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	<title>52mila Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 31 Jan 2024 17:32:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Bilancio attività 2023 Carabinieri forestale: 52mila controlli in Calabria e Sicilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 13:23:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il bilancio 2023 delle attività di prevenzione e contrasto agli illeciti forestali, ambientali e agroalimentari, condotte dalla specialità Forestale dell’Arma dei Carabinieri in Calabria e Sicilia, è stata al centro dell’attenzione questa mattina della conferenza stampa tenutasi presso la prestigiosa sede della sala “Piazza Paolo Orsi” del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Nell’occasione è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il bilancio 2023 delle attività di prevenzione e contrasto agli <em>illeciti forestali, ambientali e agroalimentari,</em> condotte dalla <strong>specialità Forestale dell’Arma dei Carabinieri in Calabria e Sicilia</strong>, è stata al centro dell’attenzione questa mattina della conferenza stampa tenutasi presso la prestigiosa sede della sala “<em>Piazza Paolo Orsi</em>” del <strong>Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria</strong>. Nell’occasione è stato presentato anche il <em>Calendario C.I.T.E.S. 2024 del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, </em>a cura del Gen. B. Giorgio Maria Borrelli, Comandante del Raggruppamento Carabinieri CITES di Roma. Durante l’incontro con la stampa, il Comandante Regionale Col. Giovanni Misceo, dopo aver ringraziato la direzione del museo per la preziosa collaborazione assicurata per l’organizzazione dell’evento odierno, ha evidenziato l’importante ruolo dei suoi militari sul territorio regionale presentando poi in maniera dettagliata l’attività svolta dalla specialità Forestale dell’Arma dei Carabinieri in Calabria e Sicilia. Una attività svolta attraverso un’azione di prevenzione e contrasto agli <em>illeciti forestali, ambientali e agroalimentari,</em> secondo un consolidato modello sinergico con i Reparti territoriali, mirata a contenere le aggressioni antropiche alle risorse naturali, alla biodiversità, al paesaggio ed al patrimonio forestale. Complessivamente, sono stati oltre <strong>52.000</strong> (di cui 1560 in Sicilia), i <strong>controlli</strong> eseguiti: a tale intenso e mirato sforzo operativo si correla l’accertamento di oltre <strong>1.731 reati ambientali</strong>, e di <strong>2.103 illeciti amministrativi </strong>per un totale di <strong>sanzioni inflitte </strong>pari a <strong>€</strong> <strong>2.553.854,48</strong>. Una particolare menzione merita il <strong>Servizio di Prevenzione ed Emergenza Ambientale 1515</strong>, svolto quotidianamente in tutte le province della regione dalle <strong><em>volanti verdi</em></strong> dei Carabinieri Forestali, con un impegno complessivo di <strong>n. 9.960 </strong>pattuglie impegnate nel monitoraggio del territorio, con particolare riferimento alla aree di maggior pregio naturalistico, e ad assicurare riscontro alle richieste di intervento formulate direttamente dagli utenti tramite il numero verde <strong>1515</strong> ovvero il <strong>112</strong>, per ogni genere di aggressione alle matrici ambientali e forestali. Tra i <strong>Settori di intervento</strong>, primaria è stata l’attenzione rivolta alla <strong>Tutela del</strong><strong> T</strong><strong>erritorio</strong>. Tale ambito operativo concerne, infatti, la prevenzione e la repressione degli illeciti connessi alla violazione della normativa in tema di <strong><em>utilizzazioni boschive</em></strong>, <strong><em>tagli di piante</em></strong>, tutela del <strong><em>vincolo idrogeologico</em></strong>, <strong><em>polizia fluviale </em></strong>e <strong><em>pascolo</em>. </strong>La storica dedizione dei Carabinieri forestali verso tale settore è dettata dall’importanza che le relative norme rivestono ai fini della conservazione dell’assetto del suolo spesso minato dall’intervento dell’uomo attraverso illecite azioni quali tagli di piante abusivi o furtivi.</p>
<p>Sempre finalizzata alla <strong>Tutela del Territorio</strong> è la massiva attività che l’Arma dei Carabinieri, nel 2023 ha condotto in materia di <strong><em>Incendi Boschivi</em></strong>: pur rimanendo uno dei fenomeni di maggiore criticità per la Regione, il fenomeno ha registrato nel 2023 in regione una diminuzione del numero degli incendi, scesi dai<strong> 685 </strong>del<strong> 2022 </strong>ai<strong> 506 </strong>nel <strong>2023. </strong>In tale ambito operativo si è assicurato il proprio qualificato contributo, in particolare, in fase di prevenzione degli illeciti connessi agli incendi, attraverso uno schieramento fisso giornaliero di un numero consistente di equipaggi nelle aree di maggior e significativo pregio forestale, eseguendo <strong>1873 controlli.  </strong>Sempre in questo settore, giova ricordare che, in attuazione delle norme scolpite in seno all’art. 7 del D. Lgs. n.177/2016, che, come noto, ha traslato i compiti di lotta attiva agli incendi boschivi tra le competenze istituzionali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, l’attività dei Carabinieri Forestali in Calabria, come sul restante territorio nazionale, si è tradotta anche:</p>
<ul>
<li>nella partecipazione al presidio della Sala Operativa Unificata Regionale di Catanzaro-Germaneto, costituita dall’Ente Regione Calabria, e della neo istituita <em>Control-Room</em> regionale: al riguardo, l’analisi delle immagini pervenute in tale cabina di regia, fornite dai droni, ha consentito il perseguimento più mirato delle finalità di polizia amministrativa o giudiziaria di competenza;</li>
<li>nel controllo sul rispetto delle misure di prevenzione A.I.B. a carico dei privati e degli Enti pubblici, con particolare riferimento alla realizzazione delle fasce antincendio previste dalle legislazioni nazionali e regionali: su tale fronte sono state inflitte <strong>sanzioni </strong>per un ammontare di<strong> € 384.788,70</strong>;</li>
<li>nella perimetrazione <em>post incendio </em>delle aree percorse dal fuoco con relativa derivazione sulle stesse dei vincoli scolpiti in seno alla L.353/2000 e conseguente supporto ai Comuni in sede di istituzione e aggiornamento del catasto incendi, nonché nella verifica del rispetto di tale adempimento a cura degli stessi Enti;</li>
</ul>
<p>In ultimo, sul piano investigativo, nel corso della campagna estiva antincendi boschivi, è stata operativa la &#8220;<em>Task Force incendi boschivi</em>&#8220;, attivata dalla Sala Operativa del Comando Generale dell&#8217;Arma, su richiesta di questo Comando, per intervenire su alcuni incendi boschivi di particolare gravità, che hanno interessato il territorio regionale anche della Sicilia, al fine di elevare i livelli investigativi delle componenti operative presenti sul territorio boscato interessato dal fuoco. E ancora, l’intensa attività posta a tutela del Territorio è passata anche attraverso un peculiare impegno volto a prevenire e reprimere le violazioni alla normativa <strong>edilizio-</strong><strong>urbanistica e </strong><strong>paesaggistica</strong>, quale profonda criticità che ancora interessa il territorio regionale. Purtroppo, quello dei <strong><em>Rifiuti</em></strong> continua a costituire una delle fonti di maggiore preoccupazione per l’ambiente, come testimonia il numero dei reati e degli illeciti amministrativi accertati. Continuano a preoccupare, in particolare, i fenomeni di illecito smaltimento attraverso gli <strong><em>abbandoni e le combustioni</em></strong>, in particolare nelle aree periurbane ed urbane, nonché le <strong><em>di</em></strong><strong><em>scariche </em></strong><strong><em>abusive </em></strong>ed i<strong><em> depositi incontrollati</em></strong>. A quanto precede si aggiungano le numerose e complesse attività d’indagine in corso a cura dei <em>Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale</em> afferenti anche i traffici illeciti organizzati. Al pari dei Rifiuti, particolarmente attenzionate sono state le criticità connesse ai fenomeni di <strong><em>Inquinamento ambientale</em></strong><strong><em>,</em></strong> quali potenziali cause di gravi danni alle matrici ambientali e di squilibri per l’ecosistema. L’attività in vaglio presenta un <em>trend</em> crescente di illegalità che, tuttavia, appare più agevole contrastare, rispetto ad altri settori, grazie agli strumenti normativi costituiti dai cc.dd. <em>Ecoreati</em>, introdotti dal Legislatore nel codice penale, con particolare riferimento al delitto di “<em>Inquinamento ambientale</em>”. Anche in tale contesto si colloca la piena sinergia operativa che lega i Reparti dei Carabinieri Forestali a quelli Territoriali: si citano tra tutte le Operazioni congiunte programmate dalla Legione Carabinieri Calabria, denominate “<em>DEEP”, </em>concernente il controllo sui depuratori, “<em>OLEUM</em>”, riferita agli scarichi dei reflui prodotti dai Frantoi oleari, e “<em>WAVE”</em>, avente ad oggetto i controlli sui Lidi ed i complessi turistici. In tali contesti operativi, i Carabinieri Forestali hanno assicurato il proprio contributo operativo per i profili afferenti la propria competenza in materia ambientale.</p>
