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	<title>2023 Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Mar 2026 17:39:33 +0000</lastBuildDate>
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		<title>In Calabria nel 2023 spesi 326,9 milioni per la mobilità sanitaria verso altre Regioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 17:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il consueto report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe, presentato oggi a Roma in occasione del trentennale della Fondazione, nel 2023, in Calabria, è stato rilevato un saldo negativo &#8220;rilevante&#8221; della mobilità sanitaria regionale, pari a -326,9 milioni, in aumento di 22,1 milioni rispetto al 2022 che fa della regione quella con il passivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il consueto report sulla <strong>mobilità sanitaria</strong> della Fondazione Gimbe, presentato oggi a Roma in occasione del trentennale della Fondazione, nel 2023, <strong>in Calabria</strong>, è stato rilevato un saldo negativo &#8220;<strong>rilevante</strong>&#8221; della mobilità sanitaria regionale, pari a <strong>-326,9 milioni</strong>, in <strong>aumento di 22,1 milioni</strong> rispetto al 2022 che fa della regione quella con il passivo più alto.</p>
<p>L&#8217;importo, afferma Gimbe, è costituito da crediti per 35.438.878, con la Regione che si colloca in 18ma posizione, e debiti per 362.371.686, con la Regione che si colloca in quinta posizione. Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia insieme, evidenzia Gimbe, rappresentano il 78,2% del saldo passivo.</p>
<p>&#8220;Il volume dell&#8217;erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private &#8211; afferma la Fondazione &#8211; è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in 12ma posizione con le strutture private che erogano il 36,3% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%)&#8221;. A livello pro-capite, Gimbe stima l&#8217;impatto economico del saldo negativo, in -178 euro.</p>
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		<item>
		<title>Rapporto Ministero salute: nel 2023 trend complessivamente in calo per vaccini in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-ministero-salute-nel-2023-trend-complessivamente-in-calo-per-vaccini-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 16:14:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l&#8217;ultimo rapporto &#8216;Coperture vaccinali dell&#8217;età pediatrica e dell&#8217;adolescente&#8216; del Ministero della salute vaccinazioni in calo in Calabria. E&#8217; scesa infatti dal 96,13 del 2022 al 93,40 del 2023, poco sotto il livello medio nazionale (94,76), la copertura ogni 100 abitanti per l&#8217;esavalente che comprende polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, emofilo dell&#8217;influenza tra i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l&#8217;ultimo rapporto &#8216;<strong>Coperture vaccinali dell&#8217;età pediatrica e dell&#8217;adolescente</strong>&#8216; del Ministero della salute vaccinazioni in calo in <strong>Calabria</strong>. E&#8217; scesa infatti dal 96,13 del 2022 al 93,40 del 2023, poco sotto il livello medio nazionale (94,76), la copertura ogni 100 abitanti per l&#8217;<strong>esavalente</strong> che comprende polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, emofilo dell&#8217;influenza tra i bambini entro i 24 mesi di età. In un anno guardando ai numeri sembra diminuita considerevolmente l&#8217;attenzione dei calabresi verso l&#8217;immunizzazione da malattie che rappresentano ancora pericolose insidie.</p>
<p>Una lievissima flessione si registra anche per il <strong>morbillo</strong>: da 92,96 a 92,43. Perdono punti anche le vaccinazioni contro il <strong>meningococco</strong> <strong>B</strong>, da 86,83 a 80,37 che si colloca in una posizione ancora poco più alta rispetto alla media nazionale (79,60) e quello di <strong>tipo ACYW</strong> coniugato da 91,28 a 84,36 (assai più alto del dato medio nazionale 57,33). Crollano, invece, le vaccinazioni per il <strong>Meningocco C</strong>: da 91,28 a 59,85. Tengono a quanto pare le barriere contro <strong>Parotite</strong> (da 92,96 a 92,43), <strong>Rosolia</strong> (da 92,96 a 92,43) e <strong>Varicella</strong> (da 92,87 a 92,03).</p>
<p>All&#8217;insegna della diminuzione anche i dati relativi alla <strong>vaccinazione dell&#8217;adolescente</strong> (al di sotto dei 18 anni) riferiti sempre al 2023. In calo i dati su morbillo prima e seconda dose: da 82,57 e 73,41 registrati nell&#8217;anno precedente a 66,66 e 63,18 del 2023; giù di oltre 10 punti il dato sulla difterite (da 67,48 a 54, 29); analogo discorso per tetano e pertosse: per entrambi da 67,48 a 54, 29; parotite dose 1 e 2: da 81,77 e 72,55 a 66,66 a 63,18; Rosolia 1 e 2: da 82,32 e 72,68 a 66,66 e 63,18. Anche per le vaccinazioni contro il Meningococco C e Meningococco ACYW tra le persone alla soglia della maggiore età si scende rispettivamente da 66,13 a 45,93 e da 57,77 a 46,36. .</p>
