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	<title>acque Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 17:41:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Circolo IBIS: due esemplari di pesce leone catturati nelle acque antistanti Crotone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/circolo-ibis-due-esemplari-di-pesce-leone-catturati-nelle-acque-antistanti-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 10:28:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Circolo per l’Ambiente Ibis ODV comunica &#8220;con attenzione e senso di responsabilità la recente cattura di due esemplari di pesce leone orientale (Pterois volitans, Linnaeus, 1758) da parte del motopeschereccio “Orlando”, comandato da Armando De Gennaro, nelle acque antistanti la città di Crotone. Si tratta di una specie nota anche come pesce scorpione orientale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Circolo per l’Ambiente Ibis ODV comunica &#8220;<em>con attenzione e senso di responsabilità la recente cattura di due esemplari di <strong>pesce leone</strong> <strong>orientale</strong> (Pterois volitans, Linnaeus, 1758) da parte del motopeschereccio “Orlando”, comandato da Armando De Gennaro, nelle acque antistanti la città di Crotone. Si tratta di una specie <strong>nota anche come pesce scorpione orientale o scorpena volante</strong>, facilmente riconoscibile per il suo aspetto tanto spettacolare quanto pericoloso: corpo striato di bianco e rosso-bruno, pinne pettorali ampie e vistose, e una serie di aculei dorsali velenosi. Proprio questi ultimi rappresentano il principale fattore di rischio, essendo in grado di inoculare un veleno che può causare dolore intenso, gonfiore e, nei casi più gravi, complicazioni sistemiche nell’uomo. Le tossine restano attive per 24-48 ore anche dopo la morte del pesce. Il pesce leone è considerato una specie aliena nel Mar Mediterraneo, ovvero non autoctona. Originario dell’Indo-Pacifico, ha raggiunto il nostro mare attraverso il Canale di Suez (fenomeno noto come migrazione lessepsiana), trovando condizioni ambientali favorevoli alla sua espansione&#8221;. </em></p>
<p>Negli ultimi anni, la sua presenza è aumentata in modo significativo, soprattutto nel Mediterraneo orientale, e segnalazioni come quella di Crotone indicano una progressiva diffusione verso ovest. Dal punto di vista ecologico, Pterois volitans rappresenta una minaccia concreta per la biodiversità marina. È un predatore vorace, capace di ridurre drasticamente le popolazioni di piccoli pesci e organismi bentonici, alterando gli equilibri degli ecosistemi locali. Inoltre, la mancanza di predatori naturali nel Mediterraneo ne favorisce la proliferazione. La cattura di questi due esemplari assume quindi un valore di grande rilevanza scientifica e gestionale. Ogni segnalazione contribuisce al monitoraggio della specie e permette di aggiornare le mappe di distribuzione, fondamentali per sviluppare strategie di contenimento efficaci. Il Circolo per l’Ambiente Ibis sottolinea l’importanza cruciale della collaborazione tra associazioni ambientaliste, comunità scientifica e pescatori. Proprio grazie all’attenzione e alla professionalità del comandante Armando De Gennaro e dell’equipaggio del motopeschereccio “<em>Orlando</em>” è stato possibile documentare tempestivamente questo importante evento.</p>
<p>A tal proposito, il presidente del Circolo, Girolamo Parretta, ha dichiarato: “<em>Questa cattura rappresenta un segnale che non possiamo sottovalutare. Il pesce leone è una specie invasiva altamente impattante e la sua presenza nelle acque calabresi conferma un’espansione ormai in atto. Tuttavia, episodi come questo dimostrano anche quanto sia fondamentale il ruolo dei pescatori, veri presidi del mare. Senza la loro collaborazione, molte segnalazioni andrebbero perse.”</em><br />
Parretta ha inoltre aggiunto: “<em>Desidero ringraziare in particolare il comandante Armando De Gennaro e l’equipaggio dell’Orlando per la sensibilità dimostrata. Come Circolo Ibis continueremo a lavorare per rafforzare la rete tra cittadini, pescatori e mondo scientifico. Solo attraverso una collaborazione strutturata possiamo monitorare efficacemente il fenomeno e contribuire alla salvaguardia della biodiversità marina. Il Mediterraneo è un ecosistema fragile, e ogni segnalazione è un tassello prezioso per proteggerlo.</em>”<br />
Il Circolo per l’Ambiente Ibis &#8211; infine- &#8220;<em>invita tutti i pescatori e cittadini a segnalare eventuali avvistamenti o catture di specie sospette, evitando il contatto diretto con esemplari potenzialmente pericolosi e rivolgendosi alle autorità competenti o alle associazioni locali. La tutela del nostro mare passa anche da queste azioni concrete: monitorare, segnalare e collaborare sono strumenti fondamentali per difendere la biodiversità del Mediterraneo e prevenire gli impatti delle specie aliene invasive&#8221;.</em></p>
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		<item>
		<title>Pienamente balneabile il 97% delle acque monitorate da Arpacal nel 2025</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pienamente-balneabile-il-97-delle-acque-monitorate-da-arpacal-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 08:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Regione Calabria presenta i risultati delle indagini per la stagione balneare 2025, confermando un quadro di qualità tra i migliori a livello nazionale. Le analisi condotte da Arpacal nei 649 punti di campionamento mostrano dati estremamente incoraggianti: il 97% delle acque monitorate è pienamente balneabile, con una netta prevalenza di tratti classificati in qualità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Calabria presenta i risultati delle indagini per la stagione balneare 2025, confermando un quadro di qualità tra i migliori a livello nazionale. Le analisi condotte da Arpacal nei 649 punti di campionamento mostrano dati estremamente incoraggianti: il 97% delle acque monitorate è pienamente balneabile, con una netta prevalenza di tratti classificati in qualità eccellente.</p>
<p>“<em>Un risultato – </em>dichiara il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici e alla Difesa del suolo della Regione Calabria, Filippo Mancuso<em> – che testimonia l’efficacia del sistema di controllo e l’attenzione crescente verso la tutela del mare. L’arrivo della stagione balneare è sempre un momento atteso, in cui cittadini e turisti tornano a vivere le nostre spiagge e il nostro mare. Nell’ambito delle attività programmate sul demanio marittimo, è fondamentale che chi frequenta i litorali calabresi possa farlo con serenità, contando su informazioni chiare e aggiornate sulla qualità delle acque, sulla sicurezza dei tratti costieri e sull’accessibilità delle spiagge. Garantire un’esperienza balneare sicura e piacevole significa infatti mettere al centro la salute dei bagnanti, la cura dei litorali e la trasparenza verso l’utenza. È un impegno che la Regione Calabria porta avanti con continuità, grazie a un sistema di monitoraggio attento e a una collaborazione costante con Arpacal, i Comuni costieri e le Capitanerie di porto”. </em>La quasi totalità dei litorali monitorati rientra nella fascia di qualità più alta, mentre le restanti acque balneabili si collocano nelle categorie buona e sufficiente, delineando un quadro complessivo di grande affidabilità e sicurezza per cittadini e visitatori.</p>
<p>“<em>I numeri delle analisi – </em>sostiene il vicepresidente Mancuso<em> – raccontano una Calabria che investe sulla qualità, sulla tutela del mare e sulla credibilità del proprio sistema di monitoraggio. La salubrità delle nostre acque, la cura dei litorali e l’impegno per rendere le spiagge sempre più accessibili sono elementi fondamentali per garantire la sicurezza dei bagnanti e per offrire un’esperienza balneare serena e di alto livello. Il fatto che la quasi totalità delle acque campionate risulti balneabile, e in larga parte eccellente, è il risultato di un lavoro costante e condiviso. È un traguardo che ci spinge a proseguire con determinazione, perché la qualità del nostro mare è un valore identitario, ambientale ed economico su cui costruire il futuro della regione”</em>. Tutti i dati relativi alla qualità delle acque di balneazione sono consultabili sul portale regionale, aggiornati costantemente durante la stagione balneare, per garantire ai cittadini un’informazione chiara, accessibile e trasparente.</p>