<p>Proseguendo, il controllo per la tutela delle <strong>Aree Protette</strong> costituisce un servizio ed un impegno tradizionale sempre indispensabile che i Carabinieri Forestali assolvono, anche ai fini della salvaguardia e conservazione della biodiversità animale e vegetale nei <strong>Parchi Nazionali, nelle Riserve dello Stato e nei territori protetti regionali</strong>, nonché nei siti della <strong>Rete Natura 2000</strong> che, nel loro complesso rappresentano il più ampio sistema integrato di protezione e conservazione delle risorse naturali. Nel peculiare settore di competenza costituito dalla <strong><em>Tutela della Fauna,</em></strong> intensificato è stato l’impegno per prevenire e contrastare la pratica del bracconaggio nei confronti della fauna selvatica, nonché il traffico illecito delle specie minacciate di estinzione (normativa CITES), per il mantenimento di un elevato livello di diversità biologica. Sul punto non si può non evidenziare il contributo che la tradizionale “<em>Operazione Adorno</em>” assicura da anni al fine del ridimensionamento del fenomeno del bracconaggio nel territorio reggino.</p>
<p>Sempre alta resta, ancora, l’attenzione operativa assicurata dai Carabinieri Forestali per la <strong><em>Tutela della Flora,</em></strong> condotta mediante il controllo degli ecosistemi forestali, al fine di prevenire e contrastare i vari fenomeni di illegalità che interessano, ad esempio, le importazioni di legname extra UE di cui ai regolamenti comunitari EUTR<strong>. </strong>Ed ancora, non di minor rilievo per l’interesse collettivo che riscuote, è il <strong>Settore </strong>della <strong><em>Sicurezza agroalimentare</em></strong>, tesa a verificare i processi di produzione e le possibili aggressioni alle risorse agroalimentari regionali. L’attività in commento è stata finalizzata, in particolare, al contrasto della contraffazione dei prodotti agroalimentari, al controllo sulla loro tracciabilità e rintracciabilità lungo tutta la filiera al fine di verificarne la corretta origine, salvaguardandone la qualità, ed alla repressione delle frodi. In ultimo, anche nel 2023, i Carabinieri Forestali hanno dedicato un particolare e sentito impegno all’educazione ambientale nelle scuole con una diffusa serie di interventi nei plessi scolastici della Regione che hanno coinvolto circa <strong>6000 studenti </strong>appartenenti<strong> a 76 scuole.  </strong>Con tali iniziative Comando Regione Carabinieri Forestale “Calabria”, intende promuovere una più diffusa adesione da parte delle nuove generazioni alla legalità ambientale, nell’ambito del consolidato e proficuo rapporto di collaborazione con il mondo della Scuola.</p>
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		<title>Il giudice vicino ai clan deve risarcire 52mila euro, andranno al Ministero della Giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2021 18:36:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[Core Conti]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Giuseppe Giglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giudice Vincenzo Giuseppe Giglio dovrà risarcire al Ministero della Giustizia 52.794 euro per il danno d’immagine causato dalla sua vicenda giudiziaria. A darne conto è l’edizione odierna del quotidiano “Il Giorno”. Fu un arresto choc, all’alba del 30 novembre 2011. Gli agenti della Squadra mobile di Milano misero le manette ai polsi di Vincenzo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giudice Vincenzo Giuseppe Giglio dovrà risarcire al Ministero della Giustizia 52.794 euro per il danno d’immagine causato dalla sua vicenda giudiziaria. A darne conto è l’edizione odierna del quotidiano “Il Giorno”.<br />
Fu un arresto choc, all’alba del 30 novembre 2011. Gli agenti della Squadra mobile di Milano misero le manette ai polsi di Vincenzo Giuseppe Giglio, 51 anni, presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. Esponente di spicco della corrente &#8220;Magistratura democratica&#8221; e docente universitario all’Università Mediterranea, accusato dal procuratore aggiunto della Dda Ilda Boccassini e dai pm Alessandra Dolci e Paolo Storari di essersi &#8220;messo a disposizione&#8221; <em>(come poi messo nero su bianco dalle sentenze passate in giudicato</em>) degli esponenti del clan Valle-Lampada, fornendo loro informazioni riservate su indagini in corso da parte dei suoi colleghi.<br />
Di più: nel mirino dei magistrati finì pure lo scambio di favori che Giglio mise in piedi con il neo consigliere regionale Francesco Morelli (<em>a sua volta in cella per concorso esterno in associazione mafiosa</em>) per ottenere incarichi dirigenziali in campo sanitario per la moglie Alessandra Sarlo. Ne emerse la figura di una sorta di Giano bifronte della giustizia, che da un lato firmava decreti di sequestro per centinaia di milioni di euro contro le cosche e dall’altro dava del “tu“ ai boss trapiantati in Lombardia. Il 20 ottobre 2015, la Cassazione ha reso definitiva la condanna di Giglio a 4 anni e 5 mesi. A poco più di 5 anni dalla conclusione del processo penale, è ora arrivata la sentenza d’Appello della Corte dei Conti, che ha stabilito quanto l’ex giudice dovrà risarcire al Ministero della Giustizia per il danno d’immagine: 52.794 euro.</p>
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