(Adnkronos) – Allarme bomba oggi all'Università per stranieri di Siena. E' stato segnalato poco prima delle 15. Ad annunciarlo una serie di volantini lasciati negli ascensori dell'Ateneo. La sede è situata davanti alla stazione ferroviaria della città. Il rettore ha fatto uscire tutti gli studenti dalle aule e al momento sono al lavoro le forze dell'ordine per verificare la fondatezza dell'allarme. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Potenza, costringe la nipote 13enne ad avere un rapporto sessuale: in manette zio 18enne
(Adnkronos) – Con l'accusa di violenza sessuale nei confronti della nipote di 13 anni, un 18enne di un piccolo Comune della Basilicata è stato arrestato e portato in carcere. L'indagine, coordinata dalla Procura di Potenza, è partita dopo le confidenze della minorenne alle sue insegnanti che hanno poi informato i servizi sociali del Comune di residenza. L'indagine è stata quindi delegata alla squadra mobile della Questura di Potenza. Sono state ascoltate le insegnanti, la mamma della bambina e altre persone informate dei fatti e sono state sentite in modalità protetta anche la vittima e una compagna di scuola. Secondo i gravi indizi raccolti, l'episodio è avvenuto nel mese di ottobre e l'arrestato avrebbe costretto la nipote a un rapporto sessuale, approfittando di circostanze in cui la vittima non ha potuto difendersi o chiedere aiuto. La misura cautelare è stata firmata dal gip del Tribunale di Potenza ed eseguita dalla polizia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Polmoniti in Cina, cosa dicono le autorità su boom infezioni respiratorie
(Adnkronos) – Mentre i sistemi di monitoraggio e gli ospedali in tutta la Cina segnalano un aumento delle malattie infettive respiratorie che sta portando con sé anche numero più elevato di polmoniti nei bambini (riportato in particolare da alcune aree), i dipartimenti di sanità pubblica e le istituzioni mediche del gigante asiatico stanno implementando misure per affrontare la situazione. Ma cosa dicono le autorità sanitarie del Paese in risposta alle domande più frequenti che vengono loro poste? In primo luogo dalla National Health Commission (Nhc) fanno il punto sui patogeni che stanno causando questo boom di infezioni. "Sono patogeni epidemici noti – ribadiscono gli esperti cinesi – Principalmente il virus dell'influenza. Mentre vengono rilevati altrettanto il mycoplasma pneumoniae, l'adenovirus e il virus respiratorio sinciziale (Rsv)". Anche domenica si è tenuta una conferenza stampa per fare il punto su quello che si sa. Parlando del rischio di contrarre più agenti patogeni contemporaneamente, Tong Zhaohui, vicepresidente dell'ospedale Chao-Yang di Pechino, ha precisato che è normale che un paziente mostri risultati positivi per due o tre microbi contemporaneamente in inverno, poiché le infezioni respiratorie sono sempre state prevalenti durante questa stagione. Tuttavia, Tong ha anche osservato che sebbene i pazienti possano risultare positivi a più patogeni, la malattia vera e propria è nella maggior parte dei casi causata da uno solo di questi. Altra domanda è stata che ruolo ha Covid-19 nell’attuale aumento delle malattie respiratorie. E la risposta della Nhc è stata che il numero di test positivi al virus in questione nelle cosiddette 'fever clinic' e negli ospedali resta in costante diminuzione. Inoltre, ha aggiunto la commissione, la Cina sta ancora conducendo un monitoraggio regolare del virus, senza che siano stati rilevati nuovi ceppi. Quanto alla risposta a queste infezioni respiratorie, la Nhc ha "incaricato le realtà locali di garantire l'implementazione di diagnosi e trattamenti e di fornire informazioni sulle strutture mediche che offrono servizi pediatrici e sulle fever clinic, ha detto Mi Feng, portavoce della Commissione. "Le autorità sanitarie regionali sono inoltre invitate ad aprire ambulatori e aree di trattamento più pertinenti, estendere adeguatamente gli orari di servizio, garantire forniture di farmaci e sfruttare appieno il ruolo della medicina tradizionale cinese, sottolineando al contempo l’importanza di un'efficace risposta all'epidemia nelle scuole, negli asili nido, nelle case di cura e in altri luoghi chiave con una densa popolazione". Si stanno inoltre promuovendo diagnosi e assistenza