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		<title>Conai, in Calabria raccolta differenziata 2023 stabile al 54,8%, era al 54,6% nel 2022</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/conai-in-calabria-raccolta-differenziata-2023-stabile-al-548-era-al-546-nel-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 08:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[Conai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>la Calabria nel 2023 si assesta sul 54,8% di raccolta differenziata, in una situazione sostanzialmente ferma se paragonata al 54,6% dell&#8217;anno precedente. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo rapporto Ispra. E sempre nello stesso anno aumentano leggermente , invece, i contributi che il Consorzio nazionale imballaggi (Conai) ha trasferito ai Comuni della regione per coprire parte dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>la Calabria nel 2023 si assesta sul 54,8% di raccolta differenziata, in una situazione sostanzialmente ferma se paragonata al 54,6% dell&#8217;anno precedente. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo rapporto Ispra. E sempre nello stesso anno aumentano leggermente , invece, i contributi che il Consorzio nazionale imballaggi (Conai) ha trasferito ai Comuni della regione per coprire parte dei costi della raccolta differenziata degli imballaggi, come previsto dall&#8217;Accordo Anci-Conai vigente e pari a circa 18 milioni e 827 mila euro, in crescita rispetto ai 18 milioni e 300 mila del 2022. E&#8217; quanto rende noto il Consorzio nazionale imballaggi.</p>
<p>Il totale dei rifiuti di imballaggio sottratti alla discarica e conferiti a Conai dai Comuni calabresi, nel 2023, è di 119.644 tonnellate, per un pro-capite di 82,4 chilogrammi. Una quantità che, messa in cassonetti, potrebbe coprire per quasi due volte la tratta autostradale Catanzaro-Monaco di Baviera. Un quantitativo in flessione, rispetto alle 125.442 tonnellate conferite nel 2022 al Consorzio nazionale imballaggi, che è sussidiario al mercato: interviene quindi solo quando il mercato, da solo, non riesce ad avviare a riciclo gli imballaggi giunti a fine vita. &#8220;I dati regionali, purtroppo &#8211; afferma Fabio Costarella, vicedirettore generale Conai &#8211; migliorano molto lentamente. La regione nel 2023 è l&#8217;ultima, in Italia, per percentuali di raccolta differenziata, e il divario che la separa dai risultati dell&#8217;Emilia-Romagna o del Veneto è ancora molto ampio&#8221;. &#8220;Un quadro in cui è ragionevole immaginare che, in Calabria &#8211; aggiunge Costarella &#8211; più imballaggi siano stati riciclati dal mercato grazie a congiunture economiche più favorevoli rispetto a quelle dell&#8217;anno precedente. Il lieve aumento nei corrispettivi versati dai Consorzi del sistema Conai ai Comuni potrebbe anche essere un segnale del fatto che in regione, nel 2023, la qualità delle raccolte differenziate è leggermente migliorata&#8221;. </p>
<p>Guardando agli ultimi dati Ispra, la provincia migliore rimane quella di Catanzaro, che differenzia il 65,5% dei suoi rifiuti. Dalla provincia arriva a Conai un pro-capite di oltre 78 chilogrammi di imballaggi a fine vita. Segue Vibo Valentia, la cui percentuale di raccolta differenziata totale arriva al 59,4%. 81 chilogrammi sono il pro-capite di imballaggi conferiti al Consorzio. In terza posizione Cosenza: la sua raccolta differenziata complessiva sfiora il 59%. Il pro-capite di rifiuti di imballaggio che arriva a Conai dai cittadini della provincia è di quasi 88 chilogrammi. &#8220;Risultati &#8211; sottolinea il vice direttore generale del Conai &#8211; che devono migliorare. In Calabria c&#8217;è ancora molto da fare. La stabilità è dovuta principalmente al ritardo di alcuni Comuni, come Reggio con il suo 39% e Crotone con il 26%. E si registra una leggera flessione nei Comuni di Cosenza e Catanzaro&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Report spesa sanitaria privata, Gimbe: nel 2023 il 7,3% dei calabresi ha rinunciato alle cure</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-spesa-sanitaria-privata-gimbe-nel-2023-il-73-dei-calabresi-ha-rinunciato-alle-cure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 13:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva una nuova conferma della grave situazione del sistema sanitario della Calabria. Lo certifica il dell&#8217;Osservatorio Gimbe sulla spesa sanitaria privata, cioè a carico delle famiglie, commissionato dall&#8217;Osservatorio nazionale Welfare &#038; Salute. Nel 2023, il 7,3% dei cittadini della Calabria ha rinunciato alle cure mediche. Una percentuale simile a quella media italiana, il 7,6%. Sul [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-spesa-sanitaria-privata-gimbe-nel-2023-il-73-dei-calabresi-ha-rinunciato-alle-cure/">Report spesa sanitaria privata, Gimbe: nel 2023 il 7,3% dei calabresi ha rinunciato alle cure</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva una nuova conferma della grave situazione del sistema sanitario della Calabria. Lo certifica il dell&#8217;Osservatorio Gimbe sulla spesa sanitaria privata, cioè a carico delle famiglie, commissionato dall&#8217;Osservatorio nazionale Welfare &#038; Salute. Nel 2023, il 7,3% dei cittadini della Calabria ha rinunciato alle cure mediche. Una percentuale simile a quella media italiana, il 7,6%.</p>
<p>Sul fronte della spesa sanitaria in Calabria, riferisce Gimbe, parametrando la spesa sanitaria trasmessa al Sistema tessera sanitaria alla popolazione residente Istat al primo gennaio 2023, il valore regionale è pari a 416 euro pro-capite (media Italia 730 euro pro-capite).</p>
<p>&#8220;In generale &#8211; spiega Gimbe in una nota &#8211; le Regioni con migliori performance nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) registrano una spesa pro-capite superiore alla media nazionale, mentre quelle del Mezzogiorno e/o in Piano di rientro si collocano al di sotto. Questo dato conferma sia che il livello di reddito è una determinante fondamentale della spesa out-of pocket (la spesa sanitaria delle famiglie), sia che il valore della spesa delle famiglie, al netto del sommerso, non è un parametro affidabile per stimare le mancate tutele pubbliche, perché condizionato dalla capacità di spesa individuale&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Gimbe, la Calabria risale la china nei risultati preliminari LEA del 2023: +18,21 punti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gimbe-la-calabria-risale-la-china-nei-risultati-preliminari-lea-del-2023-1821-punti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 16:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Cartabellotta]]></category>
