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	<title>appello Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Jul 2026 13:15:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Corte d&#8217;Appello di Reggio sospende efficacia della decadenza, Mimmo Lucano torna sindaco di Riace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 13:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Decadenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mimmo Lucano torna alla guida di Riace. La Corte d&#8217;Appello di Reggio Calabria, infatti, ha sospeso l&#8217;efficacia esecutiva della sentenza che, nei mesi scorsi, aveva confermato la decadenza di Mimmo Lucano dalla carica di sindaco di Riace, accogliendo l&#8217;istanza presentata dagli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta in attesa della decisione della Corte di Cassazione. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mimmo Lucano torna alla guida di Riace. La Corte d&#8217;Appello di Reggio Calabria, infatti, ha sospeso l&#8217;efficacia esecutiva della sentenza che, nei mesi scorsi, aveva confermato la decadenza di Mimmo Lucano dalla carica di sindaco di Riace, accogliendo l&#8217;istanza presentata dagli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta in attesa della decisione della Corte di Cassazione.<br />
Il collegio della sezione civile della Corte d&#8217;Appello, presieduto dal giudice Patrizia Morabito, ha ritenuto sussistente il requisito del &#8220;danno grave e irreparabile&#8221;, evidenziando che la sentenza era già stata eseguita dalla Prefettura di Reggio Calabria, che aveva disposto il passaggio delle funzioni al vicesindaco.</p>
<p>Secondo i giudici, l&#8217;immediata perdita della possibilità di esercitare il mandato conferito dagli elettori costituisce un pregiudizio tale da giustificare la sospensione in via cautelare. L&#8217;ufficio del Procuratore generale aveva espresso parere contrario all&#8217;accoglimento dell&#8217;istanza. Con l&#8217;ordinanza, adottata nella camera di consiglio del 23 luglio, la Corte ha quindi disposto la sospensione della provvisoria esecuzione della sentenza impugnata.</p>
<p>Così Mimmo Lucano, che è anche europarlamentare di Avs, tornerà alla guida del Comune di Riace fino a quando la Cassazione non emetterà una sentenza definitiva sulla sua decadenza a causa della legge Severino scattata dopo la condanna penale per falso a 18 mesi di reclusione, con pena sospesa, nell&#8217;ambito del processo &#8220;Xenia&#8221; sulla gestione dei fondi per i progetti di accoglienza dei migranti.</p>
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		<item>
		<title>Processo &#8220;Svevia&#8221;, sentenza d&#8217;Appello per filone con rito abbreviato: 31 condanne e 2 assoluzioni-NOMI</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-svevia-sentenza-dappello-per-filone-con-rito-abbreviato-31-condanne-e-2-assoluzioni-nomi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 14:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;Appello di Catanzaro (Presidente Alessandro Bravin, Consiglieri Maria Rosaria Di Girolamo e Giovanna Mastroianni) ha pronunciato la sentenza di secondo grado, nel filone con rito abbreviato, nell&#8217;ambito del processo scatutito dall&#8217;operazione &#8220;Svevia&#8221; che ha sgominato una ramificata organizzazione dedita al traffico di droga con base a Lamezia Terme e ramificazioni anche a Roma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;Appello di Catanzaro (Presidente Alessandro Bravin, Consiglieri Maria Rosaria Di Girolamo e Giovanna Mastroianni) ha pronunciato la sentenza di secondo grado, <strong>nel filone con rito abbreviato</strong>, nell&#8217;ambito del processo scatutito dall&#8217;operazione <strong>&#8220;Svevia&#8221;</strong> che ha sgominato una ramificata organizzazione dedita al traffico di droga <strong>con base a Lamezia Terme</strong> e ramificazioni anche a Roma e in provincia di Reggio Calabria. Le indagini del Nucleo Operativo e Nucleo Mobile della Guardia di Finanza di Lamezia, coordinato dalla Dda di Catanzaro, smantellarono una presunta organizzazione dedita allo spaccio di droga, fortemente radicata nel <strong>quartiere Capizzaglie di Lamezia</strong>  e che avrebbe mantenuto saldi i canali di approvvigionamento della droga che, dal Reggino (<strong>San Luca e Rosarno</strong>), si spingevano fino alla <strong>Capitale</strong> grazie alla collaborazione con il <strong>clan dei Casamonica</strong> da dove sarebbero arrivati fiumi di droga (cocaina in particolare).</p>
<p><strong>Ecco la sentenza di Appello:</strong></p>
<ul data-start="0" data-end="4752">
<li data-section-id="1ljftm4" data-start="0" data-end="73"><strong data-start="2" data-end="19">Damiano Amato</strong> detto &#8220;Pinuzzo&#8221;: confermata la condanna a <strong data-start="62" data-end="72">9 anni</strong>;</li>
<li data-section-id="x6subm" data-start="74" data-end="245"><strong data-start="76" data-end="93">Daniele Amato</strong>: assolto da alcuni capi e rideterminata la pena a <strong data-start="144" data-end="174">7 anni, 5 mesi e 10 giorni</strong> (in primo grado 9 anni e 8 mesi), difeso dall&#8217;avvocato Teresa Bilotta;</li>
<li data-section-id="1mstkdn" data-start="246" data-end="501"><strong data-start="248" data-end="269">Giuseppe Amendola</strong>: assolto per associazione e da due reati di detenzione a fine di spaccio e condannato a <strong data-start="358" data-end="388">4 anni, 2 mesi e 20 giorni</strong> e 18mila euro di multa (in primo grado 10 anni e 4 mesi), difeso dagli avvocati Giuseppe Spinelli e Rotundo;</li>
<li data-section-id="1ovc5hi" data-start="502" data-end="641"><strong data-start="504" data-end="528">Fabrizio Berlingieri</strong>: assolto da alcuni capi e pena rideterminata in <strong data-start="577" data-end="607">7 anni, 5 mesi e 10 giorni</strong> (in primo grado 8 anni e 4 mesi);</li>
<li data-section-id="zw6l4o" data-start="642" data-end="773"><strong data-start="644" data-end="669">Gabriella Berlingieri</strong>: <strong>assolta</strong> per il capo 1) di associazione e altri reati e ordinata la liberazione (in primo grado 7 anni e 8 mesi);</li>
<li data-section-id="1owbc3q" data-start="774" data-end="911"><strong data-start="776" data-end="797">Sandro Bevilacqua</strong>: assolto da alcuni capi e pena rideterminata in <strong data-start="846" data-end="876">7 anni, 9 mesi e 10 giorni</strong> (in primo grado 13 anni e 8 mesi);</li>
<li data-section-id="1ctwpj4" data-start="912" data-end="1101"><strong data-start="914" data-end="930">Tommaso Boca</strong>: assolto dal capo 1 e pena rideterminata in <strong data-start="975" data-end="1005">2 anni, 5 mesi e 10 giorni</strong> e 4mila euro di multa, ordinata la liberazione (in primo grado 7 anni, 4 mesi e 20 giorni);</li>
<li data-section-id="5c0nm8" data-start="1102" data-end="1240"><strong data-start="1104" data-end="1124">Caterina Butruce</strong>: ridetermina in <strong data-start="1126" data-end="1156">7 anni, 5 mesi e 10 giorni</strong>, esclusa la recidiva (in primo grado 11 anni), difesa dall&#8217;avvocato Teresa Bilotta;</li>
<li data-section-id="1os6fxj" data-start="1241" data-end="1410"><strong data-start="1243" data-end="1268">Maria Giovanna Curcio</strong>: assolta da alcuni capi e pena rideterminata in <strong data-start="1317" data-end="1347">7 anni, 5 mesi e 10 giorni</strong> (in primo grado 11 anni), difesa dall&#8217;avvocato Teresa Bilotta;</li>
<li data-section-id="16r5e6j" data-start="1411" data-end="1537"><strong data-start="1413" data-end="1443">Pietro Giovanni D&#8217;Agostino</strong>: assolto da alcuni capi e pena rideterminata in <strong data-start="1492" data-end="1511">7 anni e 8 mesi</strong> (in primo grado 10 anni);</li>
<li data-section-id="13d3q50" data-start="1538" data-end="1652"><strong data-start="1540" data-end="1564">Salvatore D&#8217;Agostino</strong>: pena rideterminata in <strong data-start="1588" data-end="1618">7 anni, 5 mesi e 10 giorni</strong> (in primo grado 8 anni e 4 mesi);</li>
<li data-section-id="1npumm4" data-start="1653" data-end="1806"><strong data-start="1655" data-end="1676">Valentina De Vito</strong>: assolta per il capo 150) e pena rideterminata in <strong data-start="1727" data-end="1746">1 anno e 4 mesi</strong> e 3.443 euro di multa (in primo grado 1 anno e 6 mesi);</li>
<li data-section-id="1i02cg" data-start="1807" data-end="1946"><strong data-start="1809" data-end="1830">Angela Franceschi</strong>: pena rideterminata in <strong data-start="1854" data-end="1884">7 anni, 7 mesi e 10 giorni</strong> (in primo grado 9 anni), difesa dall&#8217;avvocato Teresa Bilotta;</li>
<li data-section-id="nspzfp" data-start="1947" data-end="2169"><strong data-start="1949" data-end="1967">Angelo Galiano</strong> (classe &#8217;89): assolto da alcuni reati e pena rideterminata in <strong data-start="2030" data-end="2052">4 anni e 20 giorni</strong> e 17.600 euro di multa, ordinata la liberazione (in primo grado 10 anni), difeso dall&#8217;avvocato Antonio Larussa;</li>
<li data-section-id="10xm95b" data-start="2170" data-end="2356"><strong data-start="2172" data-end="2190">Angelo Galiano</strong> (classe &#8217;90): assolto da alcuni reati e rideterminata pena in <strong data-start="2253" data-end="2283">7 anni, 9 mesi e 10 giorni</strong> (in primo grado 10 anni e 4 mesi), difeso dall&#8217;avvocato Salvatore Cerra;</li>
<li data-section-id="itvq7h" data-start="2357" data-end="2630"><strong data-start="2359" data-end="2378">Antonio Galiano</strong>: assolto per alcuni capi d’imputazione e per altri reati la Corte ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione e ha disposto l&#8217;assorbimento di alcune contestazioni, confermando nel resto la sentenza di primo grado a <strong data-start="2618" data-end="2629">20 anni</strong>;</li>
<li data-section-id="5f7u9b" data-start="2631" data-end="2679"><strong data-start="2633" data-end="2655">Francesco Galluzzi</strong>: confermati <strong data-start="2668" data-end="2678">4 anni</strong>;</li>
<li data-section-id="15zmwdd" data-start="2680" data-end="2850"><strong data-start="2682" data-end="2700">Antonio Giampà</strong> detto &#8220;Tony Tony&#8221;: assolto dal capo 40) e rideterminata pena in <strong data-start="2765" data-end="2784">7 anni e 4 mesi</strong> (in primo grado 11 anni), difeso dall&#8217;avvocato Leopoldo Marchese;</li>
<li data-section-id="1vnsi2p" data-start="2851" data-end="3077"><strong data-start="2853" data-end="2879">Hans George Holzhausen</strong>: pena rideterminata in <strong data-start="2903" data-end="2913">4 anni</strong> e assolto per associazione, altri capi di imputazione e ordinata la scarcerazione (in primo grado 8 anni), difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Domenico Ruscio;</li>
<li data-section-id="1l1t2fb" data-start="3078" data-end="3145"><strong data-start="3080" data-end="3101">Pasquale Iannelli</strong>: pena rideterminata in <strong data-start="3125" data-end="3144">7 anni e 6 mesi</strong>;</li>
