strong>e<strong> USB Calabria</strong>, associazioni ed enti da anni presenti sul territorio per supportare la popolazione bracciante, allarmate dalla crescente tensione nella piana che sfocia spesso in episodi di violenza. La piana di Gioia Tauro è abitata da molti lavoratori braccianti stranieri, spesso sottopagati, impiegati nei campi e costretti a ritmi di lavoro massacranti, obbligati a vivere in alloggi precari, come insediamenti informali ed edifici abbandonati, spesso senza avere accesso ai servizi igienici ed essenziali. Ne è un esempio la <strong>tendopoli di San Ferdinando</strong>, un luogo abbandonato dalle istituzioni, dove più di 500 persone vivono in tende, in condizioni igienico-sanitarie inesistenti, senza riscaldamento ed esposte a molteplici rischi.</p>
<p>In condizioni sociosanitarie così precarie, all&#8217;interno della tendopoli di San Ferdinando non di rado le persone più fragili iniziano ad abusare di sostanze stupefacenti come alcol, droghe e psicofarmaci, con conseguenze gravi, oltre che per la salute, anche per gli equilibri di vita all&#8217;interno dell&#8217;insediamento informale: molte di queste persone vengono infatti allontanate dalla tendopoli e si ritrovano a vagare nelle città circostanti. In un contesto di precarietà e ghettizzazione dei lavoratori braccianti, abbandonati dalle istituzioni, dopo quindici anni la Piana di Gioia Tauro è nuovamente una polveriera pronta ad esplodere.</p>
<p><strong>Per questo motivo le associazioni e gli enti presenti sul territorio chiedono un incontro con la Prefettura di Reggio Calabria e il coinvolgimento dell&#8217;ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) e della Regione per ragionare, da una parte, sugli interventi da attuare per contrastare le gravi condizioni di vulnerabilità sociosanitaria</strong>. Dall&#8217;altra, <strong>per trovare una soluzione alternativa all&#8217;insediamento informale della tendopoli di San Ferdinando</strong>, favorendo un utilizzo sostenibile e sensato delle risorse disponibili, sul modello dell&#8217;Ostello Dambe So e in direzione contraria alla logica dei ghetti che, in questi anni, si è ripetuta ciclicamente, confinando le persone e rendendole &#8220;invisibili&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Bonifica ex aree industriali Crotone: TAR fissa udienza di merito per ricorsi Enti Locali e Associazioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bonifica-ex-aree-industriali-crotone-tar-fissa-udienza-di-merito-per-ricorsi-enti-locali-e-associazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 10:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con quattro ordinanze depositate in relazione ai ricorsi promossi dal Comune di Crotone, dalla Provincia di Crotone, dalla Regione Calabria e dalle associazioni WWF e ARCI ai fini dell’annullamento del provvedimento del Ministero dell’ambiente dello scorso 1 agosto 2024 di approvazione del progetto stralcio di revisione del POB Fase 2, il TAR della Calabria, ritenendo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con quattro ordinanze depositate in relazione ai ricorsi promossi dal Comune di Crotone, dalla Provincia di Crotone, dalla Regione Calabria e dalle associazioni WWF e ARCI ai fini dell’annullamento del provvedimento del Ministero dell’ambiente dello scorso 1 agosto 2024 di approvazione del progetto stralcio di revisione del POB Fase 2, il TAR della Calabria, ritenendo che le esigenze dei ricorrenti “siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito”, ha fissato l’udienza di merito per il prossimo 19 febbraio 2025.</p>
<p>In sostanza, il TAR ha ritenuto che in presenza delle esigenze cautelari prospettate dagli enti ricorrenti, le complesse questioni prospettate debbano essere scrutinate con piena cognizione di causa, e per questa ragione ha fissato direttamente l’udienza di merito in una data molto ravvicinata rispetto agli ordinari tempi processuali al fine di ottenere nel più breve tempo possibile una sentenza definitiva.</p>