online, sfruttando le piattaforme web ospedaliere per creare dei canali. Cosa può fare la popolazione per evitare l'infezione e ricevere servizi medici tempestivi? Al briefing di ieri, Mi Feng ha invitato le persone ad attenersi alle consuete precauzioni contro le infezioni, come indossare le mascherine, lavarsi le mani e ventilare regolarmente le proprie case. "La vaccinazione rimane una misura efficace, sicura, conveniente ed economica contro le malattie infettive", ha osservato Wang Huaqing, esperto del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie. In caso di sintomi minori nei più piccoli, Wang Quan, esperto dell'ospedale pediatrico di Pechino, consiglia ai genitori di prendersi cura del bambino al domicilio o di andare in strutture delle cure primarie per il trattamento, in modo da evitare possibili infezioni crociate presso i principali ospedali. —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Matrimonio finisce in tragedia. Uccide promessa sposa, suocera e cognata
(Adnkronos) – Tragedia ad un matrimonio thailandese. Un 29enne ha sparato alla sua promessa sposa di 44 anni, alla suocera di 62 e alla cognata di 38, uccidendo tutte e tre, prima di togliersi a sua volta la vita. Feriti altri due ospiti, che sono stati trasportati d'urgenza in ospedale. "Era piuttosto ubriaco" ha detto la polizia alla Bbc, parlando dell'uomo, ex para-atleta e soldato. La coppia, riferiscono i media locali, avrebbe avuto una discussione proprio nel giorno delle nozze. Per alcuni il problema sarebbe stato il divario d'età tra i due promessi sposi, ma la polizia parla di "banali speculazioni" e assicura che "chiuderà il caso presto". L'uomo aveva conquistato una medaglia d'argento nel nuoto agli Asean Para Games in Indonesia lo scorso anno. Si ritiene che sarebbe anche stato inserito nella lista degli atleti che parteciperanno ai World Abilitysport Games in Thailandia il mese prossimo. Aveva perso la gamba destra, mentre era in servizio con la forza paramilitare di fanteria leggera, che pattuglia i confini della Thailandia. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Attacco Hamas, verso i processi: ipotesi tribunali militari e pena di morte
(Adnkronos) – Le difficoltà nell'assolvimento dell'onere della prova contro i singoli miliziani di Hamas sospettati di aver preso parte al massacro di oltre 1.200 persone in Israele stanno ostacolando il lavoro del ministero della Giustizia israeliano in vista dell'apertura dei processi. Funzionari dello stesso ministero e dell'ufficio del procuratore generale, Gali Baharav-Miara, stanno lavorando alle accuse da immediatamente dopo la strage, ma il numero e la portata enorme dei crimini rende difficile raccogliere prove sufficientemente specifiche e solide per ogni singolo procedimento giudiziario. In alcuni casi, evidenzia Haaretz, non c'è modo di stabilire quale sospettato abbia commesso un determinato reato, mentre in altri la natura delle prove rende difficile ottenere una condanna severa dell'imputato. Secondo alcune fonti, molti ministri del governo Netanyahu spingono perché i responsabili dei massacri compiuti il 7 ottobre nei kibbutz vicini al confine con Gaza vengano condannati a morte. Una delle proposte avanzate al ministero della Giustizia è quella di dividere i sospettati in base al kibbutz, villaggio o città in cui hanno compiuto i loro atti e perseguire ciascun gruppo separatamente. Un'altra è che vengano giudicati secondo la legge contro il genocidio. La legge israeliana sulla prevenzione del genocidio, promulgata nel 1950, potrebbe fornire una base probatoria più semplice per le condanne e prevede la pena di morte, che in realtà è stata eseguita solo una volta nel 1962 in Israele contro il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann. La legge richiede che ogni caso di pena di morte venga giudicato da un collegio di tre giudici tra cui uno della Corte Suprema, il che creerebbe un grave onere per il sistema giudiziario. In alternativa, il governo valuta la possibilità di approvare una legge ad hoc che consenta di processare i sospettati di terrorismo nei tribunali militari anziché civili, come hanno fatto le autorità statunitensi con i terroristi di al-Qaeda catturati in Afghanistan. Il processo in un tribunale militare faciliterebbe le eventuali condanne a morte. Un'altra opzione ancora è quella di emanare una legislazione speciale per i massacri del 7 ottobre, consentendo di perseguire chiunque sia coinvolto senza provare i loro atti specifici, ma tutti i funzionari interpellati hanno respinto questa proposta. La decisione finale sull'approccio dell'accusa, sottolinea Haaretz, verrà presa solo dopo il completamento delle indagini e la raccolta di tutte le prove, che si prevede richiederà molto tempo. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Ucraina-Russia, Stoltenberg: “Kiev colpisce duro ma non sfonda”
