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	<title>10% Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Nov 2025 20:04:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sanità Italia, liste d’attesa troppo lunghe: anche il 10% dei calabresi sceglie (?) di non curarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 20:04:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Aumentano gli italiani che rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d&#8217;attesa sono troppo lunghe e perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata a pagamento. Nel 2024 sono stati 1,3 milioni in più dell&#8217;anno precedente coloro che si sono arresi: un segnale preoccupante perché avviene in un Paese in cui l&#8217;età media [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano gli italiani che rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d&#8217;attesa sono troppo lunghe e perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata a pagamento. Nel 2024 sono stati 1,3 milioni in più dell&#8217;anno precedente coloro che si sono arresi: un segnale preoccupante perché avviene in un Paese in cui l&#8217;età media è molto alta. I dati sono stati illustrati dal presidente dell&#8217;Istat, Francesco Maria Chelli, nel corso dell&#8217;audizione alle commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera per esaminare il testo della Finanziaria. I dati dell&#8217;Istat sono severi: nel 2024 il 9,9 per cento degli italiani ha desistito «per problemi legati alle liste d&#8217;attesa, alle difficoltà economiche e alla scomodità delle strutture». Significa 5,8 milioni di persone. Nel 2023 quella percentuale era più bassa (7,5 per cento) e ovviamente era meno rilevante il numero assoluto (4,5 milioni). Brutale sintesi: la situazione è in peggioramento e la causa principale della rinuncia a curarsi è rappresentata dalle liste d&#8217;attesa che viene indicata &#8211; spiega ancora l&#8217;Istat &#8211; «dal 6,8 per cento della popolazione». Le regioni del Nord – come Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia – restano sotto la media nazionale. Al Centro e al Sud, invece, le percentuali schizzano in alto: Sardegna al 17,2%, Abruzzo al 12,6%, Umbria al 12,2%, Lazio al 12%. Sopra la soglia del 10% si collocano anche Basilicata, Puglia, <strong>Calabria</strong>, Molise e Marche. Sorprendentemente, anche regioni ricche come la Lombardia (10,3%) e la Liguria (10,1%) superano la media nazionale, segno che la crisi dell’accesso alle cure è ormai un fenomeno diffuso.</p>
<p>Come è possibile? Eppure il governo ha stanziato più risorse per la sanità pubblica. Analisi dell&#8217;Istat (sulla spesa totale però, non sui fondi statali): «Nel 2024 la spesa sanitaria totale è pari a 185,1 miliardi di euro. La componente finanziata dal settore pubblico si attesta a 137,5 miliardi di euro, la spesa sostenuta dalle famiglie è di 41,3 miliardi». L&#8217;ultimo spicchio &#8211; 6,4 miliardi &#8211; passa in gran parte dalle assicurazioni private. Il Ministero dell&#8217;Economia ha ricordato che il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui contribuisce lo Stato raggiungerà i 142,9 miliardi di euro nel 2026 (+6,4 miliardi rispetto al 2025), 143,9 nel 2027 e 144,8 nel 2028. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha osservato: «Anche con questa manovra si stanziano nuove risorse per la sanità, pari a 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027». In audizione c&#8217;è stato il contributo del Cnel (Consiglio Nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro) che ha dato questa chiave di lettura: «Nonostante gli investimenti attivati con il PNRR, in particolare in innovazione tecnologica e rafforzamento dell&#8217;assistenza territoriale, secondo i dati più recenti la spesa sanitaria pubblica si manterrà attorno al 6,3 per cento del PIL nel 2024 per scendere progressivamente al 6 per cento nel 2028. Sebbene in termini assoluti essa cresca di circa 8 miliardi, il rapporto rispetto al PIL segnala un definanziamento». Infine, c&#8217;è l&#8217;analisi della Corte dei Conti: «L&#8217;aumento delle risorse consente di rispondere solo parzialmente agli interventi necessari per affrontare le criticità del settore nel cui ambito appaiono in crescita i costi per i contratti del personale, per i farmaci, per gli acquisti di prestazioni sanitarie da privati e per i dispositivi medici e, in generale, per corrispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana». Ma come mai, nonostante la riforma del sistema delle liste d&#8217;attesa del Ministero della Salute, aumenta il numero degli italiani che rinunciano a curarsi perché non riesce a prenotare in tempi adeguati una visita o un esame e al contempo non può permettersi di farlo a pagamento?</p>