<li data-section-id="1gi8q7h" data-start="3146" data-end="3284"><strong data-start="3148" data-end="3167">Yuri Lupparelli</strong>: assolto dal capo 1) e rideterminata pena in <strong data-start="3213" data-end="3232">3 anni e 8 mesi</strong> e 17mila euro di multa (in primo grado 8 anni);</li>
<li data-section-id="vx1z1g" data-start="3285" data-end="3377"><strong data-start="3287" data-end="3307">Battista Onorato</strong>: assolto da alcuni reati e pena rideterminata in <strong data-start="3357" data-end="3376">8 anni e 4 mesi</strong>;</li>
<li data-section-id="ropbgq" data-start="3378" data-end="3577"><strong data-start="3380" data-end="3399">Antonio Palermo</strong>: pena rideterminata in <strong data-start="3423" data-end="3433">4 anni</strong> e 17.333 euro di multa, assolto dall’associazione e ordinata la scarcerazione (in primo grado 8 anni), difeso dall&#8217;avvocato Teresa Bilotta;</li>
<li data-section-id="1bua8vv" data-start="3578" data-end="3728"><strong data-start="3580" data-end="3601">Gianluca Paradiso</strong> detto &#8220;Pitorro&#8221;: <strong>assolto</strong> e ordinata la liberazione (in primo grado 7 anni e 4 mesi), difeso dall&#8217;avvocato Salvatore Cerra;</li>
<li data-section-id="1f883nw" data-start="3729" data-end="3876"><strong data-start="3731" data-end="3748">Antonio Perri</strong> detto &#8220;Coccio d&#8217;olivo&#8221;: assolto da alcuni capi e pena rideterminata in <strong data-start="3820" data-end="3850">8 anni, 5 mesi e 10 giorni</strong> (in primo grado 17 anni);</li>
<li data-section-id="oo96r2" data-start="3877" data-end="4068"><strong data-start="3879" data-end="3894">Marco Perri</strong>: assolto da alcuni capi e pena rideterminata in <strong data-start="3943" data-end="3974">7 anni, 11 mesi e 10 giorni</strong> (in primo grado 13 anni e 4 mesi), difeso dagli avvocati Salvatore Cerra e Salvatore Staiano;</li>
<li data-section-id="12gjt6m" data-start="4069" data-end="4300"><strong data-start="4071" data-end="4091">Eugenio Torcasio</strong>: pena rideterminata in <strong data-start="4115" data-end="4134">4 anni e 2 mesi</strong> e 18mila euro di multa, assolto dall’associazione, ordinata la liberazione (in primo grado 9 anni e 8 mesi), difeso dagli avvocati Salvatore Cerra e Conestabile;</li>
<li data-section-id="rh5obq" data-start="4301" data-end="4540"><strong data-start="4303" data-end="4319">Ugo Torcasio</strong>: pena rideterminata in <strong data-start="4343" data-end="4373">4 anni, 2 mesi e 20 giorni</strong> e 18mila euro di multa, assolto dall’associazione e ordinata la liberazione (in primo grado 9 anni e 4 mesi), difeso dagli avvocati Salvatore Cerra e Conestabile;</li>
<li data-section-id="jg2zrn" data-start="4541" data-end="4752"><strong data-start="4543" data-end="4562">Antonio Ventura</strong> detto &#8220;Pupello&#8221;: assolto dal capo 1) associazione e pena rideterminata in <strong data-start="4637" data-end="4667">2 anni, 5 mesi e 10 giorni</strong> e 4mila euro di multa, ordinata la liberazione (in primo grado 7 anni e 8 mesi).</li>
</ul>
<p data-start="4754" data-end="4775"><strong data-start="4754" data-end="4775">Hanno concordato:</strong></p>
<ul data-start="4776" data-end="4981" data-is-last-node="" data-is-only-node="">
<li data-section-id="18q4g1v" data-start="4776" data-end="4890"><strong data-start="4778" data-end="4798">Bruno Cappellano</strong>: pena rideterminata in <strong data-start="4822" data-end="4855">9 anni e 2 mesi </strong>di reclusione (in primo grado 11 anni e 6 mesi);</li>
<li data-section-id="18vf7qe" data-start="4891" data-end="4981" data-is-last-node=""><strong data-start="4893" data-end="4910">Andrea Licari</strong>: pena rideterminata in <strong data-start="4934" data-end="4953">3 anni e 6 mesi</strong> e 17.214 euro di multa (in primo grado 4 anni, 6 mesi e 20 giorni).</li>
</ul>
<p>Molto nutrito il pool dei legali degli imputati e composto dagli avvocati Salvatore Cerra, Giuseppe Spinelli, Renzo Andricciola, Leopoldo Marchese, Ramona Gualtieri, Francesco Gambardella, Teresa Bilotta, Antonio Larussa, Lucio Canzoniere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Appello bis &#8216;Ndrangheta stragista: nuova condanna all&#8217;ergastolo per Graviano e Filippone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/appello-bis-ndrangheta-stragista-nuova-condanna-allergastolo-graviano-e-filippone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 12:36:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Graviano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo quasi 24 ore di Camera di Consiglio la Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Reggio Calabria, presieduta da Angelina Bandiera (a latere Caterina Asciutto), ha emesso il verdetto: condanna all&#8217;ergastolo per il boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano e per il mammasantissima di Melicucco Rocco Santo Filippone. Entrambi sono ritenuti responsabili, in qualità di mandanti, di quegli attentati ed omicidi avvenuti tra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quasi 24 ore di Camera di Consiglio la Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Reggio Calabria, presieduta da <strong>Angelina Bandiera</strong> (<em>a latere <strong>Caterina Asciutto</strong></em>), ha emesso il verdetto: condanna all&#8217;ergastolo per il boss di Cosa nostra<strong> Giuseppe Graviano</strong> e per il mammasantissima di Melicucco <strong>Rocco Santo Filippone</strong>.</p>
