Primarie Pd, il calabrese Marco Minniti ritira la candidatura a segretario nazionale

Roma – In un’intervista a Repubblica, Marco Minniti annuncia il ritiro della sua candidatura a segretario del Pd, “per salvare il partito”. L’ex ministro si augura quindi che dalle primarie esca “una leadership forte”.
“Quando ho dato la mia disponibilità alla candidatura – afferma Minniti al quotidiano – sulla base dell’appello di tanti sindaci e di molti militanti che mi hanno incoraggiato e che io ringrazio moltissimo, quella scelta poggiava su due obiettivi: unire il più possibile il nostro partito e rafforzarlo per costruire un’alternativa al governo nazionalpopulista”.
“”Si è semplicemente appalesato il rischio che nessuno dei candidati raggiunga il 51%. E allora arrivare così al congresso dopo uno anno dalla sconfitta del 4 marzo, dopo alcune probabili elezioni regionali e poco prima delle Europee, sarebbe un disastro”, afferma l’ex ministro dell’Interno. “Io lo faccio solo per il Pd. So che c’è il rischio di deludere chi ha deciso di concedermi un affidamento. Ma ci sono momenti in cui bisogna assumersi delle responsabilità personali. Per troppo tempo il partito si è adagiato su uno specchio deformato in cui ci si chiedeva ‘che faccio io?’ Un eccesso di personalizzazione. Ma il destino di un partito non può essere legato alle singole persone”.
E’ dunque caos candidature nel partito. Già da un paio di giorni erano emerse le perplessità di Minniti. I veleni oscurano la proposta di Martina e Richetti, che lanciano l’idea di consultare gli iscritti in modo vincolante su decisioni chiave come la fiducia a un nuovo governo e la formazione di un esecutivo ombra successiva alla scelta del segretario. “Basta divisioni”, ripete Martina. “Ritroviamo l’orgoglio dell’appartenenza al partito”, dice l’altro candidato Francesco Boccia, che ironizza: “Fidarsi di Renzi? Un ossimoro”. Il favorito nei sondaggi Nicola Zingaretti avverte: “Spero che qualcuno non abbia deciso di distruggere il Pd e stia giocando a un gioco macabro. Non dobbiamo permetterlo. Basta con questo gioco al massacro. Non é il momento di picconare e dividere”.