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		<category><![CDATA[LEA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, è stato in Calabria per una serie di incontri sui temi della sanità. Nel pomeriggio ha tenuto una conferenza stampa in Cittadella per illustrare le analisi effettuate sugli adempimenti LEA della Regione Calabria. Il Ministero della Salute valuta annualmente l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero l’insieme [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gimbe-la-calabria-risale-la-china-nei-risultati-preliminari-lea-del-2023-1821-punti/">Gimbe, la Calabria risale la china nei risultati preliminari LEA del 2023: +18,21 punti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, è stato in Calabria per una serie di incontri sui temi della sanità. Nel pomeriggio ha tenuto una conferenza stampa in Cittadella per illustrare le analisi effettuate sugli adempimenti LEA della Regione Calabria. Il Ministero della Salute valuta annualmente l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero l’insieme delle prestazioni sanitarie che tutte le Regioni e Province autonome sono tenute a garantire gratuitamente o previo pagamento del ticket. «Si tratta di una vera e propria “pagella” per i servizi sanitari regionali – ha affermato Cartabellotta – che stabilisce quali Regioni sono promosse (<em>adempienti</em>), pertanto meritevoli di accedere alla quota di finanziamento premiale, e quali invece vengono bocciate perché inadempienti». A partire dal 2007 le Regioni con un disavanzo nel conto economico, vengono sottoposte ai Piani di rientro, un meccanismo di affiancamento da parte del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze finalizzato a ristabilire l&#8217;equilibrio economico-finanziario nella continua erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, che nei casi più critici può portare fino al commissariamento della Regione. Dal 2020 la “Griglia LEA” è stata sostituita dal Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), che valuta le Regioni attraverso gli indicatori CORE, suddivisi in tre aree: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Per ciascuna area, le Regioni possono ottenere un punteggio tra 0 e 100 e vengono considerate adempienti se raggiungono almeno 60 punti in tutte le tre aree. Al contrario, se il punteggio è inferiore a 60 anche in una sola area, la Regione risulta inadempiente. Nell’ultimo report del Ministero della Salute, pubblicato il 15 luglio 2024, è relativo all’anno 2022: la Regione Calabria è risultata inadempiente in quanto nell’area della Prevenzione (36,59) e in quella Distrettuale (34,88) ha ottenuto punteggi inferiori a 60. Solo nell’area ospedaliera, con un punteggio di 63,78, la Regione Calabria ha superato la soglia di adempienza. «Utilizzando i risultati preliminari 2023 forniti dalla Regione Calabria – ha spiegato Cartabellotta – abbiamo condotto una valutazione indipendente per analizzare variazioni tra il 2022 e il 2023, sia in termini di punteggi nelle tre aree, sia rispetto ai valori dei singoli indicatori. L’obiettivo era quello di individuare i progressi ottenuti e le criticità tuttora esistenti su cui intervenire per raggiungere l’adempimento ai LEA da parte della Regione».</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-298960" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Conclusioni-300x193.jpg" alt="" width="597" height="384" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Conclusioni-300x193.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Conclusioni-653x420.jpg 653w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Conclusioni-696x448.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Conclusioni.jpg 729w" sizes="(max-width: 597px) 100vw, 597px" /></p>
<p><strong>PUNTEGGI LEA</strong>. Nel 2023 la Regione Calabria registra un aumento del punteggio LEA in tutte e tre le aree (Tabella 1, Figura 1), con un incremento complessivo di 18,21 punti, passando da 135,25 a 153,46. Questo recupero ha compensato, in parte il crollo di -24,74 punti registrato tra il 2021 e il 2022, quando il punteggio era sceso da 159,99 a 135,25. Tra il 2022 e il 2023, il punteggio LEA dell’area della prevenzione aumenta da 36,59 a 43,82 (+7,23 punti); in quella distrettuale da 34,88 a 40,48 (+5,60 punti); in quella ospedaliera da 63,78 a 69,16 (+5,38 punti). Si rileva che per l’area della prevenzione la Regione Calabria ha richiesto una rettifica del punteggio LEA al Ministero della Salute in quanto secondo i dati dell’Anagrafe Nazionale Vaccini le coperture vaccinali sono superiori al 90% per l’anno 2023: in caso di rettifica, la Calabria risulterebbe adempiente anche per l’area della prevenzione. «Tuttavia – ha precisato Cartabellotta – nonostante i miglioramenti e l’eventuale rettifica nell’area della prevenzione, la Calabria risulterebbe ancora inadempiente per il 2023, poiché il punteggio nell’area distrettuale rimane comunque inferiore alla soglia di 60 punti».</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-298987" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Area-1-300x169.jpg" alt="" width="616" height="347" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Area-1-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Area-1-696x392.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Area-1.jpg 738w" sizes="(max-width: 616px) 100vw, 616px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-298989" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Punteggi-300x200.jpg" alt="" width="615" height="410" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Punteggi-300x200.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Punteggi-630x420.jpg 630w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Punteggi-696x464.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Punteggi.jpg 750w" sizes="(max-width: 615px) 100vw, 615px" /></p>
<p><strong>PERFORMANCE SUI SINGOLI INDICATORI</strong>. «Al fine di identificare il miglioramento o peggioramento delle performance, è stata effettuata un’analisi comparativa tra i risultati ottenuti dalla Regione Calabria nel 2022 e quelli preliminari del 2023 sul valore dei singoli indicatori». Complessivamente su 29 indicatori: 21 (72,4%) mostrano un miglioramento, 7 (21,1%) registrano un peggioramento e 1 indicatore (3,4%) risulta stabile (figura 2).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-298990" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Indicatori-1-300x193.jpg" alt="" width="616" height="396" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Indicatori-1-300x193.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Indicatori-1-652x420.jpg 652w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Indicatori-1-696x449.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Indicatori-1.jpg 757w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></p>
<p><strong>Area Prevenzione </strong>(Tabella 2). 7 degli 8 indicatori mostrano un trend in miglioramento, seppur con variazioni di entità diversa. L’unico indicatore in lieve peggioramento è il tasso di copertura per lo screening del carcinoma della mammella (da 8,61 nel 2022 a 8,11 nel 2023). Va rilevato che le coperture vaccinali per l’esavalente (88,09%) e la trivalente (87,71%) riportate nei risultati preliminari 2023 dal Ministero della Salute si attestano al di sotto della soglia minima del 90% necessaria per l’attribuzione del punteggio, che per la Regione Calabria continua quindi ad essere pari a 0. Considerato che, secondo i dati dell’Anagrafe Nazionale Vaccini, per l’anno 2023 tali coperture sono superiori al 90%, la Regione Calabria ha richiesto una rettifica del punteggio LEA al Ministero della Salute. Nell’area prevenzione la criticità più rilevante riguarda la copertura molto bassa per tutti gli screening oncologici, con particolare riferimento a quello per il tumore del colon-retto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-298991" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Prevenzione-1-300x223.jpg" alt="" width="616" height="458" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Prevenzione-1-300x223.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Prevenzione-1-564x420.jpg 564w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Prevenzione-1-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Prevenzione-1-485x360.jpg 485w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Prevenzione-1-265x198.jpg 265w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Prevenzione-1.jpg 638w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></p>
<p><strong>Area Distrettuale</strong> (Tabella 3). 8 dei 12 indicatori mostrano un trend in miglioramento, seppur con variazioni di entità diversa, mentre 4 risultano in peggioramento. Tra i progressi più significativi si evidenzia il miglioramento nell’assistenza domiciliare (D22Z) e nel trattamento socio-sanitario degli over 75 non autosufficienti (D33Z). Nell’area distrettuale il punteggio LEA risulta pari a zero per due indicatori: “Intervallo Allarme-Target dei mezzi di soccorso” dove, nonostante il progressivo miglioramento negli ultimi anni il valore rimane ancora al di sopra di 22,7434 minuti, soglia al di sopra della quale il punteggio attribuito è pari a zero. «Ovviamente – spiega Cartabellotta – questa soglia unica per tutte le Regioni, finisce inevitabilmente per penalizzare tutte le Regioni con un territorio prevalentemente montuoso e criticità nella viabilità». Il secondo indicatore a cui viene assegnato il punteggio LEA pari a zero è quello relativo alle liste di attesa per criticità legate al flusso dati che la Regione Calabria riferisce di aver risolto per l’anno 2024.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-298992" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Distrettuale-1-300x231.jpg" alt="" width="618" height="476" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Distrettuale-1-300x231.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Distrettuale-1-546x420.jpg 546w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Distrettuale-1.jpg 651w" sizes="auto, (max-width: 618px) 100vw, 618px" /></p>
<p><strong>Area Ospedaliera</strong> (Tabella 4). 6 dei 9 indicatori mostrano un trend in miglioramento, seppur con variazioni di entità diversa, 2 risultano in peggioramento ed 1 è stabile. «L’area ospedaliera – spiega Cartabellotta – risulta già adempiente, ma anche suscettibile di ulteriori miglioramenti». In particolare la percentuale di colecistectomie laparoscopiche con degenza inferiore a 3 giorni, la percentuale di parti cesarei primari e la mortalità a 30 giorni dal primo ricovero per ictus ischemico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-298993" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Ospedaliera-1-300x185.jpg" alt="" width="616" height="380" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Ospedaliera-1-300x185.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Ospedaliera-1-680x420.jpg 680w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Ospedaliera-1-696x430.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Ospedaliera-1-356x220.jpg 356w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/Ospedaliera-1.jpg 719w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></p>