<p>Rispetto al tenore del provvedimento, il sindaco Voce dichiara: “Ci fa piacere che il TAR abbia ritenuto esistenti le esigenze cautelari ed abbia quindi palesato l’intenzione di definire in pochi mesi la vicenda processuale. È auspicabile che da qui ai prossimi tre mesi ENI non ponga in essere atti incompatibili con le tesi sostenute nel nostro ricorso, altrimenti, laddove &#8211; come riteniamo &#8211; il TAR dovesse annullare i provvedimenti impugnati all’esito dell’udienza di merito, sarebbe chiamata a risarcire gli ingenti danni arrecati al territorio attraverso le pratiche illegittime eventualmente poste in essere. Auspichiamo altresì che in questo poco tempo a disposizione, il Ministero prosegua nel palesato intento anche esternato nella recente visita del dirigente generale delle bonifiche presso il MASE di risolvere l’intera problematica rimettendo al centro delle trattative la posizione degli enti territoriali coinvolti”.</p>
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		<item>
		<title>Isola Capo Rizzuto, dall&#8217;Amministrazione 17 immobili assegnati ad associazioni del terzo settore</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/isola-capo-rizzuto-dallamministrazione-17-immobili-assegnati-ad-associazioni-del-terzo-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 10:27:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L’Amministrazione Comunale di Isola di Capo Rizzuto (KR) compie un importante passo nella lotta alla criminalità organizzata, restituendo alla comunità 17 immobili confiscati alla mafia&#8221;. Lo si legge in una nota della stessa Amministrazione che specifica:&#8221; Questi beni, sottratti negli anni alle organizzazioni criminali e ora assegnati in concessione gratuita a enti del terzo settore, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L’Amministrazione Comunale di Isola di Capo Rizzuto (KR) compie un importante passo nella lotta alla criminalità organizzata, restituendo alla comunità 17 immobili confiscati alla mafia&#8221;. Lo si legge in una nota della stessa Amministrazione che specifica:&#8221; Questi beni, sottratti negli anni alle organizzazioni criminali e ora assegnati in concessione gratuita a enti del terzo settore, si trasformano da simbolo del potere illecito a risorsa per la crescita sociale, culturale e civica del territorio. Il riutilizzo dei beni confiscati rappresenta uno degli strumenti più efficaci per disarticolare le strutture criminali, restituendo questi spazi al loro legittimo scopo: il benessere della collettività&#8221;. </p>
<p>&#8220;Questo programma di restituzione &#8211; prosegue la nota &#8211; è il risultato di un attento lavoro amministrativo, iniziato con un avviso pubblico e la valutazione delle proposte di associazioni che operano negli ambiti sociali, culturali e sportivi. La Commissione Giudicatrice ha valutato e approvato i progetti, garantendo trasparenza e valorizzazione di beni che rappresentano il coraggio e la resilienza di una comunità. Il Comune di Isola di Capo Rizzuto sottolinea così il valore della legalità come fondamento di una crescita sostenibile e condivisa, riportando i beni confiscati alla collettività e trasformandoli in luoghi di opportunità&#8221;. </p>
<p>Nei prossimi giorni, inoltre, il Comune inaugurerà alcune opere significative realizzati su altri immobili, confermando il proprio impegno verso la legalità, soddisfatto il Sindaco Maria Grazia Vittimberga: “Restituire alla nostra comunità i beni sottratti alla criminalità è uno dei più grandi risultati che possiamo raggiungere come amministrazione. Questi spazi, una volta simbolo di potere illecito, diventano ora simbolo di rinascita e speranza”. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/isola-capo-rizzuto-dallamministrazione-17-immobili-assegnati-ad-associazioni-del-terzo-settore/">Isola Capo Rizzuto, dall&#8217;Amministrazione 17 immobili assegnati ad associazioni del terzo settore</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ponte sullo Stretto, Comitati e Ambientalisti: La Via non potrà che avere parere negativo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-comitati-e-ambientalisti-la-via-non-potra-che-avere-parere-negativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 15:54:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pasticceri detenuti Caridi Catanzaro progetto dolce lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[ponte]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto]]></category>
