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	<title>ALBANESE Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Feb 2026 16:37:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gratteri, l’intercettazione choc: “È il peggiore che abbiamo, peggio di Falcone e Borsellino&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 16:37:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuove intercettazioni della DDA di Reggio Calabria rivelano come la ’ndrangheta continui a percepire Nicola Gratteri come uno dei suoi nemici più pericolosi. Un magistrato che, per le cosche, rappresenta una minaccia paragonabile – e persino superiore – a quella che negli anni ’90 incarnarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.Il dialogo intercettato è agghiacciante nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuove intercettazioni della DDA di Reggio Calabria rivelano come la ’ndrangheta continui a percepire <strong>Nicola Gratteri</strong> come uno dei suoi nemici più pericolosi. Un magistrato che, per le cosche, rappresenta una minaccia paragonabile – e persino superiore – a quella che negli anni ’90 incarnarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.<br class="html-br" />Il dialogo intercettato è agghiacciante nella sua naturalezza. “Dopo Falcone e Borsellino ne è uscito fuori un altro”. “Nicola Gratteri?”. “Il peggiore che abbiamo”. “<strong>È ancora vivo o morto?</strong>”. “No, è ancora vivo”. A parlare è <strong>Frank Albanese</strong>, 59 anni, ritenuto dagli inquirenti un uomo di collegamento tra la cosca Commisso di Siderno e le sue ramificazioni negli Stati Uniti e in Canada. Le conversazioni risalgono all’estate 2024, durante il suo rientro in Calabria.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Le intercettazioni fanno parte di un’operazione che ha portato al fermo di otto persone legate alla cosca Commisso. Durante la sua permanenza a Siderno, Albanese avrebbe incontrato esponenti di primo piano della famiglia mafiosa, discutendo apertamente di magistrati, dinamiche interne e rapporti con le cellule nordamericane. In una delle conversazioni, Albanese afferma persino di aver incontrato Matteo Messina Denaro prima della sua morte: un dettaglio che, secondo la DDA, conferma la sua caratura mafiosa e il livello delle sue relazioni. La cosca Commisso è una delle famiglie storiche della ’ndrangheta è una delle più radicate e influenti della Locride, con base a Siderno. È considerata dagli inquirenti una struttura solida, dotata di una forte capacità di controllo del territorio e di una proiezione internazionale unica nel panorama mafioso calabrese.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Le frasi su Gratteri non sono percepite come “<strong>chiacchiere</strong>”, ma come indicatori del clima interno alle cosche e della percezione del <strong>magistrato come nemico strategico</strong>. “Peggio di Falcone e Borsellino”: la conversazione del <strong>28 agosto 2024. </strong>In una delle intercettazioni più significative, lo zio di Albanese – rientrato dagli Stati Uniti – commenta di aver visto Gratteri in TV, definendolo “uno di cui parlavano anche sulla CNN”. Albanese conferma e rincara: “Sì, il peggiore che abbiamo”. Lo zio aggiunge: “Dicevano che era un figlio di puttana… peggio di Borsellino e Falcone”. Albanese ribadisce che il magistrato è ancora vivo e che “<strong>adesso lo hanno mandato a Napoli</strong>”.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Nicola Gratteri è da decenni uno dei magistrati più esposti nella lotta alla ’ndrangheta.<br class="html-br" />Le sue inchieste hanno colpito duramente le cosche calabresi, smantellando reti criminali, sequestrando patrimoni e ricostruendo i legami internazionali dell’organizzazione. Il suo trasferimento alla Procura di Napoli <strong>non ha attenuato la percezione di pericolosità</strong> da parte delle cosche, che continuano a considerarlo un nemico diretto, capace di incidere sui loro affari e sulle loro strutture.<br class="html-br" /><br class="html-br" /></p>
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		<title>Siderno, arrestato 30enne albanese destinatario di un mandato di arresto internazionale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/siderno-arrestato-30enne-albanese-destinatario-di-un-mandato-di-arresto-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 17:25:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ALBANESE]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[mandato]]></category>
		<category><![CDATA[Siderno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Siderno (RC) nei pressi di Corso della Repubblica, a seguito di alert alloggiati, personale delle Volanti del Commissariato PS di Siderno ha tratto in arresto un soggetto albanese di 30 anni, ricercato su mandato del paese d’origine, intento ad allontanarsi dalla struttura ricettiva ove aveva trascorso la notte. Il cittadino albanese, con zainetto e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Siderno (RC) nei pressi di Corso della Repubblica, a seguito di alert alloggiati, personale delle Volanti del Commissariato PS di Siderno ha tratto in arresto un soggetto albanese di 30 anni, ricercato su mandato del paese d’origine, intento ad allontanarsi dalla struttura ricettiva ove aveva trascorso la notte. Il cittadino albanese, con zainetto e trolley, alla vista degli agenti provava a dileguarsi, a piedi, tra le strade del centro abitato per eludere il controllo e darsi alla fuga ma gli Operatori, dopo un breve inseguimento, riuscivano a fermarlo in sicurezza.</p>
<p>Dopo aver verificato, con certezza, la sua identità, tramite le banche dati in uso alla FF.OO. si constatava che sul trentenne pendeva un mandato di arresto internazionale in ambito INTERPOL per i reati di evasione, furto, frode e falsificazione di documenti, emesso dall’Autorità Giudiziaria Albanese. Ultimate le procedure di rito, il ricercato è stato associato presso la casa circondariale di Locri, a disposizione della competente Autorità giudiziaria.  </p>
<p>L’arresto è stato convalidato dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria che ha contestualmente applicato la custodia cautelare in carcere al fine di consentire alle autorità Albanesi di avviare le procedure necessarie alla successiva estradizione passiva.</p>
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		<title>Tansi esulta: &#8220;Cetto La Tallini&#8221; non è un&#8217;offesa secondo i giudici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tansi-esulta-cetto-la-tallini-non-e-unoffesa-secondo-i-giudici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 10:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ALBANESE]]></category>
		<category><![CDATA[cetto]]></category>
		<category><![CDATA[Tallini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nota stampa da parte di Carlo Tansi, del movimento Tesoro Calabria legato al candidato governatore Luigi de Magistris, relativa alla questione giudiziaria con Domenico Tallini, consigliere regionale di Forza Italia. &#160; “Perde su tutti i campi Domenico Tallini, detto Mimmo dagli amici, insieme ai legali da cui era assistito nel giudizio contro di me per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/tansi-esulta-cetto-la-tallini-non-e-unoffesa-secondo-i-giudici/">Tansi esulta: &#8220;Cetto La Tallini&#8221; non è un&#8217;offesa secondo i giudici</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nota stampa da parte di Carlo Tansi, del movimento Tesoro Calabria legato al candidato governatore Luigi de Magistris, relativa alla questione giudiziaria con Domenico Tallini, consigliere regionale di Forza Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Perde su tutti i campi Domenico Tallini, detto Mimmo dagli amici, insieme ai legali da cui era assistito nel giudizio contro di me per una presunta diffamazione a mezzo stampa nei suoi confronti. Siamo alla fine di febbraio di due anni fa: a seguito di un’intervista televisiva in cui lo definivo &#8216;Cetto La Tallini&#8217;, ispirandomi al personaggio del geniale attore Antonio Albanese, lo stesso Tallini annunciava querele attraverso gli organi di informazione. Un&#8217;anticipazione a cui in effetti dava subito seguito procedendo nei confronti miei e di chiunque avesse contribuito a diffondere quell&#8217;immagine.</p>
<p>Ma questa idea di Tallini l&#8217;hanno nettamente smentita magistrati e giudici, che pochi giorni fa hanno archiviato definitivamente la sua denuncia, smentendo l&#8217;ipotesi secondo cui io mirassi solo a squalificare un individuo, nonché uomo delle istituzioni, specchiato e molto stimato.</p>
<p>Nel procedimento mi ha sempre assistito difeso dall’ottimo avvocato, nonché amico d’infanzia, Nicola Mondelli, che ha contribuito in maniera determinante all&#8217;accertamento della verità.</p>
