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	<title>Antiracket Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Jun 2026 16:06:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Reggio, incendio furgone imprenditori antiracket: arrestato Diego Rosmini, contestato metodo mafioso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:06:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Saverio Santagati &#8211; su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, rappresentata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dai sostituti Sara Amerio e Marco Antonio De Pasquale- ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Diego Rosmini, 54 anni, noto negli ambienti cittadini con il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Saverio Santagati &#8211; su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, rappresentata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dai sostituti Sara Amerio e Marco Antonio De Pasquale- ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Diego Rosmini, 54 anni, noto negli ambienti cittadini con il soprannome di “<em>Dieguccio ricarica</em>”.  L’uomo è accusato di essere il responsabile dell’incendio che, nella notte del 7 ottobre 2025, distrusse un furgone appartenente al caseificio “<em>Delizie della Natura”</em>, azienda riconducibile agli imprenditori Demetrio e Pasquale Praticò, aderenti all’associazione antiracket “<em>Reggio Libera Reggio</em>”. Nell’inchiesta viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.</p>
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<div id="vr-uad04ru6kkg-responsive">Secondo la ricostruzione degli investigatori, il rogo sarebbe stato appiccato in via Fra’ Gesualdo Melacrinò, nel cuore del centro storico reggino. Le fiamme, partite da un Peugeot Boxer dell’azienda, si sarebbero successivamente estese ad altri veicoli parcheggiati nelle vicinanze, danneggiando una Fiat 500, un Renault Master e parte di un edificio adiacente, compresi il portone d’ingresso e la facciata. L’incendio avrebbe inoltre messo a rischio l’incolumità dei residenti dello stabile.</div>
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<p>L’identificazione del presunto autore sarebbe stata possibile grazie all’attività della Squadra mobile di Reggio Calabria, che avrebbe ricostruito con precisione i movimenti dell’uomo attraverso le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. I filmati avrebbero immortalato una persona arrivare sul posto in bicicletta, avvicinarsi al mezzo, versare liquido infiammabile e appiccare il fuoco prima di allontanarsi. Le successive verifiche investigative avrebbero consentito di collegare quel percorso a Rosmini, anche grazie all’individuazione di una bicicletta ritenuta compatibile con quella ripresa dalle telecamere e alla ricostruzione del tragitto seguito fino all’area in cui risiede l’indagato. Pur non avendo riportato condanne definitive per associazione mafiosa, Rosmini viene indicato dagli inquirenti come figura di rilievo all’interno dell’omonima cosca. Nell’ordinanza cautelare viene infatti descritto come “esponente di spicco dell’omonima cosca”, mentre alcuni collaboratori di giustizia lo avrebbero definito “<em>una delle colonne portanti del sodalizio</em>”.</p>
<p>Nel motivare la misura cautelare, il Gip evidenzia che “<em>sussistono i gravi indizi di colpevolezza</em>” nei confronti dell’indagato, sottolineando inoltre il rischio di reiterazione del reato e di possibile inquinamento delle prove. Sebbene il movente dell’episodio non sia stato ancora completamente chiarito, il giudice attribuisce all’azione un preciso significato intimidatorio. Nell’ordinanza si legge infatti che l’incendio avrebbe avuto “<em>una valenza nitidamente intimidatoria”</em>. Per quanto riguarda l’aggravante mafiosa, i magistrati ritengono che il gesto sia riconducibile a una logica di intimidazione tipica della criminalità organizzata. Secondo il provvedimento, “<em>l’azione appare inequivocabilmente dimostrativa della volontà di recare un avvertimento di carattere ‘ndranghetistico nei confronti di due imprenditori iscritti all’associazione antiracket ‘Reggio Libera Reggio’, mediante un gesto eclatante che, non solo nei loro confronti, ma altresì in generale nel territorio di riferimento, appare percepibile come promanante dalla criminalità organizzata</em>”.</p>
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		<title>Associazione antiracket Lamezia in Tribunale al fianco dell&#8217;imprenditore e socio Simone Aiello</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/associazione-antiracket-lamezia-in-tribunale-al-fianco-dellimprenditore-e-socio-simone-aiello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 09:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il nostro socio Simone Aiello è stato sentito come testimone dal Tribunale Collegiale Penale di Catanzaro. La sua deposizione aveva ad oggetto le minacce dallo stesso subite da alcuni soggetti operanti durante i lavori edili che Simone stava conducendo a capo della sua ditta. Il suo comportamento è stato esemplare in ogni momento: a partire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il nostro socio Simone Aiello è stato sentito come testimone dal Tribunale Collegiale Penale di Catanzaro. La sua deposizione aveva ad oggetto le minacce dallo stesso subite da alcuni soggetti operanti durante i lavori edili che Simone stava conducendo a capo della sua ditta. Il suo comportamento è stato esemplare in ogni momento: a partire dall&#8217;inizio di questa brutta storia, allorquando ha immediatamente denunciato l&#8217;episodio estorsivo, alla collaborazione con le Forze dell&#8217;Ordine a ieri, quando ha chiaramente ribadito i fatti, pronunciato i nomi e mantenuto la schiena dritta. Con lui, come sempre in tutte le altre occasioni in cui uno di noi viene sentito in Tribunale, erano presenti molti soci di ALA, suoi colleghi imprenditori, amici ma soprattutto orgogliosi di lui&#8221; &#8211; è la dichiarazione rilasciata dall&#8217;associazione antiracket.</p>