		<category><![CDATA[VIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le associazioni Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lipu, Man e Wwf Italia, insieme alla Società dei Territorialisti, Medici per l’Ambiente e comitati “Invece del Ponte” e “No Ponte – Capo Peloro” hanno presentato alla commissione Via del ministero dell’ambiente nuove osservazioni al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, contestando nel metodo e nel merito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-comitati-e-ambientalisti-la-via-non-potra-che-avere-parere-negativo/">Ponte sullo Stretto, Comitati e Ambientalisti: La Via non potrà che avere parere negativo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le associazioni Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lipu, Man e Wwf Italia, insieme alla Società dei Territorialisti, Medici per l’Ambiente e comitati “Invece del Ponte” e “No Ponte – Capo Peloro”  hanno presentato alla commissione Via del ministero dell’ambiente nuove osservazioni al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, contestando nel metodo e nel merito le integrazioni depositate dalla SdM un mese fa, in risposta alle richieste della commissione stessa. Le oltre 600 pagine delle nuova osservazioni rafforzano la tesi già ampiamente documentata dalla rete ambientalista, secondo cui il ponte sullo Stretto rimane un “progetto dall’impatto ambientale gravissimo e irreversibile, non compensabile né mitigabile”. I 39 tecnici ed esperti – molti dei quali accreditati docenti universitari – che hanno elaborato il documento di osservazioni delle associazioni, hanno dovuto districarsi in quello che definiscono un vero e proprio labirinto costituito da centinaia di nuovi elaborati, a volte anche in contraddizione tra di loro. Le integrazioni prodotte – sostengono – non rispondono alle segnalazioni critiche formulate dalla commissione Via, ma si limitano a tentare di giustificare scelte progettistiche già effettuate dalla società committente Le osservazioni presentate dalle associazioni e i comitati dimostrano come gli impatti che, sia pure in forma minimizzata, sono inevitabilmente ammessi dagli stessi progettisti, non possono essere mitigati o compensati, men che meno nei termini proposti. “Il lavoro di analisi prodotto dalla Stretto di Messina Spa – si legge in una nota riassuntiva del dossier – contiene un errore eccezionalmente grave, ovvero, la totale assenza di una valutazione della somma che i vari impatti connessi alla realizzazione dell’opera producono. L’assenza del cosiddetto ‘effetto cumulo’ rappresenta una palese violazione della normativa vigente, sia comunitaria che nazionale”.</p>
<p>“La parte della Valutazione d’Incidenza Ambientale (Vinca) – proseguono le associazioni – relativa alle aree sottoposte a vincoli comunitari perché ricomprese nei siti della rete Natura2000, su cui già nel 2013 la commissione Via si era espressa negativamente, è quella forse dove il numero di analisi parziali, omissive e metodologicamente criticabili, appare più evidente anche perché alcune delle compensazioni proposte sono o risibili o non compatibili con le linee guida dello stesso ministero dell’zambiente. Viene per altro evidenziato come il progettista dia per scontato autorizzazioni che molti singoli interventi necessitano: nuove captazioni idriche, cave e discariche non sono autorizzabili, se non al termine di specifiche procedure il cui risultato non è affatto acquisito come invece il progetto sembra lasciare intendere”.<br />
“Del resto, essendo il Ponte un progetto ideologico, voluto politicamente, indipendentemente dalla sua utilità e realizzabilità, l’altra palese violazione è relativa alla cosiddetta ‘opzione zero’ che non viene analizzata correttamente, in particolare nel rapporto costi (non solo economici, ma anche ambientali) e benefici tra fare o non fare l’opera. Questa comparazione, presente in forma strumentale e solo per alcuni temi (mentre dovrebbe riguardare tutto l’intervento), se fatta correttamente avrebbe portato ad una risposta negativa scontata proprio perché l’opera non è mitigabile, né – è bene ribadirlo – compensabile. Questo per tacere che l’opera, dal punto di vista economico, rappresenta un buco nero nei bilanci pubblici visto che il suo costo esatto, dopo essere lievitato ad ogni nuova illustrazione progettuale, resta ad oggi ignoto a tutti (ad esempio, nessuno ha calcolato e dichiarato i costi delle compensazioni proposte)”.<br />