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		<item>
		<title>Goletta dei Laghi 2025: le acque dei laghi silani sono pulite, e i dati lo confermano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/goletta-dei-laghi-2025-le-acque-dei-laghi-silani-sono-pulite-e-i-dati-lo-confermano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 10:23:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È tempo di bilanci per Goletta dei Laghi 2025, la campagna di Legambiente in difesa delle acque dei bacini lacustri italiani. Giunta alla sua ventesima edizione, la campagna arriva per la sua ultima tappa in Calabria, tra i boschi e i laghi dell&#8217;altopiano silano, presentando i dati sui monitoraggi effettuati e il dossier che ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È tempo di bilanci per Goletta dei Laghi 2025, la campagna di Legambiente in difesa delle acque dei bacini lacustri italiani. Giunta alla sua ventesima edizione, la campagna arriva per la sua ultima tappa in Calabria, tra i boschi e i laghi dell&#8217;altopiano silano, presentando i dati sui monitoraggi effettuati e il dossier che ha redatto sui laghi silani in cui sintetizza 10 proposte su cui lavorare per la salvaguardia e la valorizzazione degli ecosistemi lacustri silani. I 5 punti monitorati nei laghi Arvo, Cecita, Ampollino, Ariamacina e del Passante &#8211; un punto per ciascun lago &#8211; sono risultati tutti entro i limiti di legge per quanto riguarda le concentrazioni di escherichia coli ed enterococchi intestinali. Bene anche i dati chimico-fisici: i valori di pH, conducibilità, azoto, nitriti, nitrati, fosforo, cloruri e solfati risultano tutti nei range delle classi di qualità più elevate. Accanto ai dati positivi, però, Legambiente torna a sollevare la necessità di una governance più efficace: ancora oggi, nonostante questi bacini ricadano dentro un Parco nazionale e aree Natura 2000, mancano monitoraggi istituzionali regolari, e il Piano regionale di tutela delle acque non viene aggiornato dal 2009.</p>
<p>&#8220;La notizia è buona: le acque dei laghi silani sono pulite, e i dati lo confermano. Ma non basta. Perché le analisi di Goletta dei Laghi sono le uniche che monitorano lo stato di salute dei bacini lacustri silani e sullo stato delle acque superficiali della Regione mancano aggiornamenti dal 2009. A maggior ragione oggi serve una strategia di lungo periodo che faccia leva su questi risultatipositivi per costruire una gestione integrata e sostenibile di bacini che hanno un ruolo centrale nel fornire acqua potabile, energia e valore naturalistico a tutto il territorio&#8221;, dichiara Antonio Nicoletti presidente del circolo Legambiente Sila.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-330535 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Goletta-300x149.jpg" alt="" width="528" height="262" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Goletta-300x149.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Goletta-768x382.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Goletta-696x346.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Goletta-324x160.jpg 324w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Goletta.jpg 782w" sizes="(max-width: 528px) 100vw, 528px" /></p>
<p>&#8220;Le nostre analisi – prosegue – dimostrano che questi laghi possono essere un modello, ma il vuoto istituzionale e la mancanza di attenzione per questi ecosistemi pesa: serve uno sforzo condiviso per rafforzare la rete di conoscenza, monitoraggio e sorveglianza, anche attraverso analisi costanti dei sedimenti e una gestione più sostenibile delle concessioni idroelettriche. Siamo pronti a collaborare con istituzioni e attori locali per rafforzare la tutela di questi bacini, nell&#8217;interesse della biodiversità e dello sviluppo sostenibile delle comunità che da questi laghi dipendono&#8221;.<br />
A sottolineare le potenzialità turistiche è Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria: &#8220;La vocazione della Sila è chiara: turismo attivo e sostenibile, mobilità dolce, valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche, dei paesaggi, dei villaggi rurali e delle località turistiche. Ma oggi tutto questo non riesce a esprimersi appieno. È urgente avviare il percorso per rendere balneabili i laghi silani, superando limiti gestionali e resistenze burocratiche. Sarebbe un passo decisivo per ampliare l&#8217;offerta turistica e rafforzare un&#8217;economia locale radicata sul territorio, legata alle produzioni biologiche e alla tutela ambientale. La balneabilità dei laghi, inoltre, supererebbe anche la mancanza di monitoraggi e analisi sulla qualità delle acque che ad oggi assurdamente non vengono realizzati&#8221;.</p>
<p>Uno snodo cruciale, spiegano ancora Parretta e Nicoletti, sarà quello delle concessioni idroelettriche in scadenza nel 2029: &#8220;È il momento di immaginare un nuovo modello: riportare la gestione di questi invasi nei territori, garantire benefici concreti alle comunità locali e integrare le esigenze produttive con la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità&#8221;. Un patrimonio da tutelare: In occasione della tappa di Goletta dei Laghi in Calabria, Legambiente lancia oggi 10 proposte operative per garantire una tutela concreta e duratura dei bacini silani. I 10 interventi sono sintetizzati nel dossier che ricostruisce la storia e le caratteristiche degli ecosistemi lacustri silani, analizza lo stato della depurazione nelle aree turistiche del territorio e raccoglie i risultati dei monitoraggi effettuati da Goletta dei Laghi negli ultimi sei anni.<br />
Si parte da (1) la necessità di conoscere meglio questi ecosistemi attraverso monitoraggi sistematici delle acque e dei sedimenti, per valutare l&#8217;impatto sulla tutela della natura delle attività idroelettriche, agricole e zootecniche. Fondamentale è anche (2) il nodo della depurazione: Legambiente chiede interventi puntuali, a cominciare dalla realizzazione del depuratore di Trepidò sul Lago Ampollino e dalla riduzione degli inquinanti agricoli e zootecnici in tutti i bacini.<br />
(3) Per la biodiversità, servono azioni per frenare il degrado degli habitat e applicare soluzioni fondate sulla natura. Il dossier propone anche (4) di incentivare attività a basse emissioni e certificare le produzioni locali sostenibili, oltre a (5) fermare nuove urbanizzazioni, intervenendo sull&#8217;abusivismo edilizio nell&#8217;area del Lago Ampollino e rafforzando i controlli contro il bracconaggio e altri impatti sugli ecosistemi. (6) Uno degli obiettivi strategici è rendere balneabili i laghi Arvo e Ariamacina, come già avvenuto per il Lago di Barrea in Abruzzo, e (7) garantire trasparenza e legalità nelle concessioni turistiche e produttive. (8) Per voltare davvero pagina serve un cambio di passo nelle responsabilità pubbliche: coinvolgere attivamente i comuni nella gestione della risorsa idrica, e (9) promuovere un nuovo turismo lacustre valorizzando Lorica e il Lago Arvo, puntando al loro riconoscimento nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club. Infine, (10) l&#8217;associazione rilancia la necessità di costruire un percorso di partecipazione attraverso i contratti di lago, per aprire un confronto pubblico sulle scelte territoriali e garantire trasparenza nella gestione dei bacini.</p>
<p>Il dettaglio delle analisi microbiologiche<br />
Nella edizione della Goletta dei Laghi, in Calabria sono stati monitorati cinque laghi: il lago Arvo, il lago Cecita, il lago Ampollino, il lago del Passante e il lago Ariamacina. I cinque punti monitorati – uno per ciascun lago – sono risultati tutti entro i limiti di legge per quanto riguarda le analisi microbiologiche.<br />