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		<title>Rendiconto sociale Inps: Nel 2023 cresce Pil Calabria ma preoccupa invecchiamento popolazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 13:34:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“In Calabria nel 2023 si è assistito a una crescita dell’1,2% del Pil”, anche se la regione resta “con il Pil pro-capite più basso”. E’ uno dei dati che emergono dal Rendiconto sociale dell’Inps Calabria, presentato oggi a Catanzaro. A illustrarlo il presidente del Comitato regionale dell’Inps Calabria, Domenico Zannino, e il direttore generale dell’Inps [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“In Calabria nel 2023 si è assistito a una crescita dell’1,2% del Pil”, anche se la regione resta “con il Pil pro-capite più basso”. E’ uno dei dati che emergono dal Rendiconto sociale dell’Inps Calabria, presentato oggi a Catanzaro. A illustrarlo il presidente del Comitato regionale dell’Inps Calabria, Domenico Zannino, e il direttore generale dell’Inps Calabria, Giuseppe Greco, che ha inoltre evidenziato che “per quanto riguarda il mercato del lavoro anche in Calabria come altrove l’occupazione cresce, poi però notiamo che l’82% circa dei contratti di lavoro che sono stati stipulati nel corso del 2023 fanno riferimento a contratti a tempo determinato, a contratti di somministrazione, quindi a un mondo del lavoro precario che certamente non è confacente alle esigenze dei nostri giovani che non trovando una collocazione adeguata, anche in virtu’ dell’elevato livello di formazione che hanno avuto, sono costretti a recarsi nel nord Italia e in Europa”. Alla presentazione del rapporto ha partecipato anche Roberto Ghiselli, presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps</p>
<p>Per Greco “nel saldo fra emigrazione e immigrazione il Delta è assolutamente insignificante e non compensa in alcun modo la perdita di popolazione della nostra regione. Nel corso del 2023 sono circa 9mila i soggetti che sono venuti meno nel contesto della popolazione residente: è un po’ come se venisse cancellato ogni anno un comune delle dimensioni di Soverato. E’ chiaro – sostiene il direttore di Inps Calabria – che questa è una tendenza che va invertita: certo, non spetta a noi trovare la soluzione, ma sicuramente noi possiamo segnalare il problema”.</p>
<p>Con riferimento all’andamento demografico in Calabria, per l’Inps si può parlare di una regione sempre più anziana: i residenti con otre 65 anni rappresentano il 23,9% della popolazione complessiva (1 su4). Relativamente alle prestazioni pensionistiche – si legge poi nel rapporto – “fa riflettere il dato che gli importi medi mensili delle pensioni Ivs siano più bassi rispetto alla media nazionale. Per le donne tali importi sono di gran lunga inferiori rispetto agli uomini e ciò induce a ritenere che vi sia una maggiore discontinuità nelle carriere lavorative e soprattutto una parità retributiva purtroppo non ancora completa. In merito alle prestazioni assistenziali e sociali – riporta il Rendiconto sociale dell’Inps regionale – in Calabria al 31 dicembre 2023 risultavano erogate 178,767 prestazioni di invalidità civile (indennità di accompagnamento e pensioni di invalidità). Nel 2023 sono state liquidate 30.474 nuove prestazioni contro le 26.909 liquidate nel 2022: il dato è purtroppo in crescita ed è preoccupante”.</p>
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		<title>Nel 2023 in Calabria 32 aggressioni contro operatori sanitari nel settore pubblico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 16:07:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2023, in Calabria, si sono verificati 32 episodi di violenza contro operatori sanitari nel settore pubblico, che hanno coinvolto in totale 39 operatori. In 20 casi si è trattato di una vera e propria aggressione fisica, verbale in altri 22 e in quattro episodi contro le cose. Gli aggressori sono stati prevalentemente pazienti od [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2023, in Calabria, si sono verificati 32 episodi di violenza contro operatori sanitari nel settore pubblico, che hanno coinvolto in totale 39 operatori. In 20 casi si è trattato di una vera e propria aggressione fisica, verbale in altri 22 e in quattro episodi contro le cose. Gli aggressori sono stati prevalentemente pazienti od utenti (in 20 episodi) e parenti, caregiver o conoscenti del malato (10 casi). Le aggressioni sono state compiute in ambito ospedaliero &#8211; 4 nel Servizio psichiatrico diagnosi e cura, 9 in Pronto soccorso, e 5 in aree di degenza &#8211; ma non sono mancati anche episodi nei Servizi psichiatrici territoriali (6) e meno di 3 in altre strutture. I dati sono contenuti nel report sulle aggressioni al personale sanitario in Calabria presentato stamani da Uil Calabria e Uil Fpl Calabria che sono pronte a lanciare la campagna di sensibilizzazione &#8220;Proteggere chi ci Protegge&#8221;, volta a contrastare il crescente fenomeno delle aggressioni ai danni di medici, infermieri e operatori sanitari nelle strutture ospedaliere. La campagna, che si articolerà attraverso una serie di iniziative pubbliche e media, è scritto in una nota, &#8220;mira a coinvolgere istituzioni, cittadini e operatori del settore per tutelare la sicurezza del personale sanitario, spesso esposto a episodi di violenza fisica e verbale&#8221;. </p>