Il tema costi/benefici è puntualmente trattato nelle osservazioni delle associazioni e dei comitati che contestano non solo molti dei dati presentati nelle integrazioni progettuali, ma le stesse modalità di analisi. Così, per le integrazioni relative ai flussi di traffico merci e passeggeri, si è dimostrato come “l’aggiornamento dei flussi di traffico al 2022 non giustifichi la realizzazione del Ponte che, se realizzato, avrebbe come risultato il trasferimento del trasporto via mare sul ferro, lasciando inalterato il trasporto su gomma e quello aereo. Per altro non si considera l’intermodalità del trasporto marittimo migliorata con il collegamento dinamico finanziato con fondi del Pnnr”.<br />
Le osservazioni documentano poi la presenza di faglie sismiche attive e capaci nell’area interessata dall’opera, fornendo elementi documentati che evidenziano come le richieste integrazioni non siano state fornite. La realizzazione del Ponte, peraltro, interverrebbe in una carenza idrica conclamata (associazioni e comitati hanno infatti documentato il reale impatto del fabbisogno idrico dell’opera) e in territorio fragile e vincolato per i suoi valori: “Nonostante tali condizioni oggettive, si prevede di cantierizzare per anni ulteriori aree delicate e vincolate, anche oltre quelle direttamente interessate dal Ponte”.</p>
<p>Molti i rilievi sugli aspetti di cantiere dell’opera e su quelli strutturali. Rumori e vibrazioni sono oggetto di puntuali controdeduzioni rispetto alle sottovalutazioni contenute nelle integrazioni dei progettisti che per le polveri hanno addirittura considerato aree di disturbo vicino ai cantieri per soli 50 metri. Si è poi ribadito come non ci potranno essere risposte rispetto alla tenuta dei cavi finché non si faranno i test che lo stesso progettista indica e come le risposte fornite in merito alle oscillazioni del Ponte non appaiono convincenti (in particolare in relazione all’attraversamento ferroviario). Manca poi una approfondita e completa valutazione di impatto sulla salute pubblica.<br />
Pesantissimo, secondo associazioni e comitati l’impatto sulla ricchissima biodiversità dell’area, in special modo sull’avifauna: nelle integrazioni prodotte dal proponente viene addirittura ignorata la presenza di alcune specie, di altre si sottostima la consistenza o si descrivono rotte e traiettorie sulla base di rilievi condotti con un radar limitato nella sua portata e mal posizionato. Le osservazioni, al contrario, documentano come “l’analisi storica dei venti che interessano lo Stretto porti a ritenere una collisione dell’avifauna ben superiore a quanto ipotizzato nei documenti prodotti dalla Stretto di Messina spa”. E si precisa che “tutti gli effetti ambientali sono stati considerati anche rispetto gli impatti sul mare, sulla costa, sulla risorsa idrica, in relazione sia all’opera che ai cantieri necessari per realizzarla”. L’inevitabile distruzione delle rarissime (e vincolate) cosiddette beach rock sul litorale prossimo a Ganzirri costituisce solo un esempio della sproporzione dell’intervento rispetto alla delicatezza dei luoghi. Specifiche considerazioni sono anche sugli aspetti paesaggistici e archeologici, sia sotto il profilo formale che sostanziale. Formale perché nelle osservazioni si è illustrato come progetto e interventi connessi, compresi alcuni di quelli definiti compensativi, siano incompatibili con la pianificazione paesaggistica (e i vincoli a questa relativi) delle Regioni Sicilia e Calabria; sostanziale perché si è contestato l’impatto visivo da rendering da agenzia immobiliare con giardini verdi, campi giochi e servizi a cornice di un’opera mastodontica.</p>