(Adnkronos) –
L'Ucraina infligge perdite pesanti alla Russia ma non riesce ad avanzare. E' il quadro che Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, delinea parlando del conflitto in corso da 600 giorni. Kiev "ha riconquistato il 50% del territorio che la Russia ha ceduto, l'Ucraina ha prevalso come nazione indipendente e sovrana: questa è una grande vittoria", sottolinea in conferenza stampa a Bruxelles alla vigilia della ministeriale Esteri. "Abbiamo visto che un sostanzioso sostegno militare da parte degli alleati Nato non è riuscito" ad aiutare gli ucraini a "spostare la linea del fronte: questo riflette il fatto che non dovremmo mai sottovalutare la Russia". Mercoledì 29 novembre, prosegue, "il ministro Dmytro Kuleba si unirà a noi per il primo incontro del Consiglio Nato-Ucraina" a livello di ministri degli Esteri e l'Alleanza "ribadirà il suo sostegno a lungo termine" per Kiev. La Russia è più debole economicamente e militarmente, l'Ucraina continua a combattere con coraggio e noi continuiamo a sostenerla". Stoltenberg ricorda anche che in questo conflitto la Nato ha il compito di "sostenere l'Ucraina", ma anche di "prevenire un'escalation" della guerra in corso. "Non abbiamo visto alcun segno che il presidente Vladimir Putin stia pianificando la pace, in realtà si sta preparando per più guerra", afferma. "La loro industria militare è in modalità bellica – continua Stoltenberg riferendosi ai russi – sono in grado di rifornire le loro forze con munizioni e capacità", hanno ricevuto "una quantità notevole di munizioni dalla Corea del Nord, hanno la volontà di sacrificare persone in questa operazione, il che rende anche difficile per gli ucraini raggiungere i progressi sul territorio" cui mirano, conclude. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Eva Cela: “Nella ‘Palazzina F’ di Riondino ho messo il cuore”
(Adnkronos) – "Ci sono dei personaggi che alla prima lettura del copione senti di avere già addosso. Anna è uno dei questi e ci ho messo il cuore". Eva Cela ammette di aver subito amato il suo ruolo in 'Palazzina F', il film che arriva nelle sale il 30 novembre, dopo la presentazione alla Festa di Roma e alcune anteprime pugliesi, e che segna l'esordio alla regia del tarantino Michele Riondino per raccontare lo scandalo che coinvolse proprietari e dirigenti dell’ex Ilva di Taranto, quando decisero tra il 1997 e il 1998 di confinare dentro la palazzina adiacente la fabbrica gli impiegati che si erano opposti al declassamento degli operai. Ancor prima dei processi sul disastro ambientale causato dall’impianto siderurgico di Taranto, alcuni vertici dell’azienda (compreso il presidente Emilio Riva) vennero condannati in primo grado nel dicembre del 2001 per “tentativo di violenza privata”. Un processo diventato uno dei casi più celebri e citati relativamente al mobbing. Eva nel film è la compagna del protagonista Caterino Lamanna (interpretato dallo stesso Riondino), operai dell'Ilva semplice e rude, che un dirigente senza scrupoli, Giancarlo Basile (interpretato da Elio Germano), decide di utilizzare come spia prima in fabbrica e poi nella Palazzina F. "Anna è la sua compagna – spiega Eva in un'intervista all'Adnkronos – una ragazza di origini albanesi (come l'attrice, arrivata in Italia quando aveva due anni, ndr.) che cerca l'emancipazione da una famiglia rigida. Una ragazza che lo ama veramente e spera davvero di creare un futuro con lui. All'interno del film è la nota stonata, che fa da contraltare agli aspetti più drammatici del film e attraverso le sue domande apparentemente ingenue fa sviscerare al protagonista i lati più grotteschi della vicenda ma permette anche l'immedesimazione a chi quella vicenda non la conosce".