<p>Gli obiettivi della campagna sono tre: sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sul valore del rispetto per chi cura e sull&#8217;urgenza di porre fine alle aggressioni nei confronti del personale sanitario; istituire e potenziare i posti fissi di polizia negli ospedali calabresi, estendendo i tempi operativi per garantire una presenza continua e protettiva e, infine, sollecitare nuove assunzioni nelle forze dell&#8217;ordine per evitare che le risorse destinate alla sicurezza ospedaliera vengano sottratte al controllo del territorio. </p>
<p>&#8220;Chi lavora per la nostra salute e sicurezza &#8211; affermano Mariaelena Senese e Walter Bloise, rispettivamente segretaria generale della Uil Calabria e segretario generale della Uil Fpl Calabria &#8211; non può rischiare di essere aggredito sul posto di lavoro. La presenza di posti fissi di polizia è un deterrente fondamentale e chiediamo al ministero dell&#8217;Interno di attuare nuove assunzioni nelle forze dell&#8217;ordine, per garantire che la sicurezza negli ospedali non avvenga a scapito del controllo del territorio&#8221;. La campagna &#8220;Proteggere chi ci Protegge&#8221; prevede una serie di eventi pubblici, tra cui una Giornata di sensibilizzazione nelle piazze principali della Calabria, con la partecipazione di medici, infermieri e rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine. Verrà inoltre organizzata una conferenza stampa per presentare i risultati delle indagini sulle aggressioni ospedaliere e discutere le soluzioni proposte dalla Uil.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Incidenti stradali nel 2023, analisi Aci-Istat: in Calabria il maggior aumento di vittime (+35)</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/incidenti-stradali-nel-2023-analisi-aci-istat-in-calabria-il-maggior-aumento-di-vittime-35/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 13:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[Aci-Istat]]></category>
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		<category><![CDATA[Incidenti stradali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati elaborati da Aci e Istat nel 2023, sulle strade italiane, si sono registrati 166.525 incidenti con lesioni a persone (165.889 nel 2022, +0,4%; 172.183 nel 2019, -3,3%), che hanno causato 3.039 decessi (3.159 nel 2022, -3,8%; 3.173 nel 2019, -4,2%) e 224.634 feriti (223.475 nel 2022, +0,5%; 241.384 nel 2019, -6,9%). In [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i dati  elaborati da Aci e Istat nel 2023, sulle strade italiane, si sono registrati 166.525 incidenti con lesioni a persone (165.889 nel 2022, +0,4%; 172.183 nel 2019, -3,3%), che hanno causato 3.039 decessi (3.159 nel 2022, -3,8%; 3.173 nel 2019, -4,2%) e 224.634 feriti (223.475 nel 2022, +0,5%; 241.384 nel 2019, -6,9%). In media, rispettivamente, 456 incidenti, 8,3 morti e 615 feriti ogni giorno. Le statistiche provinciali mostrano, sempre per il 2023, un lieve calo nel numero delle vittime. Mentre aumentano, seppure in misura contenuta, incidenti e feriti. Rispetto al 2019 &#8211; anno scelto come riferimento per l’obiettivo 2030, fissato dalla Commissione Europea con il programma &#8216;Road safety policy framework 2021-2030&#8217; (riduzione del 50% del numero di vittime e feriti gravi) &#8211; 42 province su 107 hanno fatto registrare un aumento del numero dei morti sulle strade. In altre 56, invece, tale numero è diminuito. In 9 Province il numero dei morti è rimasto stabile. In 8 province, inoltre, è stato già raggiunto l’obiettivo del dimezzamento delle vittime, rispetto al 2019.<br />
In Italia, infine, nel 2023, la riduzione delle vittime rispetto all’anno di benchmark è ancora molto contenuta ed è pari al 4,2%.</p>
<p>Padova (-26 morti), Novara (-23), Alessandria e Torino (-19) sono le Province nelle quali si è registrata la diminuzione più significativa &#8211; in valori assoluti &#8211; del numero dei morti. La maggiore diminuzione percentuale di vittime si è, invece, registrata a Novara -68% (11 morti nel 2023, 34 nel 2022 e 19 nel 2019), Oristano -64% (5 morti nel 2023, 14 nel 2022 e 5 nel 2019), e Matera -57% (rispettivamente 10 morti nel 2023, 23 nel 2022 e 20 nel 2019 e 10 morti nel 2023, 23 nel 2022 e 13 nel 2019).<br />
Venezia (+26 morti), Bologna (+21) e Milano e <strong>Reggio Calabria</strong> (+20) sono le Province nelle quali si sono registrati gli incrementi maggiori &#8211; in valori assoluti &#8211; di decessi sulle strade.<br />
Biella (+233%: 10 morti nel 2023, 3 nel 2022 e 8 nel 2019),<strong> Vibo Valentia</strong> (+200%: 9 morti nel 2023, 3 nel 2022 e 9 nel 2019) e <strong>Reggio Calabria</strong> (+200%: 30 morti nel 2023, 10 nel 2022 e 25 nel 2019), le Province con i maggiori incrementi percentuali. Roma e Latina, invece, fanno del Lazio la Regione con il più alto aumento di morti rispetto al 2019 (+51). Le Regioni con la più alta diminuzione &#8211; in valori assoluti &#8211; dei decessi sono state Piemonte (-63), Emilia-Romagna (-32) e Lombardia (-25). Tre le Regioni nelle quali si è verificato il maggiore decremento percentuale dei decessi: Valle d’Aosta (-50%), Basilicata (-41%) e Piemonte (-26%).</p>
<p>Tra le Regioni il maggior aumento di vittime in valori assoluti è stato registrato in <strong>Calabria, (+35)</strong>, Sicilia (+15) e Abruzzo (+13). Tra le Regioni, l’aumento più alto, in termini percentuali, è stato rilevato in Calabria (+47%), Abruzzo (+22%) e Molise (+14%). In 13 province, l’indice di mortalità (morti per 100 incidenti) è risultato almeno doppio rispetto al valore medio nazionale (1,82). Le situazioni più critiche a Nuoro (6,25) e in Sud Sardegna (6,14). Prato, Genova, Monza Brianza, Rimini, Fermo, Trieste e Milano sono, invece, le province in cui gli incidenti risultano meno gravi. L’indice di mortalità, infatti, è inferiore ad 1 morto ogni 100 incidenti.<br />