<p>“Ancora una volta – affermano le associazioni – l’approccio teso a minimizzare i problemi confligge con la realtà delle cose. Il Ponte continua ad essere un’opera non “trasparente” che inutilmente si cerca di far apparire “leggera”, ben inserita nel paesaggio (come i fotomontaggi presentati vorrebbero far credere): un tentativo risibile a fronte del rapporto tra il dimensionamento dell’opera e quella dei luoghi in cui si vorrebbe realizzarla”. Le associazioni ambientaliste e i comitati ritengono pertanto che la commissione non potrà che chiudere il procedimento Via in corso con parere negativo. Le conclusioni delle osservazioni prodotte, che contengono un lungo elenco (sebbene parziale) delle “incongruenze” riscontrabili nelle integrazioni presentate dalla SdM, escludono persino la possibilità di un’approvazione con prescrizioni. “Qualsiasi prescrizione si volesse ipotizzare, – concludono – non potrebbe mai superare l’enorme mole di problemi rilevati che andrebbero comunque risolti in via propedeutica e preventiva rispetto a qualsivoglia autorizzazione”.</p>
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		<title>Emergenza virus “Lingua blu”: Cinquanta focolai nel crotonese, &#8220;Regione intervenga subito”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 16:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Intervenire immediatamente per fronteggiare l’emergenza e bloccare la diffusione del virus, attuare le misure di prevenzione per mettere al sicuro gli allevamenti non colpiti, stanziare le risorse economiche necessarie a risarcire in tempi brevissimi gli allevatori danneggiati dal virus. Sono queste le richieste che le OO.PP.AA. (Confagricoltura – Cia – Coldiretti e Copagri) rivolgono alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Intervenire immediatamente per fronteggiare l’emergenza e bloccare la diffusione del virus, attuare le misure di prevenzione per mettere al sicuro gli allevamenti non colpiti, stanziare le risorse economiche necessarie a risarcire in tempi brevissimi gli allevatori danneggiati dal virus. Sono queste le richieste che le OO.PP.AA. (Confagricoltura – Cia – Coldiretti e Copagri) rivolgono alla Regione Calabria e al Commissario alla Sanità per rispondere all’ennesima emergenza “lingua blu” (blue tongue) che investe ancora una volta la Calabria, in particolare il territorio crotonese. Sulla base dei dati diffusi dalla sanità veterinaria di Crotone, sarebbero cinquanta i focolai registrati nel territorio crotonese, in particolare nell’area di Isola Capo Rizzuto, con all’incirca 2.000 carcasse destinate alla distruzione mediante interramento in loco con procedure già predisposte ed agevolate dalle ordinanze sindacali (tra l’altro si sollecitano tutti i comuni ad emettere le ordinanze autorizzative e, laddove possibile, si suggerisce di individuare direttamente dal Sindaco dei comuni interessati un sito idoneo dove smaltire tutte le carcasse degli animali infetti)&#8221;. </p>
<p>&#8220;Dall’evolversi della situazione &#8211; scrivono Alberto Statti, Confagricoltura Calabria,  Franco Aceto, Coldiretti Calabria,<br />
Nicodemo Podella, Cia Calabria e Francesco Macrì, Copagri Calabria &#8211; si ritiene che al momento si tratti di dati molto parziali e che vi è la preoccupazione che l’infezione possa interessare un numero molto maggiore di capi. Come OO.PP.AA. chiediamo alla Regione e alle istituzioni sanitarie di attuare con la massima urgenza tutte le misure necessarie ad affrontare una situazione che sta danneggiando in maniera sempre più grave gli allevatori calabresi già da tempo alle prese con problematiche legate agli eventi climatici e di sanità veterinaria che hanno interessato il comparto zootecnico del comprensorio. “Non è possibile, stante l’esperienza e le conoscenze acquisite, che ci si ritrovi per l’ennesima volta a rincorrere soluzioni dell’ultima ora su questioni che andrebbero affrontate in anticipo e in maniera preventiva“ – evidenziano i massimi rappresentanti dell OO.PP.AA. nell’esprimere preoccupazione per la crescita dei contagi. Si chiede al commissario regionale alla Sanità di mettere in atto tutte le strategie possibili per intervenire negli allevamenti colpiti dalla blue tongue e bloccare la diffusione del virus e si ribadisce l’esigenza di garantire preventivamente e con immediatezza (utilizzando tutti gli strumenti disponibili, a partire dai repellenti antiparassitari e dalla disinfestazione periodica, per eliminare gli insetti vettori in tutti gli allevamenti) al fine di bloccare l’insorgere di ulteriori focolai e la diffusione di nuovi contagi nelle aziende zootecniche. A questo si aggiunge la richiesta di intervenire con celerità con un piano di ristori per le aziende colpite, a partire dalla copertura dei costi di smaltimento delle carcasse. </p>