<p>Prima di tutto, i dati sono del 2024: ancora la riforma delle liste d&#8217;attesa non era operativa. Nel 2025 ci sono segnali di miglioramento, «ma a macchia di leopardo, a volte con differenze nella stessa regione da asl ad asl», osserva Valeria Fava, responsabile della Salute per Cittadinanzattiva. Ma c&#8217;è un macigno che pesa più di altri ed è sempre l&#8217;Istat a segnalarlo: non ci sono sufficienti medici e infermieri. E quelli ancora in servizio spesso sono vicini alla pensione. Assumerne di nuovi non è semplice, perché mancano proprio le professionalità (nel caso degli infermieri) o perché una quota dei giovani preferisce lavorare nella sanità privata o andare all&#8217;estero (i medici). Spiega l&#8217;Istat: «A fronte di un aumento della domanda di cure dovuto all&#8217;invecchiamento della popolazione, nel contesto internazionale l&#8217;Italia si connota per uno scarso ricambio generazionale per il personale medico e una dotazione insufficiente di quello infermieristico. Nel 2023 si registra la quota più alta tra i Paesi dell&#8217;Ue di medici anziani in servizio: il 44,2% ha più di 55 anni e il 20,6% supera i 65 anni; per quest&#8217;ultima fascia di età, valori decisamente più bassi si osservano in Francia (16,1%), Germania (9,4%) e Spagna (8,4%)».<br />
Sui medici di base, l&#8217;analisi è impietosa: «Attualmente sono 37.983, 0,64 per mille residenti. Il 60% ha almeno 60 anni. In un contesto in cui la dotazione è decrescente (-7.220 medici in dieci anni), desta particolare preoccupazione l&#8217;uscita dal mercato del lavoro di molti professionisti e il conseguente ulteriore incremento del carico di assistenza per chi continua a svolgere questa attività professionale: la percentuale di chi ha più di 1.500 assistiti (valore massimo stabilito dalla normativa) è pari al 51,7%, in aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2022». Non va meglio sul fronte degli infermieri: sono 405mila, 6,9 ogni mille abitanti (la media dell&#8217;Ue è di 8,3). Un infermiere su 4 ha più di 55 anni.</p>
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		<title>Il Mur approva richiesta Unical per 10 scuole di specializzazione medica all&#8217;ospedale di Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-mur-approva-richiesta-unical-per-10-scuole-di-specializzazione-medica-allospedale-di-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 09:05:57 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministero dell’Università e della Ricerca ha approvato tutte le richieste di accreditamento presentate dall’Università della Calabria per l’attivazione di nuove Scuole di specializzazione in Medicina, in seguito al parere favorevole espresso dal Cun (Consiglio Universitario Nazionale) e dall’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica. Un risultato significativo, che porterà a raddoppiare a dieci il numero totale delle scuole operative presso l’Unical, attive a partire dal 1° novembre 2025 presso l’ospedale di Cosenza.</p>
<p>Alle cinque scuole già avviate lo scorso anno, tutte riaccreditate – Chirurgia generale con 8 posti di cui 1 con borsa regionale (diretta da Bruno Nardo), Ematologia 2 posti (Carlo Capalbo), Malattie dell’apparato cardiovascolare 14 posti, di cui 7 con borse regionali (Antonio Curcio), Nefrologia 6 posti (Gianluigi Zaza), Patologia clinica e biochimica clinica 4 posti (Stefania Catalano) – si aggiungeranno cinque nuovi percorsi: Anatomia patologica 2 posti (Maria Raffaella Ambrosio), Chirurgia toracica 8 posti, di cui 5 con borse regionali (Franca Melfi), Ginecologia e ostetricia 8 posti, di cui 4 con borse regionali (Maurizio Guido), Otorinolaringoiatria 4, di cui 2 posti con borse regionali (Elena Cantone) e Medicina interna 11 posti di cui 1 con borsa regionale. (Ciro Santoro). In totale sono 67 posti aperti per gli specializzandi, di cui 20 finanziati con borse di studio dalla Regione Calabria. Con l’apertura di queste nuove scuole, l’Unical raggiunge un primato nazionale: nessun altro ateneo pubblico in Italia ha ottenuto un numero così elevato di nuove attivazioni quest&#8217;anno. Un risultato senza pari nel sistema universitario statale. A queste si sommano i posti della scuola interateneo in Anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore, in collaborazione con l’Università Magna Graecia di Catanzaro, che si avvarrà di Andrea Bruni, anestesista rianimatore, da qualche settimana approdato all’Unical e all’ospedale dell’Annunziata.</p>
<p>La qualità dell’offerta formativa è ulteriormente rafforzata dalla presenza del professor Luigi Bonavina, uno dei massimi esperti mondiali di chirurgia dell’esofago, che insegnerà nelle scuole di Chirurgia generale e Chirurgia toracica. Un’opportunità preziosa per i giovani medici, che potranno apprendere direttamente da uno dei grandi protagonisti della chirurgia contemporanea. L’accreditamento delle Scuole di specializzazione è stato possibile in virtù della direzione universitaria assunta dai reparti dell&#8217;ospedale, condizione indispensabile, della normativa vigente, per l’attivazione dei percorsi formativi.</p>