Nel corso del 2023 sono deceduti 485 pedoni (stessa cifra rispetto allo scorso anno), 212 ciclisti (+3,4%) &#8211; di cui 12 su bici elettrica (-40%) &#8211; e 21 conducenti di monopattino (+31,3%).<br />
Nella provincia di Roma è stato rilevato il più alto numero di pedoni morti (71), seguita da Milano (26) e Napoli (22). Nella provincia di Milano il più alto numero di ciclisti morti (11), seguono Latina (10) e Venezia (8). Dei 21 morti su monopattino, 3 sono concentrati nella provincia di Torino, 2 sia nella Provincia di Venezia sia di Roma.</p>
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		<item>
		<title>Fondazione Gimbe, al primo gennaio 2023 in Calabria mancavano 24 pediatri di famiglia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fondazione-gimbe-al-primo-gennaio-2023-in-calabria-mancavano-24-pediatri-di-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2024 12:40:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
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		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Gimbe]]></category>
		<category><![CDATA[mancano]]></category>
		<category><![CDATA[pediatri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla data del primo di gennaio 2023 in Calabria mancavano 24 pediatri di libera scelta, carenza che si prevede in aumento entro il 2026 quando si stima che 64 specialisti raggiungeranno i 70 anni, età del pensionamento. E&#8217; l&#8217;allarme che emerge dai risultati di un&#8217;analisi della Fondazione Gimbe incentrata sulle criticità che regolano l&#8217;inserimento dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla data del primo di gennaio 2023 in Calabria mancavano 24 pediatri di libera scelta, carenza che si prevede in aumento entro il 2026 quando si stima che 64 specialisti raggiungeranno i 70 anni, età del pensionamento. E&#8217; l&#8217;allarme che emerge dai risultati di un&#8217;analisi della Fondazione Gimbe incentrata sulle criticità che regolano l&#8217;inserimento dei cosiddetti pediatri di famiglia nel Servizio sanitario nazionale e sulla carenza di queste figure nelle diverse regioni italiane.</p>
<p>In dettaglio, l&#8217;analisi si focalizza sulle fasce d&#8217;età e sul massimale degli assistiti, sugli ambiti territoriali carenti, sui pensionamenti, sui nuovi pediatri di libera scelta, sul trend di specialisti in attività tra il 2019 e il 2022, sul numero degli assistiti e sulla stima della carenza al primo gennaio 2023.</p>
<p>&#8220;Il numero medio di assistiti per pediatra di libera scelta in Calabria &#8211; documenta l&#8217;analisi della Fondazione &#8211; è pari a 889, poco sotto la media nazionale (898 assistiti) ma al di sopra del massimale senza deroghe (ovvero 880 assistiti). Il 77,7% degli assistiti in carico ai pediatri di libera scelta ha più di 5 anni a fronte della media nazionale pari all&#8217;81,8%&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Italia secondo l&#8217;Istat: lavoratori dipendenti nuovi poveri, minimo storico nascite nel 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 10:41:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
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		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8221;Il 2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite. Nonostante una riduzione dell’8 per cento dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo. Negli ultimi anni si è, inoltre, ridotto l’effetto positivo che la popolazione straniera ha esercitato sulle nascite a partire dai primi anni Duemila&#8221;. La diminuzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/litalia-secondo-listat-lavoratori-dipendenti-nuovi-poveri-minimo-storico-nascite-nel-2023/">L&#8217;Italia secondo l&#8217;Istat: lavoratori dipendenti nuovi poveri, minimo storico nascite nel 2023</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="art-text">&#8221;Il <span id="U11441750002NdB">2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite</span>. Nonostante una riduzione dell’8 per cento dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo. Negli ultimi anni si è, inoltre, ridotto l’effetto positivo che la popolazione straniera ha esercitato sulle nascite a partire dai primi anni Duemila&#8221;. La diminuzione delle nascite è legata a quello della fecondità: il numero medio di figli per donna scende da 1,24 nel 2022 a 1,20 nel 2023, avvicinandosi al minimo storico di 1,19 figli registrato nel 1995. La fecondità delle italiane è pari a 1,18 figli in media per donna (2022), stesso valore dell’anno precedente; quello delle straniere arriva a 1,86 (era 1,87 nel 2021). L&#8217;Istituto osserva che gli attuali giovani &#8220;hanno transizioni sempre più protratte verso l’età adulta&#8221;. Nel 2022, il 67,4 per cento dei 18-34enni vive in famiglia (59,7 per cento nel 2002), con valori intorno al 75 per cento in Campania e Puglia. Si posticipano anche la nuzialità e la procreazione. Nel 2022, l’età media al (primo) matrimonio è di 36,5 anni per lo sposo (31,7 nel 2002) e 33,6 per la sposa (28,9 nel 2002); quella della prima procreazione per le donne è salita a 31,6 anni, contro 29,7 nel 2002. <span id="U11441750002ks">In Italia mancano 200.000 bambini perché 30 anni fa non sono nati i potenziali &#8216;genitori&#8217;</span>. &#8221;Il consistente calo delle nascite degli anni più recenti ha radici profonde, ed è dovuto alle scelte di genitorialità (meno figli e sempre più tardi) da parte delle coppie italiane di oggi e di quelle di ieri&#8221;, rileva ancora l&#8217;Istat spiegando che la decisione di fare meno figli, 30 anni fa, oggi ha portato a un minor numero di potenziali genitori. A questo si aggiunge ovviamente le scelte delle famiglie di oggi, in linea con quelle di ieri. Inoltre, negli ultimi anni si è ridotto anche il contributo alle nascite da parte dei cittadini stranieri, che aveva prodotto una ripresa della natalità a partire dai primi anni Duemila.</p>