<p>Entrambi sono ritenuti responsabili, in qualità di mandanti, di quegli attentati ed omicidi avvenuti tra il dicembre 1993 e il febbraio 1994, in cui persero la vita anche gli appuntati <strong>Antonino Fava</strong> e <strong>Vincenzo Garofalo</strong> (<em>uccisi il 18 gennaio 1994 sull&#8217;autostrada Salerno-Reggio, ndr</em>). La Cassazione, che aveva annullato con rinvio la precedente sentenza d&#8217;appello, aveva già sancito che questi delitti si inseriscono all&#8217;interno della strategia stragista di attacco allo Stato degli anni Novanta.</p>
<p>La Corte ha dunque accolto la richiesta della Procura generale, rappresentata dal Procuratore <strong>Giuseppe Lombardo</strong> (<em>applicato al processo)</em> che anche ieri nelle repliche aveva chiesto di confermare la sentenza di primo grado che fu emessa il 24 luglio 2020. La Corte ha anche disposto il risarcimento delle spese processuali e dei danni per le parti civili, tra cui il Comune di Rosarno e i familiari delle vittime, a cui sono state riconosciute provvisionali e rifusioni delle spese legali. Nelle repliche il procuratore Lombardo aveva evidenziato le criticità della sentenza della Cassazione spiegando che non erano stati considerati elementi importanti per individuare le responsabilità dei due imputati.</p>
<p>Non solo. Aveva ricostruito il percorso delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia <strong>Antonino Lo Giudice</strong> e <strong>Consolato Villani</strong>, dimostrando che, contrariamente a quanto sostenuto dai supremi giudici e dalle difese, non vi era alcun &#8220;corto circuito&#8221;.<br />
<em>(Fonte: antimafiaduemila.com)</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Omicidio &#8220;Bergamini&#8221;, in appello chiesto aumento di pena a 23 anni per Isabella Internò</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/omicidio-bergamini-in-appello-chiesto-aumento-di-pena-a-23-anni-per-isabella-interno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 06:35:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un aggravamento della pena dai 16 anni inflitti dalla Corte d&#8217;assise di Cosenza a 23 &#8211; gli stessi chiesti dall&#8217;accusa in primo grado &#8211; è stata chiesta dal pm di Castrovillari Luca Primicerio, applicato come sostituto procuratore generale in Corte d&#8217;assise d&#8217;appello a Catanzaro, nei confronti di Isabella Internò, imputata quale istigatrice e partecipe nell&#8217;omicidio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un aggravamento della pena dai 16 anni inflitti dalla Corte d&#8217;assise di Cosenza a 23 &#8211; gli stessi chiesti dall&#8217;accusa in primo grado &#8211; è stata chiesta dal pm di Castrovillari Luca Primicerio, applicato come sostituto procuratore generale in Corte d&#8217;assise d&#8217;appello a Catanzaro, nei confronti di Isabella Internò, imputata quale istigatrice e partecipe nell&#8217;omicidio di Donato &#8220;Denis&#8221; Bergamini, giocatore nel Cosenza Calcio morto il 18 novembre 1989 lungo la Statale a Roseto Capo Spulico. Isabella Internò, all&#8217;epoca ex fidanzata di Bergamini, è stata condannata dalla corte d&#8217;assise di Cosenza a ottobre 2024.</p>
<p>Secondo l&#8217;accusa esiste un solo movente che ha determinato l&#8217;omicidio del calciatore originario di Argenta (Ferrara), quello passionale: il matrimonio mancato dopo l&#8217;aborto della donna. <em>&#8220;Non ci sono altri moventi &#8211; ha detto Primicerio &#8211; se non quello passionale&#8221;</em>. Il pm ha chiesto il riconoscimento della premeditazione e che le circostanze aggravanti prevalgano sulle attenuanti generiche. Secondo l&#8217;accusa, Bergamini fu soffocato e poi il corpo adagiato lungo la statale dove fu travolto da un camion e non si suicidò gettandosi sotto al mezzo come aveva detto all&#8217;epoca e ripetuto nel corso degli anni Isabella Internò che era con lui al momento della morte.</p>
<p>Una tesi, quella del suicidio, presa per buona dalla prima inchiesta. La famiglia Bergamini, non avendo mai creduto a questa tesi, era riuscita a produrre atti che portarono la Procura della Repubblica di Castrovillari, allora diretta da Eugenio Facciolla, ad aprire una nuova inchiesta che ha portato alla condanna della donna.<br />
<em>(Ansa</em>)</p>
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		<title>Appello istituzionale minori e social: il futuro è oggi&#8230;di Fulvio Scarpino*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Avverto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche, senza distinzione alcuna di appartenenza, di schieramento o di sensibilità culturale. Il disegno di legge n. 1136, recante Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale, è oggi al centro dell’attenzione parlamentare: si tratta di un passaggio reale, concreto, che segna una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Avverto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche, senza distinzione alcuna di appartenenza, di schieramento o di sensibilità culturale. Il disegno di legge n. 1136, recante Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale, è oggi al centro dell’attenzione parlamentare: si tratta di un passaggio reale, concreto, che segna una fase di maturazione istituzionale su un tema che per troppo tempo è rimasto privo di strumenti pienamente efficaci. È doveroso riconoscere che la politica, nel suo insieme, sta affrontando con crescente consapevolezza una delle questioni più complesse del nostro tempo: la protezione dei minori nell’ecosistema digitale. Non è una questione di parte. È un terreno comune, sul quale si sta costruendo una risposta normativa destinata a incidere in modo significativo sulla qualità della tutela. In questo contesto, il contributo dei territori assume un valore specifico. So bene che qualcuno potrebbe ritenere che questo non sia il compito di un singolo Corecom, richiamando le competenze dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni o del Garante per la protezione dei dati personali. Tuttavia, i Corecom non sono meri snodi amministrativi: sono presìdi territoriali della Repubblica, luoghi nei quali il dato normativo incontra la realtà concreta delle comunità. È proprio da qui che nasce questo intervento. Chi opera quotidianamente nelle scuole, nei percorsi di educazione ai media, nel confronto diretto con studenti, docenti e famiglie, conosce non solo i numeri, ma ciò che quei numeri rappresentano: fragilità, esposizione precoce, difficoltà relazionali, dinamiche spesso invisibili fino a quando non si trasformano in emergenza. Il Corecom Calabria vive ogni giorno questa dimensione, intercettando segnali che raramente emergono nelle analisi astratte. E lo affermo con la stessa coerenza con cui, in ogni riunione, in ogni convegno, in ogni incontro pubblico, ho sempre richiamato con chiarezza le responsabilità delle famiglie e, prima ancora, di noi genitori. Sono e restano tra i principali presìdi educativi. Ma proprio per questo non possono essere lasciati soli. Devono essere sostenuti, accompagnati, messi nelle condizioni di esercitare una responsabilità che oggi, nell’ecosistema digitale, è divenuta enormemente più complessa. Non è un’affermazione teorica.</em></p>
<p><em>Siamo stati tra i primi in Italia a promuovere un approccio integrato in cui l’educazione affettiva precede e sostiene l’educazione digitale. Con il Corecom Academy in Tour abbiamo costruito un percorso strutturato di formazione nei territori. Con il Cybercrime Film Festival – Premio Lucia Abiuso abbiamo introdotto un modello innovativo di prevenzione, capace di parlare ai giovani attraverso il linguaggio del cinema, nei luoghi in cui si forma la loro identità emotiva e relazionale. Questa esperienza sul campo si intreccia con i dati ufficiali.</em><br />
<em>Il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha subìto almeno un episodio offensivo o di esclusione; il 21% ne è vittima in modo reiterato; il 34% ha subìto aggressioni online. Il 13,5% degli adolescenti presenta un uso problematico dei social media. Si registrano 6.024 accessi al pronto soccorso di minori per violenza nel periodo 2017–2023, con una incidenza significativa nella fascia 11–17 anni. Sul piano penale, si contano migliaia di procedimenti per adescamento e pedopornografia. Sul versante della salute mentale, le istituzioni sanitarie segnalano un aumento delle manifestazioni di disagio, tra cui autolesionismo, ritiro sociale e ideazione suicidaria. Si tratta di indicatori convergenti, che descrivono una realtà già in atto. Accanto a questi dati, emerge con forza la voce della società. La petizione promossa dal Corecom Calabria per limitare l’accesso libero e incontrollato dei minori ai siti per adulti ha raccolto 3.483 adesioni in poche settimane. Rapportato alla dimensione dei canali istituzionali utilizzati, questo risultato assume un valore percentuale particolarmente significativo: non è una mobilitazione costruita, ma una risposta spontanea. È il segnale di una richiesta di protezione che proviene direttamente dalle famiglie. Ed è proprio in risposta a questa domanda sociale che il percorso normativo in atto assume un valore ancora più rilevante. Il punto centrale resta uno: porre un limite reale. Un limite che non sia soltanto dichiarato, ma effettivo. Un limite che non resti affidato alla sola responsabilità individuale, ma che sia sostenuto da strumenti giuridici e tecnici adeguati.</em></p>
<p><em>In questa prospettiva, la certificazione dell’età rappresenta un elemento decisivo. Non è un aggravio burocratico, ma la condizione necessaria per rendere concreta la tutela. Senza una verifica credibile, ogni limite resta esposto all’elusione; con la certificazione, il principio si traduce in protezione effettiva. Allo stesso tempo, deve essere affermato con chiarezza che le famiglie non devono essere gravate da un approccio sanzionatorio. La tutela dei minori richiede sostegno, strumenti, alleanza educativa. Richiede istituzioni che affianchino, non che sostituiscano o colpiscano. Per queste ragioni, l’appello che si rivolge alla politica, nel suo complesso, è di proseguire con determinazione lungo il percorso intrapreso, valorizzando questa occasione come un momento di responsabilità condivisa. L’introduzione di una disciplina organica, fondata su limiti reali, su sistemi efficaci di certificazione dell’età, sul sostegno alle famiglie e sul rafforzamento delle politiche educative, rappresenta un passaggio essenziale. Non si tratta soltanto di regolare un ambito tecnologico. Si tratta di accompagnare una generazione. Il futuro non è domani. Il futuro è oggi. E oggi ha il volto dei nostri figli&#8221;.</em><br />
*Presidente del Corecom Calabria e .Vice Coordinatore Nazionale dei Presidenti dei Corecom Italiani</p>
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		<item>
