Ss 106: Tra finanziamenti bloccati e opposte “tifoserie”. Anche le news diventano occasione di scontro

Lamezia Terme – In queste ore si è sviluppato sui canali social di calabrianews.it un dibattito, molto acceso, riguardo l’invito che il presidente dell’Associazione “Basta vittime sulla 106”, Fabio Pugliese ha formulato al ministro dell’interno Salvini di percorrere insieme la famigerata “strada della morte” per verificarne direttamente sul posto le condizioni e la pericolosità.
L’invito, effettuato nel corso della trasmissione “Agorà Estate” di Rai 3, era stato esteso anche al senatore Romeo della Lega, presente in studio.
La “questione”, come sempre più spesso accade in questi mesi, ha suscitato centinaia di messaggi di contenuto ovviamente opposto. C’è chi ritiene strumentale chiamare in causa Salvini (eletto senatore in Calabria ndr), chi, invece, sposta l’asticella più in là (riprendendo le parole dello stesso Pugliese) circa la disparità di trattamento tra Nord e Sud che questo governo sta attuando anche in materia di investimenti in infrastrutture viarie.
Una circostanza, che nello scorso mese di giugno, ha generato gradi proteste allorquando all’interno della legge cosiddetta “Sblocca cantieri” è emerso, dai tabulati e dalla cartina del Ministero dell’economia e finanza (Mef), che delle 28 opere pubbliche che il governo nazionale vuole fare ripartire e completare ben 27 si trovano da Roma in su e solo una al Sud. L’unica inserita è proprio relativa al terzo macrolotto della SS 106 con la dicitura “Compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica”. Che tradotto significa che tale intervento si potrà fare solo se lo Stato trova i soldi.
Proprio su questo aspetto, però, si è concentrata l’attenzione sia dell’Associazione che di numerosi rappresentanti istituzionali. Per la bretella della 106 Sibari-Roseto Capo Spulico, infatti, non c’è alcuna necessità di verificare la compatibilità economica dell’opera, visto che la copertura finanziaria è già garantita da 1,3 miliardi di euro totalmente finanziati ed approvati dall’agosto del 2018 dal Cipe (pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Delibera CIPE n.3 del 28 febbraio 2018 che ne approva la seconda ed ultima tratta) con una delibera già “bollinata” anche dalla Corte dei Conti.
Ora, al netto delle considerazioni evidenziate dalle opposte “tifoserie” dei nostri tanti lettori, questo è un dato di fatto incontrovertibile e che dovrebbe interrogare tutti noi perchè è interesse di tutti che la seconda maggiore strada calabrese (dopo l’autostrada A2) venga al più presto possibile, in primo luogo, messa in sicurezza e, poi, costruita con criteri più adeguati e rispondenti alle esigenze della moderna viabilità.
Tutto il resto, nel pieno rispetto delle libere valutazioni di ognuno, è fuori luogo e, soprattutto, a nostro avviso ripropone uno schema di forte contrapposizione ideologica che nulla di concreto offre alla risoluzione dei problemi di sicurezza della statale 106 che deve essere il primo, unico e vero obiettivo di tutti i calabresi.

mdf