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		<title>Neuropsichiatra Infantile prevista l&#8217;attivazione di 10 posti letto all&#8217;AOU &#8216;Dulbecco&#8217; di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/neuropsichiatra-infantile-prevista-lattivazione-di-10-posti-letto-allaou-dulbecco-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 08:46:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Con il DCA 202 del 16 aprile 2025 è stato approvato l&#8217;Atto Aziendale della &#8216;Dulbecco&#8217; che ha previsto l&#8217;attivazione di 10 posti letto nella SSD di Neuropsichiatra Infantile e dell&#8217;adolescenza, è un primo passo per dare risposte ai nostri 788 bambini calabresi che sono stati costretti a curarsi fuori Regione&#8221;. Lo si legge in una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Con il DCA 202 del 16 aprile 2025 è stato approvato l&#8217;Atto Aziendale della &#8216;Dulbecco&#8217; che ha previsto l&#8217;attivazione di 10 posti letto nella SSD di Neuropsichiatra Infantile e dell&#8217;adolescenza, è un primo passo per dare risposte ai nostri 788 bambini calabresi che sono stati costretti a curarsi fuori Regione&#8221;. Lo si legge in una nota del &#8216;Coordinamento Sanità 19 Marzo&#8217; di Lamezia Terme.</p>
<p>&#8220;Lo avevamo chiesto &#8211; si evidenzia- da oltre 4 anni, come Associazioni, al Commissario Occhiuto e ribadito al Sub-commissario Esposito nell&#8217;incontro tenuto il 15 novembre scorso presso la Cittadella e nel nostro Manifesto &#8216;Per una Democrazia delle Cure&#8217; sottoscritto da oltre 100 Associazioni.</p>
<p>&#8220;Adesso è fondamentale- sottolinea la nota &#8211; che anche presso le Aziende Ospedaliere Annunziata di Cosenza e GOM di Reggio Calabria siano attivati gli ulteriori posti letto perché, purtroppo, i bisogni di salute in questo settore sono notevolmente aumentati negli ultimi anni. Pertanto, conoscendo la sensibilità del Commissario Occhiuto e del Sub-commissario Esposito chiediamo che le due Aziende Ospedaliere prevedano nei loro Atti Aziendali i posti letto di Neuropsichiatra Infantile come già previsto nel Programma Operativo del novembre 2022&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-Ricerca su stili di guida: Il 10% degli italiani gira un video con il cellulare mentre è al volante</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-ricerca-su-stili-di-guida-il-10-degli-italiani-gira-un-video-con-il-cellulare-mentre-e-al-volante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 11:28:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 10% degli italiani mentre è al volante gira un video con il cellulare. Tra questi, il 3,1% ha ammesso di averlo fatto in prima persona alla guida del proprio veicolo, mentre il 6,9% ha dichiarato di essere stato a bordo di un mezzo mentre il conducente filmava. È il dato che emerge dalla terza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fcalabrianews.it%2Fvideos%2F1061418258617551%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il 10% degli italiani mentre è al volante gira un video con il cellulare. Tra questi, il 3,1% ha ammesso di averlo fatto in prima persona alla guida del proprio veicolo, mentre il 6,9% ha dichiarato di essere stato a bordo di un mezzo mentre il conducente filmava. È il dato che emerge dalla terza edizione della ricerca sugli stili di guida degli utenti, commissionata da Anas (Società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane) e condotta da CSA Research &#8211; Centro Statistica Aziendale &#8211; con interviste su un campione di 4mila persone e con oltre 5mila osservazioni dirette su strada, presentata oggi nell&#8217;ambito del convegno &#8220;Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime&#8221;. Il convegno è stato organizzato da Anas, Piarc (Associazione mondiale della strada) e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in occasione della Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada.<br />
Al convegno hanno partecipato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il Presidente di Anas e di Piarc Italia Edoardo Valente, l&#8217;Ad di Anas Aldo Isi, Paolo Crepet Psicologo e Sociologo, il giornalista Luca Valdiserri.</p>
<p>Del 3,1% che ha affermato di aver utilizzato il cellulare mentre guidava per fare riprese video, fanno parte in egual misura sia uomini sia donne in una fascia d&#8217;età compresa tra i 24 e i 44 anni, con punte più elevate tra i 25 e i 34 anni. Lo stesso vale per il 6,9% di utenti che ha sostenuto di essere stato a bordo mentre il guidatore filmava: la percentuale più elevata riguarda le donne tra i 25 e i 34 anni.<br />
