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	<title>Albania Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 01 Aug 2025 11:24:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Paesi sicuri e migranti, la Corte di giustizia dell’Ue boccia il governo Meloni e il “modello Albania”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/migranti-corte-ue-paese-sicuro-se-lo-e-per-tutta-la-popolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 08:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino all&#8217;entrata in vigore di un nuovo regolamento destinato a sostituire la direttiva attualmente applicabile, uno Stato membro dell’Ue non può designare come Paese di origine “sicuro” un Paese terzo che non soddisfi, per alcune categorie di persone, le condizioni sostanziali di questa designazione. Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell’Ue, nella sentenza che riguarda il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="" class="art-text">Fino all&#8217;entrata in vigore di un nuovo regolamento destinato a sostituire la direttiva attualmente applicabile,<span id="U112038150684CDH"> uno Stato membro dell’Ue non può designare come Paese di origine “sicuro” un Paese terzo che non soddisfi, per alcune categorie di persone, le condizioni sostanziali di questa designazione</span>. Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell’Ue, nella sentenza che riguarda il caso di due cittadini del Bangladesh che erano stati portati dalle autorità italiane in un Cpt in Albania.</p>
<p id="" class="art-text">&#8220;Sorprende la decisione della Corte di Giustizia Ue in merito ai Paesi sicuri di provenienza dei migranti illegali. Ancora una volta la giurisdizione, questa volta europea, rivendica spazi che non le competono, a fronte di responsabilità che sono politiche&#8221;, sottolinea una nota di Palazzo Chigi.</p>
<p id="" class="art-text">&#8220;La Corte di Giustizia Ue &#8211; prosegue il comunicato &#8211; decide di consegnare a un qualsivoglia giudice nazionale la decisione non sui singoli casi, bensì sulla parte della politica migratoria relativa alla disciplina dei rimpatri e delle espulsioni degli irregolari.<span id="U112038150684iy"> Così, ad esempio, per l’individuazione dei cosiddetti Paesi sicuri fa prevalere la decisione del giudice nazionale</span>, fondata perfino su fonti private, rispetto agli esiti delle complesse istruttorie condotte dai ministeri interessati e valutate dal Parlamento sovrano. <span id="U112038150684qu">È un passaggio che dovrebbe preoccupare tutti</span> &#8211; incluse le forze politiche che oggi esultano per la sentenza &#8211; <span id="U112038150684TPH">perché riduce ulteriormente i già ristretti margini di autonomia dei Governi e dei Parlamenti</span> nell’indirizzo normativo e amministrativo del fenomeno migratorio&#8221;.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<title>Migranti, dalla Cassazione dubbi di costituzionalità sull’intesa Italia-Albania: Ecco perchè</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/migranti-dalla-cassazione-dubbi-di-costituzionalita-sullintesa-italia-albania-ecco-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 09:44:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo affondo della corte di Cassazione contro un provvedimento del governo. Dopo le criticità espresse sul decreto sicurezza, arrivano i “dubbi di costituzionalità” espressi dall’ufficio del Massimario e del ruolo (lo stesso che aveva criticato il testo sulla sicurezza) al protocollo d’intesa siglato con l’Albania. In una corposa relazione la Cassazione evidenzia numerose criticità dell’accordo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo affondo della corte di Cassazione contro un provvedimento del governo. Dopo le criticità espresse sul decreto sicurezza, arrivano i “dubbi di costituzionalità” espressi dall’ufficio del Massimario e del ruolo (lo stesso che aveva criticato il testo sulla sicurezza) al protocollo d’intesa siglato con l’Albania. In una corposa relazione la Cassazione evidenzia numerose criticità dell’accordo spiegando anche che «la dottrina ha espresso numerosi dubbi di compatibilità con la Costituzione e con il Diritto internazionale, soffermandosi poi specificamente sul rapporto tra il Protocollo e il diritto dell’Unione». Nella relazione redatta dall’ufficio del massimario e del ruolo &#8211; di cui scrive oggi il Manifesto &#8211; la Suprema Corte analizza il protocollo evidenziandone le criticità non solo con la Costituzione, ma anche con il diritto internazionale e quello dell’Unione Europea.<br />
<strong>Anm: rispettare il ruolo della Cassazione</strong><br />
Una presa di posizione che insieme a quella sul decreto sicurezza riaccende inevitabilmente la tensione tra magistratura ed esecutivo. Uno dei compiti dell’ufficio della Suprema Corte &#8211; ricorda però l’Anm &#8211; «è proprio quello di redigere le relazioni sulle novità normative, evidenziandone anche le eventuali criticità dal punto di vista della tenuta costituzionale», L’Associazione nazionale magistrati chiede dunque «rispetto nel democratico confronto fra le istituzioni dello Stato»</p>
<p><strong>Le possibili violazioni dei diritti costituzionali</strong><br />
Nel paragrafo dedicato al rapporto tra il protocollo Italia-Albania e la Costituzione, la relazione dell’ufficio del massimario della Cassazione evidenzia numerosi possibili violazioni dei diritti costituzionali, da quello alla salute a quello di difesa. L’intesa, per esempio, &#8211; scrive la Suprema Corte &#8211; omette di «individuare con precisione la categoria di persone cui l’accordo si riferisce e limitandosi ad individuarli come ’migranti’&#8230;ingenera una complessiva disparità di trattamento tra gli stranieri da condurre in Italia e i ’migranti’ da trasferire in Albania».<br />
<strong>Gli ostacoli al diritto d’asilo</strong><br />
Secondo la Cassazione, poi, l’accordo sarebbe d’ostacolo al diritto di asilo mancando una «disciplina analitica degli aspetti procedurali». Indicazioni che sarebbero necessarie &#8211; secondo i giudici &#8211; per neutralizzare «il dislivello giuridico derivante dalla extraterritorialità, assicurando ai migranti condotti nei siti albanesi eguali garanzie rispetto ai migranti in territorio italiano». È stato inoltre osservato che, secondo quanto indicato dal Protocollo, «il trattenimento non è più previsto come l’extrema ratio, come previsto dalla disciplina europea» ma costituisce «l’unica alternativa indicata dal legislatore, in violazione delle garanzie a tutela della libertà personale».<br />
Un’ulteriore criticità «è stata ravvisata nella materiale impossibilità, in caso di detenzione all’estero, di rimettere in libertà l’individuo, una volta che siano cessati gli effetti del titolo del trattenimento. In base al protocollo, infatti, lo straniero non può essere rilasciato in Albania e deve essere ricondotto in Italia, con la conseguenza che, considerati i tempi tecnici necessari per il trasferimento su una nave o per via aerea, appare oltremodo probabile che si verifichi un trattenimento dello straniero sine titulo della durata di diverse ore, se non addirittura di alcuni giorni».</p>
<p><strong>Il diritto alla difesa e alla salute</strong><br />
Riguardo al diritto di difesa, la Corte sottolinea «come le modalità di esercizio del diritto di difesa delle persone straniere trattenute in Albania non risultano disciplinate da norme legislative, ma affidate alla discrezionalità del ’responsabile italiano del centro’». Infine, è stato osservato come il protocollo &#8211; «nello stabilire che ’in caso di esigenze sanitarie alle quali le autorità italiane non possono far fronte &#8230; le autorità albanesi collaborano con le autorità italiane responsabili delle medesime strutture per assicurare le cure mediche indispensabili e indifferibili ai migranti ivi trattenuti’ &#8211; possa comportare un grave pregiudizio per il diritto alla salute dei ’migranti’, protetto dall’art. 32 della Costituzione, atteso che il livello di assistenza sanitaria albanese non è comparabile con quello italiano».<br />
<em>(Fonte: ilsole24ore.com)</em></p>
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		<item>
		<title>Albania-Calabria, incontro istituzionale tra Begaj e Occhiuto: rafforzare cooperazione per stimolare sviluppo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/albania-calabria-incontro-istituzionale-tra-begaj-e-occhiuto-rafforzare-cooperazione-per-stimolare-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 13:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della Repubblica di Albania, Bajram Begaj, in visita ufficiale in Calabria, è stato ricevuto oggi nella Cittadella regionale di Catanzaro dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Ad accogliere il Capo dello Stato albanese, anche l’assessore regionale all’Agricoltura e ai Trasporti, Gianluca Gallo. L’incontro ha rappresentato un momento di alto valore istituzionale e simbolico, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-323184-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Cittadella-.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Cittadella-.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Cittadella-.mp4</a></video></div>
<p>Il presidente della Repubblica di Albania, Bajram Begaj, in visita ufficiale in Calabria, è stato ricevuto oggi nella Cittadella regionale di Catanzaro dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Ad accogliere il Capo dello Stato albanese, anche l’assessore regionale all’Agricoltura e ai Trasporti, Gianluca Gallo. L’incontro ha rappresentato un momento di alto valore istituzionale e simbolico, consolidando il legame storico e culturale che unisce la Calabria all’Albania, con un pensiero particolare rivolto alla comunità arbëreshë, che da secoli è parte integrante del tessuto sociale e culturale calabrese.</p>
<p>“Tra Calabria e Albania &#8211; ha dichiarato il Presidente Occhiuto &#8211; esiste un rapporto solido, fondato su radici profonde.<br />
Un legame che oggi può tradursi in un’occasione concreta di crescita reciproca.<br />
Entrambe le realtà condividono il dramma dello spopolamento giovanile: molti ragazzi e ragazze lasciano i propri territori in cerca di opportunità altrove. Insieme, possiamo creare le condizioni per invertire questa tendenza”.<br />
Nel corso del colloquio sono emerse numerose prospettive di cooperazione nei settori del turismo sostenibile, della formazione universitaria, dell’innovazione e della mobilità, con l’obiettivo di valorizzare i territori e costruire nuove traiettorie di sviluppo euro-mediterraneo.</p>
<p>Il presidente Occhiuto ha ricordato l’attivazione del volo diretto Lamezia Terme–Tirana come esempio concreto di integrazione tra le due sponde dell’Adriatico, sottolineando la volontà della Calabria di proporsi come partner strategico dell’Albania.<br />
“Oggi &#8211; ha concluso Occhiuto &#8211; abbiamo la possibilità di far conoscere la nostra Regione per le sue straordinarie potenzialità, superando gli stereotipi del passato.<br />