<h4>PROCEDIMENTO</h4>
<p>Tallini è stato smentito anche nelle prime fasi del procedimento. Il pubblico ministero assegnatario del fascicolo d&#8217;indagine, già a fine novembre 2019, chiedeva infatti l&#8217;archiviazione nei miei confronti, ritenendo infondata l&#8217;ipotesi di reato ipotizzata da Tallini ed evidenziando oltretutto come fosse necessario tutelare il diritto di cronaca.</p>
<p>Ma sottolineando anche il fatto che, nel formulare una critica di carattere politico, ‘si può ricorrere a espressioni meramente soggettive e di conseguenza non rigorosamente obiettive e asettiche’. Ed ancora che  il sottoscritto non aveva inteso trascendere nel linguaggio con una immotivata aggressione del Tallini.</p>
<p>Ma questa decisione del Pm non ha però affatto persuaso i difensori di Tallini, i quali si sono opposti obiettando come la definizione Cetto La Tallini abbia le caratteristiche di un immaginario &#8216;politico calabrese perverso, corrotto e depravato. Un opportunista che vanta legami con la malavita e rappresenta in un certo senso la squallida connessione tra mafia e politica. Un campione di illegalità&#8217;.</p>
<p>Ma, e l&#8217;ho spiegato all&#8217;inizio, questa tesi non ha trovato alcun riscontro (sic!) non solo a fine 2019 da parte del Pm quanto nemmeno pochi giorni fa quando anche a seguito del vaglio del Gip, il &#8216;giudice terzo&#8217;, ha ribadito, una volta per tutte, come il contenuto delle mie dichiarazione non apparisse &#8216;lesivo della reputazione di Tallini&#8217;.</p>
<p>Un giudizio di merito insomma formulato &#8216;sull&#8217;operato politico e non sulla persona&#8217;, aggiungendo e precisando ulteriormente come il mio fosse un più generale attacco alla &#8216;classe dirigente regionale&#8221; e pertanto non al singolo. In sostanza: chiamare Mimmo Tallini ‘Cetto La Tallini” non è reato! E non lo dico io, ma Procura e Tribunale.</p>
<p>Forza, dunque, caro Cetto La Tallini! &#8211; conclude Tansi &#8211; Ritenta, sarai più fortunato”.</p>
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		<item>
		<title>Lamezia, inchiesta &#8220;Asta la vista&#8221;: sancita estraneità di Michele Albanese e Massimo Durante</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-inchiesta-asta-la-vista-sancita-estraneita-di-michele-albanese-e-massimo-durante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 13:06:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[ALBANESE]]></category>
		<category><![CDATA[Asta la vista]]></category>
		<category><![CDATA[Durante]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme inchiesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il P.M. Santo Melidona ha concluso le indagini preliminari nei confronti di 28 persone (delle 78 originariamente indagate) nei cui confronti intende esercitare l’azione penale, chiedendo nel contempo al Gip di Lamezia Terme l’archiviazione per tutte le restanti posizioni nel procedimento penale meglio noto come “Asta la vista&#8221;. Per i restanti indagati, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il P.M. Santo Melidona ha concluso le indagini preliminari nei confronti di 28 persone (<em>delle 78 originariamente indagate</em>) nei cui confronti intende esercitare l’azione penale, chiedendo nel contempo al Gip di Lamezia Terme l’archiviazione per tutte le restanti posizioni nel procedimento penale meglio noto come “Asta la vista&#8221;.</p>
<p>Per i restanti indagati, infatti, lo scorso 1 febbraio è stata chiesta l’archiviazione della relativa posizione. Tra di loro rientra il funzionario giudiziario Michele Albanese, in servizio presso l’ufficio esecuzioni mobiliari ed immobiliari del Tribunale di Lamezia Terme, sul cui operato si erano addensati dubbi investigativi.</p>
<p>Invero- si legge in una nota dei suoi legali &#8211; &#8220;l’estraneità di Michele Albanese ai molteplici fatti oggetto di contestazione, e la correttezza dell’operato dell’intero ufficio in cui egli svolgeva le sue funzioni, era già emersa all’esito del giudizio di riesame, laddove il Tribunale aveva escluso i gravi indizi di colpevolezza nei suoi confronti per 3 dei quattro reati che gli venivano contestati, mentre per il quarto è intervenuta la Corte di Cassazione che, nell’ottobre 2019, ha accolto il ricorso presentato dai difensori Avv. Aldo Ferraro e Avv. Antonella Pagliuso, annullando senza rinvio la misura cautelare che residuava nei suoi confronti, perché &#8216;il fatto non sussiste&#8217;, ordinando l’immediato rientro in servizio del cancelliere&#8221;.</p>
