Revoca divieto dimora per Oliverio: Mercoledì 20 deciderà la Corte di Cassazione

Catanzaro – Mercoledì prossimo 20 marzo, la Corte di Cassazione esaminerà il ricorso presentato, per conto del presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, dagli avvocati Armando Veneto ed Enzo Belvedere circa la richiesta di annullamento del provvedimento con cui il Tribunale della Libertà di Catanzaro ha ritenuto sussistenti e valide le ragioni per mantenere sottoposto all’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore il presidente Oliverio.
Come si ricorderà il provvedimento restrittivo è stato adottato a seguito delle risultanze dell’inchiesta denominata “Lande desolate” del 17 dicembre 2018 ad opera della distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri.
Nello specifico il governatore è finito sott’inchiesta insieme a una sfilza di tecnici, funzionari e all’imprenditore Giorgio Barbieri, legale rappresentante della Barbieri Costruzioni Srl” e della “Ads Srl”, che s’aggiudicò i lavori di costruzione dell’avveniristica piazza Bilotti a Cosenza, dell’aviosuperficie di Scalea e della modernissima cabinovia della stazione sciistica di Lorica.
Si tratta di opere finanziate con denaro pubblico e rispetto alle quali sarebbero stati compiuti, ad avviso dei magistrati inquirenti, atti illeciti grazie all’apporto fornito da dirigenti pubblici e tecnici privati proprio con il fine di avvantaggiare il gruppo imprenditoriale. Ad Oliverio vengono contestati episodi di abuso d’ufficio connessi agli stati di avanzamento concessi, appunto, all’impresa di costruzioni.
Non solo: il governatore è pure indagato per corruzione perchè avrebbe chiesto all’impresa, in cambio della concessioni di finanziamenti relativi ai lavori della cabinovia silana, di andare a rilento con l’opera pubblica – piazza Bilotti – che stava invece sorgendo nel capoluogo bruzio. Ciò con lo scopo di danneggiare politicamente il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto.