Strasburgo: Antonio Megalizzi è morto. Era stato colpito alla testa nell’attacco terroristico

Strasburgo – E’ morto Antonio Megalizzi, il giornalista 29enne ferito martedì sera nell’attentato di Strasburgo. La notizia della morte del giornalista di Europhonica, ricoverato da martedì sera nell’ospedale Hautepierre di Strasburgo, è stata confermata anche da fonti della Farnesina.
Antonio, di origini calabresi a Strasburgo stava seguendo la seduta dell’Europarlamento per conto dell’emittente EurophonicaPH. Nato in Calabria, viveva a Trento da quando aveva pochi mesi. La famiglia aveva annunciato subito che le sue condizioni erano disperate. Un appello perché si facesse avanti “un luminare” era stato lanciato dal padre della fidanzata. Ma la situazione era ormai compromessa. Megalizzi è stato raggiunto alla testa da uno sparo: il proiettile si è conficcato tra il collo e la spina, in un punto che non ha consentito l’intervento chirurgico.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito “una inaccettabile tragedia” la morte di Antonio Megalizzi e ha espresso la sua “profonda tristezza”. “Sono particolarmente vicino – ha aggiunto il Capo dello Stato – al dolore della famiglia, della fidanzata e degli amici del giovane reporter italiano vittima dell’odio criminale e del fanatismo propugnato dal sedicente ‘Stato islamico’”.
“Una notizia che ci rattrista molto”, commenta il premier Giuseppe Conte che dedica “un pensiero di grande affetto e molto commosso alla sua ragazza”.

Il cordoglio di Oliverio per la morte di Antonio Megalizzi
“La notizia della morte di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista di origini calabresi che viveva a Trento e che è stato colpito a morte nel corso di un attentato terroristico ai mercatini di Natale di Strasburgo, mi addolora molto. Antonio – scrive il presidente della giunta regionale Oliverio – era un giovane aperto e solare, con due lauree, appassionato di radio e di politica, che amava l’Europa e la Calabria.
Chi lo conosceva personalmente racconta che durante le vacanze estive e le festività natalizie ritornava spesso a Reggio Calabria per riabbracciare parenti ed amici e per ammirare i colori e i sapori di una terra che aveva dovuto lasciare a soli cinque mesi, troppo presto per poterla meglio conoscere e amare.
La sua scomparsa fa male perché il mondo e l’Europa hanno sempre più bisogno di giovani come lui, che sorridono alla vita, che non si arrendono mai e guardano al futuro con speranza e con fiducia.
Alla famiglia e alla sua fidanzata giungano le mie più sentite condoglianze.”