<p>Diventa necessario – ribadiscono i vertici delle OO.PP.AA. regionali – che le Istituzioni Regionali, a partire dall’Assessorato all’Agricoltura, si attivino affinché si programmi nell’immediato lo stanziamento di tutte le risorse economiche necessarie al rimborso dei danni subiti dagli allevatori, utilizzando i parametri previsti nelle tabelle Ismea. In ultimo, ad epidemia debellata, vi è la necessità di intervenire finanziariamente per ristabilire il potenziale zootecnico delle aziende duramente colpiti dalla prolungata siccità e dai problemi endemici del comparto”.</p>
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		<title>Sit-in in difesa degli alberi a Rende: le associazioni chiedono un incontro ai Commissari prefettizi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sit-in-in-difesa-degli-alberi-a-rende-le-associazioni-chiedono-un-incontro-ai-commissari-prefettizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 07:59:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Alberi]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il taglio di alberi sani in via Don Minzoni, a Rende, è stato scongiurato, lo scorso sabato, dal maltempo. È quanto evidenziano i volontari delle associazioni &#8216;I Giardini di Eva&#8217;, &#8216;Mediterranea Media&#8217;, &#8216;Circolo UNESCO&#8217; provincia di Cosenza, &#8216;Comitato Come può uno scoglio arginare il mare&#8217; e &#8216;Forum Terzo Settore del Tirreno cosentino&#8217; che, nella stessa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il taglio di alberi sani in via Don Minzoni, a Rende, è stato scongiurato, lo scorso sabato, dal maltempo. È quanto evidenziano i volontari delle associazioni &#8216;I Giardini di Eva&#8217;, &#8216;Mediterranea Media&#8217;, &#8216;Circolo UNESCO&#8217; provincia di Cosenza, &#8216;Comitato Come può uno scoglio arginare il mare&#8217; e &#8216;Forum Terzo Settore del Tirreno cosentino&#8217; che, nella stessa giornata, hanno eseguito dei sopralluoghi ai pinus pinea in questione e lungo i fiumi dell’area urbana, notevolmente ingrossati dalle copiose piogge delle settimane precedenti. La notizia dell’abbattimento, decisa dai commissari prefettizi del Comune di Rende anche con la motivazione che si tratta di alberi pericolosi, a rischio caduta, di scarso valore estetico ed ornamentale e che danno gravi problemi alla pavimentazione e ai marciapiedi sottostanti, ha messo in allerta le associazioni ambientaliste che non condividono una tale valutazione su alberi sani che regalano ombra ed ossigeno da più di 60 anni e addolciscono il paesaggio urbano caratterizzato da asfalto e cemento. Per questo si sono subito mobilitate organizzando un sit – in. </p>
<p>“Abbiamo affisso, nonostante la pioggia, dei manifesti con scritto non tagliarmi – ha dichiarato la fondatrice dei Giardini di Eva, Nadia Gambilongo – noi non ci arrenderemo al taglio ingiustificato dei pini. Non è così che si fa riqualificazione urbana. Al momento rimane un progetto nefasto temporaneamente rinviato, ma è comunque tempo di presidiare i nostri territori fragili, la buona politica parte sempre dal basso”. </p>
<p>Le associazioni chiedono di essere ricevute dai Commissari per trovare insieme una soluzione sostenibile che possa tutelare il verde urbano e garantire, allo stesso tempo, la giusta sicurezza ai cittadini e per avviare un percorso virtuoso di progettazione sociale e ambientale condiviso del territorio. Dopo il sit &#8211; in i volontari hanno trovato una brutta sorpresa alla loro auto, le gomme tagliate &#8211; “ma non è così che ci fermeranno”. </p>
