“Reventinum”, il sequestro dell’avv. Pagliuso tra i reati contestati

Catanzaro – Alcuni fermati nell’operazione “Reventinum” coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri del Comando provinciale sono accusati anche di violenza privata e sequestro di persona dell’avvocato Francesco Pagliuso, ucciso in un agguato il 9 agosto 2016 a Lamezia Terme. Il sequestro sarebbe avvenuto 2 anni prima.
Secondo quanto reso noto, durante la conferenza stampa, Pagluso sarebbe stato portato incappucciato in un bosco e fatto fatto inginocchiare davanti a una buca scavata con una ruspa perchè gli Scalise non erano contenti del suo lavoro di legale per un componente del sodalizio criminale.
Per il delitto, nel 2018, è stato arrestato Marco Gallo, insospettabile 33enne lametino titolare di una società di consulenze che, per l’accusa, sarebbe un sicario a pagamento.
Per gli inquirenti, Pagliuso sarebbe stato ucciso da Gallo per una vendetta trasversale ed in particolare per la sua vicinanza a Domenico Mezzatesta, l’ex vigile urbano responsabile, insieme al figlio Giovanni, del duplice omicidio, avvenuto nel 2013 in un bar di Decollatura, di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo, ritenuti vicini alla famiglia Scalise.
Da qui si sarebbe innescata una spirale di sangue. I fermi hanno riguardato appartenenti alle famiglie Scalise e Mezzatesta.