Sport e famiglia punti cardine nell’incontro degli arbitri (AIA) lametini

FOTO Lamezia Terme – Gli Associati della Sezione AIA di Lamezia Terme, nelle scorse ore, si sono ritrovati, numerosissimi, per partecipare al convegno “Sport e Famiglia, punti cardine per la crescita dell’uomo-arbitro”. Per il secondo anno consecutivo, la Sezione ha inteso organizzare questo evento, a ridosso del Santo Natale, proprio per mettere al centro la Famiglia come “Istituzione”, cercando, quanto più possibile, di coinvolgere non solo gli associati, concentrati per quasi tutta la stagione sull’attività tecnica, quanto anche i loro familiari che vivono la passione arbitrale dei propri cari in pura simbiosi.
Numerosi ed importanti i relatori, presentati, tra gli applausi, dal Presidente di Sezione Gianfranco Pujia: Don Giuseppe Angotti, parroco della Parrocchia di Santa Maria Goretti; Francesco Milardi, Vice Responsabile Settore Tecnico Arbitrale -Area Sud; Francesco Longo, Presidente del Comitato Regionale Arbitri Calabria; Giuseppe Gualtieri, Prefetto della Provincia di Vibo Valentia, associato della Sezione di Locri; Saverio Mirarchi, Presidente del Comitato Regionale della LND; Stefano Archinà, Componente del Comitato Nazionale AIA.
Tema della serata è stato il rapporto tra Sport e Famiglia, definita dal Presidente Pujia, nel suo discorso introduttivo, come “la prima istituzione sociale”, sempre pronta a sostenere e confortare ogni suo componente nei momenti avversi, paragonabile, per molti aspetti, alla famiglia dell’AIA.
Il primo a prendere la parola è stato Don Pino Angotti che, partendo dal tema della famiglia, ha allargato il suo discorso fino a toccare argomenti più profondi, come il ruolo giocato dagli arbitri nel processo formativo che lo sport in generale, e il calcio in particolare, offre ai ragazzi. “L’arbitro – ha infatti detto – non è solo un giudice ma anche un educatore, che aiuta nella comprensione dell’errore, ed educa a quei valori che i ragazzi respirano in famiglia”.
La parola è passata a Francesco Milardi, che ha sottolineato come la Sezione “sia una seconda famiglia, all’interno della quale si creano ottime e splendide relazioni. Ma non bisogna dimenticare che l’arbitraggio è solo una fase temporale della vita. Ciò per rimarcare la centralità della famiglia nella vita degli sportivi. E’proprio la famiglia a sostenerci negli inevitabili alti e bassi della nostra carriera arbitrale, che deve essere vissuta con puro divertimento da parte degli associati”.
Significativo l’intervento dell’ex arbitro, oggi Prefetto di Vibo Valentia, Giuseppe Gualtieri, il quale ha parlato dell’AIA come di “un’agenzia di formazione, perché educa a rispettare il prossimo”, spaziando poi su argomenti come gli investimenti di denaro nel calcio, l’uso intelligente dei social network da parte degli arbitri e l’importanza del rapporto di gara in materia di giustizia sportiva.
Franco Longo, attuale CRA Calabria ed ex presidente della sezione di Paola, dopo aver speso parole di elogio per la Sezione di Lamezia Terme, visti pure gl’importanti risultati raggiunti in questi ultimi anni, ha evidenziato come la vita sezionale sia fondamentale per i più giovani, rappresentando uno “spaccato della società”. La convivenza di persone di ogni età ed estrazione sociale fornisce un’interazione che costituisce un ottimo percorso formativo per i tesserati AIA. Aiuto fondamentale e reciproco deve essere dato anche dagli arbitri delle categorie superiori, che possono mettere a disposizione la loro esperienza.
E’ stato poi il turno di Saverio Mirarchi. Il presidente della LND Calabria si è ricollegato al tema del divertimento in campo. “Il nostro è un mondo nel quale si gioca, e noi arbitri dobbiamo far divertire facendo giocare a calcio, anche se a volte si verificano episodi in cui il valore della famiglia latita”. Per quanto riguarda la carriera calcistica, Mirarchi ha ribadito la difficoltà odierna nel riuscire a diventare giocatori professionisti, anche se non bisogna mai privare i ragazzi di inseguire il proprio sogno. Parlando poi di maturità, Mirarchi ha riaffermato il valore dell’errore, la cui ammissione è segnale di forza e carattere.
A chiusura degli interventi, Stefano Archinà ha condiviso in pieno quanto detto da chi lo aveva preceduto, manifestando la propria ammirazione per tutti coloro che s’impegnano nella cooperazione tra le diverse sezioni a livello locale, affermando, infine, come “con il trattato tema della famiglia sia stato dato un senso concreto alla cena di Natale”. La riunione si è conclusa con la premiazione degli associati che, nell’anno che si appresta ormai a cedere il testimone, hanno conseguito la promozione nella categoria superiore: Pierfrancesco Ruberto in Prima Categoria, Alessandro Petrosino in Promozione, Luigi Molinaro alla CAI, Pietro Agapito e Martina Molinaro alla CAN D. Per aver raggiunto il prestigioso traguardo dei trent’anni di tessera, un riconoscimento è stato inoltre consegnato all’Osservatore Arbitrale Giovanni Arena. La serata è proseguita con la cena, consumata e conclusa all’insegna del sorriso e della spensieratezza.