Prefetto Reggio Calabria: “Superamento tendopoli proseguirà con installazione moduli abitativi”

San Ferdinando (RC) – A conclusione della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata nel municipio di San Ferdinando dopo l’incendio nella tendopoli che ha provocato la morte del 32enne senegalese Sylla Noumo, il prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari ha annunciato che “Il percorso di superamento della tendopoli di San Ferdinando proseguirà con l’installazione dei moduli abitativi già disponibili e quelli che metterà a disposizione la Regione Calabria e che verranno distribuiti in dieci comuni del territorio”. Il Prefetto ha annunciato, inoltre, che martedì prossimo ci sarà un’altra riunione in Prefettura con i comuni interessati, per avviare il piano di distribuzione dei moduli abitativi.
Si tratta di strutture da otto posti dotate di bagno e cucina, 30 delle quali già messe a disposizione dal ministero dell’Interno.
“E’ stata fatta un’analisi completa su quanto accaduto- ha poi spiegato il prefetto. Stiamo aspettando una relazione tecnica dei vigili del fuoco che ci serve per capire l’origine dell’incendio e contemporaneamente ci sono indagini Polizia di Stato per cercare di fare luce su quanto accaduto”.
Alla riunione, hanno partecipato il Questore di Reggio Calabria, i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza, il procuratore di Palmi Ottavio Sferlazza, il sindaco di San Ferdinando Andrea Tripodi e rappresentanti dei vigili del fuoco.
Il Prefetto si è detto rattristato ed ha espresso solidarietà alla famiglia della vittima. Attualmente nella tendopoli vivono 800 persone, il massimo consentito. Fino ad un mese fa vi erano ospitate 500 persone, poi, con l’abbattimento della baraccopoli, sono state aggiunte nuove tende che hanno portato la capienza ad 800. Trecento migranti sono stati trasferiti, appunto, dalla baraccopoli. Era stata installata recentemente, per fare posto ai migranti spostati dalla baraccopoli demolita, la tenda andata a fuoco ieri sera a San Ferdinando. La tenda era realizzata con materiale ignifugo ma, hanno spiegato i vigili del fuoco, questo accorgimento serve solo a rallentare lo svilupparsi delle fiamme e non ad impedire l’incendio.
Il rogo, poi, può essersi propagato a causa dei materiali presenti all’interno della tenda quali materassi, vestiti ed altro. “Al momento non viene esclusa alcuna causa. Si sta lavorando per effettuare accertamenti tecnici e scientifici sulla tenda incendiata” ha sottolineato il procuratore di Palmi Ottavio Sferlazza.
Il magistrato, parlando con i giornalisti, ha chiesto tempo “per avere gli elementi necessari per avere un quadro della situazione”.