È fondamentale rafforzare questo ponte culturale ed economico, non solo con l’Albania, ma anche con tutti quei cittadini calabresi che mantengono vivo il legame con le loro origini arbëreshë”.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Traffico internazionale di droga, sgominata organizzazione italo-albanese: 15 arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/traffico-internazionale-droga-sgominata-organizzazione-italo-albanese-15-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 12:09:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-293510-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-PS.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-PS.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-PS.mp4</a></video></div>
<p>Dalle 4:00 di questa mattina otre 100 tra militari della Guardia di Finanza e agenti della Polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna e sotto la direzione del Sostituto Procuratore, Roberto Ceroni, hanno dato esecuzione all’Ordinanza di Applicazione di Misura Cautelare Personale nei confronti di n. 15 soggetti (di cui 12 in carcere e 3 agli arresti domiciliari), eseguendo al contempo un Decreto di perquisizione personale, locale e sequestro nei confronti di 16 soggetti. La attività d’indagine ha permesso di individuare un’organizzazione criminale italo/albanese che – di base nella provincia di Reggio Emilia e dedita al traffico internazionale di stupefacenti &#8211; dal 2020, ha importato e acquistato (dall’Albania, Kosovo, Ecuador, Colombia e Paesi Bassi) nonché detenuto e venduto sull’intero territorio nazionale (con, anche, <strong>alcune distribuzioni avvenute dalla provincia di Reggio Emilia verso la Calabria</strong>): kg. 23 di cocaina, kg. 06 di eroina, kg. 80 di hashish e kg. 240 di marijuana per un controvalore stimato in 8 milioni di euro. Nel corso delle complesse investigazioni – che hanno fatto emergere il carattere associativo dei reati perpetrati – è stato riscontrato il sodalizio fra soggetti di nazionalità albanese, altri appartenenti alla criminalità organizzata di tipo ‘ndranghetista ed altri ancora contigui alla criminalità laziale. Durante le indagini erano stati già arrestati n. 05 soggetti in flagranza di reato per traffico di stupefacenti, di cui 4 nuovamente colpiti dall’odierna ordinanza. Inoltre è stata accertata l’introduzione, dalla Spagna, nel territorio nazionale di € 75.000,00 in banconote di € 500,00 falsificate.</p>
<p>L&#8217;integrale ricostruzione dell’illecita attività di traffico internazionale di stupefacenti è stata possibile – oltre che al ricorso alle indagini tecniche con intercettazioni telefoniche ed ambientali &#8211; anche grazie alla posteriore acquisizione di numerose conversazioni telematiche che i narcotrafficanti, avevano scambiato tramite smartphone criptati tramite l&#8217;utilizzo dell&#8217;applicazione Sky-ECC. Tali dati, sono stati acquisiti a seguito di Ordine di Indagine Europeo (O.I.E.), grazie ad una complessa attività di polizia giudiziaria condotta dalle Forze di Polizia francesi, olandesi e belghe sulla piattaforma di comunicazione criptata SKYECC, ove è stato possibile attingere a milioni di messaggi di interesse investigativo, scambiati tra i membri di organizzazioni criminali e operanti in diversi paesi dell&#8217;Unione Europea. L’organizzazione criminale, si è dimostrata in grado di operare sul territorio nazionale in molteplici contesti geografici distinti, ma tra loro inscindibilmente interfunzionali:</p>
<p>&#8211; quello emiliano, dove si trovava la sede direzionale ed operativa (oltre che di dimora della maggior parte degli associati) di Bibbiano di Reggio Emilia e si localizzavano le ulteriori basi logistiche (Sassuolo e Polinago);</p>
<p>&#8211; quello calabrese, territorio utilizzato in connessione con gruppi criminali locali, sia per l&#8217;approvvigionamento di partite di cocaina che per la distribuzione di quantitativi di eroina, hashish e marijuana;</p>
<p>&#8211; quello romano, con l’ingresso in affari di soggetti ben inseriti nei circuiti criminali della capitale;</p>
<p>&#8211; quello veneziano, utilizzato sia come terminale per la distribuzione dello stupefacente che per l&#8217;estemporanea acquisizione di forniture di narcotico a fronte di contingenti esigenze, in relazione alle quali si attingeva anche al territorio torinese.</p>
<p>L’associazione &#8211; con elevate capacità di penetrazione nelle piazze di spaccio non solo emiliane, potendo contare, infatti, su una rete distributiva ramificata sull&#8217;intero territorio nazionale e su canali di approvvigionamento europei e sudamericani &#8211; veniva gestita come una vera e propria attività di impresa, con modalità assolutamente manageriali caratterizzate da una continua progettualità, un agile adattamento alle situazioni contingenti e alla ricerca del massimo profitto. L&#8217;elevato numero degli acquisti di sostanze stupefacenti e delle stesse cessioni, hanno confermato l&#8217;elevata pericolosità sociale dei correi che, per quanto concerne gli indagati di origine calabrese, si sostanzia altresì nell&#8217;esistenza di rapporti anche di natura familiare con esponenti della &#8216;ndrina calabrese riconducibile alla famiglia Grande Aracri, da anni radicata nel territorio emiliano. Contestualmente, sono state deferite alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, n. 10 persone fisiche stabilmente radicate nel reggiano (originari della Calabria e dell’Albania) che, attraverso n. 07 società (di cui 6 operanti nella provincia di Reggio Emilia e 1 in quella di Parma nonché n. 03 risultate vere e proprie cartiere), hanno emesso fatture per operazioni inesistenti per totali € 5.276.611,18, conseguendo un profitto illecito per un importo di oltre € 511.330,05. Le società operano (e in taluni casi, operavano, dal momento che hanno cessato la loro attività) prevalentemente nel settore edile.</p>