&#8220;I dati preoccupanti evidenziati quest&#8217;anno dalla Ricerca Anas sugli stili di guida – ha dichiarato l&#8217;AD Aldo Isi – denotano come gran parte della responsabilità sia imputabile al fattore umano. Oltre al forte impegno nel continuare a sensibilizzare gli utenti sull&#8217;importanza di una guida prudente, sicura e senza distrazioni, Anas sta lavorando per potenziare ulteriormente gli standard di sicurezza della propria rete garantendo, come sempre, la manutenzione ordinaria delle infrastrutture e puntando anche sull&#8217;innovazione tecnologica. Un dato significativo della ricerca – ha concluso Isi – è la percezione di sé mentre si è alla guida, di gran lunga superiore a quella che si ha degli altri. Il giudizio sui propri comportamenti al volante, in una scala da 1 a 10, raggiunge un gradimento medio prossimo al 9. La percezione degli automobilisti italiani è quindi che gran parte degli altri guidatori vadano troppo veloce e utilizzino il cellulare mentre sono al volante&#8221;.<br />
&#8220;Emerge con particolare forza– ha spiegato Paolo Crepet, Psicologo e Sociologo – la matrice adolescenziale alla base dei comportamenti della maggior parte dei guidatori italiani. Questa colpisce ancora di più quando a mettere in atto determinati atteggiamenti sono gli adulti, anch&#8217;essi incapaci di resistere all&#8217;irrefrenabile necessità di dover seguire sempre tutto nel momento in cui accade e desiderosi di partecipare in tempo reale agli eventi, anche mentre si è alla guida, anche se questo può determinare rischi altissimi per la propria sicurezza e quella degli altri. Dobbiamo chiederci cosa porta un adulto a voler per forza rispondere ad un messaggio frivolo mentre guida sapendo che potrebbe benissimo farlo in un altro momento. La risposta è che in ognuno di noi c&#8217;è un aspetto fanciullesco, incurante di conseguenze e pericoli, su cui è assolutamente necessario lavorare ed intervenire soprattutto quando in gioco c&#8217;è la vita&#8221;.</p>
<p>Ecco alcuni dei dati più interessanti emersi dalla Ricerca.<br />
<strong>Il mancato rispetto delle regole</strong><br />
Maglia nera per il distanziamento minimo non rispettato. Su un totale di oltre 102 mila veicoli al giorno osservati lungo tre direttrici stradali in gestione ad Anas, nel 38,5% dei casi la distanza di sicurezza non è stata rispettata.<br />
Si confermano tra i comportamenti errati più diffusi, sia pure con un lieve miglioramento rispetto allo scorso anno: il mancato utilizzo degli indicatori di segnalazione cambio corsia sia per la manovra di sorpasso (50,9%) sia per la manovra di rientro (50,7%) sia per l&#8217;entrata da rampa (32,9%). Da un&#8217;analisi più dettagliata sul tipo di veicolo con cui si commette l&#8217;infrazione è emerso che i più indisciplinati sono i conducenti delle berline: oltre il 64% non usa le frecce né per manovra di sorpasso né per quella di rientro. Si tratta di una percentuale ben superiore alla media globale pari al 50%.<br />
Ancora, tra i comportamenti scorretti spicca il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza da parte del conducente (10,6%) e soprattutto dei passeggeri posteriori (72,6%); il mancato uso dei seggiolini per i bambini (46,8%). Mancato rispetto delle norme del codice della strada anche per quanto riguarda il superamento del limite di velocità nel 12,9% delle situazioni osservate su strada.</p>
<p><strong>La percezione di sé e degli altri</strong><br />
Il trend emerso con la scorsa edizione della Ricerca, sulla percezione di sé e degli altri alla guida, risulta quest&#8217;anno in ulteriore crescita. Il voto che gli italiani danno a se stessi come guidatori è quasi 9, mentre il giudizio che hanno degli altri guidatori su strada è negativo e si attesta su una media di 5.4, quindi ben sotto la sufficienza.<br />
I due comportamenti più scorretti percepiti riguardano i limiti di velocità, che secondo gli intervistati vengono rispettati solo dal 40,3% degli altri guidatori, e l&#8217;uso del cellulare alla guida, solo nel 39,6% dei casi.<br />
<strong>Dispositivi di sicurezza</strong><br />
Agli intervistati è stato chiesto quanto ritenessero utile l&#8217;obbligatorietà di dispositivi di sicurezza a bordo, in particolare i sistemi safe-drive in grado di oscurare lo schermo del cellulare mentre si guida e disattivare chat, foto e video; i limitatori di velocità; e l&#8217;alcol lock. In media più dell&#8217;80% li ritiene utili e più della metà molto utili. I più favorevoli sono decisamente i patentati adulti (over 55) che si sono espressi con un voto che oscilla tra i 7.4 e i 7.6 (su un scala da 1 a 10).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-ricerca-su-stili-di-guida-il-10-degli-italiani-gira-un-video-con-il-cellulare-mentre-e-al-volante/">VIDEO-Ricerca su stili di guida: Il 10% degli italiani gira un video con il cellulare mentre è al volante</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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