<p>&#8220;Analogo esito totalmente liberatorio ha riguardato la posizione del Dr. Massimo Durante-  anch’egli assistito dall’Avv. Aldo Ferraro- nei cui confronti il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva annullato integralmente la misura cautelare degli arresti domiciliari che gli era stata applicata, con motivazioni la cui correttezza e la cui irreprensibilità ha oggi indotto l’Ufficio di Procura a chiedere l’archiviazione anche nei suoi confronti&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Al giornalista calabrese sotto scorta Albanese il Premio Siani</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/al-giornalista-calabrese-sotto-scorta-albanese-il-premio-siani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 10:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[ALBANESE]]></category>
		<category><![CDATA[PREMIO SIANI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Una gioia tale da fare commuovere anche lui, Michele Albanese, giornalista calabrese da anni sotto scorta per i suoi scritti. Cinquantanovenne, sposato e padre di due figlie, Michele di professione fa il Giornalista, con la G maiuscola. Comincia negli anni ’80 come cronista di nera. Vive nella Piana di Gioia Tauro, una terra che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
Una gioia tale da fare commuovere anche lui, Michele Albanese, giornalista calabrese da anni sotto scorta per i suoi scritti.<br />
Cinquantanovenne, sposato e padre di due figlie, Michele di professione fa il Giornalista, con la G maiuscola. Comincia negli anni ’80 come cronista di nera. Vive nella Piana di Gioia Tauro, una terra che conosce come le sue tasche, che ama, rispetta e racconta. I suoi lavori non sono passati inosservati a chi in quei luoghi ha piantato le radici di un’organizzazione criminale tra le più potenti al mondo: la ‘ndrangheta.<br />
Dal 17 luglio 2014, Michele è scortato da due poliziotti che vigilano sulla sua sicurezza, secondo le indagini delle forze dell’ordine la ‘ndrangheta avrebbe avuto un piano per ucciderlo. Consigliere nazionale Fnsi, presidente del Gruppo Cronisti del Sindacato Giornalisti della Calabria, redattore per il Quotidiano del Sud e corrispondente Ansa, oggi la penna di Albanese è una baionetta ancora carica e il suo coraggio fa da eco alle sue parole quando racconta di come sia cambiata inevitabilmente la sua vita. (INFORMAREONLINE.COM)</p>
<h2>IL PREMIO</h2>
<p>Il <b>Premio Giancarlo Siani</b>, istituito nel 2004,  è un riconoscimento al giovane giornalista napoletano ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985.<br />
Il Premio è promosso dalla Fondazione Giancarlo Siani, dalla Fondazione Pol.i.s., dall’Ordine dei giornalisti della Campania, dal Sindacato Unitario giornalisti campani, dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e dal quotidiano «Il Mattino».<br />
E si avvale, annualmente, della collaborazione della Regione Campania, del Comune di Napoli, di Libera, del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità e dell’Associazione Centro di Documentazione e Ricerca.</p>
<h2>LE REAZIONI DI ALBANESE</h2>
<p><em>&#8220;Non lo sapevo! Non mi avevano detto nulla, per questi motivi la sorpresa, l’emozione, la memoria. Ero andato a Napoli per partecipare ad una tavola rotonda in occasione delle manifestazioni del 35° anniversario dell’omicidio di Giancarlo Siani. Alla fine dei lavori ripresi e trasmessi da Radio Siani, la consegna del corposo libro con tutti gli articoli del giovane collega ma anche il Premio intitolato a Giancarlo. </em><br />
<em>Un onore ma anche una nuova responsabilità, quella di contribuire a non rendere vana quella fine così tragica. Una responsabilità vissuta con la speranza di contribuire a liberare il nostro mestiere da quelle forme di devianza che abbruttiscono il nostro lavoro. </em><br />
<em>Un dovere quello di continuare ad essere al servizio della verità e dei cittadini come recita l’art. 21 della nostra Costituzione. Grazie alla Fondazione Giancarlo Siani, alla Fondazione Polis presieduta da don Tonino Polese, ad Ottavio Lucarelli presidente dell’ordine dei Giornalisti della Campania. Mi avete fatto commuovere….&#8221;</em></p>
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