		<title>Migranti morti in esplosione barca al largo di Crotone, assolti in appello due finanzieri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/migranti-morti-in-esplosione-barca-al-largo-di-crotone-assolti-in-appello-due-finanzieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 16:39:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;appello di Catanzaro ha assolto i due militari della Guardia di finanza che erano stati condannati in primo grado per la morte di quattro migranti, deceduti nell&#8217;esplosione dell&#8217;imbarcazione &#8220;Heaven&#8221; avvenuta il 30 agosto 2020 al largo di Crotone. Il verdetto è stato emesso dal collegio presieduto dal giudice Antonio Battaglia (a latere i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;appello di Catanzaro ha assolto i due militari della Guardia di finanza che erano stati condannati in primo grado per la morte di quattro migranti, deceduti nell&#8217;esplosione dell&#8217;imbarcazione &#8220;Heaven&#8221; avvenuta il 30 agosto 2020 al largo di Crotone. Il verdetto è stato emesso dal collegio presieduto dal giudice Antonio Battaglia (a latere i giudici Paola Ciriaco e Abigail Mellace). La Corte di Appello ha ribaltato la decisione del Gup di Crotone che, nel maggio 2024, aveva inflitto due anni di reclusione (pena sospesa) al capitano Vincenzo Barbangelo, all&#8217;epoca comandante della sezione operativa navale di Crotone, e al maresciallo Andrea Novelli, comandante della motovedetta intervenuta. In aula l&#8217;accusa aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado per i reati di naufragio e omicidio colposo plurimo. La Corte ha invece accolto le tesi del collegio difensivo, composto dagli avvocati Pasquale Carolei, Paolo Carnuccio e Tiziano Saporito, assolvendo gli imputati. I fatti risalgono al 30 agosto 2020.</p>
<p>L&#8217;imbarcazione, intercettata con 20 migranti a bordo nel tratto di mare tra Praialonga e Simeri (altri 13 erano già sbarcati), esplose mentre veniva condotta verso il porto di Crotone sotto il controllo della Guardia di finanza. Nel rogo morirono quattro persone: Omar Ali Osman, Abdirahman Nur Abdullahi e due migranti mai identificati. La Procura aveva contestato ai militari negligenza e imperizia per non aver effettuato il trasbordo dei migranti sulle unità navali, preferendo il traino del veliero. Una tesi che aveva portato alla condanna in abbreviato, nonostante la perizia tecnica non avesse chiarito le cause dell&#8217;innesco dell&#8217;incendio che ha poi provocato l&#8217;esplosione. Con l&#8217;assoluzione odierna, escono definitivamente dalla vicenda giudiziaria tutti i militari coinvolti: già in primo grado, infatti, il giudice aveva disposto il non luogo a procedere per gli altri due finanzieri, Maurizio Giunta e Giovanni Frisella, che si trovavano fisicamente a bordo del natante al momento dello scoppio e che rimasero feriti nell&#8217;esplosione.</p>
<p>La vicenda aveva destato forte emozione poiché, subito dopo l&#8217;esplosione, gli stessi finanzieri &#8211; pur feriti &#8211; si erano gettati in mare per salvare i superstiti. Un comportamento che inizialmente valse loro il plauso delle istituzioni, prima che l&#8217;apertura dell&#8217;inchiesta trasformasse i soccorritori in imputati.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Processo omicidio Bergamini, avv. Anselmo (legale famiglia): Respinte tutte le richieste della difesa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-omicidio-bergamini-avv-anselmo-legale-famiglia-respinte-tutte-le-richieste-della-difesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 15:30:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Donato &#8220;Denis&#8221; Bergamini, commentando l&#8217;esito dell&#8217;udienza di stamani nel processo in Corte d&#8217;assise d&#8217;appello a Catanzaro, in un post social dichiara &#8220;Risultato fondamentale per il processo Denis Bergamini. Siamo di fronte ad un risultato storico: tutte le richieste avanzate dalla difesa per &#8216;rimescolare le carte&#8217; sono state respinte&#8221;. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Donato &#8220;Denis&#8221; Bergamini, commentando l&#8217;esito dell&#8217;udienza di stamani nel processo in Corte d&#8217;assise d&#8217;appello a Catanzaro, in un post social dichiara &#8220;<em>Risultato fondamentale per il processo Denis Bergamini. Siamo di fronte ad un risultato storico: tutte le richieste avanzate dalla difesa per &#8216;rimescolare le carte&#8217; sono state respinte&#8221;</em>. &#8220;<em>Tutte &#8211; scrive Anselmo &#8211; Respinte le questioni di nullità. Respinte le richieste di rinnovazione dell&#8217;istruttoria. Respinte le richieste di riascoltare i testimoni.<br />
Respinte tutte le istanze sulla parte peritale e scientifica del processo: nuove perizie, nuovi esami, nuovi consulenti introdotti in appello. Su tutte le questioni giuridiche da noi sollevate, la Corte ha deciso nello stesso modo</em>&#8220;.</p>
<p><em>&#8220;È un momento interlocutorio ma importante &#8211;<em> prosegue il legale</em> &#8211; perché adesso si fa sul serio. Le prossime udienze sono fissate nelle date di 26 maggio, 11 giugno e poi luglio, per la discussione finale. Quel giorno arriverà la sentenza del processo d&#8217;appello per l&#8217;uccisione di Denis Bergamini. La decisione spetterà solamente tramite il provvedimento dell&#8217;autorità giudiziaria di Catanzaro. La Corte ha ritenuto sufficiente l&#8217;istruttoria e sufficiente la sentenza di primo grado. Non ci saranno rallentamenti, non ci saranno supplementi istruttori inutili e soprattutto non si perderà altro tempo&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Manca poco &#8211; <em>conclude Anselmo</em> &#8211; ma io oggi sono emozionato perché dopo anni di battaglia siamo sempre più vicini. Questa non è fuffa, è la Corte di Assise di Catanzaro che si pronuncia&#8221;.</em></p>
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		<item>
