‘Ndrangheta, operazione “Rimpiazzo”: arresti in 10 Regioni-VIDEO-INTERCETTAZIONI

VIDEO-INTERCETTAZIONI La Polizia di Stato di Vibo Valentia, a conclusione di complesse indagini condotte in collaborazione con la Questura di Catanzaro e con il Servizio centrale operativo e con il coordinamento dalla Procura antimafia di Catanzaro, ha eseguito dalle prime ore di stamani un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di oltre 30 persone. Le persone coinvolte nell’operazione sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento e rapina, aggravati dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, lesioni pluriaggravate, intestazione fittizia di beni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.
Fra gli arrestati 31 persone: Michele Fiorillo, 33 anni, alias “Zarrillo” già condannato a 8 anni per l’operazione “Crimine” della Dda di Reggio Calabria, Benito La Bella, 31 anni, Nicola Barba, detto “Cola”, 67 anni, di Vibo Valentia, residente a Bivona, Giuseppe Salvatore Galati, 55 anni già condannato in “Crimine”, Salvatore Vita, 44 anni, di Vibo Marina già condannato per l’operazione “Lybra”, Rosario Battaglia, 35 anni, uno dei vertici del locale di Piscopio. Fondamentali le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia: Raffaele Moscato, Andrea Mantella e Daniele Bono.
La cosca di ‘ndrangheta dei “piscopisani” voleva rimpiazzare quella dei Mancuso, storicamente dominante sul territorio, nel controllo delle attività illecite in una vasta area comprendente Vibo Valentia ed alcune frazioni. É quanto é emerso dall’inchiesta condotta dalla Procura antimafia di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri.
Secondo quanto é emerso dalle indagini, condotte dalla Squadra mobile di Vibo Valentia, i “piscopisani” volevano subentrare alla cosca dei Mancuso nella gestione degli affari criminali in tutto il comprensorio di Vibo Valentia, comprendente, oltre al capoluogo, le frazioni Vibo Marina, Porto Salvo e Bivona. Il tentativo dei “piscopisani” di spodestare i Mancuso fu la causa di uno scontro tra i due gruppi che provocò anche alcuni omicidi.
Nell’operazione sono stati impiegati oltre 200 poliziotti a Vibo Valentia e altri nelle province di Reggio Calabria, Palermo, Roma, Bologna, L’Aquila, Prato, Livorno, Alessandria, Brescia, Nuoro, Milano e Udine.