<h2 id="lavoratori-dipendenti-i-nuovi-poveri-40">Lavoratori dipendenti i nuovi poveri</h2>
<p class="art-text">Nel 2023 peggiorano gli indicatori di povertà assoluta, che ha colpito il 9,8% degli individui e l&#8217;8,5% delle famiglie. &#8221;Si raggiungono così livelli mai toccati negli ultimi 10 anni, per un totale di 2 milioni 235 mila famiglie e di 5 milioni 752 mila individui in povertà&#8221;. &#8221;L’incremento di povertà assoluta ha riguardato principalmente le fasce di popolazione in età lavorativa e i loro figli. Il reddito da lavoro, in particolare quello da lavoro dipendente, ha visto affievolirsi la sua capacità di proteggere individui e famiglie dal disagio economico&#8221;. Gli indicatori di povertà negli ultimi 10 anni mostrano una &#8221;convergenza territoriale tra le ripartizioni, ma verso una situazione di peggioramento&#8221;, aggiunge l&#8217;Istituto. Nell’arco del decennio considerato, l’incidenza della povertà assoluta a livello familiare è salita dal 6,2 all’8,5 per cento, e quella individuale dal 6,9 al 9,8 per cento. Rispetto al 2014 sono aumentate di 683 mila unità le famiglie in povertà (erano 1 milione e 552 mila) e di circa 1,6 milioni gli individui in povertà (erano 4 milioni e 149 mila). L’incidenza di povertà assoluta familiare è più bassa nel Centro (6,8 per cento) e nel Nord (8,0 per cento sia il Nord-ovest sia il Nord-est), e più alta nel Sud (10,2 per cento) e nelle Isole (10,3 per cento). Lo stesso accade per l’incidenza individuale: 8,0 per cento nel Centro, 8,7 nel Nord-est, 9,2 nel Nord-ovest e 12,1 per cento sia nel Sud sia nelle Isole. Tra il 2014 e il 2023, l’incidenza familiare aumenta molto nel Nord (nel Nord-ovest, dal 4,6 all’8 per cento; nel Nord-est, dal 3,6 all’8 per cento), sale in maniera più moderata nel Centro (dal 5,5 al 6,8 per cento) e nel Sud (dal 9,1 al 10,2 per cento) e rimane pressoché stabile nelle Isole (dal 10,6 al 10,3 per cento). L’incidenza individuale sale nel Nord-ovest dal 5,9 al 9,2 per cento; nel Nord-est da 4,5 a 8,7; nel Centro da 5,7 a 8,0; nel Sud da 8,9 a 12,1 e nelle Isole da 11,8 a 12,1. Tra il 2014 e il 2023 si registra quindi una convergenza territoriale tra le ripartizioni, ma verso una situazione di peggioramento. Si dimezza, infatti, lo scarto massimo tra le incidenze massime e minime.</p>
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<p class="art-text">Tra il 2020 e il 2022 l’erogazione del Reddito di cittadinanza ha permesso di uscire dalla povertà a 404 mila famiglie nel 2020, 484 mila nel 2021 e 451 mila nel 2022. Per quanto riguarda gli individui, l’uscita dalla povertà ha riguardato 876 mila persone nel 2020 e oltre un milione nel 2021 e nel 2022. Senza il rdc, l’incidenza di povertà assoluta familiare nel 2022 sarebbe stata superiore di 3,8 e 3,9 punti percentuali rispettivamente nel Sud e nelle Isole. Tra le famiglie in affitto, l’incidenza di povertà sarebbe stata 5 punti percentuali superiore. Tra le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione, l’incidenza avrebbe raggiunto il 36,2 per cento nel 2022, 13,8 punti percentuali in più. L’erogazione del Rdc ha portato il poverty gap a una riduzione da 9,1 a 5,2 miliardi nel 2020, da 9,5 a 5,2 miliardi nel 2021, e da 9,8 a 6,2 miliardi nel 2022.</p>
<h2 id="i-giovani-italiani-73">I giovani italiani</h2>
<p class="art-text">I giovani, tra 16 e 24 anni, negli ultimi 20 anni hanno ridotto il consumo di bevande alcoliche e l&#8217;abitudine al fumo ma aumenta l&#8217;eccesso di peso. Secondo il rapporto annuale dell&#8217;Istat l’eccesso di peso è passato dal 10,6 per cento del 2003 al 15,6 per cento del 2023, con un incremento più marcato a partire dal 2017. Tra il 2003 e il 2023 si riduce tra i giovani il consumo giornaliero di bevande alcoliche (dall’11,2 per cento al 4,8 per cento) ma si osserva l’aumento del consumo occasionale (dal 56,3 per cento al 59,1 per cento) e di quello fuori pasto (dal 35,5 per cento al 39,7 per cento). Anche l’abitudine al fumo si riduce tra i 16 e i 24 anni (dal 24,2 per cento del 2003 al 19,9 per cento del 2023), ma si registra un incremento di nuove tipologie di consumo di tabacco e nicotina. La sigaretta elettronica è passata dallo 0,8 per cento del 2014 all’8,6 per cento nel 2023. Il tabacco riscaldato non bruciato, monitorato a partire dal 2021, è passato dal 4,6 per cento all’8,4 per cento. Negli ultimi venti anni aumenta la pratica sportiva tra i giovani (dal 54,2 per cento del 2003 al 57,7 per cento del 2023). Parallelamente, si è osservato un lieve aumento dell’attività fisica (dal 18,7 per cento al 20,6 per cento). Queste dinamiche si riflettono in una riduzione della sedentarietà tra i giovani (dal 26,6 per cento del 2003 al 21,7 del 2023). Nel 2023 oltre la metà dei giovani di 16-24 anni esprime un voto tra 8 e 10 per la propria vita. Le dimensioni con i livelli di soddisfazione più elevata sono il tempo libero e la salute, ambiti in cui è massima la differenza con il resto della popolazione. Quanto alla soddisfazione economica, nel 2023 4 ragazzi su 10 di 16-24 anni si dichiarano poco o per niente soddisfatti.</p>
<p>(<strong>Adnkronos</strong>)</p>
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