		<title>Bambino di 22 mesi costretto a curarsi a Napoli, l’appello dei genitori al sindaco di Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bambino-di-22-mesi-costretto-a-curarsi-a-napoli-lappello-dei-genitori-al-sindaco-di-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 17:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha incontrato questa mattina i genitori del piccolo Leonardo, il bambino di 22 mesi che lo scorso 13 novembre ha avuto bisogno di una broncoscopia d’urgenza, impossibile però da effettuare né a Cosenza né in altre strutture della Calabria. La famiglia è stata così costretta a raggiungere con mezzi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha incontrato questa mattina i genitori del piccolo Leonardo, il bambino di 22 mesi che lo scorso 13 novembre ha avuto bisogno di una broncoscopia d’urgenza, impossibile però da effettuare né a Cosenza né in altre strutture della Calabria. La famiglia è stata così costretta a raggiungere con mezzi privati l’ospedale pediatrico &#8216;Santobono&#8217; di Napoli, dove l’intervento è stato eseguito con successo. I genitori, Evelina Rovito e Salvatore De Vita, avevano denunciato l’accaduto sui social network, chiedendo l’intervento e la solidarietà del primo cittadino, che li ha ricevuti questa mattina a Palazzo dei Bruzi, intrattenendosi con loro a lungo.<br />
Nel corso dell’incontro, la coppia ha ripercorso la difficile vicenda vissuta al Pronto Soccorso dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, dove sarebbe emersa l’impossibilità di procedere con l’intervento necessario. Secondo quanto riferito, è stato quindi indispensabile rivolgersi privatamente a un chirurgo pediatrico, il quale ha consigliato l’immediato trasferimento al &#8216;Santobono&#8217; di Napoli, struttura in cui la situazione clinica del bambino è stata risolta brillantemente.</p>
<p>“Resta l’amarezza per non aver potuto curare nostro figlio né a Cosenza né in Calabria – hanno dichiarato i genitori – poiché nessuna struttura è dotata di strumentazioni e professionalità adeguate a praticare una broncoscopia su bambini di età inferiore ai quattro anni. In questo modo non viene garantito il diritto alla salute nella nostra regione e, se possibile, saremo costretti ad andare via dalla nostra terra, dove paghiamo tasse e tributi salatissimi senza avere neanche garantito il diritto alla salute del nostro bambino”.<br />
Nel corso della degenza a Napoli, Evelina Rovito e Salvatore De Vita hanno inoltre raccontato di aver incontrato un’altra coppia di genitori calabresi, anch’essi costretti a rivolgersi fuori regione per garantire cure adeguate ai propri figli, a conferma di una criticità sanitaria che continua a colpire numerose famiglie.<br />
Il sindaco Franz Caruso ha espresso piena solidarietà ai genitori del piccolo Leonardo, manifestando vicinanza umana e istituzionale alla famiglia per quanto accaduto. Nel contempo, il primo cittadino ha rivolto un appello a quanti hanno competenza in materia sanitaria affinché venga finalmente colmato il grave gap assistenziale che penalizza il territorio.</p>
<p>“Da tempo porto avanti una battaglia politica e istituzionale – ha affermato Franz Caruso &#8211; per chiedere al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di lasciare da parte gli slogan e di passare finalmente ai fatti, fornendo risposte concrete ai cittadini. Il sistema sanitario regionale continua infatti a mostrare gravi criticità che negano, nei fatti, il diritto alla salute ai calabresi. Per quanto riguarda il nostro territorio ed il servizio di chirurgia pediatrica, ritengo indispensabile colmare il grave gap esistente attraverso l’istituzione del servizio di broncoscopia per bambini di età inferiore ai quattro anni”.<br />
“Dobbiamo costruire anche nella nostra terra – ha concluso Franz Caruso &#8211; una sanità efficace ed efficiente, evitando che troppe famiglie siano costrette a rivolgersi fuori regione per curare soprattutto i propri figli”.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="jjEbR7BfXc"><p><a href="https://www.calabrianews.it/lettera-di-una-mamma-a-calabrianews-mio-figlio-rifiutato-dagli-ospedali-di-catanzaro-e-cosenza/">Lettera di una mamma a calabrianews: &#8220;Mio figlio rifiutato dagli ospedali di Catanzaro e Cosenza&#8221;</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Lettera di una mamma a calabrianews: &#8220;Mio figlio rifiutato dagli ospedali di Catanzaro e Cosenza&#8221;&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/lettera-di-una-mamma-a-calabrianews-mio-figlio-rifiutato-dagli-ospedali-di-catanzaro-e-cosenza/embed/#?secret=lrHcwAYEXU#?secret=jjEbR7BfXc" data-secret="jjEbR7BfXc" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/bambino-di-22-mesi-costretto-a-curarsi-a-napoli-lappello-dei-genitori-al-sindaco-di-cosenza/">Bambino di 22 mesi costretto a curarsi a Napoli, l’appello dei genitori al sindaco di Cosenza</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Rinascita Scott”: pena ridotta in appello per Pittelli, 7 anni e 8 mesi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rinascita-scott-pena-ridotta-in-appello-per-pittelli-7-anni-e-8-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 08:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d’appello di Catanzaro, riunita nell’aula bunker di Lamezia Terme, ha rideterminato la pena inflitta all’ex parlamentare di Forza Italia e avvocato penalista Giancarlo Pittelli nel processo &#8216;Rinascita Scott&#8217; contro le cosche di ‘ndrangheta del vibonese. Pena ridotta a 7 anni e 8 mesi di reclusione a fronte degli 11 anni per concorso esterno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d’appello di Catanzaro, riunita nell’aula bunker di Lamezia Terme, ha rideterminato la pena inflitta all’ex parlamentare di Forza Italia e avvocato penalista Giancarlo Pittelli nel processo &#8216;Rinascita Scott&#8217; contro le cosche di ‘ndrangheta del vibonese. Pena ridotta a 7 anni e 8 mesi di reclusione a fronte degli 11 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e per due casi di rivelazione di segreto d’ufficio subita in primo grado. </p>
