Parla il fratello dell’agente calabrese ucciso: “Scettico sull’estradizione”

Roma – Tra gli omicidi contestati ai Pac (Proletari Armati per il Comunismo) che facevano riferimento a Cesare Battisti, arrestato nelle scorse ore in Bolivia, c’è anche quello del poliziotto Andrea Campagna, nato a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio il 18 agosto 1954. (nella foto a sinistra)
Campagna fu ucciso al termine del suo turno di servizio, intorno alle 14 del 19 aprile 1979, in un agguato in via Modica, alla Barona a Milano, di fronte al portone dell’abitazione della sua fidanzata, mentre si accingeva a salire sulla propria autovettura per accompagnare il suo futuro suocero al lavoro.
Secondo quanto accertato, anche in sede giudiziaria, Campagna era atteso da un gruppo terroristico, fu raggiunto da cinque colpi di pistola; gli attentatori si allontanarono poi su di una Fiat 127. La successiva rivendicazione fu proprio opera dei PAC. Nella rivendicazione si parlò di Campagna come «torturatore di proletari» anche se in realtà l’agente svolgeva mansioni da autista presso la DIGOS di Milano.
Dopo l’arresto di Cesare Battisti, Maurizio Campagna, fratello di Andrea, ha dichiarato all’Adn Kronos: “Chiederemo appuntamento con il Governo e vedremo come si vuol muovere – ha dichiarato all’agenzia di stampa -Bisogna vedere quali passaggi bisogna compiere. In ogni caso sono fiducioso perché dal 2004 a oggi ogni governo si è mosso con determinazione per chiedere l’estradizione. D’altronde, potrebbe far ben sperare il fatto che all’arresto abbia partecipato la polizia boliviana”.
Campagna, tuttavia, è meno ottimista circa una rapida estradizione: “La Bolivia è uno di quei Paesi che non applica l’estradizione – ha dichiarato infatti a Skytg24 – Battisti non è uno stupido, se è andato in Bolivia qualche motivo ce l’ha. Speriamo riesca a scontare l’ergastolo in Italia – ha aggiunto – fino a quando non lo vedo su un aereo sono un pò scettico. Spero che lo Stato italiano e la Farnesina ci diano una risposta”.