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	<title>Altroconsumo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Apr 2024 13:47:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Indagine Altroconsumo, &#8216;liste d’attesa Ssn incubo per 9 italiani su 10&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indagine-altroconsumo-liste-dattesa-ssn-incubo-per-9-italiani-su-10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 09:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Attese lunghissime, strutture ospedaliere lontane, difficoltà con i Cup e, troppo spesso, agende di prenotazione bloccate. Per 9 italiani su 10 le liste d’attesa del Ssn sono un incubo. A certificarlo, se ce ne fosse ancora bisogno, è un’indagine di Altroconsumo secondo la quale su 1.100 cittadini intervistati oltre 950 hanno avuto difficoltà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Attese lunghissime, strutture ospedaliere lontane, difficoltà con i Cup e, troppo spesso, agende di prenotazione bloccate. Per 9 italiani su 10 le liste d’attesa del Ssn sono un incubo. A certificarlo, se ce ne fosse ancora bisogno, è un’indagine di Altroconsumo secondo la quale su 1.100 cittadini intervistati oltre 950 hanno avuto difficoltà nel prenotare una visita o un esame con il Ssn nel corso dell’ultimo anno. L&#8217;indagine condotta su un campione aderente ad ACmakers, la community che collabora alle ricerche dell’Organizzazione, e focalizzata sulla problematica delle liste d’attesa, conferma un quadro sconfortante e fortemente critico, che non sembra registrare segnali di miglioramento. Gli italiani, quando va bene, sono costretti a rivolgersi al privato e a pagare di tasca propria ma in troppi rinunciano a curarsi. Gran parte dei problemi &#8211; secondo Altroconsumo &#8211; si sono registrati con le visite specialistiche (per 2/3 delle segnalazioni ricevute): in particolare, le visite più citate sono quella oculistica (circa 180 segnalazioni) e dermatologica (circa 100, per lo più riguardanti il controllo dei nei). Tra gli esami più segnalati: ecografie dell&#8217;addome, tiroide, mammella e della spalla (circa 150), risonanze magnetiche, Tac (circa 100) e gastroscopia (circa 25). In realtà questo elenco non sorprende: visite oculistiche e dermatologiche, gastroscopie ed ecografie dell’addome sono da sempre le prestazioni che i cittadini pagano di più di tasca propria, prenotando nel privato, come confermano anche gli ultimi dati di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sull’attività intramoenia, cioè l’attività privata degli ospedali pubblici. Ma quali sono più nello specifico i problemi riscontrati? Innanzitutto, per 2/3 degli intervistati, le attese oltre le urgenze indicate sulla ricetta, ma anche strutture ospedaliere troppo lontane, appuntamenti non disponibili a causa delle prenotazione chiuse (fenomeno peraltro illegale). Ma non solo: Cup difficili da contattare, ricette che scadono, controlli che saltano.</p>
<p>Il problema delle attese eccessive – si legge nel report &#8211; riguarda la grande maggioranza degli intervistati; è impossibile per tanti fare visite ed esami nei tempi suggeriti dal medico, anche quando c’è un’urgenza indicata sulla ricetta (117). Ma colpisce che circa 1/4 di queste segnalazioni (263) riguardi l’impossibilità di prenotare una visita o un esame per via delle agende chiuse. Non è tutto: circa un quarto dei cittadini che hanno avuto problemi per avere l&#8217;appuntamento nei tempi prescritti dal medico, avrebbero dovuto recarsi in una struttura scomoda, talvolta lontana anche 100 km o più da casa, perché nella loro provincia il primo posto sarebbe stato disponibile solo dopo molti mesi. Questo accade perché i cosiddetti “ambiti territoriali di garanzia”, in cui i Cup possono prenotare le prestazioni, possono essere vasti. Seppur lecito, per molti è un disagio molto forte, se non un ostacolo alle cure, e questa pratica disattende il rispetto di quel “principio di prossimità