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		<title>Protesta delle associazioni di trasporto dei dializzati della provincia di Catanzaro davanti alla Cittadella regionale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/protesta-delle-associazioni-di-trasporto-dei-dializzati-della-provincia-di-catanzaro-davanti-alla-cittadella-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 13:36:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dializzati]]></category>
		<category><![CDATA[protesta. Asp Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Sit-in di protesta, questa mattina, davanti alla sede della Regione Calabria, delle associazioni e delle cooperative che si occupano del trasporto dei dializzati nel territorio dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. La protesta nasce a causa del mancato pagamento dei rimborsi delle spese di trasporto da parte dell’Asp catanzarese, che da mesi ha bloccato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Sit-in di protesta, questa mattina, davanti alla sede della Regione Calabria, delle associazioni e delle cooperative che si occupano del trasporto dei dializzati nel territorio dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. </p>
<p>La protesta nasce a causa del mancato pagamento dei rimborsi delle spese di trasporto da parte dell’Asp catanzarese, che da mesi ha bloccato l’erogazione dei rimborsi. Le associazioni e le cooperative, che sono arrivate alla Cittadella regionale con le ambulanze di servizio, sostengono che “il blocco del pagamento dei rimborsi sta rendendo di fatto impossibile la loro attività, con conseguenti difficoltà per i dializzati, trattandosi di un’attività salvavita in favore dei pazienti non deambulanti che hanno bisogno di raggiungere i centri dialisi”. </p>
<p>Una loro delegazione nelle prossime ore sarà ricevuta dai vertici del Dipartimento regionale Tutela della salute.</p>
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		<title>Campagna #VotaAlPostoMio, associazioni e gruppi scrivono a candidati e forze politiche</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/campagna-votaalpostomio-associazioni-e-gruppi-scrivono-a-candidati-e-forze-politiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2021 14:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[documento]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[VotaAlPostoMio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le associazioni e i gruppi WWF Calabria, Lipu, Legambiente, Lav Calabria, ENPA, Ass. Mare Pulito Bruno Giordano, Italia Nostra, Onda Calabra Animalista, Baticòs, Comitato Stop Incendi Calabria, Gli amici di Ambra, OIPA Lamezia Terme hanno redatto un documento, rivolto a tutte forze politiche e a tutti i candidati alle prossime elezioni regionali, nel quale sono indicati gli impegni da sottoscrivere e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/campagna-votaalpostomio-associazioni-e-gruppi-scrivono-a-candidati-e-forze-politiche/">Campagna #VotaAlPostoMio, associazioni e gruppi scrivono a candidati e forze politiche</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le associazioni e i gruppi<strong> WWF Calabria, Lipu, Legambiente, Lav Calabria, ENPA, Ass. Mare Pulito Bruno Giordano, Italia Nostra, Onda Calabra Animalista, Baticòs, Comitato Stop Incendi Calabria, Gli amici di Ambra, OIPA Lamezia Terme </strong>hanno redatto un documento, rivolto a tutte forze politiche e a tutti i candidati alle prossime elezioni regionali, nel quale sono indicati gli impegni da sottoscrivere e inserire nei programmi elettorali, la cui futura realizzazione sarà sottoposta al controllo di tutti i cittadini calabresi ed hanno lanciato la <strong>campagna #VotaAlPostoMio per dare voce e diritti ad animali e ambiente</strong>.</p>
<p><strong>«La Calabria </strong>– si legge nella nota stampa delle associazioni &#8211;<strong> vive in un continuo stato di emergenza</strong>: dalla sanità ai trasporti, dal lavoro alle politiche sociali. <strong>Uno dei principali settori in cui la nostra terra primeggia per abbandono e incuria è quello legato alla tutela dell&#8217;ambiente, degli animali e del patrimonio forestale.</strong> La grave pandemia che stiamo vivendo, determinata proprio da una gestione sbagliata del nostro rapporto con gli animali e la Natura, ci sta facendo ancora una volta comprendere quanto sia forte il <strong>legame tra l&#8217;ambiente e la salute umana</strong><strong>»</strong>.</p>
