Sanità, sindacati a muso duro: Commissari e “Decreto Calabria” hanno portato alla deriva del sistema

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Catanzaro – Le segreterie regionali della Fp Cgil, della Cisl Fp, Uil Fpl in una lettera aperta indirizzata al commissario per la sanità calabrese, Saverio Cotticelli, al sub commissario, Maria Crocco, e al dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, Antonio Belcastro esprimono “Preoccupazione per quanto sta accadendo ai lavoratori nelle Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione Calabria e per la condizione in cui è precipitato il servizio sanitario in conseguenza del ‘Decreto Calabria’”.
Le organizzazioni sindacali evidenziano che “Sono di questi ultimi giorni le notizie che riportano i primi licenziamenti dei lavoratori precari pluriennali con rapporto di lavoro a tempo determinato dell’azienda ‘Pugliese-Ciaccio’ di Catanzaro e l’avvio delle procedure di licenziamento di operatori socio-sanitari di una cooperativa che fornisce servizi esternalizzati presso l’azienda ospedaliera ‘Annunziata’ di Cosenza. Questi gli esiti nefasti di una stagione che da molto tempo ha messo in ginocchio il sistema sanitario regionale, gravato da ispessite criticità, la prima ormai universalmente riconosciuta, ovvero la carenza di personale. Tale deficit di professionalità, infermieristiche, mediche, socio-assistenziali, ha compromesso la qualità e quantità dei servizi erogati ai cittadini, ha compromesso la salute e sicurezza dei lavoratori, ha ingenerato sfiducia e allarme tra gli utenti che si rivalgono, anche con violente aggressioni proprio sugli operatori. Insomma, la ‘tempesta perfetta’”. Nella lettera aperta, sottoscritta da Alessandra Baldari per la Fp Cgil, Luciana Giordano per la Cisl Fp ed Elio Bartoletti per la Uil Fpl, le sigle ricordano che “sin dal primo incontro con il commissario Cotticelli e con il direttore generale Belcastro abbiamo fondato le richieste urgenti di completamento delle assunzioni già autorizzate con i precedenti decreti commissariali, di nuove autorizzazioni a ulteriori assunzioni attingendo dal bacino degli idonei delle graduatorie vigenti, l’avvio di nuove procedure concorsuali, mantenendo contemporaneamente in servizio il personale a tempo determinato a garanzia dei Lea e nelle more del completamento delle procedure fino al 31 dicembre 2019. Tali proposte, recepite dal commissario e dal Dipartimento, sono state cristallizzate in un protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 8 maggio, oggi tradito da alcune aziende. Stupisce che né i poteri speciali conferiti al commissario con il ‘decreto Calabria’, né il ruolo istituzionale del direttore del Dipartimento abbiano impedito tale drammatica deriva. Ma ancora più singolare è stata la mancata volontà di confronto con i sindacati, scegliendo il confronto diretto con i lavoratori, precari e idonei, a cui vengono vagheggiate promesse varie, simili a quelle dell’intervento del governatore della Regione che sposa la causa incontrando direttamente i lavoratori traditi e invoca l’intervento del nuovo governo chiedendo anche il supporto dei sindaci per sostenere la revoca del famigerato ‘decreto Calabria’, dimenticando gli anni sprecati a contrastare l’ufficio del commissario”.
Secondo le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl il “’decreto Calabria’ si è rivelato cura peggiore del male, al netto degli aspetti incostituzionali. Non c’è stata nessuna svolta radicale sulle gestioni aziendali, molte delle quali rimaste acefale per mancata nomina o rifiuto dei direttori individuati, e il permanere di situazioni opache consente la sopravvivenza di un sistema incrostato caro a molti. Ci adopereremo con le confederazioni regionali e nazionali e con le segreterie nazionali di categoria al fine di costruire uno spazio proficuo di confronto anche con il nuovo ministro della Salute”.