e raggiungibilità” che viene citato dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa. Anche le difficoltà a contattare il Cup (Centro unico di prenotazione regionale) sono denunciate frequentemente, visto che più di 1/5 degli intervistati dice di averle avute, tra attese molto lunghe, numeri sempre occupati e linea che cade dopo aver atteso inutilmente. Ma purtroppo, sulle attese al telefono con il Cup, non sono previste particolari tutele. La situazione non migliora sul fronte ricoveri. Dei 1.100 intervistati – riporta il sondaggio &#8211; in circa 300 hanno detto di essere stati inseriti in lista d’attesa per un ricovero negli ultimi due anni. Poco più della metà dei cittadini è stata ricoverata nei tempi previsti; circa 100 persone invece non sono state così fortunate e circa 50 sono ancora in attesa di sapere quando verranno chiamate. Fra i motivi dei ritardi riscontrati: la mancanza di medici, di letti, l’assenza dell’agenda dei prossimi mesi. In tutte le testimonianze traspare comunque l’impotenza dell’attesa senza informazioni, metà degli intervistati che ha segnalato problemi ha deciso alla fine di rivolgersi ai privati.  “La crisi in cui versa il Ssn è sotto gli occhi di tutti da tempo poiché è stato, nel corso degli anni, gravemente sotto-finanziato da tutte le forze politiche e cause più recenti ne hanno accelerato il collasso, in primis la pandemia di Covid 19 &#8211; dichiara Federico Cavallo, responsabile Relazioni esterne Altroconsumo &#8211; Ciò che resta purtroppo costante è l’inadeguatezza delle risposte che la politica ha messo di volta in volta in campo. Un dato valga per tutti: secondo l’ultimo rapporto Bes dell’Istat, nel 2023 circa 4,5 milioni di cittadini hanno dovuto rinunciare a visite mediche o accertamenti diagnostici per problemi economici, di liste di attesa o difficoltà di accesso. Si tratta del 7,6% della popolazione: in aumento rispetto al 7% del 2022 e al 6,3% del 2019&#8243;.  E ciò &#8220;che è ancora più preoccupante è il fatto che il trend di spesa per la sanità &#8211; in percentuale sul Pil &#8211; è previsto calare nei prossimi anni, un segnale evidente di come la situazione non potrà certo migliorare, ma semmai peggiorare ulteriormente.</p>
<p>Noi, come Altroconsumo &#8211; aggiunge Cavallo &#8211; continueremo a fare la nostra parte monitorando attentamente la situazione, agendo in sinergia con altre realtà impegnate a promuovere i principi di un Servizio sanitario pubblico, equo e universalistico, come la Fondazione Gimbe, e mettendo a disposizione dei cittadini informazioni e strumenti utili a far valere i propri diritti, così come previsti dalla Costituzione e dalle leggi italiane”. Il &#8220;grave stato di salute del Ssn impone una profonda riflessione – sottolinea Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe &#8211; l’impatto dell’indebolimento della sanità pubblica sulla salute individuale e collettiva deve considerare anche il livello socio-economico della popolazione. L’aumento del numero di famiglie che vivono sotto la soglia della povertà assoluta, se da un lato “argina” la spesa out-of-pocket – quella che si paga di tasca propria – dall’altro aumenterà la rinuncia alle cure, peggiorando la salute e sino a ridurre l’aspettativa di vita proprio di quegli “indigenti” che l’art. 32 indica come persone a cui fornire cure” gratuite. “Indubbiamente, i tempi di attesa costituiscono una delle principali criticità del Ssn – conclude Cartabellotta &#8211; con cui cittadini e pazienti si scontrano quotidianamente subendo gravi disagi, come la necessità di ricorrere alle strutture private o la migrazione sanitaria, sino alla rinuncia alle cure. Un problema che da sempre affligge il nostro Ssn, ma che negli ultimi anni si è aggravato per l’enorme quantità di prestazioni non erogate durante la pandemia Covid-19. Tuttavia, le misure per l’abbattimento delle liste di attesa previste nell’ultima Manovra sono state guidate da una logica ‘prestazionistica’, senza alcun provvedimento mirato a monitorare e ridurre l’inappropriatezza delle prestazioni. Inoltre, il potenziamento dell’offerta è stato &#8216;scaricato&#8217; di fatto sul tempo, sempre più esiguo, dei professionisti sanitari. Infine, l’aggiornamento del nuovo Piano nazionale governo liste di attesa, scaduto nel 2021, è ancora in progress”.  &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>I migliori pandori e panettoni per Natale? Ecco la classifica stilata da Altroconsumo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/i-migliori-pandori-e-panettoni-per-natale-ecco-la-classifica-stilata-da-altroconsumo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Dec 2023 08:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Con l&#8217;avvicinarsi del Natale tornano sulle nostre tavole le classiche specialità di questo magico periodo e si riaccende l’eterna disputa tra due dei dolci più amati dagli italiani, panettone e pandoro. Difficile stabilire quale sia più buono, il verdetto è molto soggettivo. Ma come scegliere il prodotto migliore da un punto di vista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Con l&#8217;avvicinarsi del Natale tornano sulle nostre tavole le classiche specialità di questo magico periodo e si riaccende l’eterna disputa tra due dei dolci più amati dagli italiani, panettone e pandoro. Difficile stabilire quale sia più buono, il verdetto è molto soggettivo. Ma come scegliere il prodotto migliore da un punto di vista qualitativo tra le varie proposte presenti sul mercato? Al fine di guidare i consumatori nel processo di acquisto, Altroconsumo ha stilato, come ogni anno, la classifica dei migliori panettoni e pandori. Per il 2023 sono stati messi a confronto 12 panettoni e 10 pandori.  Il test è stato condotto in due fasi: per prima cosa sono state effettuate delle analisi di laboratorio, volte a verificare il rispetto del disciplinare di produzione, controllando l’eventuale presenza di muffe e lieviti, microrganismi che possono trovare facile terreno di sviluppo nei prodotti lievitati da forno. In parallelo è stata effettuata una prova di assaggio da parte di una doppia giuria di pasticceri e consumatori, che hanno giudicato sapore, aspetto e consistenza di tutti i panettoni ed i pandori portati in laboratorio.</p>
<p>Per quanto riguarda il prezzo, è possibile ancora trovare panettoni e pandori a prezzi ragionevoli soprattutto tra i marchi del distributore: nel test ce ne sono diversi ad un prezzo inferiore ai 5 euro. Anche i prodotti di marca hanno un posizionamento di prezzo abbastanza contenuto. Altroconsumo ha trovato panettoni e pandori di grandi marchi ad un prezzo inferiore ai 7 euro. Se dopo un anno di prezzi in aumento e di inflazione che corre eravamo preparati a spendere di più anche per questi dolci, possiamo tirare un respiro di sollievo: dopo gli aumenti registrati nel 2022, quest’anno il panettone e il pandoro in supermercati e discount non sono aumentati ancora e le poche differenze di prezzo rilevate, sono minime. Questo avviene perché l&#8217;industria dolciaria e alimentare sfrutta l&#8217;economia di scala e i macchinari, che fanno ottimizzare i tempi di lavoro, per tenere più contenuti i costi di questi dolci che a volte, complici anche politiche di prezzo aggressive della grande distribuzione, arriva a costare davvero poco.</p>
<p>Il test Altroconsumo 2023 sui pandori ha premiato anche quest’anno con il titolo di Migliore del Test il magnifico Pandoro Tre Marie (1 kg, prezzo medio 13,09 euro al kg): all’assaggio ha soddisfatto sia gli esperti pasticceri sia i consumatori. Nella classifica svetta anche un dolce di una catena di distribuzione: si tratta del Pandoro Conad (1 kg, prezzo medio 4,23 euro al kg) che ha ottenuto ottimi giudizi nella maggior parte delle verifiche di laboratorio ed è piaciuto molto all’assaggio dei pasticceri.  