Nel dettaglio, nel lago Arvo è stato campionato l&#8217;accesso principale sul lungolago lato Nord in località Lorica a San Giovanni in Fiore, punto che dopo ess ere risultato fortemente inquinato nel 2022, dal 2023 risulta sempre nei limiti. Nel lago Cecita il prelievo è avvenuto antistante il centro visite Cupone a Spezzano della Sila, confermando la conformità già registrata negli anni precedenti. Per il lago Ampollino il campionamento è stato effettuato antistante l&#8217;ingresso del villaggio in località Trepidò a Cotronei, mantenendo i risultati positivi del trend degli ultimi anni. Il lago Ariamacina è stato campionato nel lato nord lungo la strada verso la diga in località contrada Casolesi a Casali del Manco, risultando nei limiti come nel 2023. Infine, nel lago del Passante il prelievo è stato eseguito nel lato ovest dietro il villaggio Lagomar in località Santa Caterina a Sorbo San Basile, confermando i dati positivi dell&#8217;anno precedente.<br />
<img decoding="async" class="alignnone wp-image-330518" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Laghi-report-300x94.jpg" alt="" width="657" height="206" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Laghi-report-300x94.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Laghi-report-768x241.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Laghi-report-696x218.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Laghi-report.jpg 991w" sizes="(max-width: 657px) 100vw, 657px" /></p>
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		<title>Alecci (Pd) denuncia: “In Calabria chi perde i fondi europei viene promosso…oltre al danno, la beffa!”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/alecci-pd-denuncia-in-calabria-chi-perde-i-fondi-europei-viene-promossooltre-al-danno-la-beffa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 16:57:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il danno è fatto! La Regione Calabria perde definitivamente 2 milioni di euro che sarebbero serviti per il monitoraggio di uno dei beni più preziosi della nostra regione, l’acqua! Sembra impossibile, ma l’ennesima beffa per i calabresi è servita. Il progetto per la valutazione della qualità di mari, fiumi, laghi, sorgenti e acque sotterranee da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il danno è fatto! La Regione Calabria perde definitivamente 2 milioni di euro che sarebbero serviti per il monitoraggio di uno dei beni più preziosi della nostra regione, l’acqua! Sembra impossibile, ma l’ennesima beffa per i calabresi è servita. Il progetto per la valutazione della qualità di mari, fiumi, laghi, sorgenti e acque sotterranee da realizzare attraverso l’utilizzo di fondi europei è stato definitivamente annullato e definanziato, come si evince chiaramente dalla delibera n. 612 del 21/12/2023 dell’ARPACAL&#8221;. E&#8217; quanto denuncia il Consigliere regionale PD, Ernesto Francesco Alecci.</p>
<p>&#8220;Eppure questo progetto, approvato da oltre 2 anni, &#8211; sottolinea &#8211; doveva risultare fondamentale per chiarire la situazione delle acque calabresi che in uno studio del 2019 erano risultate particolarmente inquinate. Tanto da indurre il Ministero dell’Ambiente a sollecitare la Regione a verificare il reale stato di salute di tutti i nostri corpi idrici. Sin dall’inizio del mio mandato, preoccupato dall’immobilismo del management Arpacal, avevo posto più volte l’attenzione sulla questione, attraverso ben 3 interrogazioni e diversi interventi in Consiglio Regionale in cui avvisavo la maggioranza sul pericolo di non riuscire a concludere per tempo il progetto. Ma non è servito a nulla: oggi possiamo tristemente affermare che su questo importante intervento è stata messa definitivamente la parola fine&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma non è tutto… &#8211; incalza il Consigliere dem &#8211; la questione riesce a diventare ancora più surreale nel momento in cui il responsabile del progetto, colui che ha fatto perdere i 2 milioni di fondi europei, è stato addirittura promosso ed oggi riveste nientemeno la posizione di Commissario Straordinario di Arpacal. Quindi, il Presidente Occhiuto che sin dai primi giorni del suo insediamento aveva sempre dichiarato con estrema fermezza che non avrebbe fatto sconti a nessuno soprattutto verso chi non si dimostra all’altezza, nel segno di una nuova meritocrazia negli uffici regionali, invece di prendere dei provvedimenti nei confronti di questi soggetti, ne aumenta il grado. Un pessimo segnale, a mio avviso, non solo nei confronti degli altri dipendenti regionali, in particolare di chi lavora coscienziosamente senza mai essere valorizzato, ma soprattutto nei confronti di tutti i calabresi e per l’immagine che offriamo al di fuori dei confini regionali&#8221;- conclude Alecci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/alecci-pd-denuncia-in-calabria-chi-perde-i-fondi-europei-viene-promossooltre-al-danno-la-beffa/">Alecci (Pd) denuncia: “In Calabria chi perde i fondi europei viene promosso…oltre al danno, la beffa!”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Operazione &#8220;Deep&#8221; contro inquinamento acque e reati ambientali, Gen. Salsano: In Calabria l&#8217;aria è cambiata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 14:53:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Operazione Deep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il nostro obiettivo è far capire a tutti che l’aria in Calabria è cambiata”. Lo ha detto il comandante della Legione carabinieri Calabria, il generale di brigata Pietro Salsano, illustrando, in una conferenza stampa a Catanzaro, il bilancio dell’operazione “Deep” condotta dall’Arma contro una lunga serie di reati ambientali, soprattutto nel settore della depurazione, sul [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-deep-contro-inquinamento-acque-e-reati-ambientali-gen-salsano-in-calabria-laria-e-cambiata/">Operazione &#8220;Deep&#8221; contro inquinamento acque e reati ambientali, Gen. Salsano: In Calabria l&#8217;aria è cambiata</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il nostro obiettivo è far capire a tutti che l’aria in Calabria è cambiata”. Lo ha detto il comandante della Legione carabinieri Calabria, il generale di brigata Pietro Salsano, illustrando, in una conferenza stampa a Catanzaro, il bilancio dell’operazione “Deep” condotta dall’Arma contro una lunga serie di reati ambientali, soprattutto nel settore della depurazione, sul versante tirrenico della regione.</p>
<p>“Si è trattato – ha esordito il generale Salsano – di un’attività soprattutto preventiva, perché dai dati Ispra abbiamo notato come i fanghi prodotti in Calabria come residuo delle lavorazioni delle varie aziende sono minimi rispetto ad altre regioni e ci siamo chiesti perché ciò accade. L’unica spiegazione plausibile purtroppo era che in molti casi sia i depuratori sia alcune aziende non rispettano il ciclo ambientale e non osservano le misure disposte per garantire la salubrità dell’ambiente e del suolo. Siamo partiti inizialmente dalle acque fluviali e marine avendo notato, statisticamente, come nel periodo estivo le acque tendono a intorbidirsi con una certa facilità. Considerato – ha aggiunto il comandante regionale dell’Arma dei Carabinieri – che la Calabria ha un mare splendido, sia Tirreno sia Jonio, è davvero un peccato da un punto di vista della salute e anche turistico, per questo abbiamo deciso di fare questa operazione, ritengo unica nel suo genere, insieme alla componente Forestale dell’Arma dei carabinieri, anche per dire a tutti che la polizia ambientale in Italia è l’Arma dei Carabinieri”.</p>
<p>Il generale Salsano ha poi evidenziato che “in Calabria ci sono più di 300 depuratori: noi ne abbiamo controllati 58 ma in una fascia che abbraccia 208 chilometri di costa, da Tortora nel Cosentino a Nicotera nel Vibonese, e sono emerse purtroppo diverse infrazioni. Circa il 30% degli obiettivi erano fuori norma, ed è facilmente immaginabile questo cosa significa, e ancora ci mancano i campionamenti che abbiamo fatto e che ovviamente vanno analizzati nei laboratori. Sono state elevate sanzioni per oltre mezzo milione, ci sono poi 13 persone denunciate tra cui amministratori pubblici, sono stati sequestrati alcuni impianti, e ci sono tre Procure – Paola, Lamezia e Vibo Valentia – che stanno indagando. Il messaggio di questa operazione è quello del deterrente, di far capire a tutti, a chi ha attività industriali e a quanti, a livello comunale, gestiscono i depuratori, che noi arriviamo. Abbiamo per ora fatto questa fascia costiera tirrenica ma – ha osservato il comandante della Legione carabinieri Calabria – arriveremo anche sullo Jonio, arriveremo nel Reggino, arriveremo ovunque. Ci vorrà qualche tempo ma arriveremo”.</p>