<p>I giudici hanno poi ridotto la condanna da 2 anni e 6 mesi a 2 anni con pena sospesa per il tenente colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli, accusato di rivelazione di segreto d’ufficio e confermato la pena a 10 anni e sei mesi per l’ex finanziere Michele Marinaro, in servizio alla Dia di Catanzaro e poi alle dipendenze della presidenza del Consiglio nella sede di Reggio Calabria, per concorso esterno in associazione mafiosa e rivelazione di segreto d’ufficio. </p>
<p>Confermata la sentenza anche per Pietro Giamborino, ex consigliere regionale del Pd, per traffico di influenze illecite. La Corte d’appello ha poi confermato la condanna a 30 anni per i boss Saverio Razionale, indicato come il capo di San Gregorio d’Ippona e Luigi Mancuso. Pena ridotta, invece, per Domenico Bonavota, ritenuto il boss di Sant’Onofrio.</p>
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		<title>Fare di Piazza d&#8217;Armi a Lamezia una grande esposizione a cielo aperto&#8230;*</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fare-di-piazza-darmi-a-lamezia-una-grande-esposizione-a-cielo-aperto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 06:20:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[francesco grandinetti]]></category>
		<category><![CDATA[piazza d'Armi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>*di Francesco Grandinetti &#8220;Con questo comunicato desidero rivolgermi direttamente agli artisti e agli scultori di Lamezia Terme, e non solo, per proporre un progetto concreto di valorizzazione e rinascita di Piazza d’Armi attraverso una grande esposizione di opere scultoree a cielo aperto. Negli ultimi mesi, insieme ad altri cittadini, sto lavorando per restituire bellezza e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>*di Francesco Grandinetti</strong><br />
<em>&#8220;Con questo comunicato desidero rivolgermi direttamente agli artisti e agli scultori di Lamezia Terme, e non solo, per proporre un progetto concreto di valorizzazione e rinascita di Piazza d’Armi attraverso una grande esposizione di opere scultoree a cielo aperto. Negli ultimi mesi, insieme ad altri cittadini, sto lavorando per restituire bellezza e vitalità alla piazza. Le luci di Natale in fase di installazione, la crescita delle attività attorno a Cresco/Pane Quotidiano, al Piccolo, ad Archispazio  che hanno voluto aprire la loro attività proprio in piazza, così come la tempestiva riparazione dell&#8217; antica fontana centrale da parte del sindaco Murone e della Lamezia Multiservizi, sono segnali importanti di una volontà condivisa: ridare centralità e dignità a uno spazio che può e deve tornare a essere un punto di riferimento per la città. Stiamo lavorando solo su questa Piazza perché su di essa abbiamo vinto con l&#8217;associazione Cresco nell&#8217;ultimo mese della vecchia amministrazione una gara di &#8220;gestione&#8221; dell&#8217;ambito territoriale di Piazza d&#8217;Armi. <br />
La mia proposta è quella di realizzare un’esposizione temporanea di sculture e opere di artisti in genere, inaugurandola durante le festività natalizie e mantenendola fino a Pasqua. Un percorso artistico che possa rendere Piazza d’Armi un luogo vivo, capace di attrarre cittadini, appassionati, turisti e visitatori, contribuendo non solo alla crescita culturale ma anche a una rinnovata socialità.</p>
<p>L’obiettivo non è soltanto migliorare l’aspetto estetico della piazza, ma anche promuovere un nuovo decoro sociale, capace di riportare sicurezza, serenità e senso di comunità. Piazza d’Armi deve tornare a essere un luogo dove le persone si riconoscono, si incontrano e si sentono parte di un progetto comune.<br />
In questi giorni la città è stata scossa da nuovi episodi di matrice malavitosa. Con questa iniziativa vogliamo dare un segnale chiaro e forte: esiste una Lamezia che respinge con determinazione ogni forma di criminalità, che non si piega, che risponde con cultura, bellezza, ambiente e solidarietà. Una Lamezia che sceglie di vivere e far vivere i propri spazi con dignità e con la forza delle idee. Piazza d’Armi è oggi frequentata anche da numerose famiglie appartenenti a etnie diverse, persone per bene che cercano accoglienza, sicurezza e normalità. È nostro dovere restituire loro e alle famiglie italiane  che hanno abbandonato la Piazza, un luogo dove potersi sentire a casa, sicuri, con la stessa ospitalità e cordialità che da sempre caratterizza la Calabria.</p>
<p>Con il sostegno di imprenditori che amano davvero questa terra, l’esposizione potrebbe addirittura diventare permanente, trasformando la piazza in un museo a cielo aperto e in un simbolo identitario di rinascita. Lamezia Terme è ormai meta di molti turisti, anche stranieri. Questa è un’opportunità da non sprecare: è il momento di mostrare il meglio delle nostre energie creative. Invito quindi gli artisti e gli scultori interessati a manifestare la propria disponibilità. Per informazioni e adesioni potete scrivere a: redazione@cityonelamezia.it che ringrazio per il supporto&#8221;.</em></p>
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