Il test ha premiato con il doppio titolo di Migliore del Test e Migliore Acquisto il panettone basso Le Grazie di Esselunga (1kg, prezzo medio al kg 4,99 euro): la qualità degli ingredienti ha ottime valutazioni e pasticceri e consumatori lo hanno apprezzato all’assaggio, il tutto ad un prezzo davvero contenuto. Ha conquistato, invece, il titolo di Miglior Acquisto, per l’ottimo rapporto fra qualità e prezzo, il panettone classico Duca Moscati di Eurospin (1 kg, prezzo medio al kg 4,16 euro), premiato soprattutto dalla giuria di consumatori.  &#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Natale, da Altroconsumo la classifica dei migliori pandori e panettoni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/natale-da-altroconsumo-classifica-dei-migliori-pandori-e-panettoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 11:01:17 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/natale-da-altroconsumo-classifica-dei-migliori-pandori-e-panettoni/">Natale, da Altroconsumo la classifica dei migliori pandori e panettoni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Con l&#8217;avvicinarsi del Natale tornano sulle nostre tavole le classiche specialità di questo magico periodo e si riaccende l’eterna disputa tra due dei dolci più amati dagli italiani, panettone e pandoro. Difficile stabilire quale sia più buono, il verdetto è molto soggettivo. Ma come scegliere il prodotto migliore da un punto di vista qualitativo tra le varie proposte presenti sul mercato? Al fine di guidare i consumatori nel processo di acquisto, Altroconsumo ha stilato, come ogni anno, la classifica dei migliori panettoni e pandori. Per il 2023 sono stati messi a confronto 12 panettoni e 10 pandori.  Il test è stato condotto in due fasi: per prima cosa sono state effettuate delle analisi di laboratorio, volte a verificare il rispetto del disciplinare di produzione, controllando l’eventuale presenza di muffe e lieviti, microrganismi che possono trovare facile terreno di sviluppo nei prodotti lievitati da forno. In parallelo è stata effettuata una prova di assaggio da parte di una doppia giuria di pasticceri e consumatori, che hanno giudicato sapore, aspetto e consistenza di tutti i panettoni ed i pandori portati in laboratorio.</p>
<p>Per quanto riguarda il prezzo, è possibile ancora trovare panettoni e pandori a prezzi ragionevoli soprattutto tra i marchi del distributore: nel test ce ne sono diversi ad un prezzo inferiore ai 5 euro. Anche i prodotti di marca hanno un posizionamento di prezzo abbastanza contenuto. Altroconsumo ha trovato panettoni e pandori di grandi marchi ad un prezzo inferiore ai 7 euro. Se dopo un anno di prezzi in aumento e di inflazione che corre eravamo preparati a spendere di più anche per questi dolci, possiamo tirare un respiro di sollievo: dopo gli aumenti registrati nel 2022, quest’anno il panettone e il pandoro in supermercati e discount non sono aumentati ancora e le poche differenze di prezzo rilevate, sono minime. Questo avviene perché l&#8217;industria dolciaria e alimentare sfrutta l&#8217;economia di scala e i macchinari, che fanno ottimizzare i tempi di lavoro, per tenere più contenuti i costi di questi dolci che a volte, complici anche politiche di prezzo aggressive della grande distribuzione, arriva a costare davvero poco.</p>
<p>Il test Altroconsumo 2023 sui pandori ha premiato anche quest’anno con il titolo di Migliore del Test il magnifico Pandoro Tre Marie (1 kg, prezzo medio 13,09 euro al kg): all’assaggio ha soddisfatto sia gli esperti pasticceri sia i consumatori. Nella classifica svetta anche un dolce di una catena di distribuzione: si tratta del Pandoro Conad (1 kg, prezzo medio 4,23 euro al kg) che ha ottenuto ottimi giudizi nella maggior parte delle verifiche di laboratorio ed è piaciuto molto all’assaggio dei pasticceri.  