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		<title>&#8220;Otto mesi di ricovero dopo cure dentali in Albania&#8221;, storia di Simone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/otto-mesi-ricovero-dopo-cure-dentali-in-albania-storia-di-simone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 09:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
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		<category><![CDATA[denti]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Del Vecchio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; In ospedale da otto mesi per essersi sottoposto a cure dentali in Albania. E&#8217; la terribile storia del 36enne di Barletta, Simone Del Vecchio, di professione web designer, che si è sentito male in una clinica di Tirana. A rendere nota la vicenda il Corriere del Mezzogiorno. In una sola seduta gli hanno [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; In ospedale da otto mesi per essersi sottoposto a <strong>cure dentali in Albania</strong>. E&#8217; la terribile storia del 36enne di Barletta, <strong>Simone Del Vecchio</strong>, di professione web designer, che si è sentito male in una clinica di Tirana. A rendere nota la vicenda il <em>Corriere del Mezzogiorno</em>. <strong>In una sola seduta</strong> gli hanno estratto 20 denti su entrambe le arcate, messo un impianto e protesi. <strong>Il giovane ha subito quattro infarti.</strong><br />
I fatti risalgono a marzo. Dopo un periodo di degenza in Albania è stato portato in aeroambulanza a Bari, dove è stato ricoverato al Policlinico, restando in rianimazione per quasi due mesi.  A un certo punto, come ha spiegato il fratello gemello Marco nell&#8217;intervista al quotidiano, Simone si è svegliato ma nel corso del periodo successivo ha dovuto affrontare altre complicanze, compresa un&#8217;infezione. Ora si trova <strong>ricoverato all&#8217;ospedale di San Giovanni Rotondo</strong> per la riabilitazione ma proprio in queste ore è previsto un nuovo intervento chirurgico, come riporta il quotidiano &#8220;questa volta per risolvere una stenosi tracheale che gli toglie il respiro causata probabilmente dalla prolungata intubazione&#8221;. Non è la prima volta che si verificano situazioni simili, anche se non così eclatanti.</p>
<p>La vicenda ha riproposto il tema del cosiddetto<strong> &#8216;turismo dentale&#8217;</strong> cioè la possibilità di curarsi all&#8217;estero a prezzi inferiori e di risolvere tutto in una settimana/dieci giorni, per di più spesso con le spese dell&#8217;ospitalità pagate. Ed è un copione che grosso modo ricalca la vicenda di Simone.  &#8220;Al di là delle situazioni più eclatanti che salgono agli onori delle cronache si riscontra un atteggiamento di aggressività terapeutica finalizzata prevalentemente a fare profitto e non a cercare la salute dei pazienti&#8221; dice all&#8217;Adnkronos Fabio De Pascalis, presidente di Andi (<em>Associazione nazionale dentisti italiani</em>) Bari-Bat. &#8220;I tempi di guarigione biologica sono disattesi completamente perché queste prestazioni complesse vengono eseguite in tempi molto accorciati&#8221;. De Pascalis stigmatizza un atteggiamento da parte di queste strutture che &#8220;<strong>non guarda alla salute orale del paziente ma ad ottenere il maggiore profitto possibile</strong>. In una settimana/dieci giorni si fa tutto: viaggio, estrazione dei denti, impianti, protesi e riabilitazione. Lavori che richiederebbero mesi &#8211; continua &#8211; vengono, invece, fatti in brevissimo tempo. E questo può determinare anche dei problemi che possono manifestarsi non sempre nell&#8217;immediato ma, alcune volte, anche a distanza di tempo: un anno, un anno e mezzo. Se, poi, i pazienti non vengono seguiti dal punto di vista dell&#8217;igiene e delle visite di controllo possono avere dei problemi. E&#8217; quello che riscontriamo spesso&#8221;. Senza considerare le difficoltà di ottenere dei risarcimenti, per la insufficiente responsabilità che si assumerebbero le cliniche, come evidenziato anche dal fratello di Simone nell&#8217;intervista circa le difficoltà nell&#8217;avvio di una azione legale. &#8220;Specialmente nei Paesi extracomunitari &#8211; sottolinea De Pascalis &#8211; si risponde alle norme legislative del posto&#8221;. Non sono previste, insomma, le stesse protezioni in caso di errore. &#8220;Noi siamo obbligati a fare la responsabilità civile professionale proprio a tutela dei cittadini in caso di contenzioso. Non possiamo iscriverci all&#8217;ordine se non abbiamo l&#8217;assicurazione. Fare causa in un paese extracomunitario &#8211; evidenzia il presidente di Andi Bari-Bat &#8211; diventa un problema perché è più difficile accertare una eventuale responsabilità professionale e ottenere i risarcimenti. La commercializzazione della salute non è mai un aspetto positivo in assoluto&#8221;.  Ma come se ne esce, considerati anche i costi per le cure dentali in Italia? &#8220;Noi come Andi stiamo istituendo un fondo sanitario integrativo per l&#8217;assistenza odontoiatrica&#8221;, spiega De Pascalis.</p>
<p>&#8220;Il progetto è molto avanti ed è aperto a tutti i cittadini italiani. Con una quota molto contenuta, il paziente può accedere al fondo e usufruire di alcune prestazioni odontoiatriche, avendo un contributo. E&#8217; un fondo &#8211; afferma &#8211; legato al sistema di prevenzione. E&#8217; virtuoso: chi fa più prevenzione ha maggiore accesso alle cure, in maniera tale da sviluppare anche una sensibilità della cittadinanza alla cura della propria bocca e da non avere problemi più seri che fatti dopo possono comportare costi maggiori. I pazienti sono attratti dai messaggi pubblicitari per cui tutto si risolve in modo veloce, mentre magari qui &#8211; aggiunge &#8211; deve impiegare mesi per curare i denti o mettere quelli nuovi. E così pensa &#8216;pago meno e ho chiuso il cerchio&#8217;. E&#8217; un problema di sensibilizzazione e coscienza perché la cura del cavo orale è una cosa importante. Noi innanzitutto dobbiamo curarli bene. Anche perché siamo soggetti a una responsabilità professionale e di tipo contrattuale secondo la legge Gelli-Bianco. Come liberi professionisti, che sono la maggior parte, ne rispondiamo per 10 anni&#8221;, ricorda De Pascalis. &#8220;Quindi abbiamo il peso di fare bene le cose. Poi è chiaro che non siamo immuni da errori anche in Italia. Ma se si sbaglia, si paga. Per questo giovane, diventerà perfino complesso ricevere un eventuale risarcimento danni&#8221;. Inoltre secondo De Pascalis &#8220;per poter risparmiare dal dentista bisogna fare prevenzione, igiene e controlli e non aspettare di dover intervenire con le cure e gli impianti. Andare dal dentista dopo 30 anni è un disastro. Il fondo di assistenza integrativa di Andi è legato proprio a questo&#8221;.   &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Il progetto Calabrese dei Marcatori Identitari piace al governo Albanese del premier Edi Rama</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 07:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[Edi Rama]]></category>
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		<category><![CDATA[Marcatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piace al Ministro del Turismo e dell’Ambiente del Governo albanese Mirela Kumbaro, che ne ha condiviso chiavi di lettura, visione e declinazioni, il modello di analisi e di progettazione turistica fondato sui Marcatori Identitari Distintivi (MID), avviato dalla Regione Calabria per una riscrittura della propria narrazione come destinazione esperienziale. – Diversificazione della proposta turistica, destagionalizzazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Piace al Ministro del Turismo e dell’Ambiente del Governo albanese Mirela Kumbaro, che ne ha condiviso chiavi di lettura, visione e declinazioni, il modello di analisi e di progettazione turistica fondato sui Marcatori Identitari Distintivi (MID), avviato dalla Regione Calabria per una riscrittura della propria narrazione come destinazione esperienziale. – Diversificazione della proposta turistica, destagionalizzazione dell’immagine e dell’offerta ed internazionalizzazione della capacità attrattiva e della comunicazione strategica, tutti obiettivi sottesi al programma calabrese dei MID, coincidono con le priorità di sviluppo e di crescita economica che il Governo albanese ha posto alla base della propria Strategia nazionale del turismo 2024-2030, sottoposta in questi giorni a consultazione pubblica.<br />
<strong>VISIONE STRATEGICA CALABRIA STRAORDINARIA PRESENTATA A TIRANA</strong><br />
Ad illustrare contenuti, strumenti, strategie possibili ed eventuali percorsi comuni sui MID è stato Lenin Montesanto, Program Manager della Cabina di Regia sui MID della Regione Calabria, ricevuto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a Tirana sia dal Primo Ministro Edi Rama che, successivamente, dal Ministro del Turismo.<br />
<strong>FINALITÀ PROGETTO MID APPREZZATE ANCHE IN AMBASCIATA D’ITALIA</strong><br />
Al termine dell’incontro, la delegazione calabrese è stata ricevuta anche nella sede dell’Ambasciata italiana, dal viceambasciatore Luigi Mattirolo che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa di condividere la virtuosa esperienza avviata dalla Regione Calabria in un momento cruciale per il riposizionamento turistico dell’Albania, che è oggi uno dei principali paesi amici e partner strategici dell’Italia. – A seguire, la delegazione ha incontrato Fatmir Toçi, già parlamentare albanese, scrittore e presidente di una delle importanti case editrici albanesi (Toena), storico amico di Vaccarizzo Albanese.<br />
<strong>PROGRAM MANAGER MID INSIEME A SINDACO E PAROCCO VACCARIZZO</strong><br />
Ad accompagnare l’ideatore dei MID c’erano il Sindaco di Vaccarizzo Albanese Antonio Pomillo e Papàs Elia Hagi, Parroco della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Vakarici, co-promotori dell’incontro nel quadro ed al termine della missione istituzionale a Berat, importante città albanese con la quale il comune arbereshe calabrese ha sottoscritto un patto di gemellaggio.<br />
<strong>MID, PROGETTO GIÀ POSITIVAMENTE VALUTATO DAL PRESIDENTE MELONI</strong><br />
Apprezzando le finalità sottese all’impostazione innovativa della promozione turistica attraverso la mappatura e l’esplosione dei MID, progetto la cui genesi è stata positivamente valutata dal Presidente Giorgia Meloni, è stato lo stesso Premier Rama nel corso dell’incontro a suggerirne la condivisione con la Ministra del Turismo, proprio perché in linea con la costruzione di una nuova narrazione esperienziale dell’Albania.<br />
<strong>DELEGAZIONE CALABRESE: GRANDE APPREZZAMENTO PER VISIONE RAMA</strong><br />
Ringraziando il Premier per l’opportunità e per la ribadita amicizia con la Calabria, con gli arbereshe e con Vaccarizzo Albanese di cui è anche cittadino onorario, la delegazione italiana, che lo ha omaggiato con una speciale confezione di liquirizia Amarelli tra le icone identitarie del Made in Italy, ha colto l’occasione per ribadire l’apprezzamento per la straordinaria azione di rinnovamento che l’Albania sta vivendo in questi ultimi anni grazie al decisionismo visionario dello stesso Rama.<br />
