Rapporto Ecomafia 2015, Stefano Ciafani e Federico Cafiero De Raho hanno presentato i dati calabresi

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Lamezia Terme – «La Calabria è al secondo posto nella classifica nazionale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2015, con 487 infrazioni accertate, 505 denunce e 177 sequestri e nessun arresto». Questo il dato calabrese del Rapporto Ecomafia 2015 fornito in anteprima nazionale (la presentazione avverrà a Roma il 5 luglio) nell’incontro della seconda giornata di Trame al Chiostro di San Domenico.
All’appuntamento, coordinato dal giornalista dell’Avvenire Toni Mira, partecipano il direttore nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, il vicepresidente di Legambiente Calabria Andrea Dominijanni e il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho.
I relatori, discutendo sugli effetti della nuova norma sugli ecoreati (legge 68 del 2015), ne mettono in evidenza il suo travagliato iter; «una maratona lunga ben ventuno anni. Tanti disegni di legge, tutti naufragati nel nulla a causa delle pressioni esercitate soprattutto da Confindustria sul parlamento. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta» dice con soddisfazione Ciafani. Il direttore nazionale di Legambiente poi spiega i pilastri della 68/2015: «I sei nuovi ecoreati del Codice penale sono: inquinamento, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento del controllo e omessa bonifica. Le pene sono molto importanti; i tempi di prescrizione raddoppiano ed è prevista una lunga serie di aggravanti, tra cui quelle per lesione, morte, ecomafia e corruzione, e si possono eseguire le confische dei beni (anche per equivalente) in caso di condanna. La legge prevede anche sconti di pena per chi si adopera a bonificare in tempi certi. Sono previste anche sanzioni severe come la responsabilità giuridica delle imprese». Ancora Ciafani: «Nei primi otto mesi di applicazione della legge sono stati accertati 947 ecoreati, denunciate 1.185 persone e sequestrati 229 beni per un valore di 24 milioni. In 118 casi, è stato contestato il delitto di inquinamento; mentre per 30 volte il disastro ambientale».
Tuttavia, «nonostante l’assenza della politica nazionale e regionale, l’atteggiamento dei cittadini è cambiato. Ora c’è una nuova sensibilità sugli ecoreati. E i comuni sono molto attenti alla raccolta differenziata. Che significa legalità» afferma Dominijanni.
Anche De Raho parla di «un cambiamento nell’etica della gente. Non c’è più l’isolamento degli anni passati. I giovani hanno un entusiasmo incredibile. E c’è una diffusa cultura della legalità».

(c.s.)

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