Il test ha premiato con il doppio titolo di Migliore del Test e Migliore Acquisto il panettone basso Le Grazie di Esselunga (1kg, prezzo medio al kg 4,99 euro): la qualità degli ingredienti ha ottime valutazioni e pasticceri e consumatori lo hanno apprezzato all’assaggio, il tutto ad un prezzo davvero contenuto. Ha conquistato, invece, il titolo di Miglior Acquisto, per l’ottimo rapporto fra qualità e prezzo, il panettone classico Duca Moscati di Eurospin (1 kg, prezzo medio al kg 4,16 euro), premiato soprattutto dalla giuria di consumatori.  &#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/natale-da-altroconsumo-classifica-dei-migliori-pandori-e-panettoni/">Natale, da Altroconsumo la classifica dei migliori pandori e panettoni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>BCC della Calabria Ulteriore, per Altroconsumo è uno degli Istituti più patrimonializzati del Paese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bcc-della-calabria-ulteriore-per-altroconsumo-e-uno-degli-istituti-piu-patrimonializzati-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2023 08:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Altroconsumo]]></category>
		<category><![CDATA[BCC della Calabria Ulteriore]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonializzato]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano Barbanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La BCC della Calabria Ulteriore è una banca più che solida. A certificarlo è stato Altroconsumo, l’associazione dei consumatori, che nei giorni scorsi ha diffuso la classifica delle Banche più sicure del Paese&#8221;. Lo si legge in una nota dell&#8217;istituto che aggiunge: &#8220;In questa particolare classifica la BCC della Calabria Ulteriore guadagna il massimo del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La BCC della Calabria Ulteriore è una banca più che solida. A certificarlo è stato Altroconsumo, l’associazione dei consumatori, che nei giorni scorsi ha diffuso la classifica delle Banche più sicure del Paese&#8221;. Lo si legge in una nota dell&#8217;istituto che aggiunge: &#8220;In questa particolare classifica la BCC della Calabria Ulteriore guadagna il massimo del rating (5 stelle) grazie all’elevata patrimonializzazione dell’Istituto. Un&#8217;ulteriore riprova dell’attenzione con la quale il management gestisce i risparmi di tutti i correntisti cercando di creare valore per tutta la comunità bancaria. Un dato che è cristallizzato nei bilanci, ma che oggi trova una conferma nell’indagine di un organismo indipendente come Altroconsumo. L’Associazione riferisce che per stilare questa classifica si è basata, tra gli altri, su due indicatori tecnici: il CeT 1 Ratio e il Total Capital Ratio. Questi indicano il rapporto tra il patrimonio della Banca e i rischi che si è assunta investendo e concedendo credito. Hanno poi riassunto in un unico punteggio i dati dei due indici&#8221;. </p>
<p>&#8220;Tutto ciò &#8211; prosegue la nota &#8211; ha permesso all’Istituto di ottenere un punteggio di 435,8 e un rating di 5 stelle che indica le Banche più solide. Una notizia quindi più che positiva, non solo per i correntisti, ma anche per tutti i soci. La BCC della Calabria Ulteriore impiega, infatti, le risorse finanziarie a vantaggio del territorio nel quale le raccoglie. Per legge, il 95% delle attività deve essere mantenuto nella zona in cui opera&#8221;.</p>
<p>«Un dato che sicuramente salutiamo con soddisfazione &#8211; dice Sebastiano Barbanti, Presidente del CdA della BCC della Calabria Ulteriore &#8211; che ci conferma come la strada intrapresa per il rilancio dell’Istituto sia quella giusta. Naturalmente per noi non è un punto di arrivo, ma un ulteriore step raggiunto dal quale ripartire. Abbiamo in serbo, infatti, per i nostri clienti una serie di prodotti finanziari innovativi che presto presenteremo al mercato». Un altro dato da sottolineare della classifica di Altroconsumo è la presenza nelle prime posizioni di diverse BCC «Le nostre banche sono tra le più patrimonializzate del sistema bancario &#8211; conclude Barbanti &#8211; grazie al vincolo di destinare a riserva indivisibile almeno il 70% degli utili netti annuali».</p>
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