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	<title>50 anni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 20 Oct 2024 15:45:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Giovani Democratici Lamezia: 50 anni dopo non spegniamo la memoria delle barbarie fasciste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 09:27:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[50 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelchi Argada]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Noi, Giovani Democratici di Lamezia Terme, vogliamo ricordare oggi il sacrificio di Adelchi Argada, compagno assassinato brutalmente dai fascisti esattamente 50 anni fa, il 20 ottobre 1974. È un dovere collettivo mantenere viva la memoria di questa vittima, caduta per i suoi ideali di giustizia e libertà, affinché le violenze e le oppressioni di quel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Noi, Giovani Democratici di Lamezia Terme, vogliamo ricordare oggi il sacrificio di Adelchi Argada, compagno assassinato brutalmente dai fascisti esattamente 50 anni fa, il 20 ottobre 1974. È un dovere collettivo mantenere viva la memoria di questa vittima, caduta per i suoi ideali di giustizia e libertà, affinché le violenze e le oppressioni di quel tempo non siano mai più sottovalutate&#8221;. Lo si legge in una nota.</p>
<p>&#8220;Adelchi, giovane operaio, militante del Fronte Popolare Comunista Rivoluzionario, &#8211; si legge ancora &#8211; ha pagato con la vita la sua scelta di stare dalla parte degli oppressi. La sua morte è un tragico emblema dell’odio fascista, che si è consumato nelle strade di Lamezia Terme, in un contesto di tensioni sociali e politiche che, in quegli anni, soffocavano la Calabria. Il vile agguato fascista, che lo ha visto vittima di 14 colpi sparati a freddo, è l’espressione di una ferocia che non possiamo dimenticare. Oggi, più che mai, ci rendiamo conto di quanto sia importante ricordare le vittime del fascismo e combattere contro ogni tentativo di revisionismo storico che cerca di riscrivere quel passato tragico. Le violenze fasciste non possono essere sminuite o ignorate: il sacrificio di Adelchi deve essere monito per le nuove generazioni, affinché nessuno possa mai più distogliere lo sguardo di fronte a queste atrocità. La strategia della tensione, gli attacchi alla Resistenza, i tentativi di colpo di stato che segnarono quegli anni, non sono pagine chiuse della storia. Queste dinamiche si ripresentano oggi sotto forme diverse, con rigurgiti neofascisti e antidemocratici, che dobbiamo contrastare con fermezza&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel ricordo di Adelchi Argada, &#8211; proseguono i Giovani Democratici Lamezia Terme -rendiamo omaggio non solo alla sua memoria, ma anche a tutti coloro che, come lui, hanno lottato e continuano a lottare per una società più giusta e solidale, contro ogni forma di oppressione e discriminazione. Non dimentichiamo, non possiamo permettere che la storia si ripeta&#8221;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-278143" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Funerali-Argada1-300x144.jpg" alt="" width="631" height="303" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Funerali-Argada1-300x144.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Funerali-Argada1-1024x490.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Funerali-Argada1-768x368.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Funerali-Argada1-878x420.jpg 878w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Funerali-Argada1-696x333.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Funerali-Argada1-1068x511.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Funerali-Argada1.jpg 1166w" sizes="(max-width: 631px) 100vw, 631px" /></p>
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		<title>Con il rapimento di Paul Getty 50 anni fa prese il via la holding nell&#8217;edilizia della &#8216;ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2023 14:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapimento del nipote dell&#8217;uomo più ricco del mondo che con il suo riscatto avviò il business della &#8216;ndrangheta. Mezzo secolo fa con la vicenda di Paul Getty, segnata da drammatici colpi di scena e fragili dinamiche familiari, la mafia calabrese lanciò la nascita del suo impero edile. La prima pietra per la holding dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapimento del nipote dell&#8217;uomo più ricco del mondo che con il suo riscatto avviò il business della &#8216;ndrangheta. Mezzo secolo fa con la vicenda di Paul Getty, segnata da drammatici colpi di scena e fragili dinamiche familiari, la mafia calabrese lanciò la nascita del suo impero edile. La prima pietra per la holding dei sequestri fu posta il 10 luglio 1973 quando a piazza Farnese, nel centro storico di Roma, fu portato via il sedicenne Paul Getty III.<br />
L&#8217;obiettivo del riscatto fu chiaro da subito: il petroliere miliardario americano Jean Paul Getty era suo nonno e secondo i banditi dell&#8217;epoca avrebbe potuto pagare qualsiasi cifra. Il nipote era un ragazzino dai capelli rossi e dall&#8217;aria hippy che viveva con la madre, la quale aveva una boutique a piazza di Spagna, e si dilettava a fare disegni per strada oltre a condurre una vita da bohemien.</p>
<p>Il giorno del rapimento venne sedato e portato in una cantina sotterranea vicino alla stazione di Sicignano degli Alburni, in provincia di Salerno. La prima richiesta fu di 17 milioni di dollari in cambio della sua restituzione, con tanto di annuncio che fosse vivo grazie a una lettera disperata del ragazzo alla madre e una telefonata dove si minacciava di tagliare l&#8217;orecchio al giovane. Jean Paul Getty inizialmente si rifiutò di trattare con i sequestratori: &#8220;ho 14 nipoti, se pagassi anche un solo centesimo li rapirebbero tutti&#8221;, diceva confermando la sua fama di uomo irremovibile e calcolatore. Anche perché tutti speravano che si trattasse di una truffa escogitata dal rampollo per estorcere soldi.<br />
Quando tre mesi dopo un pezzo dell&#8217;orecchio di Paul e una sua ciocca di capelli furono recapitati alla redazione romana del Messaggero si svelò il volto feroce dei suoi aguzzini. La salute del ragazzo cominciava a peggiorare mentre al Tempo arrivò una lettera dove il ragazzino supplicava di essere liberato. Nel tempo l&#8217;intransigenza del nonno crollò e il petroliere fu costretto a scendere a patti: il riscatto, ridotto a tre milioni di dollari, venne pagato in parte dal nonno e in parte dal papà, che s&#8217;impegnerà a restituire al capostipite della famiglia un interesse del 4% annuo sulla somma prestatagli. Fu una somma liberamente pagata, visto che soltanto nel 1991 sarà introdotta la legge sul blocco dei beni ai familiari.</p>
<p>Il 15 dicembre 1973, giorno in cui Jean Paul Getty compiva 81 anni, il sedicenne fu trovato da un camionista sull&#8217;autostrada Salerno-Reggio Calabria. Quell&#8217;esperienza, durata cinque mesi, segnò inevitabilmente il ragazzo, che pur continuando la sua vita di artista girovago cadde nel vortice delle dipendenze: nel 1981 l&#8217;assunzione di una miscela a base di metadone, alcol e valium gli provocò un ictus che lo paralizzò rendendolo quasi cieco. Morì in Inghilterra nel 2011 a 54 anni.<br />
Per il rapimento di Paul, che ha poi ispirato libri e film, vennero arrestate nove persone  ma viste le insufficienze di prove solo due furono condannate in quanto esecutori materiali: Antonio Mancuso, proprietario dell&#8217;auto su cui fu caricato il denaro del riscatto, e Giuseppe la Manna, un guardiano notturno al quale furono ritrovate soltanto poche banconote del bottino, le quali nella vera sostanza non furono mai rintracciate.<br />
Diversi anni dopo la Commissione d&#8217;inchiesta antimafia scrisse nel &#8217;98, citando quel rapimento, che &#8220;con i proventi dei sequestri furono comprati camion, autocarri, pale meccaniche e si diede vita alla formazione di ditte mafiose nel campo dell&#8217;edilizia le quali parteciparono alle gare per gli appalti pubblici&#8221;. Da allora in poi quella mafia della montagna non sarà più la stessa e i nomi di contrade diventarono sinonimo di sequestri. Sulla costa ionica della Calabria, a Bovalino qualcuno chiamava uno dei quartieri con l&#8217;appellativo &#8216;Jean Paul Getty&#8217;: un cognome i cui fiumi di denaro, sborsati per un rapimento, fecero sgorgare colate di cemento criminale.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
<p>Primo Piano</p>
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		<title>Droga, sequestrate oltre 50 piante di canapa indiana</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/droga-sequestrate-oltre-50-piante-di-canapa-indiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2021 15:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[50 anni]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
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		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I carabinieri della Compagnia di Rende, insieme a quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori di &#8220;Calabria&#8221; e delle unità cinofile del Nucleo di Vibo Valentia, a San Vincenzo la Costa, hanno arresto in flagranza di reato per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un uomo di 50 anni, coltivatore agricolo. I militari, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri della Compagnia di Rende, insieme a quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori di &#8220;Calabria&#8221; e delle unità cinofile del Nucleo di Vibo Valentia, a San Vincenzo la Costa, hanno arresto in flagranza di reato per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un uomo di 50 anni, coltivatore agricolo. I militari, al termine di un servizio di osservazione notturno svolto dai carabinieri dello Squadrone Cacciatori unito ad un capillare controllo del territorio, sono riusciti ad individuare una coltivazione di marijuana occultata all&#8217;interno di un terreno, sistemata in mezzo ad altre destinate alla coltura di ortaggi.</p>
<p id="ob">Nel corso della perquisizione, carabinieri hanno trovato oltre 50 piante di canapa indiana seminate in un terreno di proprietà e il controllo, esteso anche ad altri locali presenti nelle adiacenze della coltivazione, ha consentito di rinvenire all&#8217;interno di un casolare in uso all&#8217;uomo, anche grazie al fiuto di &#8220;Black&#8221;, il pastore tedesco in servizio al Nucleo Cinofili, oltre 3 chili di marijuana già essiccata e pronta per essere venduta, oltre a 20 grammi di cocaina già suddivisa in dosi, due bilancini di precisione e 5.000 euro in banconote di diverso taglio. Le piante, lo stupefacente e tutti i materiali trovati sono stati sequestrati.</p>
<p>Una volta immessa sul mercato illegale, la droga avrebbe fruttato diverse centinaia di migliaia di euro. L&#8217;uomo, su disposizione dell&#8217;autorità giudiziaria di Cosenza, è stato sottoposto agli arresti domiciliari. (ANSA).</p>
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