<p>&#8220;La testimonianza resa &#8211; si legge in una nota &#8211; rappresenta il punto più visibile di un percorso di responsabilità iniziato anni fa e sostenuto da ALA sin dall&#8217;inizio. L&#8217;associazione è stata accanto al socio dal momento della denuncia, nei passaggi più complessi del procedimento e, ieri, anche nell&#8217;aula di giustizia con una presenza numerosa di imprenditori associati. Una presenza non formale, ma concreta: la dimostrazione che chi denuncia non è solo. La vicenda si inserisce nel più ampio contesto della lotta al racket e all&#8217;usura nel territorio, un impegno che ieri ha conosciuto un altro passo significativo con la firma in Prefettura del nuovo Protocollo contro usura ed estorsione, sottoscritto da istituzioni, forze dell&#8217;ordine, parti sociali e associazioni, tra cui ALA. Un patto che rafforza gli strumenti di tutela e ascolto messi a disposizione degli imprenditori e che riconosce il ruolo essenziale delle associazioni antiracket nel costruire fiducia, accompagnamento e prossimità&#8221;.</p>
<p>Attraverso il proprio sportello attivo presso il Civico Trame di Lamezia Terme, ALA offre accoglienza, orientamento e assistenza a chi sceglie di denunciare o teme pressioni illecite. L&#8217;esperienza maturata negli anni dimostra che oggi esiste una rete solida, capace di sostenere chi decide di rompere il silenzio e difendere la propria libertà economica.<br />
&#8220;La storia del socio ascoltato in Tribunale lo conferma- prosegue la nota -: denunciare è possibile, è giusto, ed è una scelta di responsabilità verso la propria impresa e verso il territorio. Una scelta che ALA continua a sostenere con convinzione, ricordando che preservare l&#8217;economia sana della nostra comunità è un dovere condiviso, e che ogni imprenditore ha oggi la possibilità di non voltarsi dall&#8217;altra parte&#8221;.</p>
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		<title>Ondata di furti nel lametino, Associazione Antiracket Ala: &#8220;Tenere alta l&#8217;attenzione&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ondata-di-furti-nel-lametino-associazione-antiracket-ala-tenere-alta-lattenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 10:07:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[ALA]]></category>
		<category><![CDATA[Antiracket]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[furti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce la preoccupazione tra commercianti e imprenditori di Lamezia Terme a seguito di una serie di furti che, negli ultimi giorni, ha colpito ripetutamente attività economiche della città. Tra le vittime di questi episodi si contano anche diversi soci dell&#8217;associazione antiracket Ala, impegnata nella tutela della legalità e nel sostegno concreto a chi decide di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ondata-di-furti-nel-lametino-associazione-antiracket-ala-tenere-alta-lattenzione/">Ondata di furti nel lametino, Associazione Antiracket Ala: &#8220;Tenere alta l&#8217;attenzione&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce la preoccupazione tra commercianti e imprenditori di Lamezia Terme a seguito di una serie di furti che, negli ultimi giorni, ha colpito ripetutamente attività economiche della città. Tra le vittime di questi episodi si contano anche diversi soci dell&#8217;associazione antiracket Ala, impegnata nella tutela della legalità e nel sostegno concreto a chi decide di dire &#8220;no&#8221; a racket e usura. Proprio alla luce di questa escalation, una delegazione di Ala è stata ricevuta nei giorni scorsi dalle forze dell&#8217;ordine operanti sul territorio per fare il punto della situazione e chiedere rassicurazioni in merito alle attività di controllo e prevenzione in corso. </p>
<p>Sono stati richiesti, in particolare, il rafforzamento del coordinamento interforze, affinché le diverse componenti possano agire in maniera sinergica e coordinata nella gestione della sicurezza sul territorio, e la verifica puntuale dello stato degli impianti di videosorveglianza pubblici, con l&#8217;auspicio che ogni ente preposto vigili sul loro corretto funzionamento e tempestiva manutenzione, per garantire un efficace supporto alle attività investigative e preventive. Durante gli incontri, i rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine hanno confermato di avere già avviato un&#8217;attenzione specifica sugli episodi denunciati e hanno garantito il massimo impegno nelle indagini e nella vigilanza, assicurando che la situazione è monitorata con scrupolo. Allo stesso tempo, però, l&#8217;invito rivolto ai commercianti è quello di mantenere alta l&#8217;attenzione, pur senza cedere ad allarmismi. «In momenti come questi – spiegano dall&#8217;associazione Ala – è fondamentale collaborare e fare rete, adottando quelle misure di prevenzione che possono fare davvero la differenza».</p>
<p>Tra le principali raccomandazioni: verificare il corretto funzionamento di impianti di allarme e videosorveglianza, provvedendo ad attivarli dove mancanti, evitare di lasciare denaro in cassa durante la notte, svuotando gli incassi a fine giornata, prestare attenzione a movimenti sospetti nei pressi delle attività, e segnalare tempestivamente ogni anomalia alle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ondata-di-furti-nel-lametino-associazione-antiracket-ala-tenere-alta-lattenzione/">Ondata di furti nel lametino, Associazione Antiracket Ala: &#8220;Tenere alta l&#8217;attenzione&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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