<p>Il generale Salsano ha sottolineato “la competenza dei colleghi della Forestale, dell’Arpacal, della Regione Calabria e della stazione zoologica Anton Dohrn che hanno dato un grande contributo, e sottolineo anche il contributo lo Squadrone eliportato Cacciatori, perché ci sono zone inaccessibili e riescono a intervenire. E’ importante riuscire a dire a tutti che noi arriveremo perché i cittadini calabresi devono vedere che lo Stato, con tutte le sue componenti anche regionali, si attiva per garantire un fattore di crescita del territorio perché è evidente che un depuratore che non fa il proprio lavoro e sversa a mare è un danno per le famiglie e per i turisti, che non verranno più. Noi teniamo tanto anche alla crescita del territorio e non ci fermeremo. Il danno ambientale lo scopriremo soprattutto dopo le analisi di laboratorio delle analisi che abbiamo campionato ma credo che sia rilevante”.<br />
Secondo l’alto ufficiale, “il concetto è lavorare in squadra, siamo pronti a collaborare con tutte le organizzazioni pubbliche e private che vogliono condividere con noi questo progetto a servizio dei calabresi. Entro maggio finiremo il nostro lavoro, perché siamo ancora all’inizio. Ci stiamo muovendo con i controlli sul territorio, è un lavoro lungo. Il nostro obiettivo è fare un mega censimento anche sul terreno fino alle sorgenti. Ma soprattutto – ha concluso il comandante della Legione Carabinieri Calabria – il nostro obiettivo è far capire a tutti che l’aria in Calabria è cambiata: vogliamo andare in profondità colpendo tutti coloro che compiono illegalità”.<br />
Alla conferenza stampa ha partecipato anche il comandante regionale dei carabinieri forestali, il colonnello Giorgio Borrelli, che ha sottolineato “la grande sinergia tra tutti i soggetti impegnati in questa operazione e il contributo della nostra struttura, che ha dispiegato 100 militari”.</p>
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		<title>VIDEO-Vasta operazione dei Carabinieri contro inquinamento delle acque nella fascia tirrenica calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 10:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-184795-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/03/OPerazione-Deep-inquinamento-ambientale-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/03/OPerazione-Deep-inquinamento-ambientale-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/03/OPerazione-Deep-inquinamento-ambientale-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>A partire dalle prime ore del mattino e fino alla tarda serata di ieri, nelle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia &#8211; su iniziativa del Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Brigata Pietro Salsano e di concerto con il Comandante della Regione Carabinieri Forestale, Colonnello Giorgio Borrelli &#8211; è stata eseguita l’operazione “Deep”, un intervento complesso in materia ambientale attuato mediante l’impiego coordinato e simultaneo di squadre congiunte, composte da Carabinieri dell’Organizzazione Territoriale e Forestale affiancati, per la perlustrazione di aree impervie e acquitrinose, da Squadre operative dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, con il supporto aereo dell’8° Nucleo Elicotteri CC di Vibo Valentia e per il controllo di mirati obiettivi da personale del Nucleo Operativo Ecologico di Catanzaro.</p>
<p>L’iniziativa trae origine dalla constatazione che soprattutto l’inquinamento acqueo è particolarmente accentuato in Calabria come è possibile evincere da un’osservazione:<br />
&#8211; empirica, in relazione al ciclico intorbidimento delle acque marine, che si verifica soprattutto nella stagione estiva quando si registra un aumento della popolazione dimorante sulla fascia costiera;<br />
&#8211; clinica, a seguito dei risultati di numerosi accertamenti tecnici eseguiti tramite campionatura delle acque per esami specifici condotti da Enti specializzati;<br />
&#8211; statistica, realizzata con l’analisi dei dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che colloca la Calabria tra le ultime Regioni per produzione e trattamento di fanghi provenienti da acque reflue urbane, rapportata alla popolazione residente (cosiddetto indice di potenziale smaltimento non controllato/illecito dei fanghi).</p>
<p>Infatti, per comprendere l’entità del fenomeno, basta pensare che nel 2019, in Calabria sono state dichiarate 34.072 tonnellate di fanghi regolarmente trattati a fronte di una popolazione di 1.860.000 abitanti mentre – a titolo meramente indicativo – sono state invece 90.660 le tonnellate dichiarate, sempre nel 2019, per 1.600.000 abitanti nella regione Sardegna e, ancora, 299.814 tonnellate di fanghi trattati dalla Puglia nello stesso anno a fronte di circa 4.000.000 di abitanti.</p>
<p>La complessa operazione, pianificata nel corso degli ultimi mesi e che ha visto impegnato anche il personale specializzato dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria diretta da Domenico Pappaterra e della Stazione Zoologica Anton Dohrm guidata in Calabria dal Prof. Silvestro Greco, recepisce anche le istanze, volte ad arginare il fenomeno dell’inquinamento delle acque fluviali e marine, sia di alcune Procure della Repubblica, sia della Regione Calabria.<br />
L’intervento, condotto dai carabinieri in Calabria, è stato particolarmente indirizzato alla prevenzione ed al contrasto dell’inquinamento ambientale, mediante azioni utili a conoscere e valutare il fenomeno in ambito regionale e, nel contempo, valorizzare le funzioni di polizia ambientale affidate in ambito nazionale all’Arma dei carabinieri ed espresse in particolar modo dalle sue componenti specializzate tra cui il Comando carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e l’intero comparto Forestale.<br />
Tutto ciò sul fondamentale presupposto che la salvaguardia dell’ambiente è uno dei principali obiettivi nazionali ed europei, tanto da essere destinataria di rilevanti risorse e finanziamenti anche nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il fenomeno del degrado e dell’inquinamento ambientale di acque e suolo ha, infatti, ripercussioni estremamente negative sull’intera società per i potenziali rischi alla salute umana e animale, la conservazione degli ecosistemi presenti sul territorio, l’impatto sul sistema economico con particolare riguardo al settore turistico, il costante pericolo d’infiltrazione della criminalità comune ed organizzata nella gestione del ciclo dei rifiuti, in ragione dei rilevanti interessi economici.</p>
<p>Nel corso dell’operazione, convenzionalmente denominata “Deep” per il suo fine primario di controllare attentamente il rispetto delle norme spingendosi in profondità, ovvero al di là delle apparenze e della superficie, frequentemente dissimulate per celare la commissione di gravi illeciti contro la natura, sono stati: impiegati 300 militari, 115 automezzi e 1 elicottero, in un’area di operazioni che ha interessato la fascia medio-costiera tirrenica dei territori delle 3 citate province per un totale di 208 km; controllati un centinaio di obiettivi, tra cui 58 siti di depurazione, 15 pompe di sollevamento nonché aree palustri e canali di scolo in prossimità della costa, con annesse attività produttive limitrofe.<br />
Inoltre, grazie al supporto tecnico specializzato reso disponibile da ARPACAL e dalla citata Stazione zoologica con 8 teams che hanno affiancato i militari dell’Arma nelle operazioni, si è proceduto al campionamento di acque reflue, allo scopo di intercettare eventuali flussi inquinanti e sviluppare ulteriori attività di accertamento utili anche in prospettiva futura per acquisire informazioni sul fenomeno e pianificare ulteriori mirati controlli.<br />
Infatti, l’intervento è stato preceduto da un’articolata attività di analisi dei dati informativi, raccolti nel corso dei servizi di controllo del territorio grazie alla capillarità dei presidi dell’Arma, finalizzata ad individuare le fonti di potenziale inquinamento fluviale e marino quali siti di depurazione, aree palustri e canali di scolo in prossimità della costa. Si è proceduto, quindi, a controllare i siti di depurazione, a monitorare i corsi d’acqua lungo il loro naturale percorso procedendo alla campionatura di acque e terriccio da analizzare in laboratorio per individuare la tipologia di prodotti chimici inquinanti.</p>