Eva, 28 anni, una laurea al Centro Sperimentale di Cinematografia e attualmente impegnata nel conseguimento della laurea magistrale all'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio d'Amico, arriva al film di Riondino attraverso "un selftape, un provino che ho registrato a casa e che è piaciuto molto: poi mi hanno convocato e rivisto da vivo, ho parlato anche con Michele (Riondino, ndr.) e alla fine mi hanno presa".
Lavorare con Riondino al suo esordio alla regia, per Eva è stato "esaltante: credo che lui sia davvero portato e spero che torni dietro la macchina da presa presto. Il modo in cui ha gestito il doppio ruolo di protagonista e regista è stata una grande lezione sia umana che professionale. Nonostante i mille impegni, ha trovato il tempo e il modo di confrontarsi con me sulle caratteristiche, il background e le intenzioni del mio personaggio. Michele è riuscito a creare un gruppo che si sente ancora, finito il film. Abbiamo una chat, che si chiama Famiglia Laf, creata da Michele dove ci scambiamo informazioni, letture, articoli sul film. Una cosa rara", racconta l'attrice. Che sul neoregista aggiunge: "Michele è portatore sano di concretezza, serenità e consapevolezza che tradotto significa: lavorare e far lavorare bene". Sull'Ilva di Taranto, prima del film, Eva conosceva le informazioni principali ma non la storia della Palazzina F: "E come me credo molte persone in Italia non la conoscano. E non sappiano che è il primo processo italiano sul mobbing. Sono fiduciosa che verrà visto sia da giovani che adulti, anche perché, nonostante il tema, non è affatto un film pesante", aggiunge. "Spero che questo buon momento del cinema italiano, trainato dal fenomeno Cortellesi, porti gli italiani a tornare a frequentare più spesso le sale dove si proiettano film italiani ben fatti", sottolinea.
Eva Cela è stata campionessa di ginnastica aerobica nella sua prima adolescenza e spiega come quella esperienza l'abbia aiutata "nella disciplina, nella focalizzazione degli obbiettivi, nella gestione del tempo": "Ho vissuto tutta la mia infanzia e adolescenza in un paesino dell'Abruzzo, San Vito Chietino, piccolissimo, 5000 abitanti. Ma mi allenavo nella Marche, ogni giorno uscivo di casa alle 6 e rientravo alle 11 di sera. I sacrifici fatti in quel periodo mi hanno permesso di non perdermi anche quando poi mi sono trasferita in una grande città come Roma", ammette. A 28 anni, Eva ha già lavorato con grandi registi come Marco Bellocchio (che l'ha voluta nel ruolo di Agnese Moro, la figlia dello statista, nella serie 'Esterno Notte') e Matteo Rovere (che l'ha chiamata nella serie Netflix 'Supersex' incentrata sulla vita di Rocco Siffredi) e confessa che il suo sogno nel cassetto è recitare con altri quattro registi italiani: "Mi piacerebbe poter lavorare con Paolo Sorrentino, con Nanni Moretti, con Matteo Garrone e con Gabriele Muccino. Li ammiro per motivi diversi tutti e quattro. Mi piace il loro cinema", dice. Dopo un film sui drammi sociali e ambientali dell’Ilva di Taranto, Eva sogna anche un ruolo in una commedia brillante: "Ho scoperto in accademia anche un mio lato comico e tragicomico, che in parte viene fuori anche in 'Palazzina F'. E mi piace metterlo al servizio di una bella sceneggiatura", afferma l'attrice, che dopo 'Supersex' ha girato la commedia romantica 'L'amor fuggente' di Davide Lomma ed ha preso parte anche alla serie 'Briganti' di Netflix. di Antonella Nesi —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Israele-Hamas, rilasciati a oggi 40 ostaggi israeliani e 117 detenuti palestinesi
