Sanità, Cotticelli ha deciso anticipando Roma: stop alle assunzioni e ai concorsi già espletati

Lamezia Terme – La sanità calabrese continua a rimanere nell’occhio del ciclone. Anzi, considerati gli ultimi provvedimenti approvati dal commissario per il piano di rientro dal debito, Cotticelli si prevedono tempi ancora più bui.
Saverio Cotticelli, infatti, con una direttiva ufficiale, del 25 aprile scorso, impartita ai vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere, alla Commissione prefettizia che guida l’Asp di Reggio Calabria e al dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute della Regione, Antonio Belcastro, blocca ogni possibilità di nuove assunzioni.
Il commissario diffida dallo stipulare contratti dirigenziali o immissioni in ruolo di personale non dirigenziale ancorché vincitori di concorsi. Divieto assoluto anche per l’utilizzo delle graduatorie vigenti a meno che le figure non riguardino personale ospedaliero in carico ad unità operative complesse afferenti il settore dell’emergenza-urgenza.
Inoltre, nella direttiva precisa che qualunque autorizzazione eventualmente rilasciata dalla precedente struttura commissariale dovrà essere esaminata e valutata in ordine alla reale necessità e, successivamente, validata dalla stessa struttura commissariale. Eventuali utilizzi di graduatorie, in qualunque ruolo e profilo professionale, prive dell’autorizzazione del commissario ad acta non avranno alcun valore e comporteranno la segnalazione delle connesse responsabilità dirigenziali ai competenti organi di giustizia penali e contabili, ai quali verranno pure segnalati comportamenti difformi dalla direttiva.
L’intervento di Cotticelli mette la parola fine su una questione, quella della grave mancanza di personale nelle strutture sanitarie pubbliche calabresi, che da più parti è stata valutata come allarmante e in grado di dare il colpo di grazia ad un sistema che di certo già non brillava.
La decisione di Cotticelli arriva ad anticipare anche quella che dovrebbe scaturire dalla valutazione negativa, da parte del cosiddetto “Tavolo Adduce”, che ha già bocciato sia i conti che i livelli essenziali di assistenza.
E pensare che proprio il giorno successivo alla riunione dello stesso del tavolo interministeriale di controllo sul piano di rientro, era stato il sub commissario calabrese Thomas Shael a “consigliare”, nel corso di un incontro, i vari dirigenti delle aziende sanitarie a “sbrigarsi” nel procedere con le assunzioni, per evitare le conseguenze derivanti proprio dal blocco. Circostanza che, comunque, si è verificata lo stesso per volontà di Catanzaro e non di Roma.