<p>«In Calabria – continuano &#8211; <strong>l&#8217;alto tasso di malattie oncologiche, genetiche o di altre patologie è molto spesso direttamente legato a fenomeni di grave inquinamento</strong>. Eppure assistiamo quotidianamente al proliferare di <strong>discariche abusive</strong> contenenti anche rifiuti pericolosi, all&#8217;utilizzo incontrollato in agricoltura <strong>pesticidi</strong> e sostanze dannose, alla <strong>mancata depurazione delle acque</strong> che vengono sversate nei nostri fiumi e nel nostro mare, con conseguenze negative anche per il turismo. Il <strong>dissesto idrogeologico</strong>, le alluvioni, la distruzione di abitazioni, strade e attività produttive sono causate dalla estremizzazione dei fenomeni meteorologici dovute ai <strong>cambiamenti climatici</strong> e aggravate da <strong>abusivismo edilizio, cementificazione selvaggia, mancata corretta gestione dei corsi d&#8217;acqua, disboscamento e incendi</strong><strong>»</strong>.</p>
<p>«L&#8217;<strong>abbandono</strong>, il <strong>maltrattamento degli animali</strong> e il <strong>bracconaggio</strong> – aggiungono &#8211; non sono solo atti moralmente riprovevoli e non degni di un Paese civile ma settori sui quali si concentrano gli appetiti della criminalità organizzata che lucra sulla indifferenza delle istituzioni, sottraendo alla collettività ingentissime quantità di risorse pubbliche e condannando i nostri animali alla sofferenza e all&#8217;abbandono.  Il <strong>randagismo</strong> è un fenomeno intollerabile e ancora troppo diffuso, figlio della non curanza e della incapacità gestionale delle istituzioni».</p>
<p>«A causa della corruzione dilagante, della diffusa tendenza a sottovalutare la gravità della situazione e delle pressioni di inquinatori, bracconieri ed eco-criminali, è il mondo del volontariato che già da tempo, in molti settori si è preso carico di questo gravoso fardello &#8211; incalzano.<strong> </strong>Volontarie e volontari, quotidianamente in Calabria, senza lesinare sacrifici e rinunce, si occupano di salvare animali, domestici e selvatici, di vigilare sul territorio, di denunciare gli illeciti perpetrati contro gli animali e l&#8217;ambiente. La rilevanza di questa azione, che <strong>ha portato spesso il volontariato a sostituirsi, di fatto, all&#8217;immobilismo di alcuni Enti pubblici</strong>, collaborando attivamente anche con le Procure e le forze di polizia, elaborando proposte, sensibilizzando la collettività, non è tuttavia sempre riconosciuta dagli stessi Enti che, in alcuni casi, rifiutano momenti di dialogo e di collaborazione e adottano misure non idonee ad affrontare e superare i problemi».</p>
<p>«I cittadini calabresi pretendono una svolta reale che porti finalmente la politica ad occuparsi, con serietà e competenza, del bene comune &#8211; concludono le associazioni &#8211; Il nostro sostegno sarà rivolto a chi si impegnerà, non solo a parole, ma con azioni concrete, ad operare per la tutela dell&#8217;ambiente, degli animali e della biodiversità ponendoli quali obiettivi prioritari e garantendo trasparenza e partecipazione dei<strong><em> </em></strong>cittadini e delle associazioni ai procedimenti amministrativi. Per questo chiediamo alle forze politiche e ai singoli candidati di fare propri, includendoli nei rispettivi programmi amministrativi, gli impegni indicati nel documento redatto dalle associazioni, in rappresentanza dei cittadini calabresi, che chiederemo di sottoscrivere. Il documento sarà visibile sulla pagina Facebook &#8220;Vota Al Posto Mio&#8221; dove ogni cittadino calabrese potrà essere aggiornato sugli sviluppi di questa campagna».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/campagna-votaalpostomio-associazioni-e-gruppi-scrivono-a-candidati-e-forze-politiche/">Campagna #VotaAlPostoMio, associazioni e gruppi scrivono a candidati e forze politiche</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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