<strong>C’È UNA ALBANIA CHE IL MONDO NON SI ASPETTA: IDENTIARIA E DISTITIVA</strong><br />
Mutuando la felice espressione spesso usata dal Presidente della Regione Roberto Occhiuto, tra i più convinti sostenitori del progetto MID, che è poi la premessa metodologica e la prospettiva di sviluppo futuro dello stesso Programma Calabria Straordinaria, Montesanto ha condiviso con la Ministra Kumbaro che sul mercato europeo e globale dei turismi, a giocare un ruolo strategico è oggi quell’Albania che il mondo non si aspetta, quella cioè esperienziale, identitaria e distintiva.</p>
<p>DALL’ULTIMO FIUME SELVAGGIO ALLA CONVIVENZA DI PIÙ RELIGIONI<br />
Il Vjosa, l’ultimo fiume selvaggio e incontaminato d’Europa, che scorre fino al mare Adriatico, senza modificazioni di corso, dighe o centrali elettriche e che da un anno è diventato il primo Parco nazionale fluviale selvaggio europeo. – Giorgio Castriota Skanderbeg, il primo europeo a liberare il suo popolo dal giogo Ottomano, definito da Papa Callisto III Athleta Christi e Defensor Fidei, eroe nazionale albanese e degli arbereshe. – L’essere l’unico Paese nel quale le principali religioni monoteiste del mondo, cattolica, ortodossa, ebraica e musulmana, continuano a convivere pacificamente da secoli; come testimoniano sia il più importante sito archeologico nazionale, quello di Butrinto (VII secolo a.C.), narrata da Viriglio nell’Eneide, approdo dell’esilio di Andromaca dopo la morte dello sposo Ettore e la capitolazione di Troia, dal 1992 patrimonio dell’Unesco e nel quale l’architettura ellenistica, romana, bizantina e medievale si fondono; sia la convivenza pacifica di quelle stesse religioni nell’Albania di oggi, una vera e propria isola felice anche da questo preciso punto di osservazione in tutta l’area balcanica.<br />
ALBANIA INEDITA, GOVERNO VUOLE RIBALTARE IMMAGINE EREDITATA<br />
Potrebbero essere, anche questi, alcuni dei marcatori identitari distintivi di un’Albania Straordinaria, certamente inedita ed inesplorata, che è oggi capace di sorprendere, intraprendete e soprattutto sicura e che – è quanto emerso nel proficuo confronto con i vertici del Governo – oggi è determinatissima a capovolgere, nell’immaginario non soltanto turistico mondiale, la percezione grigia e negativa purtroppo alimentatasi nelle diverse contingenze storiche succedutesi almeno fino alla fine degli anni ’90.<br />
<strong>MINISTRO: RIDURRE DIPENDENZA DA LUOGHI POPOLARI E ALTA STAGIONE</strong><br />
L&#8217;Albania – ha spiegato il Ministro nel lungo ed articolato colloquio – sta vivendo una significativa trasformazione nel suo settore turistico, che è diventato una componente vitale del panorama economico del Paese. Solo nel 2023, abbiamo registrato un record di 10,1 milioni di arrivi internazionali. L’ultima stagione turistica si è conclusa con 9,7 milioni di visitatori stranieri da gennaio a settembre. La nuova strategia mira a sfruttare questo slancio, aumentando il numero di turisti e distribuendo però i benefici in maniera uniforme tra le diverse regioni. E questa diversificazione contribuirà a ridurre le pressioni del turismo stagionale ed a rendere il settore più resiliente. Prendiamo atto che l&#8217;offerta turistica completa del Paese ha cambiato anche la filosofia del viaggio: i vacanzieri non rimangono solo sulla costa e i turisti non visitano l&#8217;Albania solo nei mesi estivi per le spiagge, ma vogliono esplorare l&#8217;offerta turistica circostante come agriturismi, siti culturali, sentieri, feste locali e fiere, come quella del vino conclusasi nei giorni scorsi a Berat e che ha ospitato anche produttori arbereshe. Il nostro obiettivo – ha sottolineato, spiegando la nuova app Tourism Event of Albania (TEA) e l’Agenzia nazionale del Turismo – è quello di offrire esperienze più personalizzate, evidenziando la diversità naturale e culturale che l&#8217;Albania ha da offrire, distribuire il traffico turistico in modo più uniforme e riducendo l&#8217;eccessiva dipendenza da luoghi popolari in alta stagione estiva.<br />
<strong>ALBANIA ESPERIENZIALE VERSO I 7 MLD DI EURO DA TURISMO NEL 2030</strong><br />
Con questa strategia, che è esperienziale, identitaria e distintiva, di sostanziale superamento della percezione balneare e stagionale, il Governo prevede che entro il 2030 l&#8217;Albania genererà 6,7 miliardi di euro di entrate dal turismo, rispetto ai 4,16 miliardi di euro del 2023. E lo farà con un&#8217;offerta turistica che vuole estendersi tutto l&#8217;anno e su tutto il territorio.<br />
PRESENTATO PROGETTO DESTINAZIONE VAKARICI IL SALOTTO DIFFUSO<br />
Illustrando al Ministro anche il progetto di destinazione turistica Vakarici Il Salotto Diffuso, promosso dall’Amministrazione Comunale di Vaccarizzo Albanese, Montesanto ha sottolineato come anche la Calabria, al pari dell’Albania, ha necessità e sta cercando di ribaltare progressivamente sia l’immagine complessivamente negativa cristallizzatesi per lungo tempo; sia la percezione nazionale ed internazionale, per altro improduttiva in termini di sviluppo durevole, di destinazione turistica esclusivamente balneare e stagionale.</p>
<p><strong>APPREZZAMENTO PER COMPETENZA E CHIAREZZA OBIETTIVI MINISTRO</strong><br />
Apprezzando, quindi, la competenza e la chiarezza di obiettivi del Ministro in tema di turismi, di marketing delle destinazioni, di differenziazione dei target ed in generale sulla necessità di privilegiare identità e distinzione per competere oltre i cliché delle mere narrazioni paesaggistiche, Montesanto ha trasmesso insieme al Sindaco Pomillo e a Papàs Elia Hagi anche i saluti dell’assessore regionale alle minoranze linguistiche ed alle aree interne Gianluca Gallo ed ha illustrato il Manuale Strategico per i turismi in Calabria e i risultati della prima proposta di mappatura consegnata dalla Cabia di Regia a maggio del 2023.<br />
<strong>A DISPOSIZIONE GOVERNO ALBANESE SU STRATEGIA TURISMO 2024-2030</strong><br />
Lenin Montesanto ha colto, infine, l’occasione per dirsi fiducioso sugli analoghi step che il progetto Calabria Straordinaria potrà fare in futuro attraverso l’impegno e la visione strategica del Presidente Occhiuto e si è messo a disposizione del Governo albanese per contributi da offrire nell’ambito della campagna di ascolto avviata sulla Strategia nazionale del turismo 2024-2023 e nella cornice della collaborazione rafforzata tra i due Paese, anche in termini di formazione, strategie d’investimento sulle aree interne e di linee guida in chiave di sostenibilità delle destinazioni turistiche, ribadita questa estate anche nell’incontro tra Mirela Kumbaro e la collega italiana Daniela Santanchè.</p>
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		<title>Centri in Albania, Mons. Savino (Cei): &#8216;Attenti a scontro poteri, dispiace anche per soldi buttati via&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 13:49:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[centri]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Mons Savino]]></category>
		<category><![CDATA[pacchi]]></category>
		<category><![CDATA[poteri]]></category>
		<category><![CDATA[scontro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;i migranti sono fratelli e sorelle con la loro dignità, non pacchi da sbattere da una parte all&#8217;altra&#8221;. Lo dice il vicepresidente della Conferenza Episcopale italiana (Cei), mons. Francesco Savino, all&#8217;ANSA. &#8220;Come cittadino e come pastore chiedo di stare attenti allo scontro tra poteri. Sono convinto che quando i poteri non si rispettano reciprocamente &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;i migranti sono fratelli e sorelle con la loro dignità, non pacchi da sbattere da una parte all&#8217;altra&#8221;. Lo dice il vicepresidente della Conferenza Episcopale italiana (Cei), mons. Francesco Savino, all&#8217;ANSA. </p>
<p>&#8220;Come cittadino e come pastore chiedo di stare attenti allo scontro tra poteri. Sono convinto che quando i poteri non si rispettano reciprocamente &#8211; sottolinea il vescovo di Cassano all&#8217;Jonio &#8211; il cuore della democrazia è a rischio&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se facciamo memoria di tutte le leggi, dalla Bossi-Fini al decreto Cutro, fino alla scelta di esternalizzare i migranti in Albania il filo rosso è considerare l&#8217;immigrato un criminale. C&#8217;è un atteggiamento securitario che va al di là di ogni oggettività&#8221;. Sul centro in Albania aggiunge: &#8220;Chiedono sacrifici, dispiace per i soldi buttati via&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Presidente Albania in Calabria per rito Arbereshe</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/presidente-albania-in-calabria-per-rito-arbereshe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 10:24:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[Civita]]></category>
		<category><![CDATA[presidente della repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica di Albania Ilir Meta è giunto a Civita, piccolo arbereshe della provincia di Cosenza, per la prima tappa della sua visita nella comunità arbereshe di Calabria in occasione della ripresa, dopo l&#8217;interruzione di due anni dovuta alla pandemia, dell&#8217;appuntamento delle Vallje, tradizionali danze evento clou della Pasqua delle comunità albanesi d&#8217;Italia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Presidente della Repubblica di Albania</strong> Ilir Meta è giunto a <strong>Civita</strong>, piccolo arbereshe della provincia di Cosenza, per la prima tappa della sua<strong> visita nella comunità arbereshe</strong> di Calabria in occasione della ripresa, dopo l&#8217;interruzione di due anni dovuta alla pandemia, dell&#8217;appuntamento delle Vallje, tradizionali danze evento clou della Pasqua delle comunità albanesi d&#8217;Italia cui assisterà nel pomeriggio.</p>
<p>Il Capo di Stato di Tirana, accompagnato dall&#8217;ambasciatrice in Italia Anila Bitri, è stato accolto al suo arrivo nella cittadina del Pollino dal sindaco di Civita <strong>Alessandro Tocci</strong>, presenti l&#8217;assessore regionale alle Politiche agricole <strong>Gianluca Gallo</strong>, in rappresentanza della Regione Calabria, la presidente della Provincia di Cosenza<strong> Rosaria Succurro</strong>, la consigliera regionale <strong>Simona Loizzo</strong>.</p>
<p>Il presidente Meta, nel pomeriggio, si sposterà a Frascineto, altro comune arbereshe della zona nord della Calabria, dove incontrerà gli altri sindaci dei comuni italo-albanesi e assisterà anche in quel comune alle Vallje, danze molto particolari formate da uomini e donne vestiti in costumi tradizionali arbereshe che si snodano per le vie del paese intonando viersh, canti epici e d&#8217;amore. Secondo la tradizione, le Vallje fanno rivivere &#8220;la commemorazione della vittoria riportata da Giorgio Castriota Skanderbeg, il quale, alla guida di un piccolo esercito, sconfisse le armate turche guidate dal rinnegato Balabano, salvando la cittadella di Kruja il 24 aprile 1467&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/presidente-albania-in-calabria-per-rito-arbereshe/">Presidente Albania in Calabria per rito Arbereshe</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Spaccio droga: Misure cautelari per 23 persone coinvolte