Primarie PD, Boccia: “PD simbolo bellissimo. Sì a doppia preferenza di genere”

Falerna (CZ) – “Il simbolo del PD è bellissimo, non possiamo rottamare anche quello, è una discussione senza senso. E il ramoscello d’Ulivo al suo interno rappresenta la nostra storia, i nostri valori”.
Così Francesco Boccia, deputato PD e candidato alla segreteria del Partito Democratico, oggi a Falerna (CZ) per presentare la sua mozione, insieme alla coordinatrice regionale #aporteaperte. Presenti iscritti, simpatizzanti del Partito e che ha visto intervenire il Sindaco Giovanni Costanzo, la coordinatrice del circolo PD locale e assessora alla pubblica istruzione Leonilda Cosentino, la professoressa, saggista e scrittrice Vittoria Butera e i coordinatori provinciale e regionale della mozione Francesco Carito e Alessia Bausone.
“Siamo tutti impegnati a far tornare il PD il primo partito italiano – ha aggiunto Boccia – per dare agli italiani un’alternativa al governo Lega-M5S. Ma per essere credibili dobbiamo tornare ad essere il partito del lavoro, il partito della scuola e il partito degli ecologisti. E allora la lista unitaria di cui si parla, aperta a tutte le sensibilità vicine alle nostre, può essere lo stesso Partito Democratico con una visione aperta e proiettata al futuro”.
“Il nostro PD #aporteaperte – ha proseguito – fa della parità di genere in tutti i contesti della vita pubblica e istituzionale un punto fermo. Mai più, con questa pessima legge elettorale, pluricandidature femminili per raccattare voti per poi lasciare il posto al collega di turno. E soprattutto preferenza doppia in tutte le istituzioni, dai comuni alle regioni. Ci sono ancora molte regioni che hanno la preferenza unica. Finché la società non sarà così matura da non aver bisogno di leggi ad hoc sulla parità di genere il PD dovrà battersi affinché le donne siano sempre rappresentate alla pari con gli uomini”.
“La battaglia per la doppia preferenza portata avanti da Alessia Bausone in Calabria – ha dichiarato ancora Boccia – la farò fino in fondo. E’ vergognoso che ci siano Regioni che non l’abbiano ancora introdotta. Perché non lo fanno? Perché i consiglieri regionali sono uomini e votano per loro stessi, spesso nascondendosi, come nella mia Puglia, dietro il voto segreto. Sono stato consigliere comunale e quando si fanno le competizioni elettorali è normale avere spazio anche per le donne. Questo modo di selezione della classe dirigente è utile a tutti. Si crea una chimica, una interlocuzione nelle istituzioni che poi è la mera rappresentazione della società che ha anche le donne. Da docente universitario vedevo più teste femminili che maschili. Vedevo uscire dagli esami voti più alti alle donne. Ci sono grandi donne capaci in politica, non trinceriamoci”
Sulle quote di genere ha ricordato: “Dieci anni fa con Enrico Letta, Alessia Mosca e altri colleghi facemmo una norma che imponeva agli organi apicali delle società quotate di avere al loro interno almeno un terzo del genere sottorappresentato, cioè le donne. In quegli anni le società quotate erano poche, molte di loro banche e il 97% dei componenti di C.d.a e collegio sindacale erano uomini anziani. Ciò era il risultato di un mondo chiuso in se stesso rispetto al quale decidevano solo alcuni pezzi di establishment. Abbiamo obbligato le società a inserire le donne creando un circuito virtuoso per far entrare un pezzo di mondo che mancava. Quella sulla doppia preferenza di genere in Calabria è una lotta straordinaria, di civiltà, andiamo avanti insieme”.
Soddisfatta la Bausone che ha sottolineato come: “Sull’adeguamento della legge elettorale regionale ai principi di parità di genere derivante dagli obblighi nazionali dettati dalle leggi del PD, i consiglieri regionali e il Governatore Oliverio hanno sbagliato. Ricomincino l’anno riprendendo questo argomento su cui fin d’ora hanno, con la complicità dell’unica donna in consiglio regionale, solamente giocato”.