(Adnkronos) – L'accordo tra Hamas e Israele prevede la liberazione di almeno 50 tra donne e minori, tenuti in ostaggio a Gaza in cambio del rilascio di almeno 150 donne e minori palestinesi, trattenuti nelle prigioni dello Stato ebraico. Mentre si avvicina il momento della verità per il quarto scambio di prigionieri tra le parti e proseguono i negoziati per estendere la tregua fino ad altri quattro giorni, ecco qual è lo stato dell'arte, secondo quanto riferito dalla Cnn. Finora sono stati liberati 40 ostaggi israeliani: 13 venerdì, 13 sabato e 14 domenica. Alcuni hanno doppia nazionalità, come Abigail Edan, la bambina di 4 anni con passaporto israeliano e americano. Tra loro ci sono 21 minori di 18 anni, 11 donne adulte e 7 donne over 65. Domenica è stato rilasciato anche il russo-israeliano Roni Krivoy, che non rientrava nell'accordo tra Hamas e Israele. Sono 18 gli ostaggi stranieri liberati da Hamas, tra cui 17 thailandesi e un filippino. Anche in questi casi, il loro rilascio è stato il risultato di trattative separate che esulano dall'intesa tra il gruppo palestinese e lo Stato ebraico. Per quanto riguarda, invece, i prigionieri palestinesi scarcerati da Israele, parliamo di 117 tra donne e minori: 39 venerdì, 39 sabato e 39 domenica. Tra questi si contano 28 donne adulte, 2 ragazze e 87 minori maschi. Tra tutti i palestinesi, 41 erano stati processati e 76 erano in stato di detenzione amministrativa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Coppa Davis, Mattarella aspetta gli azzurri ‘in qualunque giorno’
(Adnkronos) –
Gli azzurri trionfatori in Coppa Davis difficilmente potranno rispondere all'invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il 21 dicembre. La data resa nota ieri, dopo la vittoria di Jannik Sinner & co. in finale contro l'Australia, non si incastra con i calendari degli atleti che tra pochi giorni inizieranno la preparazione e l'avvicinamento all'inizio della stagione 2024. L'annata, come sempre, parte dall'Australia. Vista la situazione, il Capo dello Stato ha manifestato il desiderio di incontrare gli atleti che hanno vinto la Coppa Davis per esprimere loro le congratulazioni dell’intero Paese e li attende al Quirinale in qualunque giorno da loro scelto a partire da oggi, come rende noto la Presidenza della Repubblica. "Abbiamo dato delega totale al ministro Abodi che deve interloquire con il Quirinale e la Premier" Giorgia Meloni "per capire quando è possibile organizzare questo incontro, credo al ritorno dagli Australian Open. Ora sono tutti partiti, tra l'altro noi dal Presidente e dalla Premier andiamo di corsa, a piedi nudi, però a noi francamente nessuno aveva detto del 21 di dicembre, se ci avessero avvisato gli avremmo detto che non sarebbe stato possibile", dice il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, all'Adnkronos. "Non so chi per noi ha dato questa disponibilità che noi non abbiamo mai avuto e quindi proprio per questo, e per la complicazione dei calendari agonistici del nostro sport: abbiamo chiesto al ministro Abodi di farsi lui parte attiva perché i nostri ragazzi, a nome loro e dell'intero movimento possano avere questa grande gioia e gratificazione dalle due massime autorità dello Stato", aggiunge. "C'è stata magari una questione di tempistiche che forse non sono state chiarissime. Noi l'abbiamo letto da un comunicato, anche perché in quei giorni i ragazzi sono in Australia, stanno partendo, si devono allenare. Ora faranno tre o quattro giorni di vacanza proprio perché devono riprendersi: pensate a Sinner, che immediatamente deve ricominciare ad allenarsi più degli altri, più duramente degli altri. Credo che vadano ad allenarsi al sole, all'aperto, quindi neanche in Italia e poi volano direttamente nell'altro emisfero, per gli Australian Open e per i tornei precedenti che sono tutti in Australia e in Nuova Zelanda, quindi voglio dire, era impossibile. D'altro canto, prevedere questa vittoria sarebbe stato un po' troppo eccessivo, visto che l'ultima volta è stato 47 anni fa", afferma ancora. "E poi, al di là di questo, credo che il tesoro vero sia continuare ad essere quelli di prima e a fare tutto quello che i ragazzi hanno fatto prima e che credo abbia fatto anche la federazione, senza cambiare una virgola, ma facendo ancora più lavoro e ancora più sacrifici. Le abitudini e la programmazione non devono essere intaccati". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Nuova influenza suina, primo caso nell’uomo
(Adnkronos) – Primo caso umano di una nuova influenza suina. A darne conferma oggi è l'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito.
Si tratta del "primo rilevamento di
questo ceppo influenzale" suino A/H1N2 "in un essere umano nel Regno Unito"
, spiega l'ente, e "stiamo monitorando attentamente la situazione". Dal 2005, ricorda l'agenzia dando notizia del caso, "sono stati segnalati in tutto il mondo 50 casi umani di influenza A/H1N2. Nessuno di questi risulta correlato geneticamente a questo ceppo. Sulla base delle prime informazioni, l'infezione rilevata nel Regno Unito è un clade distinto (1b.1.1), diverso dai recenti casi umani di influenza A/H1N2 in altre parti del mondo", ma "simile ai virus riscontrati nei suini del Regno Unito".
Le infezioni umane da virus dell'influenza suina si verificano sporadicamente, spiega la Health Security Agency britannica. "H1N1, H1N2 e H3N2 sono i principali sottotipi di virus dell'influenza suina A nei suini – si legge nella nota – infettano di rado l'uomo, di solito dopo esposizione diretta o indiretta a maiali o ambienti contaminati". Ma la memoria inevitabilmente va anche alla pandemia del 2009, causata proprio da un virus dell'influenza A/H1N1. "L'infezione fu allora comunemente denominata 'influenza suina' – ricorda l'agenzia -. Quel virus conteneva materiale genetico proveniente da patogeni che circolavano nei maiali, negli uccelli e negli esseri umani negli anni '90 e 2000". L'Ukhsa "sta lavorando a stretto contatto con i partner per determinare le caratteristiche dell'agente patogeno e valutare il rischio per la salute umana". Il caso è stato rilevato "nell'ambito della sorveglianza nazionale di routine sull'influenza intrapresa dall'Ukhsa e dal Royal College of General Practitioners", ricostruisce l'agenzia. La persona, trovata positiva, è stata testata dal proprio medico di famiglia, dopo aver manifestato sintomi respiratori. Il virus dell'influenza A/H1N2 è stato "rilevato dall'Ukhsa utilizzando un test Pcr e caratterizzato utilizzando il sequenziamento del genoma". Il paziente colpito dall'infezione ha avuto una malattia lieve e una successiva ripresa completa. La fonte del contagio "non è stata ancora accertata e resta oggetto di indagine", dicono gli esperti. I contatti stretti del caso vengono seguiti dall'Ukhsa e dalle organizzazioni partner, informa ancora l'agenzia: "A tutti loro verranno offerti i test se necessario e informazioni su eventuali ulteriori cure necessarie se presentano sintomi o risultano positivi". In generale chi sviluppa sintomi respiratori, ricorda l'ente alla popolazione, "dovrebbe continuare a seguire le linee guida esistenti; evitare il contatto con altre persone mentre i sintomi persistono, in particolare se anziane o con patologie". Oltre a "monitorare attentamente", l'agenzia britannica "sta adottando misure per aumentare la sorveglianza nell'ambito dei programmi che coinvolgono ambulatori medici e ospedali in alcune parti del North Yorkshire. Per facilitare l'individuazione dei casi e la valutazione della trasmissione" virale, "le persone che vengono contattate e invitate a sottoporsi al test sono incoraggiate a farlo", è l'invito. "E' grazie alla sorveglianza di routine dell'influenza e al sequenziamento genomico che siamo stati in grado di rilevare questo virus – commenta Meera Chand, Incident Director all'Ukhsa – Questa è la prima volta che troviamo questo virus negli esseri umani nel Regno Unito, sebbene sia molto simile a quelli rilevati nei maiali. Stiamo lavorando rapidamente per tracciare i contatti stretti e ridurre qualsiasi potenziale diffusione. Secondo i protocolli stabiliti, sono in corso accertamenti per conoscere le modalità con cui il soggetto ha acquisito il contagio e per valutare se vi siano ulteriori casi associati". "Sappiamo – aggiunge la Chief Veterinary Officer, Christine Middlemiss – che alcune malattie degli animali possono essere trasmesse all'uomo. In questo caso stiamo fornendo conoscenze veterinarie e scientifiche specialistiche per supportare l'indagine dell'Ukhsa. Gli allevatori di suini devono segnalare immediatamente al veterinario locale qualsiasi sospetto di influenza suina nei loro allevamenti". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