in un traffico internazionale tra Albania, Puglia e Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/spaccio-droga-misure-cautelari-per-23-persone-coinvolte-in-un-traffico-internazionale-tra-albania-puglia-e-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 11:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[23 arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina, i Finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo salentino, nei confronti di 23 indagati (di cui 19 in carcere e 4 ai domiciliari) residenti nelle province di Brindisi, Taranto, nonché [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/spaccio-droga-misure-cautelari-per-23-persone-coinvolte-in-un-traffico-internazionale-tra-albania-puglia-e-calabria/">Spaccio droga: Misure cautelari per 23 persone coinvolte in un traffico internazionale tra Albania, Puglia e Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, i Finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo salentino, nei confronti di 23 indagati (di cui 19 in carcere e 4 ai domiciliari) residenti nelle province di Brindisi, Taranto, nonché in <strong>Calabria</strong> ed in Albania. Le indagini hanno riguardato un’organizzazione criminale transnazionale, dotata di disponibilità finanziarie e logistiche, dedita al trasporto ed alla commercializzazione sul territorio italiano di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.</p>
<p>In particolare, le indagini, avviate nel 2018 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno evidenziato la presenza a Brindisi di un gruppo costituente il terminale italiano di un’organizzazione balcanica, in grado di importare nella provincia brindisina significative partite di eroina e cocaina, rispettivamente in arrivo dalla Turchia e dall’Olanda, poi smistate sulle diverse piazze di spaccio della regione pugliese ed in provincia di <strong>Reggio Calabria.</strong><br />
Il fiorente traffico di droga era stato oggetto, altresì, di interessamento della frangia mesagnese della S.C.U., la quale aveva avanzato la propria pretesa sui relativi ingenti guadagni.<br />
Al termine delle investigazioni, alla luce degli strutturati elementi di prova raccolti, la D.D.A. di Lecce richiedeva al competente G.I.P. l’emissione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare eseguita, oggi, nei confronti di 23 indagati.<br />
I reati ipotizzati, a vario titolo, nei confronti dei 45 soggetti coinvolti nelle indagini sono quelli di: traffico internazionale di stupefacenti, estorsione aggravata da metodo mafioso, detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni ed armi da guerra, danneggiamento, violazione agli obblighi imposti dalla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. ed autoriciclaggio.<br />
Nel corso delle attività, a conferma delle ipotesi investigative, sono stati sequestrati:<br />
&#8211; kg 57,526 di cocaina;<br />
&#8211; sequestrare grammi 200 di eroina;<br />
&#8211; sequestrare kg 20 circa di sostanza da taglio;<br />
&#8211; sequestrare € 202.540 in banconote di vario taglio;<br />
-sequestrare n. 2 pistole e n. 1 ulteriore caricatore;<br />
&#8211; sequestro di n. 2.205 cartucce di vario calibro.</p>
<p>Le indagini, inoltre, hanno permesso di segnalare all’A.G. due soggetti residenti in provincia di Brindisi per il reato di autoriciclaggio in quanto, al fine di ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa, hanno reinvestito in attività speculative le ingenti somme “liquide” provenienti dall’attività relativa al traffico di sostanze stupefacenti.<br />
Accanto alle misure cautelari personali, si procederà al sequestro dei beni e disponibilità finanziarie riconducibili ad alcuni soggetti indagati.</p>
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		<title>Catturato dalla polizia latitante di origini calabresi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catturato-da-polizia-latitante-di-origini-calabresi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 14:48:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viveva in Friuli Venezia Giulia, per la precisione in provincia di Udine, ma è stato rintracciato in Albania e deve espiare 13 anni  reclusione per diversi reati tra i quali bancarotta fraudolenta, truffa ed altro. Protagonist dell&#8217;arresto, un 65enne originario di Cosenza. Il provvedimento di cattura nei suoi confronti  è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Viveva in Friuli Venezia Giulia, per la precisione in provincia di Udine, ma è stato rintracciato in Albania e deve espiare 13 anni  reclusione per diversi reati tra i quali bancarotta fraudolenta, truffa ed altro. Protagonist dell&#8217;arresto, un 65enne originario di Cosenza. Il provvedimento di cattura nei suoi confronti  è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura del Tribunale di Trieste.</p>
<p>L’indagine per rintracciare l’uomo è stata sviluppata nell’ambito del progetto avviato dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e denominato “Wanted 3” ed è stata condotta dalle Squadre Mobili di Trieste e Udine. Singolare la sua localizzazione: tramite utenze telefoniche ma anche attraverso la pensione sociale che percepiva, riuscendo ad individuare gli sportelli bancomat, ubicati nella provincia di Udine, dai quali ogni mese veniva prelevato l’importo che poi, tramite circuiti di money transfer, veniva trasferito in Albania, in particolare a Tirana. All’uomo è stata anche contestata l’indebita percezione della pensione sociale dal 2016 che ha portato l’Inps ha determinare in 24.000 euro la somma percepita e da restituire.</p>
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