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	<title>apprendimento Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 May 2024 15:25:05 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il ruolo delle emozioni nell&#8217;apprendimento&#8230;.di Catia Pulice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 09:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Catia Pulice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi, indagini e ricerche confermano l’esistenza di una valida e proficua combinazione tra i processi di apprendimento, la sfera emotiva e i traguardi scolastici. Quanto contano le emozioni, e che ruolo ha la scuola in questo processo? Maryanne Wolf, una delle più autorevoli neuroscienziate del panorama mondiale, asserisce che “la qualità del nostro pensiero dipende [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Studi, indagini e ricerche confermano l’esistenza di una valida e proficua combinazione tra i processi di apprendimento, la sfera emotiva e i traguardi scolastici. Quanto contano le emozioni, e che ruolo ha la scuola in questo processo? Maryanne Wolf, una delle più autorevoli neuroscienziate del panorama mondiale, asserisce che “la qualità del nostro pensiero dipende dalle conoscenze di base, e dalle emozioni che ciascuno di noi mette in gioco.” L’apprendimento, dunque, ha un suo costrutto se accompagnato da un’educazione emozionale. La scuola è chiamata a svolgere un compito semplice, ma essenziale e costruttivo. Deve avere la capacità di riconoscere le emozioni e i sentimenti, saperli esprimere, e prendersene cura con abnegazione, in modo che, come sottolineato a più riprese, dal filosofo Umberto Galimberti, gli studenti non vengano lasciati in balia del loro mondo interiore.  Il ruolo delle emozioni nell’apprendimento è determinante. Soprattutto a scuola. Per molto tempo, si legge, la tendenza dominante nel sistema di istruzione è stata quella di prediligere principi lineari e curriculari, ignorando la complessità degli esseri umani e le loro peculiarità. Grazie al contributo degli studi sociologici e psicologici, e grazie all’apporto efficiente di studi e ricerche, si è iniziato a riconoscere le emozioni come “base del comportamento individuale e sociale”. Tutto ciò ha avvalorato una consapevolezza: non è solo con l’intelligenza e la razionalità che si ha successo nell’apprendimento. Un ruolo determinante è svolto dalle emozioni. Tesi questa, ampiamente condivisa dal professore <strong>Massimo Bottiglieri</strong>, Dottore in Scienze Motorie e Sportive, Professore in Discipline Musicali e Scrittore, il quale asserisce che “Di natura la mente è portata all’ immaginazione, alla sintesi, all’ astrazione di un concetto e suo relativo significato. Come tutto ciò raggiunga la “centralina nervosa”, dipende dalla modalità di assimilazione-accomodamento-adattamento che l’organismo stesso attiva. Lungo il passaggio dalla non-conoscenza alla conoscenza, sottolinea Bottiglieri, nel facilitare l’astrazione e assimilazione di un concetto, risulta fondamentale creare insieme; attraverso la dimostrazione e l’esempio operatorio del grande. </p>
<p>Lo scrittore russo Tolstoj venne “galvanizzato a corrente alternata” da due alunni quali Fedka e Semka. L’ alunno Fedka, un po’ come il famoso compositore russo Pëtr Il&#8217;ič Čajkovskij, creava il suo pensiero a partire dai sentimenti arrivando a commuoversi, non trovava pace, come più volte esternato dal famoso musicista. Mentre Semka astraeva per mezzo dell’immaginazione, continuando il parallelismo musicale, come per il famoso pianista-compositore Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov, per cui le architetture emotivo-affettive erano sovrastate da quelle cognitive; nell’ espressione riportata dallo stesso Korsakov “montavo e smontavo orologi e simultaneamente buttavo giù note”. Pertanto, continua Bottiglieri, lungo la crescenza, la nascita e sviluppo del pensiero non proviene sempre dal piacere, ma anche semplicemente dal saper fare qualcosa per mezzo di capacità innate, attitudini, nebule montessoriane. Lungo un odierno collettivo s-collegato e dis-educato, dove già da anni si respira la manifestazione di una sua putrefazione morale e civica, data anche da una sempiterna esalazione di veleni psichici quali: egocentrismo ed egoismo a pioggia e mancanza di riconoscimento dell’ altro, rispettando la firma di quel patto educativo di corresponsabilità contestualmente all’ iscrizione a Scuola, genitori ed istituti di ogni grado attraverso maestri compassionevoli, misericordiosi e pazienti ed last but not least empatici, dovrebbero essere in grado di ritrovare quel Fedka o Semka che Tolstoj tanto ammirava. Educazione spontanea come il disordine delle prime paroline messe su carta da questi allievi che anche se semi-analfabeti, producevano già canzoni. Educazione funzionale al funzionamento stesso del pensiero rispetto che; alzare la voce, enciclopedismo di programmazioni ministeriali a piè sospinto, sussidi tecnologici come i visori per la realtà aumentata e chatgpt di sorta. </p>
