Reggio Calabria, continua la fuga di Ciro Russo. Forse qualcuno lo sta aiutando

Reggio Calabria – Continua senza tregua la caccia all’uomo a Reggio Calabria. Le forze dell’ordine, infatti, non hanno mai smesso di cercare Ciro Russo il 42enne che martedì mattina ha dato fuoco all’ex moglie Maria Antonietta Rositani di 41 anni.
Il risultato delle prime attività ha portato al ritrovamento dell’auto dell’uomo in una stradina del centro reggino, quella stessa macchina con la quale ha percorso circa 500 chilometri per mettere in atto il suo piano criminale.
Russo, dopo aver vissuto per anni proprio in Calabria, era stato allontanato per maltrattamenti in famiglia e posto ai domiciliari in casa dei genitori ad Ercolano, nel Napoletano.
Nonostante il provvedimento restrittivo ha deciso di mettere in atto la sua vendetta contro l’ex moglie prima che venisse formalizzata la separazione, i due vivevano da circa un anno da soli.
Alla luce di quello che è successo appaiono ancora più terribili i messaggi concilianti che su facebook Russo postava. Uno di questi recita: “Lo so che farai fatica a credermi ma di me non devi avere più paura non devi temere più niente”.
Una modo per tranquillizzare la donna, forse. Di certo conoscendo molto bene le abitudini di Maria Antonietta martedì mattina si è fatto trovare lungo il percorso della donna provocandole, dopo averle lanciato addosso del liquido infiammabile, gravissime ustioni.
La vittima, dopo un primo passaggio ai “Riuniti” di Reggio Calabria è stata trasportata con un volo sanitario urgente da Lamezia Terme al policlinico di Bari dove, attualmente, si trova ricoverata presso il Centro grandi ustioni.
I sanitari hanno fatto sapere che Maria Antonietta si trova in prognosi riservata e che ha riportato ustioni gravissime su oltre il 50% del corpo, viso compreso.
Non è in pericolo di vita, fortunatamente, è pare che abbia chiesto di parlare con gli agenti della Polizia per sporgere, ancora una volta, una denuncia contro l’ex marito.
Di Ciro Russo, al momento però, non si hanno più notizie e il sospetto che gli investigatori delle forze dell’Ordine hanno maturato, in queste ore, è che l’uomo possa essere stato coperto ed aiutato da qualcuno anche nella latitanza.
Il cerchio, comunque, sembra stringersi sempre di più.