<p>Contestualmente, lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, ha eseguito perlustrazioni in territorio impervio, risalendo alcuni corsi d’acqua (<strong>il fiume Savuto e il torrente Bagni nel cosentino, il primo divide le province di Cosenza e Catanzaro tra Nocera ed Amantea, mentre il secondo scorre nel Comune di Guardia Piemontese, nonché i torrenti Randace e Turrina nel lametino che sfociano nel tirreno tra Lamezia Terme e Curinga</strong>) fino alle sorgenti attesa la possibilità che alcune aziende, distanti anche centinaia di metri dal torrente, attraverso tubazioni abusive sversino liquami direttamente nell’alveo fluviale. In una prossima fase, la procedura di verifica sarà ulteriormente approfondita mediante il confronto delle analisi chimico-biologiche eseguite sui campioni prelevati e l’eventuale corrispondenza con i residui prodotti dalle attività che possono aver determinato la contaminazione.<br />
<strong>L’operazione “Deep” ha permesso di conseguire importanti risultati sia sul piano preventivo con il suo forte impatto deterrente, sia sul piano repressivo. 13 persone sono state denunciate per reati ambientali, sequestrando 5 siti tra impianti di depurazione, vasche di contenimento fanghi e attività produttive inquinanti. In ben 22 siti sono state riscontrati illeciti penali e irregolarità ammnistrative, nei restanti obiettivi controllati proseguono le verifiche in relazione all’esito dei campionamenti effettuati su acque e terriccio. Sono state elevate sanzioni amministrative per un totale complessivo superiore a 500.000 euro.</strong></p>
<p>Nel dettaglio, <strong>in provincia di Vibo Valentia</strong>, sono stati sequestrati due siti di depurazione, in quanto in un caso si è riscontrata la presenza di bypass, fanghi oltre la soglia limite, pompe di sollevamento non in funzione e l’autorizzazione allo scarico scaduta, mentre nell’altro si è accertato un ciclo di depurazione non conforme alla norma, vasche di decantazione non alimentate e quella dei fanghi è risultata collegata a quella di ossigenazione. In altri sei impianti sono state riscontrate, a vario titolo, ipotesi di violazione di carattere penale con particolare riferimento al mancato smaltimento dei fanghi, alla gestione non autorizzata di rifiuti, allo scarico di acque reflue non autorizzato, all’abbandono e smaltimento illecito di rifiuti. Violazioni di carattere amministrativo, consistenti in gran parte nello scarico di acque reflue non autorizzato, sono state riscontrate in altri tre impianti.</p>
<p><strong>Nel Catanzarese</strong>, il titolare di un’azienda operante nel settore dello smaltimento di rifiuti e inerti è stato denunciato per ipotesi di mancato smaltimento dei fanghi derivati dal trattamento delle acque di prima pioggia e, nella circostanza, è stata sequestrata la vasca di contenimento dei fanghi. Sempre in provincia, è stato sequestrato un depuratore per ipotesi di malfunzionamento delle linee di depurazione e gestione non conforme alla normativa vigente della struttura.</p>
<p>In ultimo,<strong> nel Cosentino</strong>, un impianto è stato sequestrato per ipotesi di sversamento illecito di liquami causato da malfunzionamento della pompa di sollevamento, mentre in altri 7 siti sono state elevate sanzioni amministrative per scarico di acque reflue non autorizzato. L’intervento, condotto ieri per la prima volta in ambito regionale, rappresenta solo l’inizio di una più complessa strategia di protezione dell’ambiente e della natura che vedrà impegnati i Carabinieri di Calabria anche nei prossimi mesi non solo nel contrasto all’inquinamento acqueo, che comunque interesserà gradualmente tutti i tratti costieri della Regione, ma anche nella lotta ad ogni forma di compromissione dell’habitat naturale dal suolo all’aria, dai centri urbani alle foreste.</p>
<p>Prova di questo impegno costante dell’Arma in Calabria sono i dati riferiti al contrasto ad ogni forma di inquinamento e relativi agli ultimi mesi, sono state riscontrate irregolarità in 15 siti, ritenuti potenzialmente inquinanti, tra cui 1 depuratore, 2 centri di raccolta di rifiuti, 2 lavanderie industriali, 2 officine e 6 esercizi commerciali. In tali occasioni, le irregolarità più frequentemente riscontrate sono state la violazione di norme generali poste a tutela dell’Ambiente, con particolare riferimento all’abbandono illecito, lo smaltimento e il traffico di rifiuti speciali, la gestione non autorizzata di rifiuti, lo sversamento di liquami inquinanti che hanno portato alla denuncia di 36 soggetti ritenuti responsabili della condotta offensiva verso il patrimonio ambientale.</p>
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		<title>Inquinamento acque fluviali e marine: Intervento simultaneo dei carabinieri su 208 km di fascia costiera tirrenica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inquinamento-acque-fluviali-e-marine-intervento-simultaneo-dei-carabinieri-su-208-km-di-fascia-costiera-tirrenica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 11:59:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[marine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime ore di oggi, nelle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, su iniziativa del Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Brigata Pietro Salsano, e di concerto con il Comandante della Regione Carabinieri Forestale, è in corso l’operazione “Deep”. Si tratta- spiega i carabinieri &#8211; di un intervento complesso in materia ambientale attuato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle prime ore di oggi, nelle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, su iniziativa del Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Brigata Pietro Salsano, e di concerto con il Comandante della Regione Carabinieri Forestale, è in corso l’operazione “Deep”.</p>
<p>Si tratta- spiega i carabinieri &#8211; di un intervento complesso in materia ambientale attuato mediante l’impiego coordinato e simultaneo di squadre congiunte, composte da Carabinieri dell’Organizzazione Territoriale e Forestale affiancati, per la perlustrazione di aree impervie e acquitrinose, da Squadre operative dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, con il supporto aereo dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia. </p>
<p>L’intervento, di carattere prioritariamente preventivo, è finalizzato ad individuare fenomeni di inquinamento delle acque fluviali e marine su 208 chilometri di fascia costiera tirrenica. Saranno sottoposti a controllo 58 siti di depurazione, 15 pompe di sollevamento nonché aree palustri e canali di scolo con annesse attività produttive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/inquinamento-acque-fluviali-e-marine-intervento-simultaneo-dei-carabinieri-su-208-km-di-fascia-costiera-tirrenica/">Inquinamento acque fluviali e marine: Intervento simultaneo dei carabinieri su 208 km di fascia costiera tirrenica</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>La Calabria dipende per più dell&#8217;80% da riserve derivanti dall&#8217;acque sotterranee: Un tesoro nascosto da tutelare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-calabria-dipende-per-piu-dell80-da-riserve-derivanti-dallacque-sotterranee-un-tesoro-nascosto-da-tutelare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2022 14:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[acque]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Invisibile ai nostri occhi eppure fondamentale per la vita e gli equilibri sulla terra: parliamo dell&#8217;acqua sotterranea, o anche dettaacqua di falda, la più grande riserva idrica del pianeta ma anche una delle risorse più dimenticate, quest&#8217;anno protagonista della Giornata mondiale dell&#8217;acqua 2022 (World Water Day). In questa occasione Legambiente presenta un dossier, lanciando una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Invisibile ai nostri occhi eppure fondamentale per la vita e gli equilibri sulla terra: parliamo dell&#8217;acqua sotterranea, o anche dettaacqua di falda, la più grande riserva idrica del pianeta ma anche una delle risorse più dimenticate, quest&#8217;anno protagonista della Giornata mondiale dell&#8217;acqua 2022 (World Water Day). In questa occasione Legambiente presenta un dossier, lanciando una road map con 3 proposte per tutelare e preservare questi importanti corpi idrici, troppo spesso maltrattati e sovra sfruttati, la cui qualità e quantità è sempre più messa a rischio dall&#8217;urbanizzazione, dalla crescita demografica, dall&#8217;inquinamento e dai cambiamenti climatici. </p>
