﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>40 anni Archivi - Calabria News</title>
	<atom:link href="https://www.calabrianews.it/tag/40-anni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.calabrianews.it/tag/40-anni/</link>
	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 09 Dec 2024 12:52:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>
	<item>
		<title>Tra innovazione e sostenibilità: da Fano a Lamezia Terme (e non solo) con progetti sempre più ambiziosi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tra-innovazione-e-sostenibilita-da-fano-a-lamezia-terme-e-non-solo-con-progetti-sempre-piu-ambiziosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 08:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[40 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Fano]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[Techfem]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=287856</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Ci teniamo a portare valore nei territori in cui operiamo», è questa la frase che maggiormente rappresenta l’operato di Techfem SpA, ribadita dal CEO Federico Ferrini anche negli scorsi giorni, in occasione dell’importante evento che ha visto protagonista nel suo headquarter di Fano la società fondata dall’ing. Francesco Ferrini, che vanta (tra le altre) un’importante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/tra-innovazione-e-sostenibilita-da-fano-a-lamezia-terme-e-non-solo-con-progetti-sempre-piu-ambiziosi/">Tra innovazione e sostenibilità: da Fano a Lamezia Terme (e non solo) con progetti sempre più ambiziosi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Ci teniamo a portare valore nei territori in cui operiamo», è questa la frase che maggiormente rappresenta l’operato di<strong> Techfem SpA</strong>, ribadita dal<strong> CEO Federico Ferrini</strong> anche negli scorsi giorni, in occasione dell’importante evento che ha visto protagonista nel suo headquarter di Fano la società fondata dall’<strong>ing. Francesco Ferrini</strong>, che vanta (tra le altre) <strong>un’importante sede a Lamezia Terme, con oltre 60 dipendenti. </strong>E il valore lo porta davvero! Grazie a esperienza, visione e ambizioni sempre più grandi, che hanno permesso all’azienda di celebrare il suo 40° anniversario con traguardi straordinari: <strong>350 dipendenti totali</strong>, circa <strong>50 milioni di fatturato</strong> al 2024 (+35% rispetto allo scorso anno), e una marginalità operativa che si attesta intorno ai 7,5 milioni (+30%). Un risultato, questo, frutto di un lungo percorso caratterizzato da progetti innovativi nel campo dell’energia e della decarbonizzazione, da <strong>collaborazioni con le università, i centri di ricerca e con le migliori menti del Paese. </strong>Nata come società indipendente specializzata nella progettazione di sistemi per il trasporto di fluidi energetici, l’azienda ha saputo evolversi affrontando le sfide della transizione energetica e della sostenibilità, che l’hanno portata a consolidarsi come punto di riferimento nell’ingegneria multidisciplinare e nella gestione di progetti complessi. Oggi, Techfem, attore di primo piano nel <strong>settore energetico,</strong> con una forte propensione all&#8217;innovazione e alle strategie green, punta a crescere ancora. Dopo gli oltre <strong>100 nuovi collaboratori inseriti quest’anno</strong>, di cui circa <strong>un terzo donne</strong> (incidenza particolarmente elevata trattandosi di una società di ingegneria), c’è in programma di raggiungere le 400 unità entro il 2025, con un focus su contratti a tempo pieno e indeterminato.</p>
<p>«Continuiamo a investire sulle persone. La valorizzazione del talento, la promozione di una cultura della sicurezza e del benessere rappresentano asset fondamentali per il nostro sviluppo e per la qualità del lavoro», ha affermato ancora l’ing <strong>Federico Ferrini</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-287857 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-09-12-56-46-300x173.jpg" alt="" width="503" height="290" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-09-12-56-46-300x173.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-09-12-56-46-768x443.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-09-12-56-46-729x420.jpg 729w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-09-12-56-46-696x401.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-09-12-56-46.jpg 892w" sizes="(max-width: 503px) 100vw, 503px" /></p>