<p>Rischieremmo il tradimento stesso del corpo e della sua appercezione più onesta. In questa società, conclude Bottiglieri, quasi del tutto priva di immagini, di anima, dove l’archetipo del nostro bambino piange incompreso, si dimena dal grande incoerente ed affastellato alla rinfusa di qua e di la; fra la rabbia che non è l’aggressività e la paura che non assomiglia minimamente all’ angoscia. Ma se dobbiamo proprio rispettare veramente e sinceramente quel patto educativo, suggelliamolo insieme con l’educazione emotiva. Lì dove onestamente viva lungo la nostra fibra, giacchè non tutti la possiedono”.</p>
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		<title>Lamezia, incontro al &#8220;Galilei&#8221; su dinamiche apprendimento e rapporto famiglia-insegnante</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-incontro-al-galilei-su-dinamiche-apprendimento-e-rapporto-famiglia-insegnante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 09:02:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[insegnante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Ultimo incontro al Liceo Scientifico “G. Galilei” di Lamezia Terme nell’ambito del ciclo di seminari di formazione, organizzati dalla Dirigente, prof.ssa Teresa Goffredo, in collaborazione con il dottor Marco Santilli, neuropedagogista clinico e docente universitario. Ancora una volta docenti e studenti sono stati coinvolti in un importante momento di riflessione sulle dinamiche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-incontro-al-galilei-su-dinamiche-apprendimento-e-rapporto-famiglia-insegnante/">Lamezia, incontro al &#8220;Galilei&#8221; su dinamiche apprendimento e rapporto famiglia-insegnante</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Ultimo incontro al Liceo Scientifico “G. Galilei” di Lamezia Terme nell’ambito del ciclo di seminari di formazione, organizzati dalla Dirigente, prof.ssa Teresa Goffredo, in collaborazione con il dottor Marco Santilli, neuropedagogista clinico e docente universitario. Ancora una volta docenti e studenti sono stati coinvolti in un importante momento di riflessione sulle dinamiche relative all’apprendimento, ma con un’importante novità: la partecipazione all’incontro di una rappresentanza dei genitori degli studenti dell’istituto. </p>
<p>Da sempre in prima linea nella costruzione di un percorso di crescita umana, oltre che professionale, il liceo lametino è stato spazio di incontro per tutti gli attori del complesso processo di insegnamento-apprendimento, reso ancora più delicato dalla pandemia e da una didattica che ha dovuto inventare nuovi spazi e tempi e modalità di accesso alla conoscenza e alla formazione. Focus del dibattito è stata però la variabile che più di ogni altra ha subito un pesante contraccolpo dalle istanze emergenziali: la relazione, che coinvolge studenti e docenti, ma anche genitori che, secondo l’esperto, «devono tornare ad affidare i propri figli ai docenti, perché la scuola stessa è la figura del padre, cioè la figura dei comportamenti e proprio per questo il ruolo dei genitori è fondamentale per dare autorevolezza alla figura del docente». </p>
<p>Nell’ambito di una società in cui è sempre più pressante il peso della lotta per l’autoaffermazione e il successo ad ogni costo, la scuola, paradossalmente, finisce a volte con l’essere percepita, proprio dai genitori, non come il luogo dove costruire serenamente un percorso di crescita umana, ma quasi una sorta di arena in cui misurare le proprie forze. «Nell’ambito della mia esperienza- ha sottolineato il professor Santilli- sento sempre più spesso pronunciare dalle famiglie frasi del tipo “vai a scuola e fatti rispettare perché la vita è una giungla”, quasi come se andare a scuola fosse un combattimento contro qualcosa o qualcuno». </p>
<p>«Le stesse dinamiche comunicative che si creano all’interno dei gruppi di genitori- sottolinea ancora- non sembrano il più delle volte orientate a creare relazioni e rapporti autentici, ma costanti comparazioni per stilare indici di bravura e classifiche di successi». Occorre, dunque, riportare al centro della riflessione un rapporto, quello famiglia- insegnante, che appare a volte debole proprio perché non si avverte più il senso di una continuità ideale e reale tra la funzione educativa della famiglia e quella della scuola. Il docente può e deve avere l’occasione, la legittimazione e l’autorevolezza per progettare e realizzare un cammino di “costruzione umana” per gli studenti, assecondandone il desiderio di crescita, conoscenza e autonomia, e il genitore deve essere il facilitatore di questa relazione. </p>
<p>«Andare a scuola è un viaggio- ha evidenziato l’esperto- e la famiglia e la scuola devono unirsi per spingere i ragazzi al desiderio», sempre in un’ottica di condivisione con gli altri, che oggi sono i docenti, i compagni di classe, e domani saranno la società e il mondo intero. Ristabilire una relazione autentica, forte, nel rapporto famiglia-insegnante significa allora dare ai ragazzi la possibilità di affrontare con serenità non solo l’esperienza scolastica, ma la vita intera.</p>
<p>(<em>c.s.</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-incontro-al-galilei-su-dinamiche-apprendimento-e-rapporto-famiglia-insegnante/">Lamezia, incontro al &#8220;Galilei&#8221; su dinamiche apprendimento e rapporto famiglia-insegnante</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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