<p>Il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60), che prevedono il conseguimento di un buono stato (qualitativo e quantitativo) dei corpi idrici, la corretta pianificazione degli usi dell&#8217;acqua per prevenire il loro deterioramento (qualitativo e quantitativo) e la messa al bando nella produzione e nella commercializzazione di alcune sostanze inquinanti, persistenti e bioaccumulabili, dannose per l&#8217;ambiente e la salute: queste le azioni concrete secondo il cigno verde, che coincidono con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG6) delle Nazioni Unite di una gestione condivisa e sostenibile delle falde, allo scopo di garantire universalmente l&#8217;accesso ad acqua pulita e potabile. Ma soprattutto non rinviabili se si pensa che &#8211; secondo dati ISPRA &#8211; in Italia, nel 2018, sono stati prelevati più di 9,2 miliardi di metri cubi di acqua per uso potabile.<br />
Sono evidenti i rischi per l&#8217;ambiente e la salute umana derivanti dall&#8217;inquinamento delle falde acquifere e comunque le conseguenze della scarsa qualità dell&#8217;acqua per l&#8217;impatto delle attività umane.</p>
<p>Le acque di falda in Italia: Come risaputo il nostro è un Paese a stress idrico medio-alto. Secondo gli ultimi dati ISPRA, in Italia vengono consumati circa 26 miliardi di metri cubi d&#8217;acqua all&#8217;anno: il 55%, è legato agli usi agricoli, il 27% a quelli industriali e circa il 18% per scopi civili. Relativamente al settore &#8220;scopi civili&#8221;, implicando acque di qualità elevata, nel 2018 sono stati prelevati più di 9,2 miliardi di metri cubi di acqua per uso potabile, di cui in media circa l&#8217;85% deriva dalle acque di falda. <em>La Calabria dipende per più dell&#8217;80% dalle acque di falda.</em></p>
<p>&#8220;Un tesoro nascosto sotto ai nostri piedi, a decine o centinaia di metri. — ha commentato Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente— L&#8217;acqua di falda dev&#8217;essere riconosciuta e protetta, non solo come riserva idrica rinnovabile, ma anche come portatrice di un forte valore ambientale. Le tre priorità che oggi presentiamo vogliono offrire una sorta di road map per arrivare alla gestione condivisa e sostenibile delle acque sotterranee, come auspicato dalle politiche comunitarie, rendendole sempre meno vulnerabili e soggette alle conseguenze del sovra sfruttamento, dei cambiamenti climatici e dell&#8217;inquinamento&#8221;.</p>
<p>&#8220;Oggi ricorre il trentesimo anniversario della Giornata mondiale dell&#8217;Acqua eppure in Calabria sembra non esserci ancora sufficiente e reale consapevolezza della preziosità di questo elemento per la nostra vita –ha affermato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria-. Nella nostra regione, troppo spesso l&#8217;acqua che preleviamo viene dispersa e sprecata e non viene trattata in maniera adeguata e sostenibile. Ad esempio a causa delle perdite in rete, esiste un gap consistente tra acqua immessa nelle reti di distribuzione e acqua effettivamente erogata e sono in aumento esponenziale i casi di carenza di acqua potabile nelle case dei calabresi. Inoltre sono molto carenti i dati relativi allostato chimico, ecologico e quantitativo dei corpi idrici&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Calabria – ha concluso Parretta &#8211; rischia di perdere l&#8217;opportunità di attingere alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Un rischio gravissimo e concreto dato che la nostra Regione ha già perso i primi 105 milioni: è stato, infatti,  dichiarato inammissibile da parte del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili il progetto presentato dall&#8217;Autorità Idrica Calabrese, diretto a ridurre le dispersioni di acqua e migliorare la qualità del  servizio erogato ai cittadini. Appare chiaro che bisogna agire con urgenza sulle perdite di rete e che serve completare la rete fognaria e migliorare il sistema della depurazione attualmente inefficiente e sottodimensionato costruendo nuovi impianti laddove è necessario anche per superare le procedure di infrazione comunitarie.&#8221;</p>
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		<title>Calabria, aumenta la lunghezza delle aree con acque marine di qualità “Scarsa”&#8230;di Mario Pileggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2021 15:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[acque]]></category>
		<category><![CDATA[geologo]]></category>
		<category><![CDATA[marine]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pileggi]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sui 716 km di costa disponibili sono più di 653 chilometri le spiagge naturali certificate balneabili in Calabria. Una quantità notevole che supera l’insieme di sette regioni: Veneto, Emilia Romagna, Friuli, Abruzzo, Marche, Molise e Basilicata. E, purtroppo, non adeguatamente tutelata e valorizzata perché i dati ufficiali della classificazione della qualità delle acque di balneazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sui 716 km di costa disponibili sono più di 653 chilometri le spiagge naturali certificate balneabili in Calabria.<br />
Una quantità notevole che supera l’insieme di sette regioni: Veneto, Emilia Romagna, Friuli, Abruzzo, Marche, Molise e Basilicata. E, purtroppo, non adeguatamente tutelata e valorizzata perché i dati ufficiali della classificazione della qualità delle acque di balneazione evidenziano un generale peggioramento: aumenta la lunghezza delle aree con acque marine classificate di qualità “Scarsa” e diminuisce quella delle acque classificate di qualità “Eccellente”.</p>
<p>In pratica si accentua la tendenza al peggioramento della condizione di salute dei mari certificata a partire dal 2017 dall’Agenzia regionale per l’Ambiente. Negli ultimi 4 anni nella sola Provincia di Cosenza c’è stata una riduzione di circa 40 Km della lunghezza complessiva delle aree con acque classificate di qualità Eccellente; dai 205.793 metri del 2017 si è scesi a 165.393 metri di quest’anno.<br />
Il peggioramento emerge dagli allegati al Decreto regionale per l’annualità 2021 sulla classificazione delle acque di balneazione. Il grave ritardo della pubblicazione del Decreto, già evidenziato nel maggio scorso su questo giornale, ha impedito la tempestiva informazione e individuazione della qualità delle acque marine in ogni tratto di spiaggia e, quindi, ai cittadini interessati di chiedere di conoscere e rimuovere le cause di tale peggioramento.<br />
Il ritardo della Regione nel divulgare i risultati di tutte le analisi di ognuno dei punti di prelievo delle 630 aree adibite alla balneazione continua nonostante l’annuncio ufficiale del 7 luglio dell’Assessore al Turismo: “Mostreremo i dati scientifici e racconteremo quanto sia balneabile il mare calabrese” riportato sul Portale web della stessa Regione.<br />
Dai dati resi noti si conferma che la lunghezza delle aree con acque classificate di qualità eccellente nell’attuale stagione balneare è pari a 590.732 metri complessivi; nel 2020 era di 594.841 metri, nel 2019 era di 614.683 metri e nel 2017 era di 620.543 metri. La rilevante e progressiva riduzione di circa 30 Km delle aree con acque di qualità eccellente degli ultimi 4 anni ha fatto scendere la Regione sotto la media nazionale del BelPaese. Nel 2017 la percentuale delle aree con qualità eccellente della Calabria era al 93% e superava di molto la media nazionale e quella della Comunità europea. È scesa al 92% nel 2018 ed al 91% nel 2019. La percentuale è ulteriormente scesa all’88,55% nel 2020 e ancora peggio quest’anno con l’85% in netta controtendenza rispetto all’andamento nazionale ed europeo che ha visto aumentare la percentuale delle acque classificate di qualità eccellente.<br />