<p>L’<strong>Amministratore delegato, in Techfem</strong> dal 2006, dopo esperienze in altra azienda dello stesso settore in UK e a Milano, partendo dall’headquarter marchigiano è riuscito ad ampliare la propria rete di uffici in Italia e all&#8217;estero, con sedi appunto a Lamezia Terme, Torino, Bologna, e in paesi come Albania e Grecia. <strong>Fondata nel 1984 da Francesco Ferrini</strong>, ex manager e già dirigente di Snamprogetti, Techfem si è subito affermata come una realtà all&#8217;avanguardia, ponendo l&#8217;accento su etica, sicurezza dei lavoratori, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Questi valori sono stati portati avanti dal figlio Federico, la cui gestione ha saputo unire i principi tradizionali dell&#8217;impresa con l’evoluzione organizzativa e l’innovazione, dimostrando come la sinergia tra generazioni possa rappresentare un vantaggio competitivo. Negli <strong>ultimi 13 anni la società ha decuplicato il fatturato</strong> passando da poco più di 5 mln del 2011 ai circa 50 mln attesi del 2024. Il numero di dipendenti nello stesso periodo è passato invece da 50 a oltre 350. Sotto la nuova guida, Techfem ha investito in progetti pionieristici come <strong>la prima centrale per la produzione di idrogeno verde nel Sud Italia, a Lamezia Terme</strong>, e ha partecipato a importanti iniziative quali il progetto Hydrogen Valley nelle Marche, finanziato dal PNRR. L&#8217;azienda ha anche acquisito e completato con successo progetti di pre-commissioning in Grecia, Albania, Serbia, Argentina e si è consolidata nel mercato europeo con le campagne operative in Danimarca, Polonia e Germania. Techfem sta inoltre ampliando le sue attività nel Nord Africa, per rispondere alla crescente domanda di infrastrutture energetiche stimolate dagli investimenti del Piano Mattei.</p>
<p>«Siamo impegnati nella transizione energetica, puntando sulla produzione e distribuzione di idrogeno, fondamentali per l&#8217;industria e la mobilità sostenibile &#8211; ha proseguito Ferrini. &#8211; La nostra missione è contribuire alla decarbonizzazione e allo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative che rispondano alle sfide ambientali globali». Un valore, quello che Techfem intende portare nei territori in cui opera, che va oltre quello prettamente professionale, impegnandosi in tematiche come la sicurezza, il cambiamento climatico, la parità di genere, ma anche nel sociale, con le più molteplici iniziative, capaci di toccare anche le sfere più sensibili.<br />
(<em>c.s.</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/tra-innovazione-e-sostenibilita-da-fano-a-lamezia-terme-e-non-solo-con-progetti-sempre-piu-ambiziosi/">Tra innovazione e sostenibilità: da Fano a Lamezia Terme (e non solo) con progetti sempre più ambiziosi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Madre e figlia tra Calabria e Toscana si ritrovano dopo oltre 40 anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/madre-e-figlia-tra-calabria-e-toscana-si-ritrovano-dopo-oltre-40-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 14:51:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[40 anni]]></category>
		<category><![CDATA[dopo]]></category>
		<category><![CDATA[figlia]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=231247</guid>

					<description><![CDATA[<p>Madre e figlia di nuovo insieme dopo oltre quarant’anni. È l’incredibile storia di Anna e Valentina, che si sono guardate negli occhi per la prima volta dieci mesi fa, grazie al desiderio di entrambe mai venuto meno e all’iniziativa della seconda, decisa a portare avanti la ricerca delle proprie radici come consente la legge italiana [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/madre-e-figlia-tra-calabria-e-toscana-si-ritrovano-dopo-oltre-40-anni/">Madre e figlia tra Calabria e Toscana si ritrovano dopo oltre 40 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Madre e figlia di nuovo insieme dopo oltre quarant’anni. È l’incredibile storia di Anna e Valentina, che si sono guardate negli occhi per la prima volta dieci mesi fa, grazie al desiderio di entrambe mai venuto meno e all’iniziativa della seconda, decisa a portare avanti la ricerca delle proprie radici come consente la legge italiana da ormai dieci anni. La storia, pubblicata nel numero di Toscana Oggi in uscita in questi giorni, racconta di una ragazzina calabrese rimasta incinta a soli quindici anni e per questo osteggiata dal padre, ma non dalla madre che riesce, anche grazie a un’amica infermiera che vive a Firenze, a farla arrivare a Casa Speranza a Settignano, una casa famiglia per ragazze madri tuttora esistente. La bambina viene data in adozione e Anna torna in Calabria, dove resta solo fino alla maggiore età quando, grazie ancora all’aiuto della madre, torna nel capoluogo toscano per iscriversi al Conservatorio e successivamente diplomarsi.</p>
