San Ferdinando, incendio nella baraccopoli: muore ragazzo di 18 anni del Gambia-VIDEO

- Advertisement -

VIDEO San Ferdinando (RC) – Un migrante proveniente dal Gambia di 18 anni Suruwa Jaithe è morto in un incendio sviluppatosi nella tendopoli di San Ferdinando, nella piana di Gioia Tauro, dove vivono centinaia di extracomunitari.
Secondo quanto si è appreso, il rogo, che ha distrutto due baracche, si sarebbe sviluppato in seguito ad un fuoco acceso in una delle baracche da qualcuno tra i migranti per riscaldarsi dal freddo della notte. La vittima è morta carbonizzata. Il giovane non abitava nella tendopoli ed era in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno per ragioni umanitarie. Ieri era andato a trovare degli amici nella tendopoli di San Ferdinando e vi era rimasto a dormire.
Probabilmente, secondo i soccorritori, l’uomo stava dormendo in una delle due baracche distrutte dal fuoco e non si è accorto delle fiamme che divampavano.

Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco che stazionano nella zona e dagli stessi migranti. Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia e guardia di finanza.
Suruwa Jaithe avrebbe dovuto partecipare a un tirocinio formativo di quattro mesi, da dicembre a marzo, che avrebbe consentito a lui e agli altri ragazzi appartenenti al progetto Sprar di Gioiosa Ionica, gestito dalla Rete dei Comuni solidali, di acquisire autonomia e aiutarli a trovare un lavoro. Solo giovedì scorso aveva partecipato a un
laboratorio artistico e ancora prima a un torneo di calcetto nel quale era stato premiato dal sindaco Fuda di Gioisa Ionica. (foto a fianco).
Intanto resta alta la tensione tra i circa mille migranti che vivono nella tendopoli di San Ferdinando dopo l’incendio. Al momento, comunque, non sono segnalati problemi.
Il prefetto di Reggio Calabria ha convocato d’urgenza un comitato per l’ordine e sicurezza pubblica che si terrà nella sede municipale del comune di San Ferdinando al fine di esaminare la situazione determinatasi a causa di un incendio sviluppatosi nella nottata di ieri nella baraccopoli di san Ferdinando e l’evento tragico verificatosi.
Nel gennaio 2018, un altro rogo aveva distrutto circa 200 baracche uccidendo Becky Moses, una donna nigeriana di 26 anni. Il rogo della notte scorsa è divampato nonostante sulla zona stesse piovendo. Le baracche, costruite ad alcune centinaia di metri dalla tendopoli “ufficiale” in cui vivono altri 800 migranti, sono adesso in mezzo al fango. Una situazione che crea tensione tra i migranti che annualmente, in questo periodo, arrivano nella piana di Gioia Tauro per cercare lavoro nei campi per la raccolta di agrumi.

Giovane muore nel rogo di San Ferdinando, dichiarazione di Oliverio
“Una giovane vita distrutta nella tendopoli di S Ferdinando. Jaiteh Suruwa 18 anni, a cui va il mio commosso pensiero, venuto dal Gambia per trovare lavoro, ha trovato la morte nella baraccopoli di S Ferdinando. La stessa nella quale, circa un anno fa, ha perso la vita Becky Moses, 26 anni. Entrambi privati dell’accoglienza Sprar, il primo a Gioiosa Ionica e la seconda a Riace. La tendopoli della morte continua a seminare vittime innocenti mentre viene assurdamente sancita la fine dei progetti Sprar e liquidata una esperienza come quella di Riace che costituisce un esempio concreto di accoglienza e di integrazione civile.
La morte del giovane Suruwa impone una netta inversione di rotta. La baraccopoli della morte e della mortificazione della vita deve essere smantellata. Il Governo, il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, assumano immediate iniziative per soluzioni adeguate ad una accoglienza degna di un Paese Civile”.