Oltre alla riduzione della percentuale delle acque di qualità eccellente gli stessi dati Arpacal evidenziano che la lunghezza complessiva delle aree con acque classificate di qualità scarsa, che nel 2020 era pari a 15,122 metri, è aumentata fino a 17.508 metri nell’attuale stagione balneare 2021 con percentuale del 3,5% quasi doppia a quella nazionale 1,81%.<br />
Dei 671.031 metri di costa adibiti alla balneazione monitorati nella Regione, oltre a quelli classificati di qualità eccellente e scarsa, 47.293 metri sono stati classificati di qualità buona e 15.408 metri sono stati classificati qualità sufficiente.<br />
Altra grave inadempienza regionale in materia di controllo delle acque di balneazione è l’assenza di qualsiasi informazione e dato di analisi e monitoraggio delle acque interne come avviene in tutte le regioni dove sono presenti laghi e fiumi con aree adibite alla balneazione. Significativa in proposito la mappa della localizzazione dei punti di prelievo e della qualità delle acque adibite alla balneazione nel BelPaese contenuta nel Report EU di giugno 2021 dell’Agenzia europea dell’ambiente; nello stesso Report sono indicate le 5.520 aree adibite alla balneazione e monitorate dalle Agenzie regionali per l’Ambiente nel BelPaese e che comprendono 4.848 aree costiere marine e 672 aree interne.<br />
Nonostante i ben noti laghi della Sila e delle altre montagne e colline calabresi e dei circa mille corsi d’acqua presenti in Calabria, nel Decreto sulla classificazione delle acque di balneazione della Regione non è riportato alcun dato sulla qualità delle acque interne perché non è stato adibito alla balneazione nessun tratto di lago o di corso d’acqua.<br />
Ritardi e scarsa attenzione per la condizione delle acque di balneazione anche da parte Ministero della Salute per il permanere delle carenze informative del Portale Acque già evidenziate e per la mancata pubblicazione del Report annuale sull’andamento dell’intero del BelPaese.<br />
Riguardo le criticità e le aree sottoposte a divieto di balneazione va ribadito, come ripetutamente evidenziato dall’Arpacal, che “continuano a persistere in aree antistanti foci di fiumi e/o torrenti che risentono anche delle perturbazioni piovose, o in zone collocate nelle strette vicinanze di depuratori mal funzionanti” e riguardano alcune decine dei 112 comuni costieri monitorati.<br />
Pertanto si può e si deve agire subito, a partire dall’autunno in corso, per invertire la tendenza al peggioramento e avviare un generale miglioramento della qualità delle acque del Tirreno e dello Ionio utilizzando anche le risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).<br />
La rilevantissima disponibilità di aree balneabili esistenti e l’aumento delle presenze turistiche nella Regione per le restrizioni dell’emergenza Covid-19, imponevano e continuano ad imporre la necessità di informare e far conoscere sia la qualità delle acque marine sia le specificità del patrimonio costiero diffuso lungo le coste bagnate dal Tirreno e dallo Ionio meridionali. Specificità rare come la natura e quantità delle spiagge naturali formate da frammenti di rocce di tutte le ere geologiche e che documentano la nascita ed evoluzione del paesaggio dell’intera Penisola e degli insediamenti umani dell’intero Belpaese; gli assetti idro-geomorfologici che consentono la presenza e lo sviluppo della più grande varietà di habitat e forme di vita in ambiente acquatico e terrestre; la grande varietà di prodotti enogastronomici sempre più apprezzati in tutti i continenti; i numerosi e antichi giacimenti storico-archeologici di tutte epoche.</p>
<p>Lo stato di salute dei mari all’apertura della stagione balneare in ogni Provincia<br />
Continua la progressiva riduzione del numero di aree con acque classificate di qualità eccellente si rileva nella Provincia di <strong>Cosenza</strong> dove la lunghezza complessiva è scesa a 165.393 metri rispetto ai 168.372 metri del 2020 e ai 205.793 metri nel 2017. In pratica la provincia di CS fa registrare un calo di oltre 40 km. La percentuale che nel 2017 era del 94,05% era già precipitata all’81% nel 2020 e quest’anno si abbassa ancora di molto sotto la media nazionale.<br />
La lunghezza complessiva della costa dell’insieme dei 36 comuni costieri del Tirreno e dello Jonio della Provincia di Cosenza è di 227.900 metri dei quali 22.107 metri non adibiti alla balneazione e, per vari motivi, con divieto di balneazione permanente.<br />
In corrispondenza dei 205.793 adibiti alla balneazione e monitorati con analisi mensili, la classificazione della qualità delle acque per l’apertura dell’attuale stagione è la seguente: 165.393 metri di qualità Eccellente, 27.938 metri di qualità Buona, 8.929 metri di qualità Sufficiente. La lunghezza delle aree con acque classificate di qualità Scarsa risulta complessivamente di 3.533 metri.<br />
Nella stessa provincia le aree con acque classificate di qualità scarsa e non balneabili per l’inizio dell’attuale stagione balneare sono localizzate nei seguenti comuni:<br />
&#8211;<strong> Fuscaldo</strong> in due aree denominate “150 MT SX Torrente Maddalena” della lunghezza di 1082 metri e “150 MT DX Torrente Maddalena” della lunghezza di 305 metri;<br />
&#8211; <strong>Paola</strong> in tre aree denominate “300 MT SX C.da Petraro” di 260 metri, “300 MT Canale Fiumarella” di 180 metri e “200 MT S. Canale prosp. Depuratore” di 372 metri;<br />
&#8211; <strong>Praia a Mare</strong> in due aree denominate “50 MT SX Canale Fiumarella” di 777 metri e “50 MT DX Canale Fiumarella” di 408 metri;<br />
&#8211; <strong>San Lucido</strong> nell’area denominata “150 MT SX Torrente S. Como” di 149 metri.<br />
A questi divieti temporanei delle aree destinate alla balneazione si aggiungono gli altri divieti permanenti di balneazione posti per inquinamento in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua e per altri motivi come le aree portuali, industriali ecc. della lunghezza complessiva di poco superiore a 20 chilometri.<br />
La Provincia di <strong>Reggio Calabria</strong> con 202,9 chilometri di costa ha adibito alla balneazione e monitorato complessivamente 186.765 metri rispetto ai 187.493 metri del 2020. Per il 2021 dal totale della costa monitorata non è stata calcolata l’estensione dell’area denominata “Spirito Santo” nel comune di <strong>Scilla</strong> perché non idonea alla balneazione per cause diverse all’inquinamento e antistante il porticciolo turistico.<br />
La lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità eccellente per l’attuale stagione balneare è di 157.715 metri; era 160.088 metri pari a 85,38% nel 2020 mentre nel 2019 era di 167.076 metri pari all’89,11%; nella stagione 2018 era di 166.892 metri, l’89,01% dei litorali adibiti alla balneazione nella stessa Provincia.<br />
La lunghezza complessiva delle aree classificate di qualità scarsa per l’attuale stagione balneare è 12.102 metri in aumento rispetto al 2020 quando era di 9.719 metri pari al 5,18 % mentre nel 2019 era di 9.773 metri pari al 5,21% e nella stagione 2018 era di 10.286 metri pari al 5,49% .<br />
Questi dati evidenziano una ulteriore riduzione della lunghezza dei litorali classificati di qualità eccellente rispetto alla stagione balneare 2017 quando risultava di167.859 metri pari all’89,92%.<br />
Le aree interessate dalle criticità e acque classificate di qualità scarsa sono distribuite nei seguenti comuni:<strong> Brancaleone</strong> con l’area denominata “I.D. Brancaleone” di 1668 metri e l’area “Pontile” di 1069 metri; <strong>San Ferdinando</strong> con l’area denominata “Delta Mesima” di 369 metri, <strong>Gioia Tauro</strong> con l’area denominata “Pontile N.” di 651 metri; e 200 M. PETRACE di 867 metri;<br />
<strong>Montebello ionico</strong> con l’area MUSA S. Elia di 1.757 metri; <strong>Reggio Calabria</strong> con le aree in gran parte localizzate corrispondenza del centro urbano e denominate: “Catone–Bar Reitano” di 905 metri, “Gallico – Limoneto” di 1009 metri, “Circolo Nautico” 1094 metri, “Lido Comunale Pontile N.” di 544 metri, “Lido Comunale Pontile S.” di 169 metri, Pellaro – Lume” di 1371 metri, “500 M N TOTT. Annunziata” di 592 metri.<br />
Nella Provincia di <strong>Vibo Valentia</strong> in corrispondenza dei 70.143 metri di costa adibita alla balneazione la lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità eccellente per l’attuale stagione balneare è leggermente aumentata a 60.2893 metri rispetto al 2020 quando era di 59.962 metri pari all’85,49% di quella monitorata; nel 2019 era di 62.928 metri pari al 89,71% dei litorali adibiti alla balneazione; una lunghezza superiore a quella complessiva del 2017 che era di 59.500 metri.<br />
La lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità scarsa è invece di 1.873 metri e più che raddoppiata rispetto alla scorsa stagione balneare quando era di 560 metri come nel 2019.<br />
Sulle criticità nella stessa Provincia le due aree classificate di qualità scarsa con divieto di balneazione temporaneo sono nel comune di <strong>Nicotera</strong> ed è denominata “200 MT a DX F. Mesima” di 560 metri e in quello di<strong> Ricadi</strong> con l’area denominata “1400 MT. Sud Torre Marina della lunghezza di 1313 metri.<br />
Sui 113,9 chilometri di costa disponibili nella Provincia di <strong>Crotone</strong> sono adibiti alla balneazione e monitorati complessivamente 108.868 metri. I risultati delle analisi e le classificazioni effettuate dall’Arpacal per l’inizio dell’attuale stagione balneare certificano di qualità eccellente le acque in corrispondenza di 107.873 metri in crescita rispetto al 2020 quando risultava 106.467 metri di litorali pari al 97,79%; in netto miglioramento rispetto ai 100.068 metri di litorali pari al 91,92% della stagione balneare 2019, e anche rispetto alla stagione balneare 2017 quando la lunghezza complessiva delle spiagge con acque di qualità eccellente risultava di 102.859 metri con il 94,48%. In nessuna area adibita alla balneazione nella Provincia di Crotone si è rilevata criticità e classificazione di qualità scarsa e sufficiente. La lunghezza delle aree classificate di qualità buona risultano complessivamente di 995 metri.<br />
Sui 102.600 metri di costa della Provincia di <strong>Catanzaro</strong> le aree adibite alla balneazione, nell’insieme dei 25 comuni costieri, raggiungono la lunghezza complessiva di 99.462 metri. Per l’attuale stagione balneare, l’Arpacal ha certificato tutte le aree di balneazione del Tirreno e dello Ionio catanzarese di qualità eccellente. Sulla qualità del Tirreno lametino e del <strong>Golfo di Sant’Eufemia</strong> va detto che le immagini con acque di colore verde e le ripetute lamentele, in particolare sui social, dei bagnati sono apparse in contrasto con la classificazione di qualità eccellente.<br />
Nella precedente stagione 98.546 metri risultavano classificati di qualità eccellente e 916 metri classificati di qualità buona. E nella stagione balneare 2019 la lunghezza delle aree classificate con qualità eccellente risultava di 97.854 metri e gli altri 1.608 metri erano stati classificati di qualità buona.<br />
La percentuale delle acque di qualità eccellente nella Provincia raggiunge il 100% rispetto al 99,08% del 2020, al 98,38% della stagione 2019, al 98,15% del 2018 e al 97,30% della stagione balneare 2017.<br />
Un progressivo miglioramento e di particolare rilevanza se si considera che la disponibilità delle spiagge di questa sola Provincia supera quella dell’insieme di 4 Province come Rimini, Trieste, Ferrara e Forlì.<br />
Sui litorali della stessa Provincia di Catanzaro i vari divieti di balneazione permanenti, posti sia in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua e canali inquinati sia nelle altre aree portuali ecc. con divieti per motivi diversi, raggiungono complessivamente la lunghezza di poco superiore ai tre chilometri.</p>
<p><em>Geologo Mario Pileggi del Consiglio Nazionale Amici della Terra</em></p>
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		<title>Covid, Iss: &#8220;Variante inglese e brasiliana in acque di scarico&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 17:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[acque]]></category>
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		<category><![CDATA[Iss]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le varianti inglese e brasiliana del coronavirus Sars-CoV-2 sono state individuate per la prima volta nelle acque di scarico italiane&#8220;. E&#8217; quanto riferisce l&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss), che dà notizia della prima ricerca condotta sulla presenza di varianti del virus nei reflui urbani d&#8217;Italia (&#8220;tra le prime&#8221; ricerche di questo tipo condotte &#8220;al mondo&#8221;, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le varianti inglese e brasiliana del coronavirus Sars-CoV-2 sono state individuate per la <strong>prima volta nelle acque di scarico italiane</strong>&#8220;. E&#8217; quanto riferisce l&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss), che dà notizia della prima ricerca condotta sulla presenza di varianti del virus nei reflui urbani d&#8217;Italia (&#8220;tra le prime&#8221; ricerche di questo tipo condotte &#8220;al mondo&#8221;, puntualizzano gli esperti). A condurla il gruppo di lavoro coordinato da Giuseppina La Rosa del Dipartimento Ambiente e Salute e da Elisabetta Suffredini del Dipartimento di Sicurezza alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria dell&#8217;Iss, in collaborazione con l&#8217;Istituto Zooprofilattico della Puglia e della Basilicata.<br />
In particolare &#8211; spiega l&#8217;Iss &#8211; sono state individuate sequenze con mutazioni tipiche di variante brasiliana e inglese in reflui raccolti a Perugia dal 5 all&#8217;8 febbraio, e mutazioni tipiche della variante spagnola in campioni raccolti da impianti di depurazione a Guardiagrele, in Abruzzo dal 21 al 26 gennaio 2021. La variante spagnola è meno nota delle altre, ma in realtà è comparsa prima, a giugno 2020 in Spagna. I risultati dello studio, evidenziano gli esperti, <strong>dimostrano che le acque di scarico possono essere un utile strumento per valutare la circolazione delle varianti di Sars-CoV-2 nei centri urbani</strong>.<br />
&#8220;Per consentire uno screening rapido, pratico e semplice delle varianti circolanti nella popolazione italiana è stato sviluppato un metodo che prevede l&#8217;amplificazione e il sequenziamento di una parte del gene S contenente specifiche mutazioni in grado di caratterizzarle&#8221;, informano in una nota. Il metodo, testato inizialmente su campioni clinici (tamponi naso-faringei), è stato successivamente applicato all&#8217;analisi delle acque di scarico raccolte in fognatura prima dei trattamenti di depurazione. <strong>L&#8217;esame di questa matrice ha individuato, per la prima volta in campioni ambientali, la presenza di mutazioni caratteristiche delle varianti Uk e brasiliana </strong>in alcune aree del Paese dove la circolazione di queste varianti era stata accertata in campioni clinici di pazienti Covid, come appunto Perugia.<br />
&#8220;I nostri risultati &#8211; sottolinea Luca Lucentini, direttore del Reparto Qualità dell&#8217;acqua e Salute &#8211; confermano le potenzialità della wastewater based epidemiology non solo per lo studio dei trend epidemici, come già dimostrato in precedenti nostre ricerche e ormai consolidato nella letteratura scientifica, <strong>ma anche per esplorare la variabilità genetica del virus&#8221;</strong>. Le prospettive, aggiunge Lucia Bonadonna, direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell&#8217;Iss, &#8220;sono promettenti, in particolare se pensiamo che la sorveglianza sui reflui è applicata in diversi Paesi europei, anche se non ancora per la ricerca delle varianti. L&#8217;importanza della sorveglianza ambientale è stata riconosciuta, grazie anche al contributo dei risultati italiani, nel Piano europeo contro le varianti del Covid-19 (Hera incubator), che mira a rafforzare le difese dell&#8217;Unione davanti al crescente numero di mutazioni del virus&#8221;.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/covid-iss-variante-inglese-e-brasiliana-in-acque-di-scarico/">Covid, Iss: &#8220;Variante inglese e brasiliana in acque di scarico&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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