<p>Valentina, intanto, è cresciuta in una bella famiglia adottiva. La scoperta di essere stata adottata la getta nella paura di poter essere improvvisamente reclamata e portata via dai suoi affetti. Presa poi consapevolezza che questo non sarebbe potuto accadere, a prevalere è il desiderio di conoscere le proprie origini, ma quando richiede l’estratto dell’atto di nascita scopre che vi è scritto “da donna che non consente di essere nominata”. Anna intanto pensava spesso alla sua bambina ma sapeva che per legge non l’avrebbe potuta rintracciare. Nel 2014 Valentina, a sua volta divenuta mamma a 34 anni, viene a sapere che la legge è cambiata e si rimette in moto. Il cammino sarà ancora lungo e alla fine, come racconta nei dettagli l’articolo di Santina Morciano su Toscana Oggi, il 24 marzo 2023, il tanto atteso incontro. </p>
<p>“C’è stata subito un’intesa bellissima”, spiega Anna, e aggiunge: “Un genitore biologico che ritrova un figlio dopo 30, 40 anni non può togliere nulla alla famiglia adottiva. È una felicità indescrivibile”. “Per quanto una persona possa avere una storia di adozione felice – aggiunge Valentina – a un certo punto della vita conoscere le proprie origini diventa un bisogno da affrontare. Questo presente ci permette di fare pace con un passato che inevitabilmente ha creato dolore a entrambe”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/madre-e-figlia-tra-calabria-e-toscana-si-ritrovano-dopo-oltre-40-anni/">Madre e figlia tra Calabria e Toscana si ritrovano dopo oltre 40 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scomparsa di Emanuela Orlandi: 40 anni di bugie, depistaggi e segreti &#8220;inconfessabili&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scomparsa-di-emanuela-orlandi-40-anni-di-bugie-depistaggi-e-segreti-inconfessabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 11:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[40 anni]]></category>
		<category><![CDATA[bugie]]></category>
		<category><![CDATA[depistaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Orlandi]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsa]]></category>
		<category><![CDATA[segreti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=214510</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi sono, esattamente, 40 anni dalla misteriosa scomparsa di Emanuela Orlandi. Erano circa le 19 del 22 Giugno 1983, quando la cittadina del Vaticano, all&#8217;epoca dei fatti 15enne, scomparve nel nulla dopo una lezione di flauto in una scuola di musica del centro di Roma. Nonostante i tanti anni passati, la famiglia della povera Emanuela, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/scomparsa-di-emanuela-orlandi-40-anni-di-bugie-depistaggi-e-segreti-inconfessabili/">Scomparsa di Emanuela Orlandi: 40 anni di bugie, depistaggi e segreti &#8220;inconfessabili&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono, esattamente, <strong>40 anni dalla misteriosa scomparsa di Emanuela Orlandi.</strong> Erano circa le 19 del <strong>22 Giugno 1983</strong>, quando la cittadina del Vaticano, all&#8217;epoca dei fatti 15enne, scomparve nel nulla dopo una lezione di flauto in una scuola di musica del centro di Roma. Nonostante i tanti anni passati, la famiglia della povera Emanuela, non ha ancora scoperto la verità su questa triste vicenda. Nel corso di questi lunghissimi 40 anni, non sono mancate le illazioni, le indagini, le piste che poi, almeno finora, si sono rivelate inefficaci.</p>
<p>Non vedendo rincasare la propria figlia, papà Ercole e il fratello Pietro iniziarono a cercarla presso la scuola di musica e nei dintorni, contattando la preside dell&#8217;istituto, che fornì ai familiari i recapiti telefonici di alcune compagne di corso di Emanuela. Nonostante il consiglio della preside di non allertare la polizia, Ercole decise di recarsi al Commissariato &#8220;Trevi&#8221;, in piazza del Collegio Romano, per denunciare la scomparsa della figlia. Denuncia che verrà formalizzata, poi, la mattina seguente, il 23 Giugno. Pochi giorni dopo la scomparsa, sia un agente di polizia sia un vigile urbano, dissero di aver notato una ragazza, molto simile ad Emanuela, salire a bordo di una Bmw verde, probabilmente il falso rappresentante Avon che, come affermato da Emanuela nell&#8217;ultima telefonata alla sorella, le avrebbe offerto un lavoro di volantinaggio per la suddetta azienda. Il <strong>3 Luglio</strong> dello stesso anno, Papa Giovanni Paolo II, lanciò un appello, durante l&#8217;Angelus, a chiunque fosse responsabile del caso: tale messaggio, però, fu molto equivoco poiché, ai tempi, non si parlava di rapimento, dunque il Pontefice fu il primo a parlare di tale ipotesi. <strong>Due giorni più tardi, la prima pista veramente attendibile</strong> intrapresa dalle Forze dell&#8217;Ordine. ll 5 luglio, infatti, arrivò una chiamata alla sala stampa vaticana. All&#8217;altro capo del telefono un uomo con uno spiccato accento anglosassone (ribattezzato dalla stampa &#8220;<i>l&#8217;Americano</i>&#8220;), affermò di tenere in ostaggio Emanuela Orlandi, e richiese l&#8217;attivazione di una linea telefonica diretta con il Vaticano. Il motivo del rapimento era legato a<strong> Mehmet Ali Ağca</strong>, l&#8217;uomo che aveva sparato al Papa in Piazza San Pietro un paio di anni prima. I rapitori, affinché Emanuela fosse liberata, chiedevano la scarcerazione di Ağca entro e non oltre il 20 Luglio. Fu quindi ipotizzato che i responsabili del rapimento di Emanuela Orlandi fossero degli esponenti dei Lupi Grigi, un&#8217;organizzazione terroristica nazionalista turca di ispirazione neofascista, a cui lo stesso Ağca era affiliato.</p>
<p>L&#8217;<strong>11 Luglio 2005</strong>, giunse alla redazione del programma &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; una telefonata anonima in cui si diceva che per risolvere il caso di Emanuela Orlandi era necessario andare a vedere chi è sepolto nella basilica di Sant&#8217;Apollinare e controllare &#8220;del favore che Renatino fece al cardinal Poletti&#8221;. Il defunto in questione era &#8220;Renatino&#8221; De Pedis, uno dei capi della Banda della Magliana. Solo nel 2006, l&#8217;inviata Raffaella Notariale, riuscì ad intercettare ed intervistare Sabrina Minardi, all&#8217;epoca dei fatti fidanzata con De Pedis. La Minardi affermò che era stato proprio De Pedis a rapire Emanuela Orlandi dichiarando inoltre di aver avuto lei stessa un ruolo nel nascondere la ragazza. La Minardi disse che la sera stessa del rapimento, lei e De Pedis si incontrarono in un parcheggio nel quartiere EUR dove arrivò una BMW verde (identica a quella su cui i due poliziotti videro salire Emanuela) guidata dall&#8217;autista di De Pedis, &#8220;Sergio&#8221; (possibile uomo della <i>Avon</i> e rapitore materiale di Emanuela), con a bordo la ragazza. Qui &#8220;Sergio&#8221; avrebbe consegnato Emanuela a De Pedis. Per farla breve, la Minardi raccontò che, dopo essere stata trasferita più volte nei giorni successivi al rapimento, aveva ricevuto da De Pedis l&#8217;incarico di prelevare la Orlandi ad un bar del Gianicolo e di accompagnarla al benzinaio del Vaticano in Viale delle Mura Aurelie, poco distante da Città del Vaticano: qui ad aspettarla trovò una Mercedes targata Città del Vaticano da cui scese un uomo «che sembrava un sacerdote» che la prese in consegna. La banda della Magliana, secondo le indagini, avrebbe rapito la Orlandi nell&#8217;ambito di un ricatto al Vaticano, reo di aver usato una loro ingente somma di denaro, presente nel Banco Ambrosiano, per finanziare le attività di Solidarność, un movimento molto attivo in Polonia, patria dell&#8217;allora Papa, per contrastare il comunismo dell&#8217;Unione Sovietica.</p>
<p>Nel 2012, a seguito del &#8220;<em>VatiLeaks</em>&#8220;, una fuga di documenti segreti del Vaticano, diffusi dall&#8217;allora maggiordomo di Benedetto XVI, si aprì un&#8217;altra pista. Il maggiordomo, infatti, riferì a Pietro Orlandi di aver visto sulla scrivania del segretario del Papa, un dossier intitolato &#8220;<em>Rapporto Emanuela Orlandi</em>&#8220;, ma di non essere riuscito a fotocopiarlo. Nel 2017, il giornalista Emiliano Fittipaldi, entrò in possesso di un documento, datato 28 Marzo 1998, denominato &#8220;<em>Resoconto sommario delle spese sostenute dallo stato Città del Vaticano per le attività relative alla cittadina Emanuela Orlandi</em>&#8220;. Qui si legge che la Orlandi sarebbe stata trasferita e mantenuta dal Vaticano a Londra. Tra le spese sostenute tra il gennaio 1983 (<em>sei mesi prima della scomparsa)</em> e il luglio 1997 dalla Città del Vaticano (<em>in totale di 483 milioni di lire</em>), figurano spese volte al depistaggio delle indagini, spese per visite ginecologiche, vitto e alloggio presso un ostello londinese e, infine, l&#8217;ultima nota dell&#8217;elenco, datata luglio 1997, una spesa di circa 21mila lire per &#8220;<em>attività generale e trasferimento presso Città del Vaticano con relativo disbrigo pratiche finali</em>&#8220;, lasciando intendere una eventuale morte di Emanuela e relativo trasferimento della salma in Vaticano. L&#8217;autenticità di questo documento, venne più volte messa in dubbio per l&#8217;assenza di timbri ufficiali e per alcuni errori di scrittura come ad esempio la scritta &#8220;<em>Sua Riverita Eccellenza&#8221; (mentre agli arcivescovi ci si riferisce con &#8220;Eccellenza Reverendissima</em>&#8220;) e che la Orlandi veniva descritta come &#8220;cittadina&#8221; anziché &#8220;suddita&#8221;, come vengono definiti formalmente gli abitanti del Vaticano. Una recente testimonianza di un&#8217;amica di Emanuela, afferma che il Vaticano avrebbe fatto sparire Emanuela poiché, durante una dei suoi soliti giri nei Giardini Vaticani, la giovane Orlandi sarebbe stata avvicinata da &#8220;<em>una figura molto vicina al Papa</em>&#8220;: dunque per insabbiare questo possibile scandalo, il Vaticano avrebbe deciso di passare alle &#8220;<em>maniere forti</em>&#8220;. Ciò che è certo è che, nonostante tutto questo tempo, la famiglia Orlandi non ha mai perso le speranze e spera, un giorno, di ritrovare la cara Emanuela.</p>
<p><em>Giuseppe Notarianni</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/scomparsa-di-emanuela-orlandi-40-anni-di-bugie-depistaggi-e-segreti-inconfessabili/">Scomparsa di Emanuela Orlandi: 40 anni di bugie, depistaggi e segreti &#8220;inconfessabili&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Musica, 40 anni fa moriva Rino Gaetano: musica, ironia e una tragica premonizione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/musica-40-anni-fa-moriva-rino-gaetano-musica-ironia-e-una-tragica-premonizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 09:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[40 anni]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Rino Gaetano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=157593</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quarant&#8217;anni fa, proprio all&#8217;alba del 2 giugno, moriva a soli 31 anni Rino Gaetano. Le conseguenze di un terribile frontale tra la sua macchina, che aveva invaso la corsia opposta, e un camion sulla via Nomentana a Roma avvenuto nella notte, gli furono fatali. A rendere, se possibile, ancora più tragica e beffarda la vicenda, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/musica-40-anni-fa-moriva-rino-gaetano-musica-ironia-e-una-tragica-premonizione/">Musica, 40 anni fa moriva Rino Gaetano: musica, ironia e una tragica premonizione</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quarant&#8217;anni fa, proprio all&#8217;alba del 2 giugno, moriva a soli 31 anni <strong>Rino Gaetano.</strong> Le conseguenze di un terribile frontale tra la sua macchina, che aveva invaso la corsia opposta, e un camion sulla via Nomentana a Roma avvenuto nella notte, gli furono fatali.</p>
<p>A rendere, se possibile, ancora più tragica e beffarda la vicenda, il fatto che l&#8217;artista calabrese fu respinto da vari ospedali a causa della mancanza di un&#8217;adeguata struttura di traumatologia cranica. Quando finalmente arrivò al Policlinico Gemelli era ormai troppo tardi.</p>
<p>Sull&#8217;assurdità di questa morte prematura è calata anche l&#8217;ombra inquietante di una premonizione: dieci anni prima nella &#8220;Ballata di Renzo&#8221;, infatti, aveva descritto una storia identica alla sua, un uomo investito da un auto che muore perché respinto dagli stessi ospedali che poi avrebbero respinto anche lui.</p>
<p>Non è stata facile la breve carriera di Rino Gaetano: quando, dopo essersi trasferito a Roma alla fine degli anni &#8217;60, ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo della musica, tutto ruotava attorno al Folkstudio dove è nata la scuola Romana di De Gregori e Venditti.</p>
<p>Cantautore Calabrese, nato a Crotone nel 1950, viene ricordato per la sua voce ruvida, per la sua ironia e i profondi testi caratteristici delle sue canzoni, nonché per la denuncia sociale spesso celata dietro testi apparentemente leggeri e disimpegnati.</p>
<p>Rimasto profondamente legato alle sue origini calabresi, Gaetano rifiutò ogni sorta di etichetta e, a differenza di numerosi suoi contemporanei, evitò di schierarsi politicamente. Nonostante questo, i suoi componimenti non mancano di riferimenti e critiche alla classe politica italiana del tempo. A distanza di 40 anni dalla sua scomparsa si può ancora riconoscere l’originalità del suo stile e l’attualità delle sue parole, dalle quali emergeva un ironico spaccato dei mali che affliggevano la sua amata Calabria e l’Italia tutta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/musica-40-anni-fa-moriva-rino-gaetano-musica-ironia-e-una-tragica-premonizione/">Musica, 40 anni fa moriva Rino Gaetano: musica, ironia e una tragica premonizione</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
