Reggio Calabria, processo “Trash”: 6 condannati e 3 assolti, tra questi anche il boss Orazio De Stefano-VIDEO

VIDEO Reggio Calabria – Si è concluso con 6 condanne e 3 assoluzioni il processo scaturito dall’operazione ‘Trash’che nel maggio 2017 portò all’arresto di 5 presunti esponenti della cosca De Stefano di Reggio Calabria nella gestione dell’ex società mista del Comune di Reggio che si occupava della raccolta differenziata dei rifiuti nel capoluogo e in 18 paesi della provincia reggina.
Il processo, celebrato con il rito abbreviato, davanti al Giudice per l’udienza preliminare, Mariarosaria Savaglio, in parziale accoglimento delle richieste del sostituto procuratore della DDA, Stefano Musolino, ha condotto alle seguenti condanne:
– Paolo Rosario De Stefano, 20 anni;
– Paolo Caponera, 18 anni;
– Giuseppe Praticò, 18 anni;
– Andrea Saraceno, 14 anni;
– Andrea Giungo, 14 anni;
– Vincenzo Torino, 6 anni;
– Orazio De Stefano, assolto;
– Francesco Ferrara, assolto;
– Andrea Maviglia, assolto.
Spicca la condanna a 20 di Paolo Rosario De Stefano, nipote di Orazio, considerato il boss della cosca reggina, mandato assolto nonostante l’accusa ne avesse chiesto la condanna a 13 anni.
L’operazione “Trash” venne portata a termine dalla Squadra l’11 maggio 2017 (Video sotto) e ha permesso di svelare i poliedrici interessi economici e le modalità di infiltrazione nel lucroso settore imprenditoriale dello smaltimento dei rifiuti da parte della potente cosca di ‘ndrangheta dei De Stefano, egemone nella città di Reggio Calabria, sia in seno alla società a partecipazione pubblica Fata Morgana – creata dal Comune per la raccolta dei rifiuti nel comprensorio dell’Ato (Ambito Territoriale Ottimale) n. 5 e dichiarata fallita in data 10.07.2012 – sia nel settore delle società private dell’indotto ad essa collegato.
I soggetti fermati su ordine della Dda di Reggio Calabria erano accusati di aver fatto parte di un’associazione mafiosa (cosca De Stefano) che poneva in essere articolate attività finalizzate a generare e garantire il sostanziale controllo – anche attraverso il mantenimento di stretti rapporti (dapprima accettati, poi imposti con modalità intimidatorie) con Salvatore Aiello della società a capitale misto Fata Morgana S.p.a. e con manager di quelle a capitale privato operanti nell’ambito economico, divenendo per tale via determinatori e garanti di più ampie dinamiche delittuose caratterizzate da molteplici attività consistenti nell’imporre il pagamento di ingenti somme di denaro a titolo di tangente, la scelta